Asburgo-Lorena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maria Teresa d'Asburgo arciduchessa d'Austria e regina d'Ungheria, ultima sovrana

Gli Asburgo-Lorena (in tedesco, Habsburg-Lothringen, in francese Habsbourg-Lorraine) sono una dinastia europea nata con il matrimonio tra Maria Teresa d'Asburgo e Francesco Stefano di Lorena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lorena (dinastia) e Casa d'Asburgo.

Asburgo-Lorena è una dinastia asburgica, creatasi con il matrimonio tra Maria Teresa d'Asburgo e Francesco Stefano di Lorena, che apre la sua storia con la guerra di successione austriaca, nella quale l'Austria, fiancheggiata dall'Inghilterra, combatté contro la Francia, la Spagna e la Prussia, per mantenere la propria indipendenza. La dinastia discendeva da due prestigiosi e antichissimi lignaggi franchi, quello dei Manfredi o Girardidi, conti di Parigi e Metz e poi duchi di Lorena e quello degli Eticonidi, duchi d'Alsazia e antenati della Casa d'Asburgo.

Stemma degli Asburgo-Lorena

L'iniziativa fu presa dal re prussiano Federico II, che con le sue truppe invase la Slesia, regione della Boemia ricca di industrie minerarie e tessili. La giovane arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo non era pronta a guidare una guerra; inoltre, la situazione era peggiorata dalla disorganizzazione dell'esercito e dalle casse di stato vuote. La guerra, combattuta principalmente in Germania e in Italia, ebbe un risvolto positivo per gli austriaci, quando l'elettore di Baviera morì. Così si sciolse la grande coalizione antiasburgica: tutte le vittorie della Francia e della Prussia, furono vanificate. Con l'intervento della zarina di Russia a fianco degli Asburgo, la guerra finì ufficialmente, e venne firmata la pace di Aquisgrana nel 1748, che riconosceva i diritti imposti dalla Prammatica Sanzione, e la cessione della Slesia alla Prussia.

Non riconoscendo però alla Prussia il possesso della Slesia, Maria Teresa d'Asburgo riprese le ostilità con Federico II, e riuscì a trovare appoggio nella Francia. Iniziò così la guerra dei Sette anni (1756-1763), che si concluse senza vincitori, ma non portò alla restituzione della Slesia. Successivamente, Maria Teresa d'Asburgo si occupò principalmente della politica internae, migliorando quasi tutti gli organi statali, fece tornare l'Austria tra le grandi potenze europee.

A Maria Teresa d'Asburgo succedette Giuseppe II, un sovrano cresciuto dalla nuova corrente illuminista, e dai nuovi ideali che essa portò; attuò molte riforme, la maggior parte delle quali erano a discapito del clero. Alla morte di Giuseppe II nel 1790, gli succedette il fratello Leopoldo II, che nel 1791 invitò l'Europa a soccorrere la famiglia reale francese, e a sopprimere gli ideali della rivoluzione, senza interventi militari; morì alcuni giorni prima della dichiarazione di guerra della Francia all'Austria.

La rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1792 venne incoronato imperatore a Francoforte il figlio di Leopoldo II, Francesco II. Questi dopo la decapitazione dei sovrani francesi, insieme agli altri sovrani europei, creò una prima coalizione contro la Francia rivoluzionaria. La coalizione ebbe inizialmente qualche successo, ma cominciò subito ad arretrare, soprattutto in Italia, dove gli austriaci vennero sconfitti ripetute volte, dal generale corso Napoleone Bonaparte. Con il Trattato di Campoformio nel 1797, veniva dato alla Francia il milanese, mentre agli austriaci restò il Veneto, l'Istria e la Dalmazia. A questo trattato di pace ne seguirono altri, che ridussero il dominio asburgico all'Austria, la Boemia e l'Ungheria; Francesco II fu anche costretto a perdere il titolo imperiale, ma si fece proclamare Imperatore d'Austria, per porre rimedio alla grave perdita. Dopo le sconfitte di Lipsia (1813) e di Waterloo (1815), Napoleone venne esiliato all'isola di Sant'Elena dove morì.

