Rocca di Montepoggiolo

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Il forte di Montepoggiolo in una foto d'epoca

Il Montepoggiolo è un colle facente parte del comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole (a una decina di chilometri da Forlì), su cui sorge un forte del XVI secolo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nato probabilmente come torre di vedetta della cittadella di Castrocaro Terme, i primi documenti storici che riportano indirettamente informazioni su questa rocca portano la data del 906, dove viene citato tal "conte Berengario del castello di Montepoggiolo". Passò poi ai Malatesta e divenne uno dei rifugi preferiti di Gianciotto Malatesta. Nel 1403, insieme al castello di Castrocaro viene annessa al Granducato di Toscana.

Nel 1471 viene deciso il suo ampliamento da semplice torre a rocca vera e propria e tra il 1482 e il 1490 fu costruita su progetto di Giuliano da Maiano, nell'ambito di una politica complessiva di rafforzamento dei confini portata avanti dai Medici. Montepoggiolo inoltre, insieme alla Rocca di Castrocaro rappresentava un avamposto per conquistare in prospettiva un accesso all'Adriatico.[1]

Nel 1564, con la costruzione di Terra del Sole a brevissima distanza, la rocca di Montepoggiolo ne diviene vedetta, fino al suo disarmo nel 1772.

Nel 1782 venne ceduta e da allora è rimasta proprietà privata.

A poca distanza dal castello, in località detta Ca' Belvedere, sono stati ritrovati a partire dal 1983 migliaia di reperti litici, manufatti risalenti a oltre ottocentomila anni fa, considerati di grande importanza per la conoscenza dell'Italia del Paleolitico.[2]

La Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura della fortezza, tuttora esistente, costruita interamente in mattoni e progettata da Giuliano da Maiano, presenta una pianta romboidale con sugli spigoli bastioni a pianta circolare, con muratura a scarpa, secondo un modello diffuso nelle cosiddette fortificazioni di "transizione" sorte con l'avvento delle armi da fuoco. La costruzione presentava infatti anche elementi tipici delle fortificazioni medievali come il camminamento di ronda su beccatelli a mensole. Uno dei bastioni circolari, di proporzioni grandiose, fungeva anche da mastio del complesso, esemplificando la funzione tipica di avamposto militare della fortezza con pochi addetti, ma capace di trasformarsi in una “macchina da guerra” fissa sul territorio.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D. Taddei, Giuliano e Antonio da Sangallo in "L'architettura militare nell'età di Leonardo" Atti del Convegno, 2007
  2. ^ Giovanna Bermond MONTANARI; Meri Massi PASI; Luciana PRATI (a cura di): Quando Forlì non c'era. Origine del territorio e popolamento umano dal Paleolitico al IV sec. a.C. Forlì. 1996.
  3. ^ D. Taddei, Op. cit., 2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Donatini, "Terra del Sole - La città ideale", Ed. Grafiche Leonardo, 1998

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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