Palazzo Ducale (Modena)

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Palazzo Ducale
Palazzo Ducale Estense di Modena.jpg
Facciata del Palazzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàModena
Indirizzopiazza Roma, 14-15-16-22-29 ‒ 41121 Modena (MO)
Coordinate44°38′54.56″N 10°55′42.71″E / 44.64849°N 10.92853°E44.64849; 10.92853
Informazioni generali
CondizioniItalia
Stilebarocco
Usosede dell'Accademia Militare di Modena e Museo della Famiglia Reale Estense.
Piani3
Realizzazione
ArchitettoGaspare Vigarani, Bartolomeo Avanzini
ProprietarioFondazione della Famiglia Reale Estensi - Ministero della Difesa
CommittenteCasa d'Este
Palazzo Ducale di Modena sede dell'Accademia Militare
Il monumento a Ciro Menotti

Il Palazzo Ducale di Modena è stato sede della Corte Estense, del Ducato di Modena e Reggio, tra Seicento e Ottocento; successivamente, dall'unità d'Italia, il Palazzo ospita la prestigiosa Accademia Militare di Modena.

Palazzo Ducale, Modena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, uno dei più importanti palazzi principeschi del Seicento, è stato edificato a partire dal 1634 sul sito dell'antico castello estense, che nel medioevo era collegato a un canale navigabile e posto ai limiti della città: soltanto in seguito all'ampliamento della cinta muraria voluto dal duca Ercole il castello veniva a occupare una posizione simbolica, tra il centro medievale del comune e i nuovi quartieri rettilinei della capitale ducale. I lavori, dapprima affidati all'architetto Gaspare Vigarani, furono in seguito portati avanti da Bartolomeo Avanzini; ma pare che il progetto abbia subito la supervisione di Gian Lorenzo Bernini: il grande architetto sembra aver partecipato alla realizzazione di un'opera che rivela comunque uno stile unitario, un barocco solenne ed elegante.

Il 25 giugno 1805, Napoleone Bonaparte e la consorte Giuseppina Beauharnais dopo l'incoronazione a sovrani del Regno d'Italia, entrarono in trionfo a Modena e alloggiarono nel Palazzo ducale, ribattezzato per l'occasione "Palazzo Nazionale". I nuovi sovrani si fermarono per un solo giorno, ma si appropriarono di numerose opere d'arte e beni archivistici delle collezioni estensi, già pesantemente depauperate dalla Vendita di Dresda. L'8 settembre del 1943, nel corso del secondo conflitto mondiale, il palazzo venne requisito dall'esercito tedesco che ne fece il suo presidio in ambito provinciale. Nello stesso anno, trovò ospitalità nell'edificio anche il presidio dell'esercito italiano. L'anno successivo, il palazzo ducale ospitò l'ufficio politico investigativo della guardia nazionale repubblicana che utilizzò il sottotetto del palazzo, in cui erano state predisposte delle celle, per torturare i civili e i partigiani arrestati.[1] Il palazzo, dal dopoguerra, ospita il Sacrario Militare e il Museo Storico dell'Accademia che espone armi, cimeli e divise storiche, oltre a una preziosa Biblioteca (consultabile su domanda da presentare al Comando dell'Accademia militare).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La maestosa facciata, alleggerita dal gioco cromatico dei marmi, raffiguranti le aquile estensi, è stata recentemente restaurata. Dalla porta centrale, decorata dalle statue di Ercole e Cerbero e del console Marco Emilio Lepido, fondatore di Modena, si accede all'elegante Cortile d'onore, sede del giuramento delle matricole e delle cerimonie militari. All'interno dell'ingresso e nella sala a sinistra si trova il Sacrario militare, inaugurato da Vittorio Emanuele III e dedicato ai soldati caduti in guerra. Proseguendo verso sinistra si accede alle rampe del suggestivo Scalone d'onore che porta al piano superiore, decorato da statue entro nicchie.

Nel piano superiore, vi sono le sale storiche, già sede delle prestigiose collezioni estensi. Nel vasto Salone centrale o "Gran Sala" è degno di nota il soffitto, affrescato nel 1695 dal bolognese Marcantonio Franceschini con aiuti, con l'incoronazione di Bradamante per festeggiare le nozze ducali. L’opera, che si estende per ben 440 metri quadrati, raffigura Giove e Ruggero che incoronano d'alloro la guerriera Bradamante alla presenza benevola di Giunone e degli altri dei olimpici. L'incoronazione è con doppia corona e la Fama si alza in volo con la tromba, perché Bradamante già celebrata come eroina guerriera da Ariosto nell'Orlando furioso sarà famosa anche come capostipite degli Este, di cui Bradamante porta sullo scudo l'aquila bianca araldica. Sulle pareti del salone sono raffigurati i ritratti dei principali duchi e notabili estensi e grandi trofei di guerra monocromi. Due imponenti lampadari illuminano la sala.

Una suggestiva testimonianza dello sfarzo della piccola corte modenese sono i preziosi soffitti sbalzati e dorati, uno dei quali conteneva dei riquadri dipinti del giovane Tintoretto, ora esposti alle Gallerie Estensi, il museo di Modena. Una particolarità è il Salottino d'oro, il gabinetto di lavoro del duca Francesco III, che nel 1756 lo fece rivestire e decorare con pannelli di legno rivestiti di oro zecchino. Una curiosità: i pannelli erano smontabili, il che ha permesso ai modenesi di conservare il salottino, smontato e nascosto nei sotterranei, nonostante le occupazioni e i saccheggi. In un cortile minore è esposta una statua in bronzo di Giulio Cesare. Nel 2015 sono state aggiunte nella piazza antistante il Palazzo delle fontane, che percorrono tutta la piazza, seguendo il tracciato dell'antico canale.

Monumento a Ciro Menotti[modifica | modifica wikitesto]

Di fronte alla facciata del Palazzo, in Piazza Roma (già “Piazza Ducale” e poi “Reale”) è possibile osservare il Monumento a Ciro Menotti, eretto nel 1879 da Cesare Sighinolfi, in memoria del patriota che (forse in un primo momento appoggiato dallo stesso duca, che poi lo fece arrestare e giustiziare) organizzò un'insurrezione liberale a Modena e in provincia nel 1831. La statua tiene in mano la bandiera e sembra guardare la finestra del Palazzo in cui il duca Francesco IV firmò la sua condanna a morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La violenza, su comune.modena.it. URL consultato il 23 dicembre 2022.

Voci correlate (palazzi estensi)[modifica | modifica wikitesto]

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