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Discesa dei Candelieri

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 Patrimonio protetto dall'UNESCO
Feste delle grandi macchine a spalla
 Patrimonio immateriale dell'umanità
La Discesa dei Candelieri
StatoItalia (bandiera) Italia
Inserito nel2013
ListaLista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità
Scheda UNESCO(EN, ES, FR) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
Discesa dei Candelieri
Tiporeligiosa
Data14 agosto
Celebrata inSassari
Religionecattolica
Oggetto della ricorrenzascioglimento del voto di liberazione dalla peste in onore della madonna Assunta
Tradizionitrasporto dei candelieri verso la chiesa di Santa Maria di Betlem
Tradizioni profanesfilata dei medi e piccoli candelieri, concerto per i candelieri, premio dei candelieri d'oro e d'argento
Data d'istituzioneXVII secolo
Altri nomiDiscesa dei candelieri, i Candelieri, Festha Manna

La Discesa dei Candelieri (in sassarese: Faradda di li Candareri) è una festa che si svolge a Sassari la sera precedente alla solennità dell'Assunzione di Maria (14 agosto). È considerato il principale rito religioso della città e uno degli eventi tradizionali più noti della Sardegna; dal 2013 è riconosciuto come patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO.

Secondo le fonti storiche, la celebrazione ebbe origine nel tardo medioevo e assunse la forma attuale in seguito a un voto fatto alla Madonna Assunta, alla quale la popolazione attribuì la salvezza della città da varie epidemie tra il XVI secolo e la peste del 1652.

La Faradda è un rito paraliturgico assimilabile a una processione danzante: vengono trasportati a spalla, per conto degli antichi ceti di mestiere cittadini (le corporazioni di lavoratori note in Sardegna come gremi), i Candelieri, grandi colonne lignee alte circa 6 metri che rappresentano enormi ceri votivi simbolici offerti come ex voto.

Il percorso, invariato da cinque secoli, parte dall'oratorio del Rosario in Pla de Castell (antica denominazione dell'attuale piazza Castello) e giunge alla chiesa di Santa Maria di Betlem, antico convento francescano presso Porta Utzeri, attraversando in discesa il corso Vittorio Emanuele II, arteria principale della città storica.

Nel 2013 la Discesa dei Candelieri è stata inserita nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità nell'ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, insieme alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, alla Festa dei Gigli di Nola e alla Varia di Palmi, riunite nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane.[1][2][3]

La celebrazione richiama ogni anno circa 100 000[4] persone, inclusi numerosi visitatori provenienti da tutta la Sardegna.

Le origini della festa sono oggetto di dibattito, poiché non esistono fonti dirette che permettano di datarne con precisione l’inizio. Diversi studiosi ritengono comunque attendibile l’ipotesi secondo cui la tradizione sarebbe nata nella Sassari tardomedievale, quasi in concomitanza con la formazione della città.

La città turritana (divenuta dapprima libero comune e in seguito ultima capitale del Giudicato di Arborea e di quello di Torres, prima della definitiva conquista aragonese) in quel periodo si trovava sotto l’influenza politica ed economica della Repubblica di Pisa.

A Pisa, sin dagli inizi del XIII secolo, era consuetudine l’offerta di cera alla Vergine Maria: la sera del 14 agosto si teneva una processione in cui venivano trasportate grandi strutture lignee ricoperte di cera, raffiguranti santi o scene bibliche. Ogni macchina, a forma di tabernacolo o di palma aperta, veniva condotta fino alla cattedrale tra musica e canti.

Le città alleate della Repubblica (tra cui Sassari, Iglesias e Nulvi) probabilmente contribuirono all’oblazione dei ceri pisani e successivamente adottarono esse stesse il rito, celebrandolo ogni vigilia dell’Assunzione.

Il candeliere dei Calzolai in un’immagine dei primi del Novecento

A Sassari la celebrazione proseguì anche durante il periodo dell’alleanza con Genova e in seguito sotto il Regno di Sardegna aragonese e spagnolo. Nei secoli le autorità spagnole tentarono più volte di limitarne le spese o la fastosità, senza riuscire a sopprimerla.

Le corporazioni cittadine di arti e mestieri (i gremi), che sostenevano i costi della cera, decisero in seguito di sostituire i grandi ceri effimeri con candelieri lignei permanenti. Questi cambiarono progressivamente forma: dai modelli “a tabernacolo” o a palma aperta ai cosiddetti candelieri a fioretto, colonne sormontate da bandierine, più agevoli da portare nei balli rituali.

Non si conosce con esattezza la data del passaggio dai candelieri di cera a quelli di legno, ma esso avvenne verosimilmente tra XVII e XVIII secolo. Alcuni degli esemplari più antichi oggi conservati (tra cui quelli degli ortolani, dei viandanti, dei massai e dei muratori), ancora utilizzati nella processione, risalgono a quel periodo. Modifiche analoghe furono introdotte anche per i Candelieri di Ploaghe, mentre i candelieri di Nulvi mantennero la forma originaria.

Il voto alla Vergine Assunta

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Nel XVI secolo Sassari fu colpita più volte dalla peste. Secondo la tradizione, l’epidemia del 1528 cessò il 14 agosto per intercessione della Madonna e di san Sebastiano. In quell’occasione venne formulato un voto al santo, cui fu dedicata una chiesa extra moenia oggi scomparsa.

Il voto a san Sebastiano proseguì fino al XVIII secolo, mantenuto dai Domenicani del convento omonimo (che custodiscono ancora il simulacro del santo) e dal Capitolo Turritano, insieme alla confraternita del Rosario.[5] Parallelamente, la città formulò un voto alla Vergine, ufficialmente documentato dopo la peste del 1652, ma già praticato almeno dal 1531, anno in cui fonti civiche stabilirono l’ordine di ingresso dei candelieri nella processione.

