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Incudine (Italia)

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Incudine
comune
Incudine – Stemma
Incudine – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoBruno Serini[1] (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate46°13′20″N 10°21′30″E / 46.222222°N 10.358333°E46.222222; 10.358333 (Incudine)Coordinate: 46°13′20″N 10°21′30″E / 46.222222°N 10.358333°E46.222222; 10.358333 (Incudine)
Altitudine910 m s.l.m.
Superficie19,67 km²
Abitanti370[2] (30-11-2017)
Densità18,81 ab./km²
Comuni confinantiEdolo, Monno, Vezza d'Oglio
Altre informazioni
Cod. postale25040
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017083
Cod. catastaleE297
TargaBS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 511 GG[3]
Nome abitantiincudinesi
Patronosan Maurizio
Giorno festivo22 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Incudine
Incudine
Incudine – Mappa
Posizione del comune di Incudine nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

« Segue il Commun d'Incudine, qual contiene due terre divise dal fiume Oglio, che passa tra mezo cioè: Incudine dal Solivo, Incudine dal Vago. »

(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[4])

Incudine (Incüzen in dialetto camuno[5][6]) è un comune italiano di 370 abitanti[2] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Incudine in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Incudine è diviso in due dal fiume Oglio. La parte settentrionale, rivolta a sud-ovest, è chiamato Incudine al Solivo (da Sulìf, che in dialetto camuno indica un posto soleggiato), mentre la parte meridionale, rivolta a nord, è detta Incudine al Vago (da Vàch, che in dialetto camuno indica il lato in ombra della vallata),[7] e nella zona dove passa la strada nazionale è detta borgo.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Una "bota" (storia tramandata oralmente), un'antica leggenda, che si perde nella notte dei tempi che comunque alcuni studiosi ritengono abbia qualche fondamento, racconta che il paese di Incudine fu fondato, in epoca romana o medievale, come campo di raccolta e di sorveglianza per schiavi (da cui il nome "incudine" per indicare il grosso pezzo di ferro su cui venivano "ribattuti i ferri" che incatenavano). Ma un'altra ipotesi viene proposta sull'origine del piccolo borgo che può essere, con buona approssimazione, fissata in epoca post-romana: come per il nucleo originario di un altro paese della media Valle Camonica: Ono San Pietro, anche per Incudine si può ritenere, con buone probabilità, che un gruppo (o una carovana) di nomadi provenienti dalle pianure ungheresi, durante le continue trasmigrazioni di massa del primo periodo medievale, abbia fissato la propria dimora in questo sito, erigendo alcune piccole case rurali a ridosso della ripida montagna che sovrasta il corso dell'Oglio in questa parte dell'alta Valle.[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.
Incudine, contrada al Vago
Chiesa parrocchiale di San Maurizio
Ponte del "Salto del Lupo", a nord dell'abitato

Domenica 15 marzo 1299 un console della vicinia di Incudine, Giovanni Gustanci, si reca con alcuni vicini ad Edolo dove è presente Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi. Qui confermano che nel loro territorio ogni diritto, consuetudine e giurisdizione apparteneva al vescovo di Brescia, e versando le decime. Viene ricordato che i vicini di Incudine erano obbligati a cacciare una volta l'anno per la curia. Sono enumerati 40 manenti.[9]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Incudine, Cortenedolo, , Cemmo, Zero, Viviano e Capo di Ponte a Maffeo e Giroldo Botelli di Nadro.[10]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Incudine, Giovanni Carnevallio e il notaio Brizio di Monno, si schierarono sulla sponda ghibellina.[11]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[12]

Nel 1634, su consiglio ecclesiastico, venne distrutta una roccia presso un monte chiamato Fasano (Plazza?) dove gli abitanti si recavano in processione durante i periodi di siccità.[7]

Il paese era importartante centro per l'acquisto del maiale: da qui lo scütüm degli abitanti.

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Botelli 1336 - ?
Della Torre 1423 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Incudine sono:[13]

  • Parrocchiale di San Maurizio, costruzione seicentesca, con campanile della prima metà del XVIII secolo. L'edificio venne ampliato all'inizio del XX secolo. L'interno, barocco, è arricchito da una pregevole pala d'altare
  • Chiesa di San Bernardino, in località Vago, del XVII secolo
  • Chiesa di San Vito e Sant'Anna, ai piedi della cima di San Vito, a 1860 m s.l.m. Le sue dimensioni, suppur modeste, sono importanti per il contesto ambientale in cui è collocata. È caratterizzata da una facciata a capanna e all'interno si può notare il caratteristico soffitto a volta; una volta adornata da innumerevoli ex-voto (piccoli quadretti donati dai fedeli per grazie ricevuta in seguito all'invocazione dei Santi) la maggior parte dei quali è ora conservata nella chiesa Parrocchiale di San Maurizio.[14]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Incudine si compone del colore Rosso e del simbolo dell'incudine.

« Di rosso, ad un'incudine di ferro »

(Fonte[15])

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Chiesa di San Vito e Sant'Anna
Chiesa di San Vito e Sant'Anna

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

I cognomi sono nei dialetti comuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Incudine è Strüghei(cioè insipidi, scostanti e pericolosi) oppure Pórcei (maiali).[17]

  • 15 giugno, festa di San Vito . Ci si recava al santuario, che sorge nei pressi del monte Aviolo (in caso di maltempo la festa era celebrata nella parrocchiale. Una leggenda popolare associa San Vito all'Uomo selvatico.[18]
  • 26 luglio, festa di Sant'Anna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Unione di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Incudine fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Ponte di Legno, Vione, Vezza d'Oglio, Temù e Monno.

L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Incudine [collegamento interrotto], su comunali2011.interno.it. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 392.
  5. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 328.
  7. ^ a b Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 394.
  8. ^ Intercam - Incudine, su intercam.it. URL consultato il 13 settembre 2008.
  9. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994, p. 302.
  10. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 81, ISBN 88-343-0333-4.
  11. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna, 1998 [1698], pg. 183.
  12. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 206, ISBN 88-343-0333-4.
  13. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 145.
  14. ^ Chiesa di S. Vito e S. Anna - Incudine, in Turismo Valle Camonica. URL consultato il 17 novembre 2017.
  15. ^ Descrizione degli stemmi a cura di www.comuni-italiani.it URL consultato il 21-1-2008
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  18. ^ Atlante Demologico Lombardo, su demologia.it. URL consultato il 12-08-2008.
  19. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell Alta Valle Camonica [collegamento interrotto], su pers.mininterno.it. URL consultato il 26 luglio 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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