Conservatorio Luca Marenzio

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Conservatorio Luca Marenzio
338BresciaConservatorio.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBrescia
Altre sediDarfo Boario Terme
Dati generali
MottoCælestis specimen concentus
Fondazione1864
FondatoreFaustino Gaza, Carlo Antonio Venturi
Tipostatale
PresidenteGiammatteo Rizzonelli
Dir. generaleAlberto Baldrighi
Studenti700 (2016)[1]
Dipendenti136 (2016)[1]
AffiliazioniAEC, RAMI
Sito web

Il Conservatorio Luca Marenzio è un istituto superiore di studi musicali fondato a Brescia nel 1864.

Il Conservatorio ha due sedi, una a Brescia e una a Darfo Boario Terme.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Brescia[modifica | modifica wikitesto]

Il Conservatorio fu fondato da una società privata nel 1864[2] come Istituto musicale pareggiato, il primo a garantire "l'istruzione gratuita del popolo" in ambito musicale nella città. Nel 1868 diventò Istituto Filarmonico - poi Istituto Civico - intitolato al mecenate Carlo Antonio Venturi, docente di Scienze naturali appassionato di musica e collezionista di violini. L'Istituto "Venturi" fu parte integrante attiva della storia locale, tale sviluppo è documentato dall'incremento costante del numero degli studenti e dall'aumento dell'offerta formativa: nel 1895 fu istituita la prima cattedra di Pianoforte, mentre nel 1947 fu istituita quella di Composizione.

L'Istituto Venturi divenne conservatorio statale (Legge n. 663) nel 1971. Nel medesimo anno, sempre con la Legge n. 663, fu inaugurata la Scuola media interna, già attiva dall'anno scolastico 1966/67, unitamente all'Istituto musicale pareggiato. L'organico previsto dal suddetto provvedimento era di quindici cattedre, oltre al direttore e tredici posti per il personale amministrativo.

Nel 1993 il Conservatorio è stato intitolato a Luca Marenzio.

Nel 1999 con la Legge n. 508 avvenne la trasformazione in Istituto di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), grazie alla quale gli insegnamenti del Marenzio sono riconosciuti a livello universitario.

Sede di Darfo[modifica | modifica wikitesto]

La sede del conservatorio di Darfo fu fondata nel 1978 nell’ex Convento Queriniano, così denominato perché voluto dal Cardinale Angelo Maria Querini, vescovo di Brescia. Il convento fu edificato tra il 1721 e il 1729 per l'Ordine della Visitazione di Santa Maria. Per quasi un secolo, molte famiglie della Valle Camonica e oltre vi mandavano le proprie figlie affinché fossero istruite. Le Salesiane, infatti, vi tenevano un convitto con scuole interne di lettere, di musica, di lavoro femminile. Dopo il periodo rivoluzionario del 1797 e la devastazione napoleonica del 1810, il convento fu riaperto nel 1837 per le Figlie del Sacro Cuore. L'edificio, comprendente circa duecentosessanta locali, divenne di proprietà comunale nel 1975 ed in seguito fu gradualmente ristrutturato.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'ente è strutturato nei seguenti dipartimenti:[3]

  • Canto e teatro musicale
  • Composizione e direzione
  • Didattica della musica
  • Musica antica
  • Musica contemporanea
  • Musica d'insieme
  • Nuove tecnologie e linguaggi musicali
  • Strumenti ad arco e a corda
  • Strumenti a fiato
  • Strumenti a tastiera e percussione
  • Teoria, analisi e storia della musica

Sede di Brescia[modifica | modifica wikitesto]

Il Conservatorio Statale Luca Marenzio ha la propria sede nel centro della città, in piazza Arturo Benedetti Michelangeli, accanto all'Auditorium San Barnaba. Esso occupa in parte un antico convento agostiniano, per un'altra parte un palazzo ottocentesco, opera dell’architetto Donegani. Parte del convento erano i due chiostri e il portico tuttora componenti la struttura del Marenzio. Il Conservatorio è dotato di ampi spazi di rappresentanza e quarantotto aule per lo studio individuale e per le esercitazioni di musica d'insieme, conferenze, laboratori, saggi e concerti.

Auditorium San Barnaba

Adiacente l'Istituto, l'Auditorium San Barnaba è di proprietà comunale, ma una convenzione ne consente l'utilizzo da parte del Conservatorio per gli eventi di maggior importanza e a grande affluenza di pubblico. L'Auditorium può ospitare sino a quattrocento persone.