Otto gremi dell’epoca (massai, mercanti, sarti, muratori, calzolai, ortolani, carradori e pastori), insieme alle autorità civiche e alla curia arcivescovile, si impegnarono solennemente a portare in processione ogni 14 agosto otto candelieri dalla “piana di Castello” (l’attuale piazza Castello) fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem, lasciandoli per otto giorni accanto al catafalco della Vergine Dormiente. L’antica tradizione pisana divenne così un voto collettivo alla Madonna Assunta.

La crisi ottocentesca

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Nel XIX secolo, sotto l’influsso delle correnti illuministiche e dei mutamenti sociali, l’autorità dei gremi e l’interesse verso i riti tradizionali diminuirono. Alcune corporazioni considerarono la festa troppo onerosa. Il Gremio dei mercanti, ad esempio, decise di sciogliersi e chiese al Comune l’esenzione dal voto nel 1848,[6] mentre il candeliere fu comunque portato in processione fino ai primi anni del Novecento. I sarti avevano già chiesto l’esenzione nel 1810, ottenendola nel 1841, e i pastori rinunciarono definitivamente alla loro partecipazione.

Nello stesso periodo la curia turritana tentò di ricondurre la Faradda entro schemi più canonici, introducendo croci parrocchiali e sostituendo i candelieri con grandi ceri. Tuttavia, in seguito all’epidemia di colera del 1855, che costrinse a rinviare la festa, il voto fu solennemente rinnovato il 1º dicembre e la processione riprese il giorno successivo nelle forme tradizionali, consolidandosi come principale rito civico-religioso cittadino.

La processione de’ candelieri (xilografia, 1891)

Le nuove ammissioni dal Novecento in poi

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Alla fine dell’Ottocento l’amministrazione comunale si impegnò a rivitalizzare la festa, fornendo uniformi ai portatori e convincendo i sarti a rientrare nella processione nel 1896 con un candeliere rinnovato.

Nel 1921 fu ammesso il Gremio dei falegnami, sorto da una scissione con i muratori: il nuovo candeliere, opera dei mobilieri Clemente e dipinto da Mario Paglietti, fu benedetto nella chiesa di Santa Maria di Betlem. Tre anni dopo anche i calzolai si dotarono di un nuovo candeliere, sostituendo quello settecentesco perduto. Nel 1937 il Gremio dei contadini, costituitosi nel 1914, ricevette l’antico candeliere dei pastori e partecipò da allora alla Faradda.

Nel 1941 il Gremio dei viandanti, fino ad allora presente solo con la bandiera, acquisì il candeliere settecentesco dei carradori, recentemente scomparsi. Il numero dei candelieri tornò così a otto, ma la festa fu sospesa durante la seconda guerra mondiale per motivi di sicurezza.

Nel 1955 il Gremio dei piccapietre, separatosi dai muratori nel 1856, entrò a far parte della festa con un nuovo candeliere costruito dal falegname Cubeddu, portando il numero a nove. Nel 1978 i viandanti affiancarono al candeliere settecentesco uno nuovo, realizzato dallo scultore Alfonso Russo e dalla pittrice Liliana Cano. L’anno successivo massai e braccianti fondarono l’Intergremio "Città di Sassari", organismo di coordinamento dei gremi.

Negli anni ottanta riprese l’attività il Gremio dei fabbri, rimasto inattivo per circa quarant’anni; nel 2003 tornò ufficialmente alla Faradda con la sola bandiera e, dal 2007, anche con il proprio candeliere. Nello stesso anno fu istituita una Commissione storica paritetica (Comune, Intergremio e Curia) con compiti di regolamentazione e parere sulle future ammissioni.

Francobollo emesso nel 1998 e dedicato alla Discesa dei Candelieri

Nel 2015 i massai e i sarti realizzarono due nuovi candelieri per sostituire quelli storici deteriorati. Nel 2016 fu ammesso anche il Gremio dei macellai, mentre nel 2019 i contadini sostituirono l’antico candeliere settecentesco con una riproduzione fedele.

Le edizioni 2020 e 2021 non si svolsero nelle forme consuete a causa della pandemia di COVID-19, ma il voto fu comunque rinnovato con cerimonie ridotte. Nel 2021 il Gremio degli autoferrotranvieri fu ammesso alla processione e nel 2022 anche il Gremio dei braccianti, portando per la prima volta alla partecipazione tutti i gremi cittadini attivi.

Le quattro macchine a spalla italiane riconosciute dall’UNESCO

Dal 2023, a causa dei lavori di restauro della chiesa di Santa Maria di Betlem, la cerimonia dello scioglimento del voto si svolge nel sagrato antistante. Nel 2024, durante la processione, il candeliere dei falegnami subì un grave danneggiamento; dal 2025 è stato sostituito da una nuova copia realizzata dalla ditta Bussu e dipinta da Scassellati.

Riconoscimenti

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Retro della scheda telefonica dedicata.

Il 1º gennaio 1995 sono state emesse due schede telefoniche della Telecom Italia dedicate alla Faradda, del valore di 2 000 e 5 000 lire, per una tiratura di 12 000 e 77 000 esemplari, prodotte dalla ditta Mantegazza di Milano.

In occasione della Faradda del 1988 il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni emise un francobollo del valore di 550 lire appartenente alla serie tematica "Il folclore italiano". La vignetta, in quadricromia, venne eseguita dal bozzettista del centro filatelico dell'Istituto Poligrafico dello Stato Antonello Ciaburro. Il francobollo ebbe una tiratura di 4 000 000 di esemplari.

