Adriano Franceschini

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Adriano Franceschini (Ferrara, 17 aprile 1920Ferrara, 22 dicembre 2005) è stato un insegnante e storico italiano, maestro di scuola elementare, ricercatore, epigrafista e saggista.

Adriano Franceschini con una sua classe V. Scuola elementare di Porotto, Ferrara. Inizio anni '60

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è dedicato tutta la vita al suo lavoro di maestro elementare, educando per decenni generazioni di ragazzi, affiancando presto a tale attività la passione per la ricerca storica realizzata attraverso lo studio dei documenti notarili, delle epigrafi e dei testi antichi, molti dei quali conservati nella Biblioteca comunale Ariostea o nell'archivio del Duomo di Ferrara, oppure nelle biblioteche di Verona, Modena e Mantova e di vari centri del Polesine, da dove inizialmente era partito come storico. Si è interessato particolarmente alle vicende locali di Ferrara e delle zone limitrofe (con ricerche durate oltre 40 anni), pubblicando saggi sul ghetto ebraico, sui commerci e sulla vita medievale e rinascimentale, sugli artisti e sulle vicende di tante persone comuni, fotografate in momenti di vita quotidiana. Non è mai stato attirato dalle apparizioni pubbliche preferendo piuttosto dar vita ai documenti che ogni volta recuperava dal passato. Ha ottenuto in seguito un giusto riconoscimento solo grazie ai tanti studiosi che hanno trovato nel suo lavoro un aiuto fondamentale nelle loro ricerche storiche.

Jacob Burckhardt nei pressi dell'Archivio di Basilea, nel 1890

Inizio dell'attività di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Come molti storici più legati agli archivi che non agli studi accademici la sua attività prese spunto da un committenza, che nel caso specifico arrivò dal Comune di Bergantino, interessato a recuperare fonti autorevoli sulla sua storia locale.

Da questo stimolo iniziale prese il via il suo lavoro di ricerca, per vari aspetti simile a quello di un altro grande storico contemporaneo, Marino Berengo. Fu spinto dalla sua saggezza contadina quando cominciò ad indagare, attraverso gli atti notarili, le vicende dell'Alto Polesine, e fu questo approccio a spingerlo in seguito ad interessarsi della storia della sua città, delle sue vicende artistiche e della presenza ebraica. Come apertura al primo testo che produsse[1] scelse le parole di un'epigrafe: Ognuno vede ciò che reca in cuore, e tali parole possono sintetizzare lo spirito che lo muoveva.[2][3]

Frequentò in modo attento, minuzioso ed assiduo i luoghi dove sono conservati i testi antichi, e concretizzò la sua azione nella trascrizione dei volumi consultati in centinaia di quaderni contenenti anche appunti personali, ricontrollando le fonti pure a distanza di decenni. Dedicò molta parte del suo tempo e del suo stipendio di maestro elementare nelle spese per i viaggi e per la ricerca dei documenti originali. Per Adriano Prosperi l'immagine che più lo rappresenta è quella che ritrae Jacob Burckhardt mentre esce dall'Archivio d Basilea con una grande teca di documenti sotto il braccio.[4]

Partendo dallo studio delle comunità polesane iniziò ad interessarsi dei mutamenti prodotti dall'avvento della giurisdizione episcopale in sostituzione del precedente primato benedettino. Venne così in contatto col lavoro di altri studiosi, del passato o recenti, come Ludovico Antonio Muratori, Girolamo Tiraboschi, Giovanni Tabacco e Pier Francesco Fumagalli.[5]

Presenza ebraica a Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Ferrara, Via Vignatagliata, lapide scuola ebraica a ricordo della cacciata degli alunni e degli insegnanti ebrei dalle scuole italiane dopo il 1938

Franceschini arrivò ad indagare sulla presenza ebraica nella zona ferrarese dopo il lungo lavoro di approfondimento sulle comunità contadine polesane. Pure gli ebrei, come i contadini dei quali si era interessato, erano stati soggetti a vessazioni e soprusi, spesso cacciati dalle loro terre, considerati estranei eppure necessari. Appare quindi molto probabile che il maestro ritenesse doveroso riconoscere al popolo ebraico, integrato e radicato da secoli nella comunità ferrarese, in particolare considerando il periodo del ghetto, le persecuzioni e la spinta a rimuovere la sua identità attraverso il battesimo, il diritto del ricordo per il ruolo avuto nella storia cittadina.[5]