Aula Gioacchino Rossini

Si tratta dell'ampia aula dedicata allo studio delle materie non strumentali. L'aula Rossini si presenta come una piccola galleria organologica, dal momento che vi sono esposti esemplari di strumenti del secolo scorso, tra cui un'arpa Erard modello gotico.

Sala Bazzini

La Sala Bazzini, così chiamata in onore del violinista Antonio Bazzini, è un auditorium di modeste dimensioni dotato di un grande organo Franz Zanin e un pianoforte Steinway Gran Coda.

Sala Marcello

Situata nella parte bassa dell'antica torretta che affianca l'ex chiesa di San Barnaba, divenuto auditorium, la Sala Marcello è dotata del terzo organo a canne dell'Istituto.

Salone Pietro da Cemmo

Aula Magna del Conservatorio, il Salone Da Cemmo è il cuore artistico dell'istituto per la sua bellezza e perfezione acustica, grazie alle proporzioni armoniche e al soffitto in legno. Esso era un tempo la libreria del convento dei monaci Agostiniani di Lombardia, ordine qui insediatosi nel 1456. Il Salone trae il proprio nome da Giovanni Pietro da Cemmo, autore dello splendido ciclo di affreschi, concluso nel 1490, che orna le pareti della sala.

Il Salone Pietro da Cemmo ospita i principali concerti ed eventi dell'istituto, oltre alle prove degli ensembles musicali più ampi, tra cui orchestre, estesi gruppi cameristici e cori. Il Salone Da Cemmo è dotato di due pianoforti a coda.

Sede di Darfo[modifica | modifica wikitesto]

La sede di Darfo è fornita di diciassette aule studio con postazioni multimediali e un auditorium con cento posti a sedere, dotato di organo a canne, adibito all'attività concertistica e didattica del Conservatorio.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca del Conservatorio vanta 26.000 volumi nel settore didattico, affiancati da circa 600 dischi in vinile, 200 CD e 20 testate di periodici musicali. Dal 2009 la biblioteca è entrata a far parte della rete SBN grazie ad una convenzione con la Regione Lombardia. Al fondo moderno si aggiunge un fondo antico che comprende manoscritti e stampe, tra cui l'Estro poetico-armonico di Benedetto Marcello (1724), il Miserere e l'Orfeo di Ferdinando Bertoni, rare edizioni Artaria di Clementi, Haydn e Mozart. Quanto ai manoscritti, sono conservati importanti melodrammi, oratori e cantate di Galuppi, Hasse, Leo, Marcello, e opere clavicembalistiche di Turrini e autografi di Pietro Gnocchi. La biblioteca edita due collane: Collana di musiche inedite e Collana di Saggi musicali.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Valotti (1864-)
  • Patrizia Vastapane (2010-2016)
  • Laura Salvatore Nocivelli[4][5] (2016-2019)
  • Giammatteo Rizzonelli[6][7] (dal 2019)

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Consolini (1866-1872)
  • Romano Romanini (1872-1934)
  • Mario Ruminelli (1935-1942)
  • Isidoro Capitanio (1942-1944)
  • Luigi Manenti (1946-1966)
  • Felice Luscia (1967)
  • Alessandro Cicognini (1971-)
  • Giulio Tonelli (1976-1979)
  • Giancarlo Facchinetti (1979-1981)
  • Franco Maria Mariatti (1981-1982)
  • Primo Beraldo (1982-)
  • Sandro Perotti (1997-)
  • Carlo Balzaretti (2008-2012)
  • Ruggero Ruocco (2012-2018)
  • Alberto Baldrighi[6] (dal 2018)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (ITEN) Presentazione – Presentation (PDF), su consbs.it. URL consultato il 23 settembre 2019.
  2. ^ Ugo de' Castro, Tammaro De Marinis, Ettore Ghislanzoni, Elio Migliorini, Giorgio Nicodemi, Giovanni Tebaldini, Agostino Zanelli, Brescia, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 22 settembre 2019.
  3. ^ Tutti i Dipartimenti e Scuole, su consbs.it. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  4. ^ Alessandra Troncana, Brescia: una nuova presidente al Conservatorio, Roma sceglie Nocivelli, in Corriere della Sera, Brescia, 5 agosto 2016. URL consultato il 24 settembre 2019.
  5. ^ Conservatorio, Laura Nocivelli nuova leader, in Bresciaoggi, 6 agosto 2016. URL consultato il 24 settembre 2019.
  6. ^ a b Presidenza e direzione, su consbs.it. URL consultato il 23 settembre 2019.
  7. ^ Rizzonelli alla guida del Conservatorio: «Saremo sempre più presenti e vivi», in Corriere della Sera, Brescia, 5 settembre 2019. URL consultato il 24 settembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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