Il 29 luglio 2011 il Ministero del turismo attribuì alla Discesa dei candelieri il riconoscimento speciale di «Patrimonio d'Italia per la tradizione».[7]

All'edizione della Discesa del 2011 ha presenziato il messicano Francisco Lopez Morales, membro del comitato intergovernativo e consigliere del percorso di candidatura della sfilata dei candelieri a bene immateriale del patrimonio dell'UNESCO. I candelieri, assieme ad altre feste simili in Italia, riunite nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, sono stati ufficialmente candidati al riconoscimento UNESCO il 18 aprile 2012.[8]. Il 4 dicembre 2013, a Baku (Azerbaigian), la sessione Unesco ha deliberato l’ingresso della Rete nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità[9]

I gremi sono le antiche corporazioni di arti e mestieri che, a partire dal XVI secolo, hanno animato la vita religiosa e politica della città di Sassari. Anticamente rappresentative di una specifica categoria di mestiere o di più mestieri affini, sono oggi operanti come vere e proprie associazioni culturali con un carattere spiccatamente religioso, seppur in abito laicale.

Nel corso dei secoli hanno più volte mutato il loro numero (fondendosi fra di loro, scindendosi in più corporazioni distinte o estinguendosi) e la loro organizzazione, passando dall'essere Confrarìas, a Società di Mutuo Soccorso, a vere e proprie associazioni culturali-religiose.

Ogni gremio è presieduto da un Obriere maggiore, il quale ha l'onore di rappresentare tutta la corporazione e ne trasporta la Bandiera, simbolo identitario per eccellenza, in tutte le manifestazioni pubbliche. Questi è coadiuvato da un Secondo di bandiera, definito anche Obriere di candeliere, in quanto a lui spetta la specifica organizzazione della Faradda e la rappresentanza in tale occasione. Le cariche sono di durata annuale e vengono rinnovate il giorno della festa patronale di ciascun sodalizio tramite il rito dell'intregu.

Ciascun gremio è inoltre dotato di una Bandiera (la Bandera): un grande vessillo di circa 4 metri di altezza in damasco, del colore di riferimento della corporazione, sormontato da un prezioso puntale rappresentante il santo patrono di ciascun sodalizio. I gremi (ad eccezione dei Massai) utilizzano, in occasione della Discesa dei candelieri, un vessillo di dimensioni minori, definito bandiera piccola (la Banderedda).

I gremianti, divisi fra novizi e anziani in base al fatto che abbiano ricoperto o meno la carica di Obriere maggiore, sfilano in parata in ordine di anzianità indossando la divisa propria del gremio. Le divise variano a seconda del gremio, alcune di foggia seicentesca (di origine spagnola) altre ottocentesche o novecentesche (principalmente di origine francese, ma anche inglese).

Il trasporto e il ballo dei candelieri sono operati, per conto di ciascun gremio, da una squadra di portatori, esterni al sodalizio, capitanati da un capo candeliere, i quali si occupano anche del trasporto dei simulacri in occasione delle feste patronali di ogni singolo gremio.

Tutti i gremi cittadini (tranne braccianti e massai) sono riuniti in un'organizzazione chiamata Intergremio-città di Sassari, fondata nel 1979 e che si occupa di tutti gli aspetti relativi alla Faradda e al coordinamento tra i gremi, ed è membro di diritto della commissione storica per la Faradda assieme al Comune e alla curia turritana.

Nome gremio Patrono Data festa Colore Anno primo statuto Anno di ammissione
Massai Agricoltori M. delle Grazie 1 maggio Paglierino 1531 1531
Muratori M. degli Angeli 2 agosto Celeste 1538 1531
Sarti M. di Monserrat II domenica di settembre Giallo oro 1532 1531
Calzolai Santa Lucia 13 dicembre Rosso amaranto 1564 1531
Ortolani M. di Valverde domenica in albis Verde XVI secolo 1531
Falegnami San Giuseppe II domenica di maggio Azzurro 1895 1921
Contadini San Giovanni Battista III domenica di giugno Rosso vermiglio 1914 1937
Viandanti M. del Buoncammino II domenica di agosto Encarnado vivo 1633 1941
Piccapietre M. della Salute II domenica di luglio Celeste 1856 1955
Fabbri Sant' Eligio 1 dicembre Rosso fuoco 1521 2007
Macellai San Maurizio III domenica di settembre Rosso amaranto XIX secolo 2016
Autoferrotranvieri San Cristoforo III domenica di luglio Rossi vermiglio 1950 2021
Braccianti M. della Mercede I domenica di ottobre Bianco 1867 2022
Mercanti Sant'Andrea 30 novembre Bianca crociata Estinto 1531
Carrettieri M. di Bonaria Sconosciuta Bianca Estinto 1531
Pastori Santo Stefano 26 dicembre Rossa Estinto 1531
Conciatori San Salvatore Sconosciuta Gialla Estinto 1652

Gremi ammessi alla Discesa

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Alla Faradda di li Candareri attualmente partecipano tredici gremi (indicati in ordine di corteo):

Gremio dei Braccianti

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Il gremio dei Braccianti, definito in sassarese gremiu di la Mercede, è presente in forma ufficiale sin dal 1867, data del primo statuto, tuttavia alcune fonti lo legano a una preesistente confraternita devota alla Madonna della Mercede, presente nella chiesa di San Paolo sin dal '600. Riuniva al suo interno tutti i lavoratori di fatica, in particolare coloro che si occupavano del carico e dello scarico delle merci per mercanti e viandanti. Ha sede nella Chiesa di San Giuseppe nella cappella della Madonna della Mercede e san Luigi Gonzaga. È stato ammesso alla Discesa a partire dal 2022.

La bandiera del gremio è di colore bianco, gallonata d'argento.

I gremianti indossano un abito di foggia ottocentesca: un frac nero con ricami alle maniche e una spilla riportante lo stemma dell'Ordine della Mercede, la spada, la feluca e un corpetto di broccato con bottoni tipici dell'artigianato sardo. L'obriere, a differenza degli altri gremianti, non indossa la cappa, ma porta la fascia. A partire dal 1983, in occasione dell'affiliazione all'Ordine della Mercede, indossano una cappa bianca, la quale non viene utilizzata unicamente il giorno della Faradda.

La festa patronale, dedicata alla Madonna della Mercede, cade la prima domenica di ottobre e viene celebrata nella chiesa di San Giuseppe.

