Federico da Montefeltro

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Federico da Montefeltro
Piero, Double portrait of the Dukes of Urbino 02 480.jpg
Doppio ritratto dei duchi di Urbino
di Piero della Francesca (1465-1472 circa)
Duca d'Urbino
Stemma
In carica 1444 –
1482
Predecessore Oddantonio da Montefeltro
Successore Guidobaldo da Montefeltro
Trattamento Duca
Altri titoli Conte di Castel Durante, Mercatello, Montefeltro ed Urbino
Signore di Cagli, Cantiano, Frontone, Gubbio e Sassocorvaro
Nascita Gubbio, 7 giugno 1422
Morte Ferrara, 10 settembre 1482
Dinastia Da Montefeltro
Ubaldini
Padre Guidantonio da Montefeltro o Bernardino Ubaldini della Carda
Madre Elisabetta degli Accomanducci o Aura da Montefeltro
Coniugi Gentile Brancaleoni
Battista Sforza
Figli [1]
Religione Cattolicesimo
Federico da Montefeltro
Arte marchigiana della fine del XV sec, busto di federico da montefeltro.JPG
1422 – 1482
Nato aGubbio
Morto aFerrara
Dati militari
Paese servitoBandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Arms of the House of Sforza.svg Ducato di Milano
FlorenceCoA.svg Repubblica di Firenze
Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio
Forza armataMercenari
Anni di servizio44 (1438-1482)
GradoCondottiero
GuerreGuerra di Ferrara ed altre
BattaglieBattaglia del Tordino (1460), battaglia della Riccardina (1467), assedio di Colle Val d'Elsa (1479) ed altre
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Federico da Montefeltro, definito dalla storiografia moderna come Federico III da Montefeltro (Gubbio, 7 giugno 1422Ferrara, 10 settembre 1482), è stato un condottiero italiano, capitano di ventura e famoso signore rinascimentale.

Conte di Montefeltro, di Urbino e di Castel Durante, ebbe signoria di molti altri luoghi, arrivando ad assurgere al rango di duca d'Urbino, dal 1474 alla morte. Nel 1437 sposò in prime nozze Gentile Brancaleoni (1416-1457), figlia del signore di Mercatello e Sant'Angelo in Vado Bartolomeo Brancaleoni; in seconde nozze, nel 1460, Battista Sforza (1446-1472), figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro. Impiegò gli enormi guadagni derivati dalle condotte militari per mantenere una splendida corte, ma soprattutto per edificare il Palazzo Ducale d'Urbino e il Palazzo Ducale di Gubbio, per rafforzare le difese militari dello stato con la costruzione e la ristrutturazione di rocche e castelli, per allestire una delle più celebri biblioteche dell'epoca. Per questo è ricordato come uno dei principali mecenati del Rinascimento italiano. Amico intimo di Piero della Francesca, era definito "la luce dell'Italia"[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Federico da Montefeltro nacque nel castello di Petroia di Gubbio il 7 giugno 1422. Ricerche storiche consentono di attribuire la paternità del duca a Bernardino Ubaldini della Carda e la maternità ad Aura da Montefeltro, figlia di Guidantonio da Montefeltro duca di Urbino[3][4]. Federico fu legittimato come Montefeltro con bolla papale emessa dal papa Martino V. Tuttavia leggende e ipotesi fantasiose hanno costellato nei secoli passati i natali di Federico. Secondo alcuni storici, sarebbe stato figlio di Guidantonio da Montefeltro e di una donna non sposata, oppure di Elisabetta degli Accomanducci[5][6] di Monte Falcone dei conti del Castello di Petroia[7]. In ogni caso Federico si considerò, pubblicamente, sempre figlio di Guidantonio, anche se non smentì mai di essere un Ubaldini.

Federico da Montefeltro trasformò il ducato di Urbino in un importantissimo centro artistico e culturale, in Italia secondo solo a quello di Lorenzo il Magnifico (suo nemico) a Firenze.

