Astrio

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Astrio
frazione
Astrio – Veduta
Astrio dalla SS 345
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneBreno-Stemma.png Breno
Territorio
Coordinate45°56′34″N 10°19′22″E / 45.942778°N 10.322778°E45.942778; 10.322778 (Astrio)Coordinate: 45°56′34″N 10°19′22″E / 45.942778°N 10.322778°E45.942778; 10.322778 (Astrio)
Altitudine794 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale25043
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Patronosan Martino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Astrio
Astrio

«E più in alto al meriggio quella di Astrio, luogo pure di rettoria parochiale soto titolo di san Vito, e Modesto, decorato d'altra chiesa campestre di San Martino...»

(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[1])

Astrio (Ahtre in dialetto camuno[2]) è una frazione del comune di Breno in Val Camonica a 794 metri s.l.m.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Astrio è il primo paese della Val Camonica che si incontra scendendo dal Passo di Crocedomini.

Giace in una conca naturale orientata a sud-est.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome potrebbe derivare da Ahtre, Oahtre, Castrum (fortezza), come ricordo del dominio romano.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.[4]

Il 15 maggio 1365 il vescovo di Brescia Enrico da Sessa investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Vione, Vezza, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Astrio, Ossimo e Losine Giovanni e Gerardo del fu Pasino Federici di .[5]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[6]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo estivo è rinomato in valle per la sua sagra del baccalà (da cui lo scotöm dei suoi abitanti).

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Ronchi 1336 - ?
Federici
Arms family it Federici - ancient (Luca Giarelli).png
1365 - ?
Della Torre 1423 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale
Altare della parrocchiale

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Astrio sono:[3]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Astrio è Bacalà (baccalà)[2] o Marà.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 207.
  2. ^ a b Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 165.
  3. ^ a b Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 59.
  4. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 83, ISBN 88-343-0333-4.
  5. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 104, ISBN 88-343-0333-4.
  6. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 206, ISBN 88-343-0333-4.

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