Castello di Giaggiolo

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Castello di Giaggiolo
Bastione ottagonale Castello di Giaggiolo.JPG
Resti del bastione ottagonale
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàGiaggiolo, frazione di Civitella di Romagna
Coordinate44°01′58.3″N 12°03′27.1″E / 44.032861°N 12.057528°E44.032861; 12.057528Coordinate: 44°01′58.3″N 12°03′27.1″E / 44.032861°N 12.057528°E44.032861; 12.057528
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Giaggiolo
Informazioni generali
Tipocastello medievale
Inizio costruzioneentro l'XI secolo
Materialelaterizio
Condizione attualeruderi
Visitabile
Informazioni militari
Funzione strategicadifensiva abitativa
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Il castello di Giaggiolo, Ghiacciolo o Ghiaggiòlo, sorge nell'Appennino forlivese, a trenta chilometri da Forlì (nel bacino del fiume Ronco a 495 metri sul livello del mare). Amministrativamente si trova nel territorio del comune di Civitella, non lontano dalla frazione di Voltre.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vi faceva capo un'antica contea dell'Appennino romagnolo, un feudo situato a cavallo tra il territorio attuale di Romagna e Toscana.

Del castello, un tempo assai noto, rimangono pochi resti, di cui è particolarmente notevole il potente bastione ottagonale.

Anche Guido da Montefeltro, che aveva sposato Manentessa di Ghiaggiolo, nel 1263 ricevette il titolo di conte di Ghiaggiolo, dopo la morte del cognato Uberto. La posizione, infatti, nell'Appennino settentrionale, avrebbe consentito a lui e ai forlivesi, entrambi del partito ghibellino, di spalleggiarsi a vicenda. "Inoltre, il titolo di conte di Ghiaggiolo aveva aperto la strada a Guido per ottenere di diritto la cittadinanza di Forlì, cui teneva molto"[1].

Il castello, documentato già nel 1021, fu la sede del ramo dei Malatesta detto di Giaggiolo, il cui capostipite fu quel Paolo Malatesta citato da Dante, insieme a Francesca da Polenta, nel V canto dell'Inferno. Infatti, vi nacque Orabile Beatrice (1255-1303 circa), figlia dei conti Severi di Giaggiolo, sposa di Paolo Malatesta.[2]

Il figlio di Paolo, Uberto Malatesta, conte di Giaggiolo, fu ucciso a tradimento nel 1324 per aver aderito al partito ghibellino.

Una copia dello statuto del castello di Giaggiolo del 1376 è conservata nell'Archivio Vescovile di Sansepolcro[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Spada, Romagna 1270-1302. I tempi di Guido da Montefeltro e di Maghinardo Pagani da Susinana, S. E. Il Ponte Vecchio, Cesena (FC) 2009, p. 74.
  2. ^ Amaducci
  3. ^ Sansepolcro, Archivio Vescovile, fondo Nullius di Galeata, Statuti di Valdoppio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter Amaducci, Orabile dei conti di Giaggiolo, Stilgraf, Cesena, 2010
  • AA.VV., La Romagna dei castelli e delle rocche, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2017

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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