Regime (politica)

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Nelle scienze politiche viene detto regime una forma di governo.

Uso scientifico[modifica | modifica wikitesto]

Il termine sotto il profilo scientifico è dotato di «polivocità»[1], in quanto evoca l'esercizio di un sistema di controllo sociale sulla popolazione.

Almeno in teoria, l'attribuzione di questo termine ad un certo particolare governo esistente non implica un giudizio di qualche tipo su di esso, ed infatti la maggior parte dei commentatori politici lo usa in modo neutro.

Uso comune[modifica | modifica wikitesto]

In pratica tuttavia, soprattutto a livello colloquiale ed informale, viene usato spesso come sinonimo di "dittatura" o "regime dittatoriale", a governi con una fama di essere repressivi, non democratici o illegittimi, specialmente quando la modalità di controllo sociale è strettamente correlata ed identificata con una personalità o un gruppo politico che vi assume un ruolo dominante (ad es. "il regime di Saddam Hussein" o "il regime di Franco"), oppure ad una determinata ideologia politica (ad es. il regime nazista, fascista o comunista) oppure ad una dittatura militare.

In tal senso un regime si caratterizza, oltre che spesso per caratteri antidemocratici con violazioni delle libertà civili e individuali, anche per l'autodeterminazione finalizzata alla sopravvivenza nel più lungo periodo del regime stesso facendo spesso ricorso a forme di propaganda, disinformazione, demagogia e populismi, fino al caso limite di violenze repressive. In questi contesti, il sintagma implica un significato di disapprovazione morale o di opposizione politica. A riprova di ciò basta osservare come sia raro sentir parlare di un "regime democratico", sebbene la locuzione sia perfettamente coerente, perché si intende solo un "tipo particolare di stato", che può essere democratico o anche dittatoriale, mentre per parlare di "regime dittatoriale" spesso si parla semplicemente di regime.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulco Lanchester, Stato (forme di), in Enciclopedia del diritto, Milano, 1990, vol. XLIII, p. 804, che vi intende «le norme, i valori, le regole del gioco e le strutture d’autorità che legano il rapporto tra governanti e governati nei concreti ordinamenti».

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