Ponte di Legno

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Ponte di Legno
comune
Ponte di Legno – Stemma
Ponte di Legno – Bandiera
Ponte di Legno – Veduta
Ponte di Legno – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoIvan Faustinelli (lista civica) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate46°15′34″N 10°30′34″E / 46.259444°N 10.509444°E46.259444; 10.509444 (Ponte di Legno)
Altitudine1 260 m s.l.m.
Superficie100,43 km²
Abitanti1 755[1] (30-11-2021)
Densità17,47 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiEdolo, Peio (TN), Saviore dell'Adamello, Sondalo (SO), Spiazzo (TN), Temù, Valfurva (SO), Vermiglio (TN), Vezza d'Oglio, Vione.
Altre informazioni
Cod. postale25056
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017148
Cod. catastaleG844
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 4 695 GG[3]
Nome abitantidalignesi
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponte di Legno
Ponte di Legno
Ponte di Legno – Mappa
Ponte di Legno – Mappa
Posizione del comune di Ponte di Legno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Ponte di Legno (AFI: /ˈponte di ˈleɲɲo/[4], Pont de Lègn o Put de Lègn in dialetto camuno) è un comune italiano di 1 755 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia. Situato all'estremità settentrionale della Valle Camonica, collegato tramite il Passo del Tonale con il comune di Vermiglio in provincia di Trento. L'abitato di Ponte di Legno è situato ad un'altitudine di 1260 metri sul livello del mare.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di Legno visto da Villa Dalegno

La località turistica di Ponte di Legno si trova all'estremità settentrionale della Valle Camonica (di cui rappresenta l'ultimo e, per estensione territoriale, il più grande comune) e a sud del gruppo Ortles Cevedale (Corno dei Tre Signori e Monte Confinale). Completamente immersa in un'ampia conca, sorge tra Lombardia e Trentino-Alto Adige e si collega alla provincie di Sondrio tramite il Passo di Gavia.

È il comune più a nord della provincia di Brescia ed è il secondo più popoloso dell'Alta Valle Camonica dopo Edolo.

La frazione di Poia (1 210 m s.l.m.), ormai inglobata nell'abitato principale, ne costituisce la propaggine occidentale. Le frazioni di Zoanno (1 345 m). e Precasaglio (1 395 m) si trovano verso nord in direzione del passo del Gavia. La frazione di Pezzo (1 565 m) rappresenta il paese abitato tutto l'anno posto alla maggiore altitudinedell'intera provincia di Brescia .

Ponte di Legno è il punto geografico dove il torrente Narcanello, che scende dal ghiacciaio del Pisgana, ed il torrente Frigidolfo, proveniente da Val Malza e dal Lago Nero, confluiscono dando vita all'Oglio, importante fiume immissario del lago d'Iseo e uno degli affluenti principali del Po.

Convergono verso Ponte di Legno quattro valli: due da nord (Valle delle Messi e Valle di Viso) e due da sud (Val Sozzine e Val Bione).

Dal centro dell'abitato è possibile ammirare in direzione sud-est il gruppo del Castellaccio (sottogruppo dell'Adamello), costituito dall'omonimo monte, dal Corno di Lago Scuro, dalla cima Payer e dalla cima Venezia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Ponte di Legno è di tipo nettamente alpino caratterizzato da lunghi inverni molto rigidi e nevosi e da brevi e fresche estati.

La temperatura minima registrata è di -31,5 °C, mentre d'estate la media minima è di +5 °C e la media massima è intorno a +19 °C.

L'estate si può pertanto considerare una tregua dopo il grande freddo invernale; solamente nella terribile estate del 2003 il termometro toccò i +27 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.
Ex sala della Vicinia

Nel 774 d.C., nel documento di donazione della Valle Camonica da parte di Carlo Magno al monastero di San Martino di Tours (Abbazia di Marmoutier), la parte più settentrionale della vallata, al confine con Trentino, è denominata Dalanias:

«Donamus etiam ad prefatum sanctum locum vallem illam que vocatur Camonia cum salto Candino vel usque in 'Dalanias' cum montibus et alpibus a fine Treentina qui vocatur Thonale usque in finem Brixamcinse seu giro Bergamasci»

(Monumenta Germaniae Historica diplomatum Carolinorum, 16 luglio 774 ev (Testo in latino disponibile su wikisource))

In epoca medievale e moderna il nome diviene Daligno o Dalegno. In età veneziana (1428-1797) una delle divisioni amministrative della Valle Camonica era composta dalle due comunità non confinanti di Borno e Dalegno.

