Saludecio

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Saludecio
comune
Saludecio – Stemma Saludecio – Bandiera
Saludecio – Veduta
Vista di Saludecio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Rimini-Stemma.png Rimini
Amministrazione
SindacoDilvo Polidori (lista civica)
Territorio
Coordinate43°52′22″N 12°40′07″E / 43.872778°N 12.668611°E43.872778; 12.668611 (Saludecio)Coordinate: 43°52′22″N 12°40′07″E / 43.872778°N 12.668611°E43.872778; 12.668611 (Saludecio)
Altitudine348 m s.l.m.
Superficie34,27 km²
Abitanti3 045[1] (30-6-2018)
Densità88,85 ab./km²
FrazioniCerreto, Meleto, San Rocco, Santa Maria del Monte, Sant' Ansovino, San Leone, Monte Del Prete Basso, San Carlino
Comuni confinantiMondaino, Montefiore Conca, Montegridolfo, Morciano di Romagna, San Giovanni in Marignano, Tavoleto (PU), Tavullia (PU)
Altre informazioni
Cod. postale47835
Prefisso0541
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT099015
Cod. catastaleH724
TargaRN
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisaludecesi
Patronosant'Amato Ronconi
Giorno festivo8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saludecio
Saludecio
Saludecio – Mappa
Posizione del comune di Saludecio all'interno della provincia di Rimini
Sito istituzionale

Saludecio (Saludécc in romagnolo) è un comune italiano di 3 045 abitanti della provincia di Rimini in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in provincia di Rimini, sulle rigogliose colline della Valconca, a pochi chilometri dal confine marchigiano. Dista 15 km da Cattolica, 20 da Riccione e 30 dal capoluogo Rimini. È inserito nel bacino della Valconca assieme ai comuni di Mondaino e Montegridolfo.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Probabile fundus romano, il toponimo Saludecio deriverebbe dall'aggettivo saluticius a esso collegato o, forse, secondo un'ipotesi che sembra, però, una ricostruzione fantasiosa dell'umanista saludecese Publio Francesco Modesti, da salus Decii in riferimento a un illustre personaggio romano (secondo alcuni addirittura l'imperatore Decio) che trovò salute e salvezza su questo colle. Terza ipotesi sull'origine di questo curioso nome è quella che lo collega a S. Laudicio, probabilmente un martire della Chiesa orientale, cui era dedicata l'antica pieve citata da una bolla papale del 1144: "plebem sancti Leoditii". Successivi documenti parlano poi di "plebs Sancti Laudicii", "Castrum Lauditii" e "San Lodezzo". È in realtà possibile che questo santo Laodicio, di cui non si trova menzione in alcun elenco della Biblioteca Sanctorum, sia da collegarsi alla figura del vescovo della Chiesa ravennate Eleukadio. Pur non essendo mai stato canonizzato venne acclamato santo dai fedeli e venerato come tale. La non ufficializzazione del culto potrebbe aver in qualche modo facilitato la storpiatura del nome, a noi giunto nella forma Laudicio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, roccaforte malatestiana, è al centro di una corona di castelli difensivi, ultimo baluardo riminese contro la vicina Urbino dei Montefeltro. L'assetto del centro rivela ancora oggi la sua struttura medievale, con il dedalo dei vicoli racchiusi dalla cinta muraria e le monumentali porte di accesso: porta marina e porta montanara, per la difesa verso il mare e verso l'entroterra. I secoli XIII e XIV vedono un'alternanza di potere, su queste terre, tra lo stato pontificio e la signoria dei Malatesta di Rimini. Poi, a seguito del tentativo di rivolta degli Ondedei di Saludecio (1336) contro Ferrantino, Malatestino e Guido Malatesti (fallito a causa di un tradimento) a Saludecio è imposta la totale dipendenza ai Malatesti.

Il XV secolo, pur essendosi aperto all'insegna delle humanae litterae e della serenità, con il pacifico soggiorno a Montefiore di papa Gregorio XII, vede poi crescere e svilupparsi il progetto dei Montefeltro di Urbino sopra le terre di Romagna. Il già fragile equilibrio crolla nel 1462 quando, a seguito di questioni politiche di respiro nazionale, Federico da Montefeltro occupa Saludecio togliendolo a Sigismondo Malatesta, e lo riconsegna a allo stato della Chiesa.

Ne 1504, dopo essere passato per le mani del duca Cesare Borgia,figlio di papa Alessandro VI, Saludecio è sottomessa al governo di Venezia, ma per breve tempo, visto che già nel 1508 i Veneziani restituiscono il territorio allo Stato della Chiesa. Il XVI secolo costituisce una sorta di assestamento del paese che nel secolo successivo vedrà, invece, una grande crescita economica e culturale, testimoniata dall'opera di numerosi artisti impegnati sul territorio (primo fra tutti Guido Cagnacci).