La sua opera principale dedicata a questo tema: Presenza ebraica a Ferrara. Testimonianze archivistiche fino al 1492 e pubblicata postuma ebbe genesi da un incontro fortuito tra il maestro e l'avvocato Paolo Ravenna durante i lavori di preparazione di una mostra al Palazzo dei Diamanti. Era la fine degli anni 80 e la mostra sarebbe stata preparata per il 1990. Lo studioso era già noto a livello internazionale ed era impegnato in quel momento nella stesura di tre volumi: Artisti a Ferrara in età umanistica e rinascimentale, che sarebbero stati pubblicati nel 1993, nel 1995 e nel 1997.[6]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività venne apprezzata da storici a livello nazionale ed internazionale, ed il suo lavoro forse più impegnativo, Presenza ebraica a Ferrara. Testimonianze archivistiche fino al 1492, venne pubblicato postumo, nel 2007. Nella presentazione del volume il Presidente della Fondazione Carife ricorda la sua modestia come persona ed il suo valore come studioso del patrimonio artistico e culturale della città estense nel periodo rinascimentale.[7]

A lui è stata intitolata la Scuola Elementare di Porotto, dove insegnò per moltissimi anni, e la sala di studio dell'Archivio di Stato di Ferrara, tante volte frequentata.[8]

Targa commemorativa per Adriano Franceschini posta sulla Scuola elementare di Porotto a lui intitolata. Comune di Ferrara. Ferrariae Decus

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Viene citato da vari studiosi che si sono interessati ai temi da lui approfonditi. Tra questi Dana E. Katz fa riferimento ai lavori di Franceschini nel suo The Jew in the Art of the Italian Renaissance.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ comunità rurali altopolesane
  2. ^ Franceschini, p.X
  3. ^ Andrea Zerbini, In memoriam (PDF), su santafrancesca.altervista.org, Centro Storico Benedettino Italiano, gennaio-giugno 2014, p. 4. URL consultato il 23 maggio 2016.
  4. ^ Franceschini, p.IX
  5. ^ a b Franceschini, p.XI
  6. ^ Franceschini, p.XIII
  7. ^ Franceschini, p.VII
  8. ^ S.E.A.Franceschini
  9. ^ Dana E. Katz

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Lavori di Franceschini[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Franceschini, I frammenti epigrafici degli statuti di Ferrara del 1173 venuti in luce nella cattedrale, Girolamo Arnaldi (presentazione), Ferrara, Ferrariae decus e Deputazione provinciale ferrarese di storia patria, 1969, OCLC 6485554.
  • Adriano Franceschini, Inventari inediti di biblioteche ferraresi del sec. XV : B. la biblioteca del Capitolo dei Canonici della Cattedrale, Ferrara, Deputazione provinciale ferrarese di storia patria, 1982, OCLC 887219139.
  • Adriano Franceschini, Giurisdizione episcopale e comunità rurali altopolesane : Bergantino, Melara, Bariano, Trecenta, Bologna, Patron, 1986, SBN IT\ICCU\MIL\0064981.
  • Adriano Franceschini, Paesaggio medievale ferrarese, Ferrara, Rotary gruppo estense, 1988?, SBN IT\ICCU\FER\0164197.
  • Adriano Franceschini, Artisti a Ferrara in età umanistica e rinascimentale / 1, Dal 1341 al 1471, Ferrara, Corbo, 1993, ISBN 978-88-853-2518-0.
  • Adriano Franceschini, Artisti a Ferrara in eta umanistica e rinascimentale. 2.1, Dal 1472 al 1492, Roma-Ferrara, Corbo-Cassa di risparmio di Ferrara, 1995, ISBN 978-88-853-2563-0.
  • Adriano Franceschini, Artisti a Ferrara in età umanistica e rinascimentale / Pt. 2, T. 2, Dal 1493 al 1516, Ferrara, Corbo, 1997, ISBN 978-88-8532-586-9.
  • Adriano Franceschini, Presenza ebraica a Ferrara. Testimonianze archivistiche fino al 1492, a cura di Paolo Ravenna, Ferrara, Carife, 2007, ISBN 978-88-222-5741-3.

Fonti bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Cazzola, Adriano Franceschini, Marcella Marighelli, Marica Peron, Lucio Scardino, Enrico Bovi, Porotto nella storia, Ferrara, Liberty house, 2003, OCLC 929774659.
  • (EN) Dana E. Katz, The Jew in the Art of the Italian Renaissance, Philadelphia, PENN University of Pennsylvania Press, 2008, SBN IT\ICCU\LO1\1254179.
  • Francesco Scafuri, Passeggiando per Ferrara : tre itinerari alla scoperta della città antica, Ferrara, Comune di Ferrara, 2009, SBN IT\ICCU\UFE\0911437.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

«Come risulta dai documenti pubblicati da Adriano Franceschini in Artisti a Ferrara in età umanistica e rinascimentale».
«Nella foto in basso una rara immagine pubblica del Maestro, il quarto da sinistra in prima fila».
Controllo di autorità VIAF: (EN27094605 · BNF: (FRcb12097796s (data)