Attorno all'anno Mille, la chiesa matrice della comunità di Dalegno, quella di San Martino di Villa Dalegno, ottiene la facoltà di avere una fonte battesimale, senza dover rifarsi a quella della pieve di Edolo.[5]

Nel 1158 il vescovo di Brescia Raimondo: in specifico, in riguardo a ogni onore, distretto e castellanza di Dalegno e di ogni diritto di imporre la decima, quale esiste adesso ed esisterà nel tempo a venire, che nel territorio di Delegno e nelle sue pertinenze (…) e inoltre dell'onore e del distretto che il vescovo ha in Cimbergo vengano investiti Pietro e Laffranco Martinengo.[6]

Il 18 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Dalegno la comunità e gli uomini di Dalegno.[7]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1398 i rappresentanti della comunità di Dalegno, Giacomo di Faustino Favalino e il notaio Antonio Pedercino di Davena, si schierarono sulla sponda ghibellina.[8]

Il 9 aprile 1411 Giovanni Federici viene nominato da Giovanni Maria Visconti di Milano conte della Contea di Edolo e Dalegno.[9]

Con la pace di Lodi del 1454, tutta la Valle Camonica passò sotto la Serenissima Repubblica Veneta. All'interno della Serenissima ci fu un relativamente lungo periodo di tranquillità e di pace durata fino alla caduta della Repubblica nel 1797. La politica della Serenissima era di rispettare gli usi e le consuetudini, nonché alcuni regolamenti e leggi locali. Fu sotto la dominazione della Serenissima che, nello stemma di Ponte di Legno fu inserito il Leone di San Marco, simbolo della Repubblica.

Nel XVII secolo l'erudito padre Gregorio Brunelli riporta che gli abitanti migravano d'ottobre sino a maggio nel bresciano, nel cremonese e nello stato di Milano a portar le pecore.[10]

Nel 1624 si effettua la separazione di Dalegno tra le terre di fuori (Temù, Villa, Pontagna, Lecanù) e le terre di dentro (Ponte, Poia, Zoanno, Precasaglio e Pezzo).

Il 1911 è l'anno di fondazione dello Ski Club Ponte di Legno, uno dei primi d'Italia, mentre l'anno successivo Ponte di Legno è nominata dal Touring Club Italiano prima stazione italiana di turismo e sports invernali.

Per quanto riguarda la storia del XX secolo, Ponte di Legno ha conosciuto direttamente le due guerre mondiali, in particolare la prima, essendo un avamposto importante dell'Italia di fronte all'Impero austro-ungarico.

Il 27 settembre 1917 Ponte di Legno. già evacuata. venne bombardata per rappresaglia dai cannoni austriaci. Dopo la fine delle ostilità si decise di avviare il piano di ricostruzione che terminò ufficialmente il 3 settembre 1922 alla presenza in paese del re Vittorio Emanuele III.

Il comune è spesso punto di passaggio importante per i ciclisti del Giro d'Italia che, scesi dal Tonale, imboccano la strada statale del Gavia salendo fino al passo omonimo (2621 m) per scendere in Valfurva. Il 29 maggio 2010 è transitata la 20ª tappa con partenza da Bormio e arrivo al Passo del Tonale dopo aver superato il valico del Gavia dal versante di Santa Caterina Valfurva.

Il 28 ottobre 2012 è stata sottoposta a referendum la proposta di fusione fra i comuni di Ponte di Legno e Temù che non è passata[11].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

«D'oro, al ponte di legno al naturale, movente dalla punta dello scudo. Capo d'azzurro, al leone di San Marco, non diademato, d'oro, posto sopra la partizione. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.R. del 20 dicembre 1928)

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Santissima Trinità

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Ponte di Legno sono:[12]

