Giovanna da Montefeltro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanna da Montefeltro
Probabile ritratto di Giovanna da Montefeltro (1463-1514).jpg
Probabile ritratto di Giovanna da Montefeltro da un'acquaforte del 1845, di von Bramati, ispirata alla Madonna di Senigallia
Duchessa consorte di Sora
Stemma
In carica 1478 - 1501
Predecessore Giovanna d'Aragona
Successore Eleonora Gonzaga
Altri titoli Duchessa consorte di Arce, signora consorte di Senigallia e di Castelleone di Suasa, duchessa da Montefeltro
Nascita Urbino, 1463
Morte Roma, 1514
Sepoltura Basilica di Santa Maria del Popolo, Roma
Dinastia Montefeltro Della Rovere
Padre Federico da Montefeltro
Madre Battista Sforza
Coniuge Giovanni Della Rovere
Figli sei
Religione Cattolicesimo

Giovanna da Montefeltro (Urbino, 1463Roma, 1514) fu duchessa consorte di Sora e Arce, signora consorte di Senigallia, ultima esponente dei Montefeltro che, con le sue nozze con un Della Rovere, proseguì la stirpe alla guida del ducato di Urbino. La sorella Costanza (1466-1518), invece, si trasferì a Napoli in quanto moglie di Antonello Sanseverino, principe di Salerno e conte di Marsico.[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era la terzogenita[2] di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, e della seconda moglie Battista Sforza, figlia di Alessandro Sforza.

Fu fidanzata il 22 agosto 1474 a Giovanni Della Rovere, duca di Sora e Arce, signore di Senigallia e vicario papale di Mondavio, creato "prefetto" di Roma nel 1475. La Prefettura prevedeva il comando delle truppe ordinarie per la tutela della città. [3]. Le nozze furono celebrate a Roma il 10 maggio 1478. La sposa, che portava in dote 12.000 ducati, proveniente da Urbino sostò a Perugia prima di raggiungere la capitale dello Stato Pontificio, dove la coppia risiedette per circa un anno. Il 26 aprile 1479 la diciottenne Giovanna e il ventiduenne Della Rovere fecero un solenne ingresso in Senigallia, di cui quest'ultimo era signore, città in cui nasceranno i sei figli.[4]
Il matrimonio inaugurò il ramo dinastico Montefeltro Della Rovere e la loro prole fu la seguente:[3]:

Giovanna con le cinque sorelle e la sorellastra Gentile (1448-1513) vissero nel palazzo ducale di Urbino e in quello di Gubbio fino al 1472 con la madre che morì in quest'ultima residenza dopo aver dato alla luce l'unico maschio Guidobaldo. In seguito a questo triste evento, la cura delle giovani fu affidata all'influente nipote di Federico, Ottaviano Ubaldini della Carda.[5]

La prefettessa, come veniva solitamente chiamata, era donna «dignissima, doctissima nelle scienze, liberale, prudente et honesta, bella di corpo, ma più bella di fede et d'animo», come la descrisse Frate Gratia de Francia, autore di una biografia su Giovanni Della Rovere.[6]Dimorava con la numerosa progenie (il consorte era spesso assente per motivi militari) nella rocca di Senigallia, fatta costruire da Giovanni unitamente al convento di Santa Maria delle Grazie (come ringraziamento per la nascita, il 25 marzo 1490, dell'erede Francesco Maria), luogo di sepoltura della famiglia, dove erano esposte la Madonna di Piero della Francesca (ora nella Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino) e la Vergine in trono e Santi, dell'insigne pittore Perugino.[7]

Giovanni aveva nominato, nel testamento, la moglie (se non si fosse risposata) reggente dei suoi feudi fino al raggiungimento dell'età di sedici anni da parte di Francesco Maria: il prefetto morì nel novembre 1501 e Giovanna amministrò con competenza i territori rovereschi fino al 1506. Concesse gli Statuti al vicariato di Mondavio. Nel 1502 suo fratello Guidobaldo I da Montefeltro, duca di Urbino, privo di figli, scelse il nipote come suo successore che si trasferì nella corte per essere educato al ruolo che lo attendeva. Proprio in quell'anno Cesare Borgia occupò lo Stato di Urbino e la famiglia ducale riparò a Mantova. Giovanna, travestita da frate, fuggì da Senigallia in modo avventuroso imbarcandosi su un battello attraccato al pontile che collegava la rocca all'Adriatico.[8] Nel 1508 Francesco Maria acquisì il rango di duca di Urbino e la madre, due anni dopo, presenziò alle sue nozze con Eleonora Gonzaga. In seguito, le controversie tra il giovane duca e il porporato Francesco Alidosi fecero sì che le truppe francesi penetrarono nella penisola: il papa Giulio II (fratello di Giovanni Della Rovere) non nascose il proprio malcontento, soprattutto quando Francesco Maria, nel 1511, assassinò l'odiato cardinale. Sarà assolto e reintegrato nel ducato soltanto per la mediazione della madre nei riguardi delle decisioni del pontefice.[9][10]

