Basso continuo

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Esempio di basso cifrato.

Il basso continuo (detto anche basso cifrato o numerato), strettamente associato con tutti i generi di musica del periodo barocco, è l'accompagnamento strumentale che conduce il discorso d'insieme mediante l'elaborazione estemporanea di accordi, seguendo la traccia della parte più grave della partitura.

Nato con la monodia accompagnata, il basso continuo era costituito da una linea melodica che il musicista scriveva in chiave di basso e che faceva da sostegno armonico a tutta la composizione. Sul rigo, però, non erano indicate le note degli accordi da suonare insieme alle note del basso, ma solo dei numeri indicanti gli intervalli rispetto alla nota del basso (sistema non molto diverso dagli accordi ancora oggi in uso nell'accompagnamento per chitarra). Il basso continuo era affidato ad uno strumento ad arco che eseguiva solo la nota scritta (o un suo raddoppio all'ottava inferiore, se ad esempio si usa un contrabbasso), e ad uno strumento polifonico (quasi sempre clavicembalo o organo) sul quale l'esecutore suonava anche gli accordi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della pratica del basso continuo sono piuttosto oscure. Gli accompagnamenti improvvisati per organo nelle opere corali erano comuni alla fine del XVI secolo. Parti per organo a sé stanti, con solo la linea di basso, possono essere fatte risalire almeno al 1587. Nella metà del XVI secolo alcuni compositori italiani di musica sacra iniziarono a scrivere opere per più cori. Opere del genere, per due o più cori, furono composte appositamente per particolari occasioni o per sfruttare al meglio le particolari proprietà acustiche dei luoghi dove venivano eseguite.

Le parti per basso continuo erano suonate per quasi tutta la durata del brano musicale nella musica del periodo barocco (1600-1750), senza quasi mai interruzioni durante l'intero pezzo, fornendo la struttura armonica del brano. Il termine è spesso abbreviato in continuo: allo stesso modo gli strumentisti che suonano le parti relative al continuo, se sono più di uno, costituiscono il gruppo del continuo.

La costruzione del basso continuo è normalmente lasciata alla discrezione dell'esecutore per quanto riguarda i dettagli: questa pratica è spesso ulteriormente rafforzata dalla presenza, in partitura, di un basso figurato, ossia di indicazioni sull'accordo senza costrizioni circa il numero di note che lo compongono (come ancora oggi negli accordi per chitarra ritmica).

La composizione stessa del gruppo del continuo è spesso indeterminata. La pratica variava enormemente a seconda del periodo, del contesto, del genere e dello stile. Veniva abitualmente incluso almeno uno strumento capace di suonare accordi, come il clavicembalo, l'organo, il liuto, la tiorba, la chitarra o l'arpa. Inoltre, poteva essere compreso un certo numero di strumenti in grado di suonare note gravi, come il violoncello, il contrabbasso, il violone, la viola da gamba o il fagotto. La combinazione più comune, almeno nelle esecuzioni moderne, è data da clavicembalo e violoncello per le musiche strumentali e profane, come ad esempio l'opera, e dall'organo per la musica sacra.

L'esecutore di musica per tastiera (o altro strumento in grado di eseguire accordi) realizza un basso continuo suonando, oltre alla nota di basso indicata, le note necessarie per formare un accordo completo, sia esso predeterminato, sia improvvisato al momento dell'esecuzione. La notazione come basso numerato, descritta successivamente, è una guida che lasciava alla competenza del continuista la direzione dell'insieme. Le edizioni ottocentesce e fino alla metà del Novecento, di solito, fornivano la parte realizzata per tastiera scritta in maniera completa, eliminando la necessità di improvvisazione. Ma a partire dalla metà del Novecento c'è stata un'inversione di tendenza: con il sorgere di interpretazioni filologiche, e la pratica sempre più frequente, è aumentato anche il numero di artisti che, al pari dei musicisti barocchi, improvvisano le loro parti.

Il basso continuo, pensato come un elemento strutturale tipico del periodo barocco, è presente in molti lavori successivi, soprattutto di musica sacra, nel periodo classico (fino al 1800 circa). Esempi del suo utilizzo nel XIX secolo sono assai rari nella musica profana, ma la prassi persiste regolarmente nella musica sacra, come nelle messe di Anton Bruckner, Beethoven e Franz Schubert che hanno parti di basso continuo per l'organo. Carl Maria von Weber racconta che, nella Quaresima 1812, all'orchestra di corte di Dresda poté ancora ascoltare in servizio per il basso continuo l'ultimo tiorbista della storia: Johann Adolph Faustinus Weiss (1741-1814), figlio cadetto di Sylvius Leopold Weiss, il grande liutista coevo di Johann Sebastian Bach[1].

