Tammaro De Marinis

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Tammaro De Marinis (Napoli, 1878Firenze, 1969) è stato un antiquario, bibliografo e bibliofilo italiano.

Grande mercante e collezionista di libri antichi, studioso insigne della storia del libro e raccoglitore di antichi volumi, miniature, legature, De Marinis ha operato a Firenze ed è ritenuto il principe dei bibliofili italiani del secolo

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tammaro de Marinis fece apprendistato nella bottega del libraio napoletano Riccardo Marghieri, dove conobbe il poeta Salvatore Di Giacomo e il filosofo Benedetto Croce a casa del quale Tammaro De Marinis passava i pomeriggi domenicali quando si trovava a Napoli.

Trasferitosi a Firenze, dapprima come collaboratore di Leo Olschki, aprì nel 1904 una propria libreria antiquaria, che chiuse nel 1924 dopo un ventennio di intensa e remunerativa attività commerciale trasferendo la propria azienda a Ulrico Hoepli[1].

In Italia i primi decenni del secolo avevano rappresentato un periodo di straordinaria fortuna per il commercio antiquario caratterizzato da una fase di espansione e sviluppo del mercato e dalla presenza di protagonisti d'eccezione.

Nel dopoguerra si dedicò principalmente alla sua opera di bibliografo. Egli fu il tramite dei maggiori acquisti, della Fondazione Cini e alla Fondazione giunse infine anche parte della sua raccolta personale. Di particolare rilievo il suo lavoro di ricostruzione virtuale del patrimonio della Biblioteca degli Aragonesi di Napoli dispersa con la caduta degli Aragonesi; egli riuscì ad individuare centinaia di libri spars in tutto il mondo che erano appartenuti a questa biblioteca[2]

Tammaro De Marinis fuè il promotore di «Cento amici del libro» associazione fondata a Milano nel 1939 insieme a Ugo Ojetti, e alla marchesa Gilberta Serlupi Crescenzi. Il primo libro stampato dal tipografo Giovanni Mardersteig, a Verona, per i "Cento Amici del Libro", in soli 120 esemplari fu l'Aminta del Tasso, con sette acqueforti di Francesco Chiappelli.

Il filosofo Giovanni Gentile fu assassinato innanzi al cancello di villa Montalto al Salviatino, alloggio messo a sua disposizione proprio dal bibliofilo Tammaro De Marinis.

Biblioteca e archivio personale[modifica | modifica wikitesto]

Ex libris di Tammaro De Marinis. Fondazione BEIC[3]

Alla Fondazione Cini di Venezia è stato da lui donato un fondo di opere di bibliografia e di bibliologia[4]. 74 lettere, di cui 11 scritte da lui, sono depositato nel Fondo Tammaro De Marinis[5] del Gabinetto Vieusseuz di Firenze

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Tammaro De Marinis, Note bibliografiche, in Miscellanea Giovanni Mercati, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1946.
  • Tammaro De Marinis, La liberazione di Alfonso d'Aragona prigioniero dei genovesi, Napoli, Società napoletana di storia patria, 1955.
  • Tammaro De Marinis, Per la storia della tipografia napoletana nel sec. 15, in Bibliofilia, Firenze, Tip. L. Franceschini e C.i,, 1904.
  • Tammaro De Marinis, La biblioteca napoletana dei re d'Aragona, vol. 4, Milano, U. Hoepli, 1947-1952.
  • Tammaro De Marinis, Aggiunte e correzioni all'INDEX di K.Buger, Libreria antiquaria editrice T.DeMarinis e C., 1904.
    • Livres anciens rares et precieux mis en vente a la librairie ancienne T. De Marinis & C. : precedent des documents inedits concernant les librairies Allemands a Naples au 15. siecle, Firenze, T. De Marinis e C, 1904.
    • Tammaro De Marinis, Rilegature veneziane del XV e XVI secolo, Vicenza, Neri Pozza, 1955.
    • Tammaro De Marinis (a cura di), Il Castello di Monselice, raccolta degli antichi libri veneziani figurati, Verona, dai torchi della Officina Bodoni, 1941.

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ id=239 Avviso della Libreria artiquaria T. De Marinis del 2 gennaio 1925 Archiviato il 15 settembre 2016 in Internet Archive.
    2. ^ La biblioteca è parzialmente ricostruita nel volume da lui edito La biblioteca napoletana dei re d'Aragona
    3. ^ Maria per Ravenna, [Venezia], circa 1500.
    4. ^ Fondazione Cini. Biblioteche di storia dell'arte
    5. ^ Gabinetto Vieusseux. Fondo Tammaro De Marinis

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittore Branca, Tammaro De Marinis. La religione del libro, su Bartolomeo Di Monaco, 1970.
  • Studi di bibliografia e di storia in onore di Tammaro De Marinis, Verona, Tipografia Valdonega, 1963
    • Alessandro Perosa, Ricordo di Tammaro De Marinis, in: «Annali dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici», IV (1973/1975), p. 370-391.

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fondazione Cini, su cini.it.
  • Controllo di autoritàVIAF (EN33095778 · ISNI (EN0000 0001 0885 9088 · SBN IT\ICCU\RAVV\001807 · LCCN (ENnr97038896 · GND (DE130111805 · BNF (FRcb12180849t (data) · NLA (EN35139042 · BAV ADV10114216
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