La duchessa di Sora, insigne mecenate, ospitò nella sua corte, come "famigliare", il Perugino e scrisse una lettera, datata 1º ottobre 1504, con la quale raccomandava il giovanissimo Raffaello Sanzio al gonfaloniere di Firenze Pier Soderini, affinché accogliesse il giovane artista in città[11]: alcuni ipotizzano che La Muta, databile al 1507, sia un suo ritratto[12]. Altri studiosi ritengono che gli angeli a fianco della Madonna di Senigallia, di Piero della Francesca, siano i giovanissimi Giovanna e suo marito Giovanni Della Rovere.[13]

La duchessa mantenne strettamente i rapporti con alcune sue sorelle, tra le quali: Costanza, il cui consorte Antonello Sanseverino, principe di Salerno, morì nel 1499 a Senigallia in esilio; Agnese, duchessa di Paliano, moglie di Fabrizio I Colonna e madre di Vittoria, poetessa e marchesa di Pescara.[14]

Giovanna Da Montefeltro morì, all'età di 51 anni, a Roma, nel palazzo Della Rovere (nell'attuale via della Conciliazione), donato a suo marito da Sisto IV: fu tumulata nella basilica di Santa Maria del Popolo, all'interno della cappella Basso Della Rovere, fatta costruire dal cardinale Girolamo, nipote del Pontefice.[15][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Basso Della Rovere (Roma), luogo di sepoltura di Giovanna
  1. ^ Franceschini, p. 89
  2. ^ Sangiorgi, cit., pag. 94 e nota 24
  3. ^ a b della Rovere
  4. ^ Bonvini Mazzanti, p. 66
  5. ^ Borello, vol. 76
  6. ^ Bovini Mazzanti, p. 68
  7. ^ Bovini Mazzanti, p. 69
  8. ^ Bonvini Mazzanti-Mariano.., p. 6
  9. ^ Borello, Giovanna di Montefeltro
  10. ^ Bonvini Mazzanti, p. 141
  11. ^ Sarà lo esibitore di questa Raffaele pittore di Urbino, il quale avendo buono ingegno nel suo esercizio, ha deliberato stare qualche tempo in Fiorenza per imparare. E perché il padre so, che è molto virtuoso et è mio affezionato e così il figliolo discreto, e gentile giovane; per ogni rispetto io lo amo sommamente, e desidero che egli venga a buona perfezione; però lo raccomando alla Signoria Vostra strettamente, quanto più posso; pregandola per amor mio, che in ogni sua occorrenza le piaccia prestargli ogni aiuto e favore, che tutti quelli e piaceri, e comodi che riceverà da V.S. li riputerò a me propria, e le averò da quella per cosa gratissima, alla quale mi raccomando et offero.Istoria della vita e delle opere di Raffaello Sanzio, da Urbino del signor Quatremere de Quincy. Voltata in italiano, corretta, illustrata ed ampliata per cura di Francesco Longhena, Milano, Sonzogno, 1829, pag. 303 Circa i dubbi sulla storicità di questa lettera e sul suo valore documentario si vedano le osservazioni di Adolfo Venturi, Raffaello, E. Calzone, Roma, 1920, pagg. 27-28 nonché quelle esposte in:Jürg Meyer zur Capellen, John Shearman’s Guide to Raphael, 2003, pagg. 2-3
  12. ^ Sangiorgi, cit., pag. 95
  13. ^ Bonvini Mazzanti, p. 67
  14. ^ Bonvini Mazzanti-Mariano.., p. 7
  15. ^ Franceschini, p. 243
  16. ^ Bonvini Mazzanti, p. 160

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Ducato di Urbino
da Montefeltro
Coat of arms of Federico and Guidobaldo da Montefeltro.svg

Oddantonio II
Federico III
Guidobaldo
Modifica
  • Marinella Bonvini Mazzanti, Giovanni Della Rovere, Edizioni 2G, Senigallia 1983.
  • Marinella Bonvini Mazzanti-Fabio Mariano-Milena Mancini-Paolo Quiri-Alba Macripò, I Della Rovere e la Rocca di Senigallia tra storia e restauro, Stampa Grafica Nanni, Rimini 1995.
  • Benedetta Borello, Giovanna di Montefeltro, in <Dizionario Biografico degli Italiani>, vol. 76, Treccani, Roma 2012.
  • Gino Franceschini, I Montefeltro, dall'Oglio, Milano 1979.
  • Fert Sangiorgi, "La Muta" di Raffaello : considerazioni storico-iconografiche, "Commentari", XXIV/1-2, pagg. 90-97, 1973.
  • Gian Galeazzo Scorza (a cura di), I Della Rovere 1508-1631, Melchiorri, Pesaro 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duchessa consorte di Sora Successore Coat of arms of Federico and Guidobaldo da Montefeltro.svg
Giovanna d'Aragona 1478 - 1501 Eleonora Gonzaga