Ferrante d'Este

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Ducato di Ferrara
Este
Coat of arms of the House of Este (1535).svg

Borso
Ercole I
Figli
Alfonso I
Figli e nipoti
Ercole II
Alfonso II
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Ferrante d'Este (Napoli, 19 settembre 1477Ferrara, febbraio 1540) era figlio del duca di Ferrara Ercole I d'Este e di Eleonora d'Aragona, figlia del re Ferdinando I di Napoli. Suoi fratelli erano Alfonso I d'Este, succeduto al padre, il cardinale Ippolito d'Este e Isabella d'Este, moglie di Francesco II Gonzaga.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla corte di Carlo VIII[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel Castel Capuano a Napoli, dove la madre scelse di partorire. Al bambino (battezzato il 7 ottobre 1477) venne messo il nome del nonno materno, il re Ferdinando, e suo padrino fu Giuliano della Rovere. Venne allevato alla corte degli aragonesi di Napoli.

Monastero del Corpus Domini, a Ferrara, sala del coro. Lastra tombale di Ferrante d'Este e di altri esponenti della casata Estense qui trasferiti dalla scomparsa chiesa di Santa Maria degli Angeli

Nel 1493 fu inviato dal padre a prendere servizio presso Carlo VIII di Francia alla corte francese. Quando Carlo invase l'Italia, Ferrante decise di non seguire l'esercito francese a Napoli ma di rimanere a Roma a spendere dissolutamente il denaro che periodicamente il padre gli mandava.[1] Per la sua negligenza, Ercole mandò una lettera di rimprovero al figlio perché si adoperasse per non perdere i favori del re e perché raggiungesse le truppe francesi.[1] Il figlio ubbidì e combatté al fianco di Carlo VIII nella battaglia di Fornovo. Tornò poi in Italia nel 1497.

Ritorno a Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1498 ottenne da Venezia una condotta per la guerra di Pisa. Insieme a Marco da Martinengo, Gurlino Tombesi e Filippo Albanese, difese la città toscana contro l'esercito di Firenze fino alla primavera del 1499, quando, tornato a Ferrara, venne licenziato da Venezia.

Nel 1499 andò con il fratello Alfonso a Milano per conoscere Luigi XII di Francia, che aveva conquistato la Lombardia. Avendo accumulato presso la corte francese ingenti debiti, Ferrante non ricevette i favori del successore di Carlo VIII.[1]

Nel 1502 fu mandato a Ferrara a prendere possesso di Cento e della Pieve, che da Alessandro VI erano state cedute alla casa d'Este.

Tra i fratelli Este nacque una disputa riguardante un musicista, don Rainaldo. Questi era al servizio di Giulio d'Este, figlio naturale di Ercole I, ma il cardinale Ippolito d'Este lo voleva per la propria cappella. Ippolito, verso la fine del 1504, venendo a Ferrara in occasione della malattia del padre, portò Rainaldo con sé rinchiudendolo nella Rocca del Gesso, una fortezza appartenente a Giovanni Boiardo, conte di Scandiano. Nel maggio 1505 Giulio scoprì dove si trovava l'uomo ed insieme a Ferrante e ad altri uomini armati si riprese il proprio musicista. Ippolito, braccio destro del fratello duca, si lamentò con Alfonso per quanto era accaduto e questi esiliò a Modena Ferrante e a Brescello Giulio.[1]

Sia Lucrezia Borgia, sia Isabella d'Este e suo marito Francesco II Gonzaga riuscirono a convincere Alfonso a perdonare entrambi i fratelli.[1]

La congiura[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, nel 1506, Ferrante organizzò col fratellastro Giulio una congiura diretta ad assassinare Alfonso e a prenderne il posto. Si unirono a loro altri nobili ostili ad Alfonso e ad Ippolito. Il piano prevedeva anche l'assassinio di Ippolito, tuttavia i cospiratori non riuscirono ad organizzare per bene il piano e i sicari, aspettando di notte Alfonso per le strade di Ferrara con pugnali avvelenati, mancarono l'obiettivo.[1]

Le spie di Ippolito vennero però a sapere del piano e lo riferirono ad Alfonso.[1] Venne aperta una inchiesta e Giulio e Ferrante, insieme ad altri tre uomini (tra i quali Albertino V Boschetti), furono giudicati colpevoli. Giulio, fuggito a Mantova, fu poi consegnato da Francesco Gonzaga ad Alfonso. Ferrante invece venne condotto nel Castello già un paio di mesi prima dell'inizio del processo.

Mentre la condanna a morte per i tre cospiratori venne eseguita, Giulio e Ferrante furono graziati e incarcerati nella torre dei Leoni. I loro beni furono presi da Alfonso e donati ai suoi favoriti.[1]

Ferrante trascorse il resto della sua vita in carcere, morendovi a 63 anni, dopo 34 anni di prigionia e senza ricevere la visita di nessun familiare. Giulio fu invece rilasciato da Alfonso II d'Este dopo 53 anni di prigionia, ottantunenne.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di tre generazioni di Ferrante d'Este
Ferrante d'Este Padre:
Ercole I d'Este
Nonno paterno:
Niccolò III d'Este
Bisnonno paterno:
Alberto V d'Este
Bisnonna paterna:
Isotta Albaresani
Nonna paterna:
Ricciarda di Saluzzo
Bisnonno paterno:
Tommaso III di Saluzzo
Bisnonna paterna:
Marguerite de Pierrepont
Madre:
Eleonora d'Aragona
Nonno materno:
Ferdinando I di Napoli
Bisnonno materno:
Alfonso I di Napoli
Bisnonna materna:
Gueraldona Carlino
Nonna materna:
Isabella di Chiaromonte
Bisnonno materno:
Tristano di Chiaromonte
Bisnonna materna:
Caterina di Taranto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Sarah Bradford. Lucrezia Borgia. Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-55627-7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sarah Bradford, Lucrezia Borgia, Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-55627-7
  • Sergio Mantovani, "Ad honore del signore vostro patre et satisfactione nostra". Ferrante d'Este condottiero di Venezia, Ferrara-Modena, 2005.
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. 1834, Milano.
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