Il candeliere, realizzato nel 2002 e dipinto dalla pittrice Patrizia Sanna, è stato benedetto nel 2006 dal vicario generale mons. Loriga delegato dell'allora arcivescovo Atzei, e presenta il caratteristico colore marmorino verde con al centro rappresentata Nostra Signora della Mercede.

Gremio degli autoferrotranvieri

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Il gremio degli autoferrotranvieri, definito in sassarese Gremiu di l'Autisthi, si è costituito nel 1938 e e si è regolato con statuto negli anni '50, raccoglieva al suo interno tutti i trasportatori su gomma e rotaia. Ha sede nella chiesa di Santa Maria di Betlem nella cappella di san Giuseppe da Copertino. Ammesso alla Discesa nel 2021, la prima partecipazione col candeliere è avvenuta nel 2022.

La bandiera del gremio è di colore vermiglio, gallonata d'oro.

I gremianti indossano un abito di foggia inglese gallonato in oro e un gilet in damasco rosso, di foggia simile alle divise utilizzate dai tranvieri nel periodo di fondazione del gremio.

La festa patronale, dedicata a san Cristoforo, cade la terza domenica di luglio, mentre la festa piccola il terzo sabato di settembre e sono celebrate momentaneamente nella cattedrale di san Nicola.

Il candeliere, realizzato nel 2021 dall'artigiano Ruocco e dipinto dal pittore Giovanni Pasca, è stato benedetto il 24 luglio 2022 ed è in stile liberty caratterizzato dal color tabacco e da un grande medaglione centrale raffigurante san Cristoforo nell'atto di trasportare Cristo nel fiume Giordano.

Attualmente, a causa dei lavori di restauro di santa Maria, è ospitato presso la cattedrale di san Nicola.

Gremio dei macellai

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Il gremio dei macellai, definito in sassarese gremiu di li mazziddaggi, riuniva tutti i lavoratori della carne. Costituitosi probabilmente alla fine del XIX secolo, dopo una lunghissima permanenza presso la chiesa della SS. Trinità, è attualmente ospitato presso la prima cappella a sinistra della chiesa di sant'Antonio Abate. È stato ammesso a prender parte alla Discesa nel 2016.

La bandiera del gremio è di colore rosso gallonata d'oro.

I gremianti indossano uno spencer ottocentesco di foggia britannica.

La festa patronale, dedicata a san Maurizio, cade la domenica più vicina al 22 settembre, mentre la festa piccola, in onore di san Bartolomeo, è celebrata il 24 agosto.

Il candeliere, realizzato nel 2002 e restaurato completamente nel 2016 dal pittore Giovanni Pasca, è di color panna con decorazioni in oro. In un medaglione al centro del fusto è rappresentato san Maurizio a cavallo.

Gremio dei Fabbri

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Il gremio dei fabbri, definito in sassarese gremiu di li frairaggi, riuniva tutti i lavoratori dei metalli: fabbri, orafi e mestieri affini. Costituitosi nel 1521, ha sede nella cappella di sant'Eligio nella cattedrale di San Nicola. È stato ammesso a prendere parte alla Discesa nel 2007.

La bandiera del gremio è color porpora, anticamente gallonata d'oro.

I gremianti indossano un abito di foggia simile all'abbigliamento spagnolo seicentesco frutto di una ricostruzione effettuata nei primi anni Duemila, caratterizzato una lunga cappa nera e da un gilet rosso per i novizi e nero per gli anziani.

La festa patronale, dedicata a sant'Eligio, viene celebrata il 1º dicembre, mentre la festa piccola viene celebrata il 25 giugno.

Il candeliere, realizzato nel 2001, è di colore rosso fuoco con decorazioni in oro. Al centro del fusto è rappresentato in un medaglione il patrono sant'Eligio, il capitello è ottagonale.

Gremio dei Piccapietre

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Il gremio dei piccapietre definito in sassarese gremiu di li piccapiddreri, raccoglieva al suo interno gli scalpellini e i cavatori. Originariamente parte del gremio dei muratori, si è dotato di statuto autonomo nel 1856. Ha sede nella cappella di San Salvatore nella chiesa di Santa Maria di Betlem. È stato ammesso a prender parte alla Discesa nel 1956.

La bandiera del gremio è di colore celeste gallotana d'argento.

I gremianti indossano un frac di foggia francese con papillon nero.

La festa patronale, dedicata alla Madonna della Salute, viene celebrata la seconda domenica di luglio, mentre la festa piccola, dedicata a sant'Anna, cade il 26 luglio.

Il candeliere è del 1955 realizzato dal falegname Cubeddu nello stile minimalista tipico del periodo, caratterizzato dal colore bianco e azzurro. Al centro del fusto è rappresentata la Madonna della Salute in un ovale asimmetrico.

Attualmente, a causa dei lavori di restauro di santa Maria, è ospitato presso la chiesa di Sant'Antonio Abate.

gremio dei Viandanti

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Il gremio dei Viandanti, definito in sassarese gremiu di li viaggianti o carrattuneri, riuniva tutti i trasportatori e rivenditori di merci per conto proprio mediante l'utilizzo di carri a trazione equina. Costituitosi nel 1633, ha sede nella cappella della Beata Vergine del Buon Cammino nella chiesa di Sant'Agostino. Pur avendo preso da sempre parte alla Discesa, venne obbligato a partecipare con un proprio candeliere nel 1941.

La bandiera è di colore encarnado vivo gallonata d'argento.

I gremianti indossano una divisa seicentesca di foggia spagnola, diversa a seconda della carica sociale rivestita, caratterizzata da una lunga cappa nera, pantaloni al ginocchio e scarpe con fibbia d'argento. Varia a seconda dell'incarico svolto nel sodalizio e si distingue per i Novizi, da un cugliettu in pelle, per gli anziani, da una preziosa ripiglia in panno e damasco con alti pizzi e dei preziosi fiocchi colorati, per l'obriere di candeliere, da una bottoniera in broccato colorato e per l'obriere maggiore, da una ripiglia impreziosita da un rusciu (gorgiera) e da spada e spadino settecenteschi in argento. La divisa dei viandanti è l'unica ad essere rimasta totalmente inalterata sin dalla fondazione del gremio.