Architetture storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Castelpoggio: struttura privata non visitabile situata in località Poia, all'ingresso occidentale di Ponte di Legno. Nel 1853 erano ancora presenti ruderi di fortificazioni precedenti, ma nel 1914 vennero erette delle strutture militari, delle trincee e dei camminamenti; a ciò va ad aggiungersi che la zona fu pesantemente bombardata durante la guerra[13]. Nel 1922 il conte Giuseppe Zanchi De Zan acquistò il poggio e costruì il castello oggi visibile. Nel secondo dopoguerra nel maniero sono stati ricavati 21 miniappartamenti: 12 nel corpo principale, 7 nelle stalle, 1 nella casetta del maggiordomo ed 1 nella cappella. Il castello, sito a 1 272 m s.l.m., ha una cinta muraria lunga 580 m con merlature ghibelline e 6 accessi.[13]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Laghetto di Valbione: è una piccola frazione di Ponte di Legno. A renderla graziosa sono un laghetto attrezzato per la pesca e la presenza di un golf club. Ideale per trascorrere una tranquilla giornata in famiglia, nei pressi del laghetto è presente anche un bar-ristorante. La località è raggiungibile in seggiovia, in auto, oppure a piedi per sentiero. Da Valbione è possibile, con un'altra seggiovia, salire al Corno d'Aola (ci sono anche un sentiero e una strada per le auto), da cui si ha una vista panoramica sulla valle.
  • Val Sozzine: valle che si estende da Ponte di Legno in direzione del Passo del Tonale. Vi si giunge facilmente sia a piedi sia in macchina. Il sentiero parte direttamente dal paese (costeggiando il torrente Narcanello) e offre la possibilità di seguire un percorso-vita provvisto di varie attrezzature. La zona è fornita di tavoli, griglie e un parco giochi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Con i suoi 100 km² Ponte di Legno è il secondo comune più vasto della provincia di Brescia dopo Bagolino.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2019 gli stranieri residenti nel comune di Ponte di Legno sono 75 e costituiscono il 4,3% della popolazione totale. La comunità più consistente è quella albanese che conta 36 persone[15].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre volte indicanti tratti caratteristici di una comunità.

Feste e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovedì di mezza quaresima, (Giudi' de la Meza): si legge il testamento e di seguito si brucia la Vecchia[16].
  • 29 giugno - Santi Pietro e Paolo: sagra e fiera di San Pietro.[16]
  • 2 novembre Commemorazione dei defunti. Ancora oggi permane l'usanza della distribuzione gratuita del sale da parte della Vicinia a ciascun capofuoco (famiglie residenti) in tutto il paese di Ponte di Legno.[16]
  • Domenica prima di Pasqua: i ragazzi di Recco inviano delle palme per festeggiare la domenica delle Palme, mentre d'inverno i dalignesi ed il comune stesso tagliano degli abeti per abbellire le piazze del comune di Recco. Nel 2006 c'è stato il 50º anniversario del gemellaggio istituito nel 1956.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ponte di Legno presenta diverse frazioni e località:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ponte di Legno offre molte attrattive sia per la stagione estiva sia per quella invernale.

La possibilità di svolgere numerose attività immersi nella natura, come gite all'aria aperta, escursioni in mountain bike, arrampicate su roccia e traversate sui ghiacciai è garantita in tutte le stagioni dell'anno. Sagre gastronomiche goderecce accompagnano il finire dell'estate nel mese di settembre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 42 del Tonale e della Mendola collega la Val Camonica con la città di Bergamo e prosegue in Val di Sole e nella Val di Non in direzione Bolzano.La strada provinciale 300 di Gavia collega Ponte di Legno con il comune di Santa Caterina di Valfurva in Valtellina.

Impianti a fune[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di Legno fa parte del comprensorio sciistico Adamello Ski. I numerosi impianti sono attivi durante la stagione estiva (giugno-agosto) e in quella invernale (dicembre-marzo). Una cabinovia inaugurata il 2 dicembre 2006 collega in meno di 15 minuti Ponte di Legno con il Passo del Tonale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio di Ponte di Legno.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
31 maggio 1985 23 maggio 1990 Giuliana Trigari PSI Sindaco
23 maggio 1990 24 aprile 1995 Paolo Costa DC Sindaco

Di seguito l'elenco dei sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995):

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 11 febbraio 1997 Andrea Bulferetti PPI Sindaco [17]
11 febbraio 1997 28 aprile 1997 Sandro Faustinelli PDS Vicesindaco f.f.
28 aprile 1997 1º dicembre 1998 Andrea Bulferetti PPI Sindaco [18]
1º dicembre 1998 14 giugno 1999 Paola Fico Commissario
14 giugno 1999 5 febbraio 2003 Mario Toselli Casa delle Libertà Sindaco [17]
5 febbraio 2003 27 maggio 2003 Paola Fico Commissario
27 maggio 2003 27 maggio 2013 Mario Giuseppe Bezzi lista civica di centro-sinistra Sindaco
27 maggio 2013 11 giugno 2018 Aurelia Sandrini lista civica di centro-sinistra Sindaco
11 giugno 2018 in carica Ivan Faustinelli lista civica di centro-sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia Recco, dal 1956[senza fonte]

Unione di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di Legno fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Temù, Vione, Vezza d'Oglio, Incudine e Monno.

