Castrezzato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Castrezzato
comune
Castrezzato – Stemma Castrezzato – Bandiera
Castrezzato – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoGiovanni Aldi (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°31′N 9°59′E / 45.516667°N 9.983333°E45.516667; 9.983333 (Castrezzato)
Altitudine125 m s.l.m.
Superficie13,63 km²
Abitanti7 434[1] (31-5-2021)
Densità545,41 ab./km²
FrazioniBargnana, Campagna, Monticelle, Barussa
Comuni confinantiCastelcovati, Chiari, Coccaglio, Comezzano-Cizzago, Rovato, Trenzano
Altre informazioni
Cod. postale25030
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017045
Cod. catastaleC332
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 410 GG[3]
Nome abitanticastrezzatesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castrezzato
Castrezzato
Castrezzato – Mappa
Posizione del comune di Castrezzato nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Castrezzato (Castrezàt in dialetto bresciano[4][5]) è un comune italiano di 7 434[1] abitanti della provincia di Brescia in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Castrezzato si trova nella Bassa Bresciana occidentale. Il territorio è pianeggiante ed è attraversato a settentrione dalle rogge Trenzana e Castrina.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Mazza (1986), il toponimo deriverebbe dal latino castrum per la presenza di un castello medievale, oppure dal personale romano Castricius rinvenibile su alcune lapidi longobarde[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Caxiratum, nome romano di Castrezzato, passava la via Mediolanum-Brixia, che collegava Mediolanum (Milano) con Brixia (Brescia) passando anche da Cassianum (Cassano d'Adda).[senza fonte] In epoca romana, il territorio appartenne al pagus raggruppante Chiari, Cologne e Rovato[6]. In seguito dipese dalla pieve di Coccaglio. Il borgo si sviluppò all'interno di un castrum per la difesa degli abitanti[6].

Durante una delle tante guerre che caratterizzarono il territorio bresciano nel XII secolo, il castello andò distrutto. Fu riedificato nel 1205 per ordine del comune di Brescia, che concesse anche privilegi ed immunità a motivo dei quali il borgo fu chiamato Castelfranco. Il fortilizio fece parte di una linea di difesa della repubblica comunale bresciana che si estese, fra il XII e il XIII secolo, da Iseo a Quinzano[6].

Le mura difensive del castello furono donate al comune dalle famiglie nobili che ne erano proprietarie; avendo però perduta l'originaria funzione, andarono in rovina e i fossati furono riempiti per farne strade. La viabilità odierna, caratterizzata da una circonvallazione esagonale, ricorda l'originario sistema di fortificazione[6].

Nel 1701, durante la Battaglia di Chiari, il borgo fu saccheggiato dalle truppe francesi e spagnole[7].

Il 17 febbraio 2021, durante la pandemia da COVID-19, il territorio castrezzatese venne inserito in "zona rossa" a seguito di numerosi contagi [1]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dei santi Pietro e Paolo: è la parrocchiale. Fu eretta tra il 1750 e il 1764, in posizione prossima all'antica chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli, e fu consacrata nel 1785. All'interno, accanto alla Sacrestia, si trova la Cappella del Suffragio. Contiene affreschi attribuiti a Pietro Scalvini e dipinti di Lodovico Gallina, Antonio Guadagnini, Sante Cattaneo, Giuseppe Teosa, Giacomo Bondioli. L'altare maggiore è opera dei tagliapietre di Rezzato[7].
  • Chiesa di San Pietro: risale al 1102 e sorge sulle rovine di un antico castello[7];
  • Chiesa di San Lorenzo: riedificata nel 1737, contiene affreschi di Pietro Scalvini[7];
  • affresco di via Battisti: posto all'inizio della strada, ricorda l'apparizione con la quale, nel 1378, sant'Antonio, scortato da angeli armati, avrebbe messo in fuga l'esercito visconteo capitanato da Giovanni Oldofredi.
  • Villa Torri: ottocentesca, con ampia facciata sul fronte strada e, verso il giardino, portichetto sormontato da una loggia.
  • edificio del Cinquecento-Seicento (a sud del paese, all'incrocio tra Via X Giornate e Via XXIV Maggio): costruzione rettangolare rimaneggiata nei secoli successivi le cui fondamenta, secondo il Mazza (1986), potrebbero risalire al Quattrocento[8].
  • Castello: dell'antico fortilizio resta solo la torre, trasformata in campanile.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1 407 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 27 maggio 1220, data che per la prima volta cita "Castrezago" in una pergamena del Codice Diplomatico redatto in Brescia, la Comunità ha costantemente legato la propria sussistenza al lavoro agricolo, in stretto connubio con l'allevamento di animali da stalla e da cortile.