Esecuzione del basso continuo[modifica | modifica wikitesto]

Una parte di basso continuo consiste in una linea di basso composta da note in un pentagramma, insieme ad una serie di numeri ed alterazioni sotto il rigo per indicare con quali intervalli le note debbano essere suonate, e pertanto quali inversioni di quali accordi si debbano avere. La dicitura tasto solo indica che per un breve periodo, di solito fino al numero successivo, debba essere suonata solo la melodia del basso.

La notazione descritta qui sotto non è una convenzione rigidamente accettata da tutti i compositori. Soprattutto nel XVII secolo i numeri erano omessi qualora il compositore pensasse che l'accordo fosse ovvio. I primi compositori come Claudio Monteverdi spesso specificavano l'ottava con l'uso di intervalli composti come 10, 11 e 15.

Numeri[modifica | modifica wikitesto]

I numeri indicano la distanza (in gradi della scala) delle note da suonare sopra quella data nel basso. Per esempio:

C with 64 figured bass.svg

Qui la nota al basso è un Do, ed i numeri 4 e 6 indicano le note disposte ad una quarta e ad una sesta dal Do, quindi Fa e La.

I numeri 3 e 5 vengono abitualmente tralasciati (anche se non sempre), vista la frequenza con cui ricorrono. Ad esempio:

CBG with - 6 7 figured bass.png

In questa sequenza la prima nota è priva di numeri: il 3 ed il 5 sono stati omessi. Bisognerà quindi suonare le note ad una terza e ad una quinta di distanza, ovvero un accordo in stato fondamentale. La nota successiva ha un 6, che indica una nota ad una sesta di distanza: il 3 è stato omesso. L'ultima nota è accompagnata da un 7: anche qui, il 3 ed il 5 sono stati omessi. Questa sequenza equivale a:

Chords C-B63-G7.png

L'esecutore decide autonomamente, anche in base al tempo ed alla densità della musica, in quale ottava suonare le note e se elaborarle ulteriormente (sviluppando, ad esempio, una linea superiore melodicamente interessante).

A volte, anche altri numeri vengono omessi: un 2 o 42 indicano, per esempio, 2-4-6.

A volte cambiano i numeri su una nota tenuta del basso. In questo caso i nuovi numeri sono scritti nel punto della battuta in cui devono essere suonati. Nel prossimo esempio la linea superiore è una linea melodica (non è parte del basso numerato):

C with 6-5 in figured bass.png

Quando la nota del basso cambia ma l'accordo rimane fermo, si scrive una linea orizzontale della lunghezza necessaria:

C-B with 6-line in figured bas.png

Alterazioni[modifica | modifica wikitesto]

Quando un'alterazione è presente senza alcun numero, si suona un intervallo di terza e di quinta, con la terza alterata. Ad esempio:

E with sharp and C with b6b figured bass.png

Da suonare così:

Emaj and Abmaj chords.png

A volte l'alterazione è posta dopo il numero.

In alternativa, una croce posta accanto ad un numero indica che tale nota debba essere alzata da un semitono. Un altro metodo per indicare ciò consiste nel disegnare una linea attraverso il numero stesso. I seguenti tre esempi, dunque, indicano tutti la stessa cosa:

Cs with natural6, 6 and barred6.png

Utilizzo nella musica contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

A volte il basso continuo viene utilizzato dai musicisti classici come una forma abbreviata per indicare gli accordi, anche se non è generalmente usato nelle composizioni musicali moderne. Anche nella notazione per fisarmonica si usa un tipo di basso continuo. L'uso odierno più comune per la notazione è quello di indicare i rivolti; in questo caso, spesso, al posto del rigo musicale si indica semplicemente la nota fondamentale (in stile inglese) unita al numero del rivolto. Ad esempio, un accordo di Do nel rivolto di quarta e sesta verrebbe scritto come .

I simboli del basso numerato possono anche essere utilizzati insieme ai numeri romani nell'analizzare l'armonia funzionale; quest'uso viene detto romano numerato. L'accordo di cui sopra, se la tonalità di base è quella di fa maggiore, sarà pertanto indicato come .

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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