Piero della Francesca, Pala di Brera, con Federico da Montefeltro inginocchiato a destra

Introdotto a corte solo nel 1424 dopo la morte della contessa Rengarda Malatesta prima moglie di Guidantonio, ne venne allontanato nel 1427 alla nascita di Oddantonio, figlio legittimo del conte di Urbino e della seconda moglie Caterina Colonna. Passò l'infanzia dapprima nel Monastero benedettino di Gaifa, presso Urbino, poi - per volontà del conte Guidantonio - presso la corte di Giovanna Alidosi, vedova del conte Bartolomeo Brancaleoni, quindi nel 1433 viene inviato a Venezia come ostaggio e successivamente a Mantova, dove frequentò la celebre scuola di Vittorino da Feltre (Ca' Zoiosa). In quella circostanza venne armato cavaliere dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo (1433). Tornato in patria sposò nel 1437 Gentile Brancaleoni, ottenendo in dote la terra di Mercatello con numerosi castelli per i quali venne creato conte nel 1443.

Nel 1438 ottenne il comando della compagnia militare detta "Feltria", creata in società da Bernardino Ubaldini della Carda e da Guidantonio da Montefeltro, e militante nell'esercito visconteo comandato da Niccolò Piccinino. Il 22 luglio 1444 a Urbino viene barbaramente assassinato il fratellastro Oddantonio. Federico si reca in città, firma una convenzione col comune nella quale è prevista l'immunità per i congiurati e viene acclamato Signore. Con analoghe forme prenderà possesso di tutti i dominii aviti. L'estraneità di Federico all'assassinio è stata messa in dubbio da più (contemporanei e storici moderni). Alleato di Francesco Sforza, nel 1445 acquistò la signoria di Fossombrone da Galeazzo Malatesta senza autorizzazione papale, cosa che gli costò la scomunica, tolta solo due anni dopo da papa Niccolò V.

Nel 1447 ottenne per la prima volta la piena legittimazione del potere con la concessione del vicariato apostolico in temporalibus. In quegli anni Federico si sbarazzò delle ultime opposizioni interne: nel 1446 sventando la cosiddetta congiura di carnevale, nella quale risultarono coinvolti importanti esponenti della famiglia comitale e della corte di Oddantonio, ovvero Antonio di Niccolò da Montefeltro, Francesco di Vico e Giovanni di San Marino, che furono tutti decapitati; nel 1447 sopprimendo nel sangue la rivolta di Fossombrone, sobillata (come la congiura di carnevale) dal signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta (la città venne messa a ferro e fuoco per tre giorni, affinché fosse da monito, in tutto il Montefeltro, di quale fosse la sorte di chiunque avesse osato la ribellione).

L'azione politica militare del conte di Urbino fu per lo più indirizzata a contenere e contrastare quella di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. I contrasti tra le due casate avevano origini antiche, risalenti alla metà del Duecento, ma si acuirono e si smorzarono a fasi alterne. Alle ragioni politiche (territoriali ed economiche) si aggiunse una profonda antipatia personale. Le scelte di schieramento e i passaggi di alleanza furono spesso dettati dalla forte contrapposizione tra i due. L'epilogo avvenne nel 1462 nella battaglia del Cesano. Sigismondo fu costretto a ripiegare e da allora, nel giro di pochi mesi, perse tutti i dominii, ad esclusione di Rimini. Federico, che agiva come capitano del papa, si avvantaggiò ottenendo ampi possedimenti nel Montefeltro (1463).

Durante una giostra a cavallo Federico perse l'occhio destro ed ebbe tranciato il setto nasale: questa è la ragione per la quale in tutti i ritratti successivi compare di profilo dal lato sinistro.[8]

Nel 1474 Federico raggiunse l'apice del prestigio ottenendo il titolo ducale di Urbino da papa Sisto IV Della Rovere che gli concesse anche l'Ordine equestre di San Pietro. In quell'anno fu anche aggregato all'Ordine dell'Ermellino dal re Ferdinando I di Napoli e nell'Ordine della Giarrettiera dal re Edoardo IV d'Inghilterra. Recenti studi dimostrano che fu, assieme a papa Sisto IV, uno degli artefici della memorabile congiura dei Pazzi avvenuta nel 1478 all'interno del Duomo di Firenze con lo scopo di eliminare Lorenzo de' Medici e il fratello Giuliano (è stata infatti rinvenuta una lettera cifrata nella quale il duca avrebbe accettato di marciare con le proprie truppe su Firenze al termine della congiura per conquistare la ricca città fiorentina).