L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[19]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Luciano Canepari, ˈponte di ˈleɲɲo, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  5. ^ Romolo Putelli, Intorno al castello di Breno: storia di Valle Camonica, Lago d'Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a S. Carlo Borromeo, Brescia, La Nuova Cartografica, 1989 [1915], p. 17.
  6. ^ Franco Bontempi, Cimbergo - storia, economia, società, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2004, p. 95.
  7. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 102, ISBN 88-343-0333-4.
  8. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna, 1998 [1698], p. 183.
  9. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 152.
  10. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 342.
  11. ^ Giuseppe Arrighetti, Temù boccia la fusione con Ponte di Legno, in Corriere della Sera, 29 ottobre 2012.
  12. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 175.
  13. ^ a b AAVV, Itinera - 4 - Castelli, torri e fortificazioni, Breno, Tipografia camuna, 2003, p. 54.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 24-05-2016.
  15. ^ Cittadini Stranieri 2019 - Ponte di Legno (BS), su Tuttitalia.it. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  16. ^ a b c Atlante Demologico Lombardo, su demologia.it. URL consultato il 12-08-2008.
  17. ^ a b Dimissionario.
  18. ^ Sospensione del Consiglio comunale.
  19. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica [collegamento interrotto], su pers.mininterno.it. URL consultato il 26 luglio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'alta Valcamonica da Vione a Ponte di Legno, Guide Grafo Brescia, 1992
  • Don Gregorio Ambrosi, Napoleone in Valcamonica (1796-1806), Esine, Editrice San Marco, 1977.
  • G. Berruti, W. Belotti, D. M. Tognali, E. Bressan e A. Majo, Malghe e alpeggi dell'alta Valcamonica, Milano, 1989.
  • Mario Berruti, Cronache di Pezzo, Grafo c 1994.
  • Mario Berruti, La Fonte e lo stabilimento di S. Apollonia, Civiltà Bresciana, 1998.
  • Mario Berruti, Una famiglia di pastori di fine '700, Grafo Edizioni Brescia, 1998.
  • Mario Berruti, L'Albergo Maculotti, Bollettino parrocchiale di Pezzo, 1998.
  • Mario Berruti, Santa Apollonia, un sogno termale a Ponte di Legno, Grafo Edizioni Brescia, 2002.
  • Mario Berruti e Giancarlo Maculotti, Pastori di Valcamonica, Grafo Edizioni, Brescia, 2002.
  • Mario Berruti, La Dismembrazione, Quaderni della Biblioteca di Ponte di Legno, 2008.
  • Mario Berruti, La Fonte e lo Stabilimento di S.Apollonia, La Cittadina, 2009.
  • Mario Berruti e Giancarlo Maculotti, Ponte di Legno, un secolo di storia per immagini, Quaderni della Biblioteca di Ponte di Legno, 2009.
  • G. Bezzi. (a cura di), Camunni per Favallini Bonifacio G.B. dalignese, Fondazione Civiltà Bresciana, 2004.
  • Adelio Cominoli, Chiesetta di Poia, 1984.
  • Adelia Cominoli, Ponte di Legno: la sua storia dalle origini ad oggi, tip. Mediavalle, Malegno, 1979.
  • Pietro Faita, Ponte di Legno e le sue memorie, Brescia, Morcelliana, 1947.
  • Duilio Faustinelli, Slumà Pés, vedere, guardare, ascoltare (a cura di Franco Nardini), Brescia, 1982.
  • Duilio Faustinelli, La “Cattastrofe”, diario di guerra di un pastore camuno, Esine, 1982.
  • Giancarlo Maculotti (a cura di), Statuti del Comune di Ponte di Legno sec. XVI-XVII, Brescia, 1993.
  • Remigio Maculotti, 70 anni di sci a Ponte di Legno, ed. Comitato Interventi Turistici Ponte di Legno, 1981.
  • Carlo Masera, Alta Valcamonica, Ponte di Legno e Passo del Tonale, Manca editore, 1971.
  • Gabriella Motta, L'alta Valcamonica da Vione a Ponte di Legno, Ed. Grafo, 1992.
  • C. Pasero (prefazione di), Il catastico bresciano di Giovanni Da Lezze (1609-1610), Brescia, Apollonio, 1969-73.
  • Lino Pogliaghi e Paolo Pogliaghi, Montagne di Pontedilegno, Tamari Montagna, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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