Berlingo

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Berlingo
comune
Berlingo – Stemma Berlingo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoNicola Venturo (commissario) dal 3-8-2018
Territorio
Coordinate45°30′08″N 10°02′29″E / 45.502222°N 10.041389°E45.502222; 10.041389 (Berlingo)Coordinate: 45°30′08″N 10°02′29″E / 45.502222°N 10.041389°E45.502222; 10.041389 (Berlingo)
Altitudine121 m s.l.m.
Superficie4,59 km²
Abitanti2 748[1] (30-11-2017)
Densità598,69 ab./km²
FrazioniBerlinghetto
Comuni confinantiLograto, Maclodio, Rovato, Travagliato, Trenzano
Altre informazioni
Cod. postale25030
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017015
Cod. catastaleA799
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiberlinghesi
Patronosanta Maria Nascente
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Berlingo
Berlingo
Berlingo – Mappa
Posizione del comune di Berlingo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Berlingo (Berlènch[2] o Berlingh[3] in dialetto bresciano) è un comune italiano di 2 748 abitanti[1] della provincia di Brescia, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ha un'estensione di circa 4 km quadrati.

Territorio e storia: cenni[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Berlingo comprendente, oltre al borgo principale, anche la frazione Berlinghetto che sorge a soli 800 metri dal capoluogo, si stende nella parte più settentrionale della zona dei fontanili,di cui è ricco e che alimentano numerosi canali di bonifica.

Le origini degli insediamenti si fanno risalire ad un pagus di origine romana, mentre il toponimo, sicuramente di epoca posteriore, si spiega con varie ipotesi. Oltre a quella morfologica che fa derivare•il suffisso ing come tutti quelli in eng a origini gote o longobarde, se ne presentano altre due: secondo la prima il nome sarebbe la corruzione della parola “labirinto” che in tempi remoti indicava luoghi di proprietà Calini, secondo l’altra, adottata dal Gnaga, si associa il nome a “berlengum”, termine con cui, in tempi remoti, si indicava un campo adibito a funzione specifica di cui si è perso il significato.

Nell’alto medioevo il territorio venne legato alla pieve di Trenzano, mentre il domino feudale fu affidato a proprietà religiose: il vescovo di Brescia, i monasteri di S. Faustino e di Rodengo. Col tempo queste proprietà passarono nelle mani di grandi famiglie feudatarie o possedenti, quali gli Emili, i Ducco e, soprattutto, i Calini i quali, nel corso del ‘600 costituirono la villa Berlingo che aveva un giardino–labirinto.

Più tardi dominarono i marchesi Piovanelli della Santella e, soprattutto, per più lungo tempo, i Martinengo. Le proprietà religiose, prima, e feudali, poi, avviarono e svilupparono la bonifica dei terreni e la costruzione delle cascine che, data la non vasta estensione dei territori, sorsero in minor numero in campagna e maggiormente entro gli stessi nuclei urbani di Berlingo e di Berlinghetto.

Fra quelle rurali sono notabili la cascina Martinenga,a Berlinghetto, dalla marcata struttura a corte chiusa con importante casa patronale, e la cascina Piovanelli, dai portici notevoli per le colonne in marmo, che sorge nella località della Santella Mora, dove sono raggruppate diverse corti.

Le cascine urbane costituiscono una gran parte del patrimonio edilizio del centro storico, sono fornite di aie e di portici ormai poco utilizzati, salvo quelle di alcune aziende pienamente funzionanti, e attendono una riconversione degli spazi che si spera rispettosa del patrimonio storico–culturale che esse esprimono.

Le bonifiche, oltre che fruire delle seriole formate dai fontanili locali, si avvalgono, per l’irrigazione, anche di canali derivati dall’Oglio attraverso i territori di Urago e di Cossirano, tra cui, principalmente, il vaso Baioncello e la roggia Calina.

I Calini costruirono anche una cappelletta destinata a diventare il centro della parrocchia di Berlingo che alla fine del 1500 era già quasi autonoma da Travagliato, mentre il Comune si formò solo intorno al 1600.

L’attuale parrocchiale, dedicata alla natività di Maria Vergine, si deve alla progettazione dell’architetto Gaspare Turbini del 1788, ma la sua facciata è del 1902. Più antica, invece, è la parrocchiale di Berlinghetto, dedicata a S. Maria Assunta e S.rocco, che risale al 1694. Fra le chiese minori è da ricordare quella di origine altomedioevale chiamata “dei morti”, perché sul muro esterno che dà sulla strada mostra una danza macabra.

Nei tempi moderni accanto all’attività agricola, si sviluppò a Berlingo una vasta attività edilizia cui si dedicarono molte imprese e molti muratori che lavorarono nei comuni circostanti, e soprattutto, gravitano verso la città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 2004 Giovanni Orizio lista civica "Per un Paese Migliore" Sindaco
14 giugno 2004 17 dicembre 2012 Dario Ciapetti lista civica "Per un Paese Migliore" Sindaco [5]
17 dicembre 2012 27 maggio 2013 Carlo Gandossi lista civica "Per un Paese Migliore" Vicesindaco f.f.
27 maggio 2013 11 giugno 2018 Cristina Bellini lista civica "Berlingo Virtuosa"
(centrosinistra)
Sindaco
11 giugno 2018 3 agosto 2018 Salvatore Rosario Pasquariello Commissario [6]
3 agosto 2018 in carica Nicola Venturo Commissario [7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1928 e il 1954 a Berlingo fu attiva una fermata lungo una deviazione appositamente realizzata della tranvia Brescia-Soncino[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 74.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Deceduto in carica. Redazionale, Muore il Sindaco Ciapetti, Giornale di Brescia, in Giornale di Brescia, 17 dicembre 2012. URL consultato il 17 dicembre 2012.
  6. ^ Nominato in seguito al mancato raggiungimento del quorum alle elezioni comunali del 2018, alle quali prese parte solo una lista.
  7. ^ Nominato in sostituzione di Salvatore Rosario Pasquariello, a sua volta nominato Commissario nel comune di Rodengo-Saiano.
  8. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui - Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997.

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