Morì nella Guerra di Ferrara il 10 settembre 1482, mentre comandava l'esercito del duca di Ferrara, opposto a quello papale e veneziano, e fu sepolto nella Chiesa di San Bernardino ad Urbino.

Condotte militari[modifica | modifica wikitesto]

Federico da Montefeltro (1422-1482)
Federico da Montefeltro (1422-1482)

Dopo l'esperienza fatta nell'esercito visconteo comandato dal Piccinino (1438-1441), è al servizio del re di Napoli contro Francesco Sforza (1442). Dopo la presa del potere, nel 1444 passa a Francesco Sforza e alla Repubblica fiorentina.

Nel 1450 lascia la condotta fiorentina per il solo Sforza divenuto duca di Milano. A partire dall'anno successivo è col re di Napoli.

L'apoteosi delle azioni militari venne raggiunta con la presa di Volterra per conto di Firenze nel 1474. Ma innumerevoli sono state le sue vittorie, spesso conquistate con stratagemmi diversi volti ad evitare scontri armati. Si dimostrerà magnanimo con chi si arrendeva, spietato con quanti resistevano.

Lo Stato[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bernardino a Urbino:
tomba di Federico da Montefeltro e del figlio Guidobaldo

Federico fu:

Nel 1474 venne elevato al rango di Duca di Urbino, ma lo stato continuò a mantenere il precedente carattere composito di città, terre e castelli che si reggevano con propri statuti, governati dal Montefeltro per accordi e patti giurati, quindi sotto la veste giuridica del Vicariato apostolico in temporalibus concesso dal Pontefice.

Mecenatismo[modifica | modifica wikitesto]

Alla corte di Federico operarono gli architetti Maso di Bartolomeo, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini; quest'ultimo sarà anche artista a tutto tondo e verrà inserito a corte come suo consigliere personale, essendo suo amico, e confidente. Numerosi pittori operarono per Federico. Tra questi Piero della Francesca, intimo amico di Federico, ma anche Paolo Uccello, Giusto di Gand, e Pedro Berruguete.Federico si faceva raffigurare sempre dal suo lato sinistro della faccia a causa della perdita del suo occhio destro in uno scontro armato imprecisato. Perciò si fece praticare un taglio sul naso che ampliava la visuale dell'occhio sinistro, unico rimastogli. Egli inoltre fu, in vita, continuo coltivatore dell'erudizione personale, grazie probabilmente alla sua permanenza e formazione nei monasteri benedettini durante gli anni di fanciullezza; per questo favorì e sostenne le arti e la cultura in generale. Tra i suoi protetti, anche il matematico Luca Pacioli.

La famosa biblioteca di Federico, unica in quell'epoca per vastità e pregio, venne realizzata in collaborazione con il libraio fiorentino Vespasiano da Bisticci, suo principale fornitore: tra i copisti e miniatori che lavorarono presso lo Scriptorium urbinate ci fu anche Federico Veterani. L'intera biblioteca (che insieme ai volumi raccolti dai successori di Federico raggiunse una consistenza di oltre 1760 codici manoscritti) venne acquistata per 10.000 scudi dal papa Alessandro VII Chigi nel 1657 che di fatto la salvò dalla dispersione. Da allora costituisce il nucleo più importante della Biblioteca apostolica vaticana.

L'alleanza con Roma e la religiosità personale[modifica | modifica wikitesto]

Trascorse i primi anni di vita con i monaci dell'Abbazia benedettina di Gaifa, nei pressi di Urbino. Questi trasmisero al giovane Federico un marcato senso del sacro. Successivamente venne educato severamente alla condotta religiosa da alcuni precettori personali - camaldolesi provenienti dall'importante monastero di Fonte Avellana, situato non lontano da Gubbio, nel territorio del Ducato - in un contesto familiare (i Montefeltro), già Vicari Apostolici e imparentati con papa Martino V. Ma l'incontro fondamentale della sua vita religiosa sarà quello con san Bernardino da Siena nel 1435. Durante la permanenza del Santo nella terra dei Montefeltro infatti, Bernardino ebbe la simpatia e la stima di Federico che, frequentandolo, fruì della sua direzione spirituale rimanendone segnato nel carattere per tutta la vita.

