Palazzo Bonaventura

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Palazzo Bonaventura
Rettorato Università a Urbino.jpg
Portale dell'ingresso principale
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Urbino
Indirizzo Via Aurelio Saffi 2
Coordinate 43°43′19.42″N 12°38′11.93″E / 43.722062°N 12.636646°E43.722062; 12.636646Coordinate: 43°43′19.42″N 12°38′11.93″E / 43.722062°N 12.636646°E43.722062; 12.636646
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XIV secolo
Uso Sede centrale dell'Università
Realizzazione
Proprietario Università di Urbino

Palazzo Bonaventura è un edificio di Urbino, sede centrale della locale università. Si trova alla sommità del colle del Poggio, uno dei due rilievi su cui sorge il centro storico urbinate.

La sua facciata principale aggetta su via Aurelio Saffi, mentre le facciate secondarie prospettano su piazza Rinascimento, su un vicoletto chiuso e sul giardino interno del palazzo, che si affaccia, a valle, su via Ferdinando Salvalai, sulla zona detta del Pincio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze sull'esistenza del palazzo risalgono al XIV secolo, quando fu abitato dal un ramo cadetto della famiglia Montefeltro che ebbe origine con Nicolò, figlio naturale del conte Federico Novello. Sopra il portale è collocato lo stemma di Antonio di Nicolò da Montefeltro, a sua volta sormontato da quello del cugino Guidantonio da Montefeltro, conte di Urbino[1]. E' errata l'antica attribuzione dei due stemmi ad Antonio da Montefeltro conte di Urbino e a sua moglie Agnesina dei Prefetti di Vico.

Antonio di Nicolò da Montefeltro fu ideatore di una congiura ai danni del cugino Federico da Montefeltro da due anni divenuto signore di Urbino; scoperto, gli fu confiscato il palazzo che alcuni anni dopo venne venduto alla famiglia Bonaventura. Appartenente a quest'ultima famiglia fu Federico, filosofo vissuto nella seconda metà del XVI secolo, che ospitò, nel 1578, il poeta Torquato Tasso (come testimonia la targa apposta sulla facciata) in questo palazzo e nella villa L'Isola a Fermignano.

Il palazzo fu ingrandito e sistemato nelle forme attuali (almeno esternamente), nella prima metà del XVII secolo, su progetto dell'architetto urbinate Muzio Oddi; poi nella seconda metà dello stesso secolo, in seguito all'acquisizione, da parte dei Bonaventura, della Chiesa ed ex Convento di San Pietro Celestino, sul lato opposto del vicoletto a lato del palazzo, fu realizzato un passaggio sopraelevato per consentire alla famiglia di accedere alla Chiesa senza uscire dal Palazzo.[2]

I Bonaventura si estinsero entro la prima metà del XVIII secolo, così il palazzo fu diviso come il resto delle proprietà, tra cui una notevole pinacoteca, tra i vari discendenti. Il Palazzo sarà acquistato, sotto gli auspici del cardinal Giuseppe Albani, dalla locale Università nella prima metà del XIX secolo e fu così sottoposto ad una radicale ristrutturazione interna, curata dall'ingegnere Mariano Menini. A distanza di un secolo (anni trenta del XX secolo) il Palazzo fu soggetto ad un altro progetto di trasformazione, da parte di Marino Giovagnoli. L'ultimo intervento di sistemazione interna fu attuato negli anni cinquanta di quest'ultimo secolo, secondo il progetto dell'architetto Giancarlo De Carlo, soprattutto per migliorare la funzionalità degli ambienti. Nel 2014 sono terminati degli ulteriori lavori di ammodernamento, che hanno interessato il cortile interno, ricoperto da una copertura di vetro e acciaio[3][4].

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Urbino Osservatorio "Serpieri".
Il palazzo
Facciata verso Piazza Rinascimento

Attualmente il Palazzo ospita, oltre agli uffici del Rettorato, anche: le segreterie di tutte le facoltà, un'aula magna, la biblioteca centrale e l'archivio. Inoltre, dal 1943, sul tetto del Palazzo è stata realizzata una torretta che funge da osservatorio meteorologico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Conti, Osservazioni araldiche e storiche sugli stemmi dei Montefeltro a Palazzo Bonaventura, in "Accademia Raffaello. Atti e Studi", 1/2009, pp. 63-84.
  • Franco Mazzini, I mattoni e le pietre di Urbino, Argalia editore, Urbino, 1982.
  • Raffaella Michelangeli, I Bonaventura. Una famiglia del patriziato urbinate, Urbania 1999.
  • Franco Negroni, Appunti su alcuni palazzi e case di Urbino, Accademia Raffaello, Urbino, 2005, ISBN 88-87573-22-0.

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