Conservatorio Alessandro Scarlatti
| Conservatorio Alessandro Scarlatti | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Città | Palermo |
| Dati generali | |
| Motto | AUSPICE BONO PASTORE - 1617 |
| Fondazione | 1617 |
| Fondatore | Don Francisco Ruiz de Castro Andrade y Portugal |
| Tipo | Statale |
| Dipartimenti | 8 |
| Rettore | Mauro Visconti |
| Presidente | Dott. Giovanni Angileri |
| Studenti | 900 (2024-25) |
| Dipendenti | 165 (personale docente) (2024-25) |
| Colori | Turchino |
| Mappa di localizzazione | |
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| Sito web | |
Il Conservatorio Alessandro Scarlatti, già Conservatorio Vincenzo Bellini, è un istituto superiore di studi musicali fondato a Palermo nel 1617 come "Orfanotrofio del Buon Pastore". È uno dei Conservatori più antichi tra quelli presenti in Italia[1].
Nel 1915 è stato intitolato alla memoria di Vincenzo Bellini[2] ed è un'istituzione di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Dal 10 agosto 2018 è intitolato al compositore palermitano Alessandro Scarlatti con la nuova denominazione: Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti - Palermo, già Vincenzo Bellini.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il Conservatorio di Palermo fu istituito nel 1617 dal viceré e conte Francisco Ruiz de Castro presso la chiesa della Santissima Annunziata, in prossimità della scomparsa Porta San Giorgio. Nacque col nome di Orfanotrofio de Li Spersi Mascoli sotto il titolo del Buon Pastore. Nel 1721 vi si intraprese l'insegnamento anche della musica e dal 1747 questo fu l'unico insegnamento impartito[3].
Nella seconda metà del XVIII secolo, il collegio dei Figliuoli Dispersi annoverò tra i maestri di cappella anche Nicola Bonifacio Logroscino, musicista e compositore di scuola napoletana che vi si trasferì il 1º settembre 1758[4]. Vi si formò Francesco Piticchio, che diresse l'opera italiana a Brunswick verso il 1786.
Nel XIX secolo il Conservatorio ebbe impulso decisivo dal compositore Pietro Raimondi, chiamato alla direzione nel 1833 dal barone Pietro Pisani, che ne aveva assunto l'amministrazione. Gli succedettero il suo allievo Pietro Platania, il compositore Giorgio Miceli, Guglielmo Zuelli, che fu artefice dell'intestazione dell'istituzione a Vincenzo Bellini,[5] Alberto Favara e gli autori di opere Francesco Cilea e Francesco Paolo Frontini. A questi succedono, nel corso del XX secolo, altri musicisti come Guido Alberto Fano, Giuseppe Mulè, Antonio Savasta, Rito Selvaggi, Pietro Ferro, Terenzio Gargiulo, Ottavio Ziino, Antonio Trombone, Vincenzo Mannino, Maria Elisa Tozzi, Eliodoro Sollima.
Sin dal 1890 al collegio era stato annesso un liceo, maschile e femminile. Il convitto, di fatto chiuso dal 1917, fu definitivamente soppresso nel 1921.
Nel corso della seconda guerra mondiale, la struttura venne gravemente danneggiata dai bombardamenti di Palermo del maggio 1943, che causarono il crollo della chiesa della Santissima Annunziata, di cui oggi rimane solo il campanile, così come la distruzione del teatro lirico e della grande sala da concerti[6].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ La Storia, su Conservatorio Palermo. URL consultato il 17 ottobre 2025.
- ^ Orazio Maione, I Conservatori di musica durante il fascismo: la riforma del 1930, storia e documenti, EDT srl, 2005, p. 4.
- ^ A. Tedesco, La creazione del Conservatorio di Palermo tra Sei e Settecento, IT, 2022, ISBN 978-88-222-6798-6. URL consultato il 17 ottobre 2025.
- ^ Rosa Leonetti, LOGROSCINO, Nicola, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 65, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
- ^ Conservatorio di musica Palermo 1617-2017, su conservatoriopalermo400.it. URL consultato il 18 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2021).
- ^ La Storia, su Conservatorio Palermo. URL consultato il 17 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- G. Cataldo, Il Conservatorio di Palermo e la scuola musicale siciliana, Palermo, Sellerio, 1987
- G. Collisani, D. Ficola, C. Fiore, A. Tedesco (a cura di), Il Conservatorio di musica di Palermo nel contesto italiano ed europeo, Historiae Musicae Cultores vol. 141, Firenze, Olschki, 2022. ISBN 9788822267986
- Nicolò Fiorenza, Il Conservatorio di musica di Palermo, storia e collezioni, Siracusa, Tyche, 2025.
- E. Sollima, La formazione musicale in Sicilia, Palermo, 1992.
- O. Tiby, La musica a Palermo dal Seicento all'Ottocento, Palermo, Flaccovio, 1964.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su conservatoriopalermo.it.


