Giovanni Della Rovere

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Giovanni Della Rovere
Giovanni Della Rovere, signore di Senigallia (1457-1501).jpg
Ritratto di Giovanni Della Rovere
(Comune di Senigallia)
Duca di Sora
Stemma
In carica 1475 - 1501
Predecessore Leonardo della Rovere
Successore Francesco Maria I della Rovere
Altri titoli Duca di Arce, Signore di Senigallia e di Mondavio, prefetto di Roma
Nascita Savona, 1457
Morte Roma, 6 novembre 1501
Sepoltura Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Senigallia)
Dinastia Della Rovere
Padre Raffaello Della Rovere
Madre Teodora Manirolo
Coniuge Giovanna da Montefeltro
Figli sei
Religione Cattolicesimo
Giovanni Della Rovere
Giovanni è il primo a sinistra, accanto a Girolamo Riario (Melozzo da Forlì, Pinacoteca Vaticana)
Giovanni è il primo a sinistra, accanto a Girolamo Riario (Melozzo da Forlì, Pinacoteca Vaticana)
1457 - 6 novembre 1501
Nato a Savona
Morto a Roma
Dati militari
Paese servito bandiera Stato Pontificio
Forza armata Esercito dello Stato della Chiesa
Anni di servizio 1478-1499
Grado Capitano generale
Guerre Ducato di Ferrara, Repubblica di Venezia, Regno di Napoli
Battaglie Firenze, Perugia

[senza fonte]

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Giovanni Della Rovere (Savona, 1457Roma, 6 novembre 1501) è stato un condottiero e politico italiano rinascimentale, duca di Sora.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Signore di Senigallia e del vicariato di Mondavio[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Della Rovere, nipote del papa Sisto IV (Francesco Della Rovere), nel 1474 fu nominato, grazie allo zio, signore di Senigallia e del vicariato di Mondavio. Fu prefetto di Roma (comandante delle truppe ordinarie per la difesa della città), duca di Sora e di Arce. Era figlio di Raffaello e di Teodora Manirolo (di origini greche), genitori anche del cardinale Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II. Giovanni divenne genero di Federico da Montefeltro sposando la figlia di questi, Giovanna, ed inaugurò la linea dinastica Montefeltro Della Rovere, sovrana del ducato di Urbino fino al 1631 ed estintasi nel 1694 con la morte di Vittoria, granduchessa di Toscana. Giovanni della Rovere è ricordato, inoltre, per essere stato capitano generale della Chiesa ed al suo nome sono legate la costruzione della rocca roveresca di Senigallia e di Mondavio.[1]

Duca di Sora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Sora.

L'importanza politica del ducato di Sora emerse con Giovanni Della Rovere, quando, a seguito della battaglia di Fornovo, Carlo VIII di Francia, incoronato re di Napoli, fu sconfitto dal partito aragonese. A seguito di ciò fu organizzato a Isola di Sora da nobili abruzzesi e laziali, una congiura contro il potere aragonese restaurato, per riproporre il dominio francese sul regno di Napoli e decentrare ulteriormente i poteri feudali nella valle del Liri. I protagonisti di quest'incontro furono Graziano de Guerres, capitano di Carlo VIII negli Abruzzi, Giovanni Paolo Cantelmi, Giovanni Della Rovere, Federico di Monfort e Giovanbattista Caracciolo. L'ascesa al potere dell'imperatore Carlo V d'Asburgo in Europa decretò il fallimento della cospirazione, lasciando però le tracce di una debole resistenza politica al dominio spagnolo che rafforzò il legame di Sora con le politiche nazionali pontificie.[2]

La città fu anche base logistica delle spedizioni militari volte a riaffermare i diritti francesi sulla Campania e sugli Abruzzi, che intraprese Giovanni Della Rovere, tra il 1494 e il 1501 (anno della sua morte). Duca di Sora e di Arce, signore di Senigallia, con Giovanni Paolo Cantelmi allestì un esercito di fanteria e cavalleria per attaccare le truppe aragonesi insediate all'Aquila degli Abruzzi; conquistò la città dopo aver sconfitto anche la postazione filoaragonese di Bartolomeo d'Alviano che aveva occupato Tagliacozzo per difendere i confini settentrionali.[3]

Nel 1495 conquistò Ceprano, Montecassino e la Terra di San Benedetto (divenuta commenda di Giovanni de' Medici), portando il territorio ducale alla sua massima estensione.[4]. Nel 1496 difese la valle del Liri dall'assedio di Prospero Colonna e Federico I di Napoli, perdendo però i domini di Esperia e Monte San Giovanni Campano, e, per un breve periodo, anche Arce, finché papa Alessandro VI non riconfermò i suoi titoli di prefetto di Roma e duca di Sora.

Giovanni morì a Roma il 6 novembre 1501, all' età di 44 anni, e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria delle Grazie (Senigallia).[5]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Da Giovanna da Montefeltro ebbe sei figli[6]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bonvini Mazzanti-Piccinini, p. 131
  2. ^ Bonvini Mazzanti, p. 87
  3. ^ Bonvini Mazzanti, p. 103
  4. ^ Mariano Dell'Omo, Montecassino. Un'abbazia nella storia. Arti grafiche Amilcare Pizzi, Cinisello Balsamo (MI) 1999
  5. ^ Bonvini Mazzanti, p. 223
  6. ^ della Rovere

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marinella Bonvini Mazzanti, Giovanni Della Rovere, edizioni 2G, Senigallia 1983.
  • Marinella Bonvini Mazzanti-Gilberto Piccinini (a cura di), La quercia dai frutti d'oro. Giovanni Della Rovere (1457-1501) e le origini del potere roveresco, Deputazione di Storia Patria per le Marche, Ancona 2004.
  • Gian Galeazzo Scorza (a cura di), I Della Rovere, Melchiorri, Pesaro 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Sora Successore Coat of arms of the House of della Rovere.svg
Leonardo Della Rovere 1475 - 1501 Francesco Maria I della Rovere
Controllo di autorità VIAF: (EN20487587 · LCCN: (ENn96081565 · ISNI: (EN0000 0001 2209 3285 · GND: (DE119291177 · ULAN: (EN500350200