La Restaurazione[modifica | modifica wikitesto]

Nello stesso anno della sconfitta francese di Waterloo, venne istituito, il Congresso di Vienna, con il quale ebbe inizio la Restaurazione. Il congresso imponeva la restaurazione degli antichi regimi, l'Austria riottenne tutti i possedimenti italiani, slavi e tedeschi, che aveva perso durante le guerre napoleoniche, inoltre si instaurò la Santa Alleanza, tra Austria, Russia e Prussia, che aveva il compito di sopprime tutti i moti rivoluzionari filofrancesi, o di indipendenza, che sarebbero scoppiati in Europa. Negli anni che seguirono, Francesco II, seguì una politica accentratrice, su consiglio del primo ministro Metternich; ma proprio a causa sua, e dei nuovi ideali di indipendenza, scoppiarono i moti del 1848, che devastarono tutta l'Europa, segnarono l'espulsione dello stesso primo ministro dalla cancelleria imperiale, e l'ascesa di Francesco Giuseppe, sostituitosi a Ferdinando I, che fu costretto ad abdicare a favore del giovane diciottenne.

Fine di una dinastia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Giuseppe fu l'ultima grande personalità della Casa d'Asburgo. Sotto il suo regno l'Austria sembrò rivivere il periodo del suo grande splendore e Vienna divenne la città più grande e bella della Mitteleuropa.

L'Imperatore affrontò le guerre d'indipendenza italiane e la guerra austro-prussiana; portò in entrambi i casi sconfitte, che misero fine alla supremazia dell'Austria, in Italia e in Germania e affrettarono il lento declino della dinastia.

Nel 1867 Francesco Giuseppe firmò l'Ausgleich, ovvero un compromesso, che divideva l'Impero asburgico in Impero Austriaco e Regno d'Ungheria: politicamente e militarmente erano uniti, ma in quanto a politica interna e amministrazione rimanevano due entità separate.

Con il crescente interesse dell'Austria-Ungheria e della Russia per i Balcani si crearono forti tensioni all'interno del Reich asburgico e portarono l'Austria a firmare un'alleanza con la Germania e l'Italia. Nel 1914 con l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo esplose la Prima guerra mondiale, dovuta a un complesso sistema di alleanze tra gli stati europei, che vide schierati da una parte le potenze centrali Austria-Ungheria, Germania, Bulgaria e Impero Ottomano, dall'altra l'Intesa e i suoi alleati.

Nel 1916 morì Francesco Giuseppe, al quale succedette Carlo I. Egli, dopo aver perso la guerra, fu condannato all'esilio il 3 aprile 1919. I domini asburgici furono definitivamente divisi in repubbliche indipendenti.

Imperatori del ramo degli Asburgo-Lorena (Habsburg-Lothringen)[modifica | modifica wikitesto]

Domini e possedimenti degli Asburgo-Lorena[modifica | modifica wikitesto]

Gli Asburgo-Lorena hanno regnato su:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hans Bankl, Mal d'Asburgo. Vizi, vezzi, malanni e manie della Casa Imperiale d'Austria , traduzione di Flavia Foradini, Trieste, mgs press, 1998, pp. 202
  • Flavia Foradini, "Otto d'Asburgo. L'ultimo atto di una dinastia", mgs press, Trieste, 2004. ISBN 88-89219-04-1
  • Martha e Horst Schad, La prediletta. Il diario della figlia di Sissi, traduzione di Flavia Foradini, Trieste, mgs Press 2001, ISBN 88-86424-78-7
  • Sigrid-Maria Größing, Rodolfo d'Asburgo. Libero pensatore, rubacuori, psicopatico, traduzione di Flavia Foradini, Trieste, mgs Press 2006, ISBN 88-89219-17-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]