Anche nel corso del Settecento si aprono cantieri importanti, tra i quali sicuramente il più interessante è la chiesa parrocchiale di S. Biagio, iniziata nel 1794 e terminata nel 1800. Bell'esempio di architettura neoclassica, realizzata dall'architetto cesenate Giuseppe Achilli, fu fortemente voluta dal parroco saludecese nonostante il periodo particolarmente difficile, coincidente con gli anni della discesa napoleonica. L'Ottocento si apre dunque con splendore e prosegue con lo stesso tenore, tanto che Saludecio, capoluogo amministrativo può a ragione essere considerata, relativamente a quel periodo, una piccola capitale. La classe dirigente (borghesia agraria) decide di abbellire i propri palazzi e di costruirne di nuovi, così che ancora oggi noi possiamo ammirare le splendide finiture e le pitture interne dei pregevoli edifici che si affacciano sulle vie del paese.

Oggi il comune, superata la crisi degli anni Sessanta, che ha causato un massiccio esodo verso la costa, ha ritrovato la propria identità puntando principalmente sul recupero dell'economia agricola e artigianale nonché alla valorizzazione culturale, ambientale e turistica del territorio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Porta marina
Torre civica con stemma
Porta montanara
  • Porta Marina: rappresenta l'accesso del paese, porta fortificata e voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta; la porta è rivolta verso il mare.
  • Chiesa parrocchiale di San Biagio: è stata definita a ragione la piccola cattedrale, e non solo per l'ampiezza ma anche per la pregevolezza con la quale è stata costruita ed arricchita. Di epoca settecentesca, rappresenta un vero e proprio museo di opere d'arte. All'interno riposano le spoglie di Sant'Amato Ronconi, uomo devotissimo e molto venerato in zona. Nel complesso trovano spazio anche il ridotto ma fornito museo di Saludecio e del beato Amato quale si possono ammirare le seguenti opere:
  • Palazzo municipale: sorto sulle rovine dell'antica rocca, è sede del comune. Architettonicamente interessante per il colonnato presente all'esterno.
  • Palazzo Albini: il portone si apre su uno splendido cortile con colonnato in stile urbinate. È visitabile durante l'Ottocento Festival.
  • Torre Civica: è l'opera più significativa del periodo medievale. Domina il profilo di Saludecio e sulla sua facciata è murato lo stemma del paese.
  • Porta Montanara: è la seconda via d'accesso alla città, situata in antitesi con la Porta Marina. Questa, più piccola e mesta della prima, si affaccia verso il versante appenninico.
  • Largo Santiago de Compostela, Oratorio dell'Ospedale di sant'Amato: sono luoghi legati alla figura di sant'Amato Ronconi.
  • Castello di Cerreto: È uno dei borghi rurali più apprezzati e meglio conservati di tutto il territorio riminese. Conserva ancora evidenti tracce delle strutture fortificate d'epoca medievale. Sito a pochi chilometri dall'abitato di Saludecio, è immerso in un paesaggio rurale e naturale. Famoso per il suo particolare carnevale, con le caratteristiche maschere di origine antichissima, chiamate "Pagliacci", è conosciuto anche per le strampalate storie a carattere comico e demenziale che riguardavano e animavano gli abitanti di Cerreto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 292 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ottocento Festival[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima settimana di agosto, per trent'anni è andata in scena una grande manifestazione di musica, spettacoli, mostre, banchetti dedicati al XIX secolo. Mercatini di antiquario, allestimenti scenografici, osterie nei vicoli e spettacoli di artisti di strada rendevano il Festival un appuntamento di riguardo.

Saluserbe[modifica | modifica wikitesto]

Nella settimana del 25 aprile, una manifestazione di carattere naturalistico con riferimento all'erboristeria e alimentazione biologica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 giugno 1985 25 maggio 1990 Massimo Maioli Partito Socialista Italiano Sindaco [3]
25 maggio 1990 24 aprile 1995 Massimo Maioli Partito Socialista Italiano Sindaco [3]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Dilvo Polidori lista civica Sindaco [3]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Dilvo Polidori lista civica Sindaco [3]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giuseppe Sanchini lista civica Sindaco [3]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giuseppe Sanchini lista civica Sindaco [3]
26 maggio 2014 in carica Dilvo Polidori lista civica: ripartiamo da saludecio Sindaco [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  3. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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