Via della Conciliazione

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Via della Conciliazione
Vista dalla cupola di San Pietro
Vista dalla cupola di San Pietro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Circoscrizione Municipio Roma I
Quartiere Borgo
Codice postale 00193
Caratteristiche
Tipo Strada carrabile
Lunghezza 420m circa
Pavimentazione Sampietrino
Intitolazione A ricordo dello storico avvenimento della Conciliazione che pose fine al dissidio tra Stato Italiano e Chiesa, 11 febbraio 1929
Progettista Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli
Costruzione 1936
Collegamenti
Inizio Largo Giovanni XXIII
Fine Piazza Pio XII
Luoghi d'interesse Palazzo Castellesi
Chiesa di Santa Maria in Transpontina
Palazzo dei Penitenzieri
Palazzo Serristori (Roma)
Palazzo Cesi-Armellini

Coordinate: 41°54′08.6″N 12°27′40.15″E / 41.902389°N 12.461153°E41.902389; 12.461153

Veduta della via verso San Pietro

Via della Conciliazione è una strada di Roma che collega largo Giovanni XXIII alla piazza Pio XII, di fronte alla piazza San Pietro.

Idealmente collega la capitale d'Italia con lo Stato Vaticano, secondo una direttrice che si sviluppa da Castel Sant'Angelo fino a piazza San Pietro; la strada sbocca in piazza Pio XII, dove una sottile linea di travertino romano, preso dalle vicine cave di Tivoli, delinea il confine di Stato con la Città del Vaticano, inquadrando scenograficamente la basilica petrina. Si tratta di una delle opere urbanistiche più discusse e aspramente criticate del Novecento.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La strada, progettata dagli architetti Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli, fu creata a partire dal 1936 con la demolizione dell'isolato della cosiddetta "Spina di Borgo", in seguito alla riconciliazione ufficiale tra lo Stato Italiano e la Santa Sede, con i Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929. Fu completata in occasione del Giubileo del 1950 con l'installazione di due file di portalampioni a forma di obelisco.[2]

Il suo progetto si inquadra nel più ampio piano operato dal regime fascista di ristrutturazione dei centri storici Italiani di cui il monumentalismo di Marcello Piacentini fu ispiratore ed autore. Via della Conciliazione, in particolare, esemplifica lo stereotipo, diffuso tra i secoli XIX e XX, di una grande strada sull'asse del monumento architettonico.[3] Dunque, la sua realizzazione annullò l'invenzione barocca ideata da Gian Lorenzo Bernini, che aveva creato un suggestivo gioco prospettico, ponendo, in asse con la scomparsa via di Borgo Nuovo, il portone in bronzo che conduceva alla Scala Regia, all'interno della cittadella vaticana; un sorprendente percorso che accompagnava lo spettatore dalle anguste e articolate strade della "Spina di Borgo" alla grandiosità della piazza San Pietro, dalla quale venivano offerti scorci verso la facciata della basilica e verso la cupola michelangiolesca.[4]

L'intervento novecentesco causò la perdita di buona parte del tessuto urbano del rione di Borgo, con la demolizione del palazzo dei Convertendi (di Bramante e Baldassarre Peruzzi), del palazzo Jacopo da Brescia, del palazzo del Governatore, del palazzo Alicorni, del palazzo Rusticucci-Accoramboni (di Carlo Maderno) e della chiesa di San Giacomo a Scossacavalli. I palazzi dei Convertendi, Jacopo da Brescia, Alicorni e Rusticucci sono stati ricostruiti più o meno liberamente, utilizzando nella ricostruzione elementi degli edifici demoliti. L'antica chiesa di San Lorenzo in Piscibus subì trasformazioni radicali e fu inglobata all'interno di nuovi edifici, mentre l'oratorio di Santa Maria Annunziata in Borgo (La Nunziatina) fu ricostruito sul lungotevere Vaticano.

Intorno al vuoto ottenuto dagli sventramenti furono mantenuti, a nord, il palazzo Torlonia-Giraud e la chiesa di Santa Maria in Transpontina, oltre ad un isolato ottocentesco; a sud il palazzo dei Penitenzieri, il palazzo Serristori e una porzione del palazzo Cesi-Armellini. Alcuni elementi decorativi degli edifici scomparsi (come il portale e la loggia del palazzo dei Convertendi) furono rimpiegati nelle nuove costruzioni o trasferiti altrove. La fontana del Maderno, sita in piazza Scossacavalli (al centro del rione), fu collocata davanti alla basilica di Sant'Andrea della Valle; la fontana dei Delfini, posta da papa Pio IX sul fronte orientale della "Spina", fu trasferita nei Giardini Vaticani. Alle testate ottocentesche del Poletti, situate sull'estremità orientale, si sostituirono due palazzi più grandi, con colonne e fontane, mentre a ovest, verso piazza San Pietro, prevalse il progetto di due avancorpi con loggiati aggettanti verso il centro della strada.[5]

Lo stile complessivo delle nuove edificazioni andò a rispecchiare quel neoclassicismo semplificato piacentiniano, che dominò nelle opere del tempo, ma che fu la parte meno evoluta del razionalismo italiano.

Istituzione[modifica | modifica wikitesto]

La via venne ufficialmente istituita il 16 settembre 1937 con la delibera n. 4921 del governatore di Roma Piero Colonna che così recita:

«DENOMINAZIONE DELLA GRANDE ARTERIA RISULTANTE DALLA DEMOLIZIONE DELLA SPINA DEI BORGHI.

Premesso che appare doveroso ricordare nella toponomastica romana l'avvenimento storico della Conciliazione, d'importanza mondiale, che pose fine al dissidio tra la Chiesa e lo Stato Italiano;
vista la nota del Gabinetto di S.E. il Ministro dell'Interno n. 11299 del 9 agosto p.p.;
Il Governatore delibera di assegnare il nome di VIA DELLA CONCILIAZIONE alla nuova grande strada che si viene formando in seguito alla demolizione della così detta "spina dei Borghi" voluta dal Duce ed alla unificazione in una sola arteria dei residui delle due vecchie strade, in corso di soppressione, denominate rispettivamente: Borgo Vecchio e Borgo Nuovo.»

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Ottaviano.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benevolo
  2. ^ Benevolo, p. 85.
  3. ^ Benevolo, p. 86.
  4. ^ Benevolo, pp. 54-60.
  5. ^ Benevolo, pp. 86-87.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Benevolo, San Pietro e la città di Roma, in Grandi opere, Roma, Laterza, 2004, ISBN 978-88-420-7236-2.
  • Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco (a cura di), La spina. Dall'agro vaticano a via della Conciliazione, in Architettura, Urbanistica, Ambiente, Roma, Gangemi, 2016, ISBN 978-88-492-3320-9.

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