Forte di San Leo

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Forte di San Leo
Forte di San Leo.JPG
Il forte di San Leo
Stato bandiera Stato Pontificio
Stato attuale Italia Italia
Regione Emilia-Romagna
Città San Leo
Coordinate 43°53′48.36″N 12°20′46.64″E / 43.896768°N 12.346289°E43.896768; 12.346289Coordinate: 43°53′48.36″N 12°20′46.64″E / 43.896768°N 12.346289°E43.896768; 12.346289
Mappa di localizzazione: Italia
Forte di San Leo
Informazioni generali
Tipo fortezza
Stile rinascimentale
Inizio costruzione 1441
Costruttore Francesco di Giorgio Martini
Visitabile
[senza fonte]
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Il forte di San Leo, conosciuto anche come rocca di San Leo si trova nell'omonimo comune in provincia di Rimini. È situato sulla cima della cuspide rocciosa che sovrasta l'abitato leontino e domina la Valmarecchia[1]. Nel 2015 ha fatto registrare 72 617 visitatori[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il forte in un'immagine del 1957

Città d'arte, da sempre capitale storica del ducato di Montefeltro, prigione di Felice Orsini e di Cagliostro, San Leo è stata anche capitale del Regno Italico di Berengario II, il quale fu sconfitto a Pavia nel 961.
Una prima fortificazione sulla cima del monte fu costruita dai romani. Nel Medioevo fu aspramente contesa da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi. Tra il 961 e il 963 vi fu stretto in assedio Berengario II, ultimo re del regno Longobardo d'Italia da Ottone I di Sassonia. Intorno alla metà dell'XI secolo i conti di Montecopiolo giunsero a Montefeltro, antico nome di San Leo, da cui trassero il nome e il titolo di conti. Nella seconda metà del Trecento i Malatesti riuscirono ad espugnare la rocca, alternandosi nel dominio ai Montefeltro sino alla metà del Quattrocento. Nel 1441 il giovanissimo Federico da Montefeltro fu autore di un'intraprendente scalata del forte. Per tenere testa alle nuove tecniche militari egli fece riedificare la rocca affidando il compito all'ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini.

La nuova struttura permetteva una controffensiva dinamica, garantendo direzioni di tiro incrociate. Per garantire questa condizione i lati della rocca erano dotati di artiglieria e le vie d'accesso vennero rese non raggiungibili dal fuoco nemico grazie ad avamposti militari.

Nel 1502 Cesare Borgia, con il sostegno di papa Alessandro VI, si impadronì della fortezza. Alla morte del pontefice, nel 1503, Guidobaldo da Montefeltro riprese il possesso dei suoi domini. Nel 1516 le truppe fiorentine, sostenute questa volta da Leone X e guidate da Antonio Ricasoli penetrarono nella città e requisirono il forte.

Sino alla devoluzione allo Stato Pontificio del ducato di Urbino, nel 1631, San Leo appartenne dal 1527 ai Della Rovere. Con il nuovo possesso la destinazione dell'edificio passò da rocca a carcere, le cui celle erano ricavate negli alloggi dei militari. Fra i reclusi che vi furono imprigionati spiccano i nomi di Felice Orsini e dell'avventuriero palermitano Cagliostro. Nel 1906 la fortezza cessò di essere un carcere e per otto anni, fino al 1914, ospitò una "compagnia di disciplina"[3].

Nell'Italia unita il comune di San Leo ha fatto parte delle Marche (provincia di Pesaro e Urbino) fino al 15 agosto 2009, quando ne è stato distaccato congiuntamente ad altri sei comuni dell'Alta Valmarecchia in attuazione dell'esito di un referendum svolto il 17 e 18 dicembre 2006. Contro la variazione territoriale le Marche hanno proposto ricorso alla Corte costituzionale, ma questa lo ha ritenuto infondato.[4]

Attualmente gli ambienti della fortezza ospitano un museo d'armi e una pinacoteca[5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La fortezza di San Leo

Nella rocca sono presenti due parti abbastanza distinte: il mastio, che con i suoi torricini quadrati e l'ingresso gotico è la parte più antica e l'ala residenziale, i torrioni rotondi e il muraglione a carena con beccatelli che li collega, di fattura più recente. I due torrioni, il muro di cinta e il mastio delimitano inoltre la cosiddetta piazza d'armi[6].

La zona è costellata di picchi rocciosi che si innalzano volgendo al mare le pareti più scoscese. Su ciascuno di questi picchi una rocca o i ruderi di un fortilizio rammentano un passato tumultuoso; mentre le pievi antiche temperano l'aspetto fiero di valloni e alture. Al visitatore che giunge dalla pianura romagnola la città-fortezza si presenta schermita dal suo enorme scudo di roccia altissima e levigata. A chi scende dalla montagna essa appare quale nave dall'altissima prua volta ad est, con la torre campanaria simile ad albero maestro, e con la sua manciata di case difformi e ammucchiate.[6].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Posizione della rocca, comune.san-leo.ps.it. URL consultato il 06-03-2010.
  2. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  3. ^ Storia del forte, wwwold.comune.san-leo.ps.it. URL consultato il 06-03-2010.
  4. ^ La Valmarecchia rimane in Romagna
  5. ^ Utilizzo a museo, fortezze.it. URL consultato il 06-03-2010.
  6. ^ a b Descrizione, wwwold.comune.san-leo.ps.it. URL consultato il 06-03-2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Dominici, La regale San Leo, San Marino 1961.
  • N. Matteini, Il conte di Cagliostro. Prigionia e morte nella Fortezza di San Leo, Rocca San Casciano 1977.
  • Id., San Leo, San Marino 1977.

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