Nella sua preziosa biblioteca, Federico possedeva una rarissima copia miniata della Bibbia da lui commissionata per uso personale, detta appunto Bibbia Montefeltro, oggi conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Questo testo seguiva sempre il Duca per la preghiera e lettura personale, anche durante le sue condotte militari. Anche a causa della professata fede, egli venne nominato da papa Pio II e successivamente confermato da Paolo II e Sisto IV, Gonfaloniere di Santa Romana Chiesa. Fu inoltre capitano generale della Chiesa nonché consigliere politico di papa Sisto IV.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Ducato di Urbino
Da Montefeltro
Coat of arms of Federico and Guidobaldo da Montefeltro.svg

Oddantonio II
Federico III
Guidobaldo
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Dalla prima moglie Gentile Brancaleoni, essendo ella sterile, non ebbe figli.

Da Battista Sforza, la moglie più amata, ebbe:

Ebbe inoltre, in gioventù, numerosi figli naturali, tutti legittimati:

  • Buonconte (Urbino, 1442 c. - Sarno, 1458), morto a sedici anni di peste;
  • Antonio (Urbino, 1445 c. - Gubbio, 1508), conte di Cantiano e rettore di Sant'Agata Feltria dal 1482 al 1500, suo Luogotenente ed erede d'armi, che sposò nel 1475 Emilia Pia, figlia del conte Marco II signore di Carpi e Sassuolo;
  • Elisabetta (Urbino, 1445 - Roma, 1503), che sposò nel 1462 Roberto di San Severino conte di Cajazzo;
  • Gentile (Urbino, 1448 - Genova 1513 o Pesaro 1529), che sposò nel 1463 Carlo Malatesta conte di Chiaruggiolo e, rimasta vedova, nel 1469 Agostino Fregoso, signore di Voltaggio.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino
— Napoli, 1474
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere di San Pietro
— Roma, 1474
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— Grottaferrata, 1474

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Roeck, A. Tonnesmann, Federico da Montefeltro. Arte, stato e mestiere delle armi, Einaudi, 2009.
  • G. Franceschini, I Montefeltro, Dall'Oglio, Milano, 1970.
  • G. Scatena, Federico da Montefeltro duca di Urbino (vol. 1, 1422-1454), Sant'Angelo in Vado, 2004.
  • Giovangirolamo De' Rossi, Vanni Bramanti (a cura di), Vita di Federico di Montefeltro, Olschki, Firenze, 1995.
  • Giulio Roscio, Agostino Mascardi, Fabio Leonida, Ottavio Tronsarelli et al., Ritratti et elogii di capitani illvstri, Roma, 1646.
  • J. Dennistoun, G. Nonni (a cura di), Memorie dei duchi di Urbino, Quattroventi, Urbino, 2010 (London, 1851).
  • L. Bei, S. Cristini, La doppia anima, la vera storia di Federico da Montefeltro e Ottaviano Ubaldini della Carda, Amici della Storia, Apecchio, 2000.
  • M. Mamini, "Udirai melodia del bel sonare" - Federico di Montefeltro e la musica, Quattroventi, Urbino, 2007.
  • M. Simonetta, L'enigma Montefeltro. Arte e intrighi dalla Congiura dei Pazzi alla Cappella Sistina, Rizzoli, Milano, 2008.
  • O. Marrani, Petroia e Federico da Montefeltro, Gubbio, 1983.
  • P. Gattari, Il Duca, Castelvecchi Editore, Roma, 2013, ISBN 9788876158919.
  • P. Paltroni, W. Tommasoli (a cura di), Commentari della vita et gesti dell'illustrissimo Federico Duca d'Urbino, Accademia Raffaello, Urbino, 1966.
  • R. De La Sizeranne, Federico di Montefeltro capitano, principe, mecenate (1422/1482), AGE, Urbino, 1978.
  • W. Tommasoli, La vita di Federico da Montefeltro 1422/1482, AGE, Urbino, 1978.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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