Palazzo Castellesi

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Palazzo Giraud-Torlonia
già palazzo Castellesi
Borgo - palazzo Giraud Torlonia 01606.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo via della Conciliazione, 30
Coordinate 41°54′09.36″N 12°27′39.6″E / 41.9026°N 12.461°E41.9026; 12.461Coordinate: 41°54′09.36″N 12°27′39.6″E / 41.9026°N 12.461°E41.9026; 12.461
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XVI secolo
Uso Residenza privata
Realizzazione
Architetto attribuito a Donato Bramante
Proprietario famiglia Torlonia di Civitella-Cesi

Il palazzo Castellesi, poi palazzo Giraud-Torlonia, è un importante edificio rinascimentale di Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo nel XVIII secolo

Il palazzo fu realizzato all'inizio del XVI secolo per il cardinale Adriano Castellesi o Castelleschi, da Corneto[1] (Tarquinia) importante dignitario della corte papale. Il progetto viene generalmente attribuito a Bramante[2].

Il palazzo sorse nel rione Borgo, sulla piazza Scossacavalli, nel contesto della riqualificazione dell'intero settore urbano deciso a seguito, in occasione del giubileo del 1500, del tracciamento della nuova via Alessandrina.[3]

In seguito a svariati cambi di proprietà che videro il palazzo diventare anche ambasciata d'Inghilterra, collegio ecclesiastico e ospizio, divenne nel XVIII secolo palazzo Giraud (ricchi banchieri francesi) e poi palazzo Torlonia.

Nei primi decenni del Novecento, con lo sventramento della "spina di Borgo", la facciata del palazzo si ritrovò ai margini della via della Conciliazione.

Caratteri stilistici[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio rappresenta una rilettura del palazzo Rucellai di Leon Battista Alberti, già precedentemente sperimentata a Roma nel palazzo della Cancelleria. Il palazzo Castellesi presenta infatti la facciata scandita da due ordini sovrapposti di lesene con un leggero risalto rispetto alle specchiature in muratura a bugnato liscio di travertino. Tra le lesene binate del piano nobile si trovano finestre ad arco inquadrate da cornici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da cui il nome di palazzo del Corneto con cui è anche conosciuto l'edificio.
  2. ^ A.Bruschi, Edifici privati di Bramante a Roma, in "Palladio", a.II n.4, 1989.
  3. ^ Gianfranco Spagnesi, Roma: la Basilica di San Pietro, il borgo e la città, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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