La festa patronale, dedicata alla Madonna del Buon Cammino, viene celebrata la domenica precedente alla Faradda, mentre la festa del sorteggio degli Obrieri cade nella Solennità del Corpus Domini.

Il candeliere, settecentesco, era in origine proprietà del Gremio dei carradori e presenta un dipinto del noto pittore Pulli, caratterizzato dai dei drappeggi rosso mattone e verde acqua. Al centro del fusto un medaglione con rappresentata la Patrona, la Vergine del Buon Cammino. Possiedono una copia del 1978 realizzato dalla pittrice Liliana Cano, che viene portata ad anni alterni con lo storico.

Gremio dei contadini

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Il gremio dei contadini, definito in sassarese gremiu di li zappadori, riuniva tutti i braccianti agricoli e i narbonai. Originariamente parte del gremio dei massai, si resero autonomi nel 1803 dotandosi di statuto nel 1914. Ha sede nella cappella di San Giovanni Battista nella chiesa di Santa Maria. Sono stati ammessi a prender parte alla Discesa dal 1937.

La bandiera è di colore rosso gallonata d'oro.

I gremianti indossano un abito di foggia simile agli abiti dei giovani nobili spagnoli del seicento, ricostruito in occasione della prima partecipazione alla Faradda, caratterizzato da un ampio colletto in pizzo. I gremianti più anziani indossano un frac francese con papillon nero.

La festa patronale, dedicata a san Giovanni Battista della nebbia, viene celebrata la domenica più vicina al 24 giugno, mentre la festa piccola cade il 29 agosto, giorno del martirio del santo.

Il candeliere è settecentesco, originariamente proprietà del gremio dei Pastori, ed è caratterizzato da un colore verde tenue. Al centro del fusto un medaglione raffigurante il Battesimo di Cristo. Possiedono un secondo candeliere, copia dell'originale, realizzato nel 2019 dal falegname Ruocco e dal pittore Pasca, che a partire da quell'anno ha sostituito quello storico, reso inutilizzabile dagli anni.

Gremio dei falegnami

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Il gremio dei falegnami, definito in sassarese gremiu di li masthri d'ascia o fustheri riuniva tutti i lavoratori del legno, sia gli scultori di arte fina, sia i carpentieri. Originariamente parte del gremio dei muratori, si è reso autonomo nei primi dell '800, venendo poi rifondato nel 1895. Ha oggi sede nella cappella di San Giuseppe nella chiesa di Santa Maria di Betlem. È stato ammesso a prendere parte alla Discesa nel 1921.

La bandiera del gremio è azzurra gallonata d'oro.

I gremianti indossano un frac francese con papillon nero e corpetto azzurro.

La festa patronale, dedicata a san Giuseppe, è celebrata la seconda domenica di maggio, mentre la festa piccola cade il 19 marzo.

Il candeliere è del 1921, realizzato dalla nota ditta Clemente e dal pittore Paglietti ed è caratterizzato dal colore bianco con al centro un drappeggio con gli strumenti del mestiere. Nella Faradda del 2024 si è spezzato in due parti a causa delle manovre dei portatori che lo hanno dovuto mettere in posizione orizzontale per superare un cavo dell'alta tensione.[10]Nel 2025, ad opera della Falegnameria Bussu e del pittore Scassellati, è stata realizzata una copia non identica del candeliere, che da quell'anno ha partecipato alla Faradda sostituendo definitivamente il precedente.

Gremio degli ortolani

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Il Gremio degli ortolani, definito in sassarese gremiu di l'orthurani, riuniva i piccoli coltivatori agricoli in proprio. Fondato nei primi decenni del XVI secolo, ha sede nella cappella delle Anime del Purgatorio della chiesa di Santa Maria in Betlem. Hanno sempre preso parte alla Discesa come testimoniato dall'atto del 1531.

La bandiera del gremio è di colore verde gallonata d'argento.

I gremianti indossano un abito seicentesco di foggia spagnola parzialmente modificato con elementi novecenteschi, caratterizzato negli Anziani da una ripiglia un ricco fiocco verde.

La festa patronale, dedicata alla Madonna di Valverde, viene celebrata la domenica in Albis (prima dopo Pasqua), mentre la festa piccola cade l'8 settembre, solennità della Natività di Maria.

Il candeliere originale è seicentesco, tuttavia dal 1988 il gremio utilizza una copia dello stesso, di colore marrone con sopra la tela originale raffigurante la Patrona.

Attualmente, a causa dei lavori di restauro di santa Maria, è ospitato presso la chiesa di san Francesco.

Gremio dei calzolai

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Il gremio dei calzolai, definito in sassarese gremiu di li cazzuraggi, riuniva tutti i lavoratori della pelle per le calzature e i calzettai. Dotatosi di statuto nel 1564, ha oggi sede nella cappella di Santa Lucia del duomo di san Nicola.

La bandiera è di colore amaranto gallonata d'oro.

I gemianti indossano un frac francese con papillon nero e corpetto amaranto.

La festa patronale, dedicata a Santa Lucia, viene celebrata il 13 dicembre, mentre la festa piccola cade il 16 agosto, in onore della Madonna dello Spasimo.

Il candeliere originale è andato disperso. Il gremio utilizza un cero realizzato nel 1924 di colore bianco, caratterizzato dalla presenza di quattro colonnine attorno al fusto e con rappresentati i Martiri Turritani.

Gremio dei Muratori

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Il gremio dei muratori definito in sassarese gremiu di li frabbiggamuri o masthri de muru, riuniva tutti i costruttori della città. Fondato nel XVI secolo. Ha oggi sede nella cappella della Madonna degli Angeli della chiesa di canta Maria in Betlem. Hanno sempre preso parte alla Discesa, come testimoniato dall'atto del 1531.

La bandiera del gremio è di colore celeste gallonata d'argento

I gremianti indossano un frac francese con papillon nero.

La festa patronale, dedicata alla Madonna degli Angeli, viene celebrata il 2 agosto, mentre la festa piccola cade il 22 luglio, in onore di Ssanta Maria Maddalena.

Il candeliere è settecentesco, caratterizzato dal colore azzurro e dalla raffigurazione di tre angeli che reggono gli strumenti del mestiere.

Attualmente, a causa dei lavori di restauro di Santa Maria, è ospitato presso la cattedrale di san Nicola.

Gremio dei Sarti

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Il gremio dei sarti, definito in sassarese gremiu di li trapperi, riuniva tutti i sarti e modisti. Fondato nel 1532, ha sede nella cappella della Madonna di Monserrat della chiesa di santa Maria in Betlem. Ha sempre preso parte alla discesa come testimoniato dall'atto del 1531.

La bandiera del gremio è di color giallo oro, anticamente gallonata d'argento.

I gremianti indossano un frac francese con papillon nero e corpetto giallo.

La festa patronale, in onore della Madonna di Monserrat, è celebrata la domenica più vicina all'8 settembre, mentre la festa piccola cade l'8 novembre, in onore di sant'Omobono.

Il candeliere è settecentesco, ed è caratterizzato dalla presenza, unico fra tutti i candelieri, di un braciere ardente in cima al fusto, aggiunto nei restauri ottocenteschi. Dal 2015 il gremio si è dotato di un nuovo candeliere, copia dell'originale, che ha sostituito lo storico cero non più utilizzabile.

Attualmente, a causa dei lavori di restauro di santa Maria, è ospitato presso la chiesa di sant'Antonio Abate.

Gremio dei massai agricoltori

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Il gremio dei massai, definito in sassaresere gremio di li massai, riuniva tutti i proprietari terrieri della città. Fondato nel XVI secolo, ha sede nella cappella dell'Incoronazione della Madonna delle Grazie nella chiesa di san Pietro in Silki. Ha sempre partecipato alla Discesa, come testimoniato dall'atto del 1531.

La bandiera del gremio è color paglierino gallonata d'argento.

I gremianti indossano un frac con papillon nero, eccezion fatta per l'Obriere Maggiore che lo indossa bianco.

La festa patronale, dedicata alla Madonna delle Grazie, cade il 1° maggio, mentre la festa piccola è celebrata l'8 settembre.

Il candeliere originale è settecentesco, è di colore marrone e ha rappresentata la Madonna delle Grazie. Dal 2015 si sono dotati di un nuovo candeliere, di color ceruleo, che ha sostituito l'originale ormai inutilizzabile.

Ordine d'ingresso in chiesa

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Per antica consuetudine, l’ordine di ingresso dei candelieri nel tempio francescano rispecchia l’anzianità di partecipazione delle corporazioni alla festa e, per i sodalizi che ne fanno parte da sempre, del prestigio ricoperto dall'attività lavorativa svolta nella società della Sassari rinascimentale. Essendo stato causa di controversie fra le corporazioni, l’ordine di ingresso è stato disciplinato sin dal 1531 ed oggi è stabilito sia dal regolamento comunale sia dal cerimoniale della festa: esso è l’ordine inverso rispetto a quello di discesa.

Nelle altre occasioni in cui i Gremi partecipano congiuntamente, essi seguono un diverso ordine processionale, stabilito da ultimo dall'Arcivescovo Isgrò negli anni '80: autoferrotranvieri, braccianti, macellai, fabbri, piccapietre, contadini, viandanti, ortolani, calzolai, falegnami, sarti, muratori e massai.

Gremi scomparsi

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Sono numerosi i gremi di Sassari che si sono sciolti col tempo a causa delle modificazioni del mondo del lavoro o che sono stati inglobati da altri gremi. Quattro di questi erano gremi di candeliere, gli altri invece non sciolsero mai il voto all'Assunta:

  • gremio dei mercanti, presenti sin dal 1531, che fu il primo a scomparire nel 1848, anche se il loro candeliere venne portato in processione dalla popolazione sin ai primi del '900;
  • gremio dei conciatori, presenti unicamente nell'atto del 1652, la cui cappella a santa Maria è oggi occupata dai Piccapietre;
  • gremio dei pastori, presenti sin dal 1531 e scomparsi nell'Ottocento, il cui candeliere dopo lo scioglimento fu donato ai contadini e la cui cappella è oggi assegnata ai falegnami;
  • gremio dei carradori, il cui candeliere prima dello scioglimento fu sequestrato e successivamente consegnato ai Viandanti.

Rito della vestizione

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Il 14 agosto di prima mattina o nei giorni precedenti, ogni Gremio preleva dalla propria cappella patronale il candeliere, che, privo degli addobbi tipici della festa, è stato lì custodito per tutto l'anno.

Dopo una breve preghiera, i candelieri vengono trasportati a passo di tamburo (per i braccianti e per i viandanti del piffero) fino all'abitazione dell'obriere di candeliere o alla sede sociale del gremio, dove ha inizio la cerimonia della "vestizione". Ogni candeliere viene addobbato a festa con fiori e ghirlande di carta (bandereddi o bora-bora). Il gremio dei massai ed il gremio dei contadini adornano il candeliere anche con spighe di grano[11]. In cima ad ogni candeliere, eccezion fatta per quello dei Sarti (che presenta un braciere ardente), viene posto il cappelletto, una corona di bandiere in damasco con dipinti e con sopra ricamati i nomi di tutti gli Obrieri che si sono succeduti negli anni. Al centro, issata su una croce, svetta la bandiera dell'Obriere di candeliere in carica per quell'edizione.

A metà mattinata, il gremio dei massai raggiunge il Sindaco presso Palazzo Ducale, portando con sé la propria bandiera non allestita, con l'asta decorata di grano e rami di oleandro. In corteo, il gremio e la Giunta raggiungono il Palazzo di Città, sede primordiale del Comune, dove la bandiera dei massai verrà allestita e issata sul terrazzo principale. Da quel momento lo storico palazzo diverrà Casa Comunale per tutta la durata della festa e lì il sindaco attenderà il passaggio della processione.

Dopo una breve pausa nel primo pomeriggio, tutti i candelieri vengono trasportati fino alla piazza Castello, da dove, dopo una piccola sosta di ringraziamento alla Vergine nella vicina chiesa del Rosario, parte la storica processione danzante.

La processione è aperta dalla banda musicale, seguita dai tredici candelieri in ordine di ammissione e di rilevanza storica: braccianti, autoferrotraniveri, macellai, fabbri, piccapietre, viandanti, contadini, falegnami, ortolani, calzolai, sarti, muratori e massai. È tradizione che sarti e muratori alternino la loro posizione di anno in anno da dopo la riammissione dei sarti nel 1878.

Ogni candeliere, accompagnato dal suono del tamburo (per il Gremio dei Braccianti[12] e per il gremio dei viandanti[13] anche dal piffero), compie numerose evoluzioni durante il tragitto, oscillando fra la folla, girando su se stesso (facendo così avvolgere i nastri o betti che scendono dalla sommità) o cambiando rapidamente direzione. Secondo una vecchia tradizione, più il candeliere sarà baddarinu (ballerino), più l'annata sarà buona[14].

Sulla sinistra il Teatro civico, antico palazzo di Sassari dove si svolge la cerimonia dell'Intregu

I candelieri ballano lungo il corso Vittorio Emanuele, arteria principale della città antica, e raggiunta la metà della via passano davanti al Palazzo di Città, dove il Sindaco li attende insieme alla sua Giunta. Una volta che anche l'ultimo candeliere passa davanti alla soglia del palazzo, i Massai entrano nell'edificio e, dopo aver scambiato la loro Bandiera con il gonfalone comunale, brindano alla lunga vita (A zent'anni!) e invitano il Sindaco a unirsi al corteo.

Quando il candeliere dei muratori arriva nel corso Vico, anziché dirigersi direttamente in chiesa, devia dal percorso verso uno spiazzo in cui anticamente si trovava uno degli ingressi della città (largo Porta Utzeri), dove compie un ballo per bloccare simbolicamente un nuovo ingresso nella città alla peste. Secondo la tradizione l'ultimo morto di peste della città sarebbe infatti uscito da quella porta. Terminato il ballo, il candeliere dei Muratori si riunisce a tutti gli altri.

I candelieri raggiungono infine il sagrato della chiesa di Santa Maria di Betlem. Secondo la tradizione, come stabilito dalle antiche regole (1531), dopo l'ingresso del corteo composto da autorità e dal gremio dei massai, i candelieri entrano nella chiesa in ordine inverso rispetto alla sfilata. Quando il candeliere dei viandanti si accinge ad entrare in chiesa, i gremianti danno l'ordine di spezzare la croce con la bandiera dell'Obriere che sta in cima al capitello.

Dopo una breve cerimonia finale, con l'intervento del Padre Guardiano del convento e dell'arcivescovo metropolita di Sassari, il voto si può considerare sciolto fino all'anno successivo.

La festa si conclude quando i massai in corteo con le autorità e il sindaco si recano a Palazzo Ducale, sede del municipio, per dar luogo al rito dell intregu tramite l'investitura del nuovo obriere maggiore.

Esiste un programma, più o meno rigido, che viene rispettato ogni anno:

  • ore 09:00 - Inizio vestizione dei candelieri;
  • ore 10:30 - Trasporto della bandiera dei massai agricoltori al teatro civico;
  • ore 13:00 - Fine vestizione;
  • ore 17:00 - Trasporto dei candelieri in piazza Castello;
  • ore 17:30 - Cerimonia di ringraziamento nella chiesa del Rosario;
  • ore 18:00 - Inizio della faradda;
  • ore 20:30 - Augurio e Brindisi tra Municipalità e Gremio dei massai agricoltori con il famoso "A zent'anni!"
  • ore 22:00 - Arrivo dei primi candelieri in piazza santa Maria;
  • entro le ore 24:00 - Ingresso dei candelieri in chiesa;
  • ore 01:00 - Benedizione finale;
  • ore 01:30 - Il gremio dei massai agricoltori lascia Santa Maria per dirigersi a Palazzo Ducale insieme alle autorità per concludere la Festa col tradizionale Intregu.
La chiesa di Santa Maria in Betlem dove ancora oggi viene sciolto il voto

Feste collaterali

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Solennità dell'Assunzione

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Il 15 agosto, giorno della Assunzione di Maria, i gremi in veste ufficiale partecipano al solenne pontificale presieduto dall'Arcivescovo presso la chiesa di Santa Maria e successivamente, con partenza dalla cattedrale di San Nicola, si snoda per le vie cittadine la processione con la Vergine Dormiente, attorniata dai 13 Obrieri di candeliere.

Ottava dell'Assunzione (festa di Maria Regina)

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Il 22 agosto, in occasione della festa di Maria Regina, si celebra l'ottava della festa. Dopo una breve messa e una processione attorno alla chiesa di santa Maria, i candelieri, che per otto giorni sono stati attorno al catafalco della Vergine Dormiente, vengono riportati nelle proprie cappelle di riferimento (i massai nella chiesa di san Pietro in Silki, i viandanti a sant'Agostino, i macellai a sant'Antonio Abate, i fabbri e i calzolai nel Duomo, i braccianti a san Giuseppe e gli altri sette candelieri nelle rispettive cappelle nella chiesa di Santa Maria).

Discesa dei mini-candelieri

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Il 5 agosto le vie cittadine sono animate dalla discesa dei mini-candelieri, piccole riproduzioni dei candelieri originali che vengono trasportati dai bambini seguendo un percorso ridotto rispetto alla festa del 14 agosto. Tale evento, mirato alla diffusione della tradizione fra i più giovani, è organizzato in concerto dal Comune e dall'Intergremio.

Discesa dei medi-candelieri

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Alcuni giorni prima della Discesa anche i ragazzi di giovane età organizzano, similmente ai più piccoli, una manifestazione ricalcante la festa del 14 agosto, dove, utilizzando delle riproduzioni dei ceri originali, percorrono le medesime vie della Faradda. Tale manifestazione è organizzata nei tempi recenti dal Comune.

Candeliere di San Sebastiano

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Candeliere di San Sebastiano

Il candeliere è stato costruito nel 2005 dai detenuti dell'omonima ex colonia penale per volontà dell'amministrazione comunale sassarese e dell'associazione Intergremio, che racchiude i gremi della città.

Il candeliere viene fatto ballare all'interno del carcere diversi giorni prima la festa vera e propria alla presenza delle massime autorità civiche e religiose cittadine e della direzione del carcere da alcuni ospiti della colonia. Successivamente viene invece fatto danzare in piazza del Comune da alcuni ex-carcerati prima della consegna dei candelieri d'oro e d'argento.[15][16]

Feste simili in Italia e in Sardegna

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La Discesa è da anni gemellata con diverse feste in Italia: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola e la Varia di Palmi. Insieme a queste, dal 2006, fa parte della Rete delle grandi macchine a spalla italiane (Gramas), riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dall'UNESCO nel 2013. La Faradda è inoltre gemellata con la Festa dei Ceri di Gubbio sin dal 2002.

In Sardegna la festa dei candelieri non viene celebrata solo a Sassari. A Nulvi, a pochi chilometri dalla città, il 14 agosto viene celebrata S' Essida de sos Candhaleris, mentre il 15 agosto a Ploaghe viene celebrata una delle quattro uscite annuali dei candelieri (le altre tre avvengono in occasione dell’ottava dell’Assunzione, della solennità del Corpus Domini e il giorno della sua relativa ottava). A Iglesias, nel sud della Sardegna, viene celebrata lo stesso giorno la Festa di Sancta Maria di Mezo di Gosto, anche in questo caso caratterizzata dal trasporto di enormi candelieri durante la processione della Vergine Assunta.

I tratti in comune di queste feste sono innumerevoli, prima fra tutte il trasporto dei candelieri in onore alla Vergine Assunta per antichi voti formulati in occasione delle grandi pestilenze rinascimentali.

Galleria d'immagini

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  1. Feste delle grandi macchine a spalla, su Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO. URL consultato il 3 ottobre 2023 (archiviato il 23 settembre 2023).
  2. (EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures, su UNESCO Intangible Cultural Heritage. URL consultato il 3 ottobre 2023 (archiviato il 20 agosto 2023).
  3. (EN) Decision of the Intergovernmental Committee: 8.COM 8.16, su UNESCO Intangible Cultural Heritage, dicembre 2013. URL consultato il 3 ottobre 2023 (archiviato il 13 agosto 2023).
  4. Folla ai Candelieri: almeno 100mila presenze, su Sassari News. URL consultato il 15 marzo 2023.
  5. Spano G., Iscrizione sarda di Todorache, in Bullettino Archeologico Sardo, I, 1855, p. 146, n. 1.
  6. La Nuova Sardegna, "Candelieri, nel 1848 i mercanti fecero il gran rifiuto", 18 agosto 2015.
  7. I Candelieri patrimonio d'Italia, su La Nuova Sardegna Edizione di Sassari, 30 luglio 2011. URL consultato il 15 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2016).
  8. Presentato il programma della Faradda, su La Nuova Sardegna Edizione di Sassari, 3 agosto 2011. URL consultato il 15 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2016).
  9. È ufficiale: l’Unesco dichiara la “Faradda” patrimonio dell’umanità, su La Nuova Sardegna, 4 dicembre 2013. URL consultato l'8 dicembre 2021.
  10. Il voto in lacrime dei falegnami: «Da anni chiediamo più sicurezza», su La Nuova Sardegna. URL consultato il 17 agosto 2024.
  11. Negli anni cinquanta si tenne un processo perché il gremio dei massai protestava contro il gremio dei contadini che aveva messo delle spighe di grano sul candeliere, cosa fatta fino ad allora solo dai massai. Il processo terminò con un nulla di fatto in quanto i contadini dimostrarono di possedere terreni adibiti alla coltura del grano.
  12. Filmato audio Bruno Lombardi, GREMIO della MERCEDE di Sassari: il trasporto del candeliere da San Giuseppe verso la sede gremiale., su YouTube, agosto 2024. URL consultato il 21 agosto 2025.
  13. Filmato audio @laura.manunta, Faradda 2025, il tamburo e il piffero accompagnano il candeliere del gremio dei viandanti, su YouTube, 14 agosto 2025. URL consultato il 21 agosto 2025.
  14. Ogni anno si organizzano diversi gemellaggi fra i gremi che occupano posti di sfilata vicini; rituale tipico è quello di far avvicinare i due (a volte tre) candelieri senza preavviso e farli ballare uno di fronte all'altro; poi i due capo-candelieri (li capi carriaggi, che guidano le danze del cero) si scambiano e fanno ballare l'altro candeliere. Il momento culmine è quello del cosiddetto "bacio" fra i ceri, che vengono inclinati, quasi a fare un inchino, con i due capitelli che si toccano
  15. Luca Foddai, Il candeliere di San Sebastiano, su Sardies.org, 12 agosto 2010. URL consultato il 15 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2012).
  16. La Nuova Sardegna, oggi la Faradda a San Sebastiano, su ricerca.gelocal.it. URL consultato il 16 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2015).
  • Enrico Costa, Sassari Ed. Galizzi 1992
  • Carlo Antero Sanna, Sassari. I Candelieri e i Gremi nella storia, 2003.

Voci correlate

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Altri progetti

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