La geografia antropica locale attesta conseguentemente che le abitazioni del borgo sorte nel corso dei secoli e le numerose cascine dislocate tra i terreni coltivati erano consentanee a tale duro lavoro, svolto prevalentemente da salariati dipendenti da possidenti e Famiglie nobili, e in seguito anche da piccoli proprietari di pochi piò (misura locale bresciana di un terzo di ettaro, dal latino "plodum", porzione di terreno che una pariglia di buoi riusciva ad arare in una giornata lavorativa). Le abitazioni si presentavano con stalle e fienili, porcilaie e pollai, concimaie ed essenziali servizi igienici in comune privi di acqua. Questo fino agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso. Con l'approssimarsi del boom economico favorito dalla nuova industrializzazione postbellica Italiana, i piccoli appezzamenti di proprietà furono ceduti ed assemblati da pochi agricoltori, supportati nel frattempo da macchinari che hanno in gran parte sostituito la necessità del lavoro manuale dell'uomo. Qui necessita fare memoria di una Ditta costruttrice tutta Castrezzatese del tempo, la Amerigo Cavalli & C., la quale ha progettato e realizzato diverse, innovatrici macchine agricole che hanno trovato fortuna sul mercato Nazionale ed Internazionale. L'Economia locale si è in seguito prevalentemente riciclata nel settore edilizio, favorendo il formarsi di "squadrette" ben rodate di operai specializzati nei vari rami delle costruzioni, prevalentemente dirette a Milano e hinterland. Conseguentemente la geografia antropica locale ha radicalmente mutato il proprio volto. Il crescere della popolazione ha favorito la costruzione di centinaia di graziose villette fornite di ogni confort, con annessi curati giardini privati. Nel Borgo le abitazioni hanno trasformato le vecchie stalle in rimesse per gli autoveicoli, mentre i fabbricati sette-ottocenteschi sono stati sapientemente restaurati, favorendo il Marketing di nuovi negozi forniti di ogni genere merceologico. Anche le vecchie, secolari osterie, hanno chiuso i battenti sostituite da moderni bar, paninoteche e gelaterie. Nel contempo sono sorte attrezzature sportive di ultima generazione. Oltre a palestre e campi per il calcio e per il tennis, affidati dal Comune a società sportive o gestiti dalla Parrocchia, spicca oggi la presenza di un moderno Kartodromo e di un Autodromo in fase di Ristrutturazione da parte di una blasonata casa Automobilistica "PORSCHE ITALIA" di riconosciuta fama Nazionale e Internazionale, di un campo da Golf a 12 buche con annesso Ristorante, Camere per potervi soggiornare e di un'Arena Sky Roller con una pista di tutto rispetto immersa in un parco verde nel quale bambini e adulti possono fare passeggiate e divertirsi in un ambiente Familiare. Il servizio Religioso fa invece capo agli edifici di culto tra i sopracitati monumenti e luoghi di interesse. .

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La viabilità ricorda l'originario sistema di fortificazione: come riportato dal Mazza (1986), il Lechi segnalava come la strada di circonvallazione, composta dalle attuali via Dieci Giornate, via Dante Alighieri, via Circonvallazione Nord e via Vittorio Alfieri, era caratterizzata da una forma esagonale analoga a quella di una piccola cittadella murata[6].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bargnana;
  • Campagna;
  • Monticelle;
  • Barussa;
  • Calura;
  • Anello;
  • Anellino;

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1932 al 1956, Castrezzato è stata servita dalla ferrovia Cremona-Iseo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 dicembre 1984 25 maggio 1990 Angelo Gabriele Manenti DC Sindaco
25 maggio 1990 14 giugno 1999 Pierluigi Treccani PSI
poi lista civica di centrosinistra
Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Enrico Corna lista civica di centrodestra Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pierluigi Treccani lista civica di centrosinistra Sindaco
8 giugno 2009 27 maggio 2019 Gabriella Lupatini Il Popolo della Libertà-Lega Nord
poi Forza Italia
Sindaco
27 maggio 2019 incarica Giovanni Aldi lista civica di centrosinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 180, ISBN 88-11-30500-4.
  6. ^ a b c d e f Mazza (1986), p. 190.
  7. ^ a b c d Mazza (1986), p. 191.
  8. ^ Mazza (1986), pp. 190-191.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 190-191. ISBN non esistente.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN142032581 · WorldCat Identities (ENlccn-n91048851
Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia