Cemmo

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Cemmo
frazione
Cemmo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Comune Capo di Ponte-Stemma.png Capo di Ponte
Territorio
Coordinate 46°01′40″N 10°20′05″E / 46.027778°N 10.334722°E46.027778; 10.334722 (Cemmo)Coordinate: 46°01′40″N 10°20′05″E / 46.027778°N 10.334722°E46.027778; 10.334722 (Cemmo)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 25044
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Patrono santo Stefano
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cemmo

Cemmo, (Hèm in dialetto camuno[1]) frazione di Capo di Ponte, è situata a destra del Fiume Oglio, ai piedi del Monte Concarena.

Fu uno dei primi centri abitati della Val Camonica, come dimostrano le numerose incisioni rupestri presenti sul territorio; attualmente è popolato da circa 600 abitanti. È sede della Pieve di San Siro, parrocchiale fino al secolo XVI.

La Chiesa Parrocchiale, dedicata a Santo Stefano e posta nel centro dell’abitato, fu eretta nel secolo XVI.

Buona parte del nucleo centrale di Cemmo è occupato dal Convento e dagli spazi scolastici delle Suore Dorotee da Cemmo, che qui hanno la loro Casa-Madre. L’originario nucleo monastico ebbe origine nel XVII secolo e nei tempi successivi si è ingrandito fino a inglobare quasi completamente la parte alta del Paese.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il paese di Cemmo, frazione di Capo di Ponte, sorge sul versante occidentale del fiume Oglio, in posizione dominante rispetto al capoluogo. Cemmo è attraversato dal torrente Clegna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Cemmo visto da Paspardo
Chiesa di San Bartolomeo degli Umiliati
Chiesa parrocchiale di Santo Stefano

Il 6 marzo 1206 la famiglia Avogadro riceve dal vescovo di Brescia Giovanni da Palazzo l'investituta della corte di Cemmo, , Pisogne e Gratacasolo.[2]

Sabato 4 aprile 1299 Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi, si trasferisce da Edolo a Cemmo per continuare la stesura dei beni vescovili in Val Camonica. I consoli ed i vicini di Cemmo e di Pescarzo giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta. A breve saranno chiamati a far lo stesso atto le comunità di Cerveno, Cimbergo, Paspardo, Paisco Loveno, Nadro, Saviore, Berzo Demo, Grevo e Sellero. Il castello di Cemmo era affidato alla custodia degli uomini di Pescarzo e Sellero. Sono enumerati 40 manenti.[3]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Incudine, Cortenedolo, , Cemmo, Zero, Viviano e Capo di Ponte a Maffeo e Giroldo Botelli di Nadro.[2]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Cemmo, Tonerio Bonfadini e il notaio Giorgio Orsatti, si schierarono sulla sponda ghibellina.[4]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[2]

Cemmo nel XIV secolo era chiuso dalle porte Nosedema, Azema e Nosmola sul Clegna.[5]

Qui di seguito viene riportato il testo della donazione dogale:[6]

« Francesco Foscari, per grazia di Dio doge dei veneziani (...) il predetto spettabile e generoso uomo signor Bartolomeo di Cemmo e i suoi discendenti maschi procreati da legittimo matrimonio, per la linea maschile, li fece e li crò conte e conti di Cemmo e Cimbergo e insignì lo stesso luogo di Cemmo e Cimbergo nella dignità di contea cosicché i predetti discendenti e qualsivoglia di loro, per sempre possono usare detto titolo e tenerlo. La contea e tutti i luoghi ad essa pertinenti il doge esime e separa dalla giurisdizione e dalla soggezione di qualunque città, terra o luogo che fosse soggetto a diritti feudali »
(Donazione della contea di Cemmo-Cimbergo a Bartolomeo da Cemmo, 28 maggio 1430)

il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico di Cemmo è uno dei più belli della Val Camonica, numerosi sono gli edifici antichi addossati l'uno all'altro, con portali, tetti a spioventi, cortili. Ogni anno a giugno si svolge la manifestazione "4 porte 4 piazze", che si sviluppa su un percorso che, snodandosi tra le quattro piazze del borgo, porta a scoprire l'antico paese. La piazza più bella è grande e la piazza Morciuolo, circondata da antichi caseggiati, domina la scena un'antica fontana coperta tradizionale con lavatoio. Davanti alla parrocchiale dedicata a Santo Stefano, si trova una altra piazzetta, resa suggestiva dalla grossa fontana, dietro la quale c'è un piccolo parco giochi, questo luogo è un piccolo crocevia per raggiungere il centro storico, la parte bassa del paese, per cui Capo di Ponte, pescarzo e l'antica pieve di San Siro e l'istituto scolastico delle suore Dorotee, nella parte alta del paese. a strapiombo sul torrente Clegna si trova la chiesa di Santa Maria, davanti alla quale si trova una altra piazzetta con fontana e lavatoio, dal parcheggio accanto è possibile un panorama sulla contrada "Furen" un gruppo di antiche case poste nelle vicinanze dei resti di un antico forno fusorio, questa contrada è una viva testimonianza dell'architettura rurale tradizionale Camuna. Lungo via Santa Maria vecchia sorge invece lo spiazzo della Berlina, piccola piazzetta così chiamata perché cui si svolgevano un tempo i processi pubblici, cui aveva sede l'antico municipio di Cemmo. Sulla sponda opposta del torrente Clegna si estende una verde zona di campagna, chiamata Inimara, ricca di sentieri e stradine con "broli".

Antichi Originari[modifica | modifica sorgente]

Gli Antichi Originari erano, al tempo delle vicinie, i capifuoco delle famiglie native del paese: essi erano gli unici che avevano il potere di deliberare nei consigli, mentre i nobili, gli ecclesiastici e gli stranieri (anche se residenti da diverse generazioni nel paese) ne erano esclusi. I cognomi degli Originari di Cemmo erano:[7]

  • Arimanni
  • Cattane
  • Bottanelli
  • Visnenza
  • Murachelli
  • Lascioli
  • Agostani
  • Bona

Feudatari locali[modifica | modifica sorgente]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Avogadro 1206 -
Botelli 1336 -
Della Torre 1423 -

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Cemmo sono:[8]

  • Parrocchiale di Santo Stefano, di originaria struttura romanico-lombarda, rimaneggiata a partire dalla visita di San Carlo nel XVI secolo.
  • Chiesetta di Santa Maria ed Elisabetta, posta su un dirupo sul torrente Clegna, è del XII-XIII secolo. Vi sono tele attribuite al Bate e numerosi ex voto.
  • Chiesa degli umiliati, del secolo XIII, riportata in un documento del 1344. Venne alienata con la soppressione dell'ordine nel 1570.
  • Pieve di San Siro, di età romanica, a strapiombo sul fiume Oglio
Masso Cemmo 2. iscrizioni

Siti UNESCO[modifica | modifica sorgente]

  • Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina
  • Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo

Società[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Cemmo è Túrte (torte).[9]

Persone legate a Cemmo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  2. ^ a b c Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 28. ISBN 88-343-0333-4.
  3. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994, p. 317.
  4. ^ Gregorio Brunelli in Oliviero Franzoni (a cura di), Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, pg. 183.
  5. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 289.
  6. ^ Franco Bontempi, Cimbergo - storia , economia, società, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2004, p. 114.
  7. ^ Felice Murachelli, Cemmo, Gianico, Edizioni Toroselle, 1978, p. 181.
  8. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 102.
  9. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 163.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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