Gabi (città antica)

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Gabi
Gabii 0937.jpg
Parte dell'antico abitato di Gabi
Cronologia
Fine XI secolo d.C.
Amministrazione
Dipendente da Repubblica romana, Impero romano
Territorio e popolazione
Lingua latino
Localizzazione
Stato attuale Italia Italia
Località Monte Compatri
Gabi
'Gabii'
Gabii 0936.jpg
Santuario di Giunone a Gabii
CiviltàLatina
UtilizzoCittà
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneMonte Compatri
Amministrazione
EnteSoprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
VisitabileSu prenotazione
Sito webwww.soprintendenzaspecialeroma.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′12.98″N 12°42′56.99″E / 41.88694°N 12.71583°E41.88694; 12.71583

Posizione di Gabi nel Latium vetus.

Gabi (in lingua latina Gabii) fu una città del Latium vetus, posta al XII miglio della via Prenestina, che collegava Roma a Præneste,[1] e che secondo Dionigi di Alicarnasso faceva parte della Lega Latina. Oggi è un sito archeologico nella città metropolitana di Roma Capitale. Le sue cave fornivano un'eccellente pietra da costruzione, il lapis gabinus per la vicina Roma.[1]

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La città di Gabi si trovava nei pressi di un lago vulcanico, ora prosciugato, chiamato lago di Castiglione, e in precedenza noto come lacus Buranus o lacus Sanctae Praxedis, a circa 20 chilometri di distanza da Roma,[1] lungo il percorso della via Prenestina antica, che in precedenza si chiamava via Gabina.[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione fu il luogo dove Romolo e Remo sarebbero stati educati e sarebbe stata loro insegnata la scrittura.[3]

Gabi rappresenta il vertice antico di un triangolo con ai lati le cittadine di Tibur (Tivoli), Præneste (Palestrina) e Collatia, che nel periodo antico ebbero notevole sviluppo e grande importanza nelle vicende storiche e politiche del Lazio in forza della posizione strategica sulle arterie di collegamento dei percorsi commerciali tra l'Etruria e la Campania. Le comunità erano legate tra loro da parentele, guidate da capi guerrieri e sacerdoti, vivevano in capanne ed in alcuni periodi dell'anno lavoravano la ceramica. Tra il IX secolo a.C. e VIII secolo a.C. in queste comunità egualitarie ebbero luogo delle trasformazioni sociali, che portarono alla costituzione di un sistema sociale di tipo gentilizio-clientelare con la formazione di centri protourbani, anticipatori di quelli urbani propri del territorio laziale latino. Gabi potrebbe essere la città natale del poeta Tibullo.[senza fonte]

A Gabi si rifugiò Tarquinio il Superbo, quando fu espulso dall'Urbe dai cittadini in rivolta che avevano decretato la fine della monarchia e l'esilio perpetuo della gens dei Tarquini e dei loro sostenitori.[4]

La città accolse Sesto Tarquinio come finto disertore in fuga dal padre Tarquinio il Superbo, e venne quindi conquistata con l'inganno.[5][6] Quando Tarquinio il Superbo fu cacciato da Roma, Sesto invece di seguire il padre, si rifugiò a Gabi, dove fu ucciso dagli abitanti, memori dell'inganno da lui subito.[7]

La tradizione dice che il trattato di pace fra Roma e Gabi, fosse scritto da Tarquinio il Superbo in latino con caratteri greci su una pelle di bue, sacrificato per l'occasione, quindi appesa nel tempio di Giove Sanco distesa su uno scudo di legno[8][9]

Nel 221 a.C. la città vide le truppe di Annibale in marcia verso Roma, nel tentativo, fallito, di prendere per sorpresa la città.

A Gabi, nel 54 a.C., nacque da una famiglia equestre molto ricca Albio Tibullo, poeta del I secolo a.C., tra i maggiori esponenti dell'elegia erotica.

Già in epoca repubblicana iniziò a decadere e, nei primi anni dell'età imperiale, la città era ormai ridotta ad un semplice villaggio.[senza fonte]

L'esistenza di una diocesi di Gabi, attestata ancora nel tardo IX secolo, che presupponeva un nucleo abitato necessariamente di una certa entità, è indice della prosecuzione della vita nell'antico centro.

Sito[modifica | modifica wikitesto]

Il sito si trova al km 2 della via Prenestina Nuova.[1] e la visita deve essere concordata con la Soprintendenza.

Età preistorica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area archeologica di Gabi sono stati ritrovati reperti, tutti concentrati in un'unica zona tra il lago scomparso e il ciglio del cratere, che testimoniano la presenza di un insediamento preistorico riferibile all'età del Bronzo.[10][11] Si ipotizza che fosse legato alla pratica della transumanza, lungo un percorso che da appenini, arriva alle coste laziali, nei pressi di "Lavinium" ed Ardea.[11]

Più numerosi i ritrovamenti che attestano la presenza di insediamenti durante l'età del ferro, di cui se ne hanno tracce anche nella futura acropoli, anche se di qualità e numerosità inferiore alle altre. In generale, gli insediamenti riferibili a questo periodo, si concentrano sulle rive del lago, sul ciglio de cratere, e a fondovalle, in prossimità del fosso di San Giuliano, dove si trovava una fonte minerale d'acqua fredda, e da dove si dipartiva la strada d'accesso al colle.[11]

I reperti di questo periodo trovati lungo il lago e a fondovalle, tutti riferibili alla prima età del ferro, hanno portato all'ipotesi che già in epoca preistorica si sia sviluppato un fenomeno di agglomerazione degli abitanti, in favore delle parte più elevata della zona, probabilmente per ragioni difensive.[11]

Età storica[modifica | modifica wikitesto]

Sono visibili la antica via Prenestina, nel tratto che attraversava la città, formando l'asse viario principale e parte dell'abitato. A ovest dell'insediamento, si trova il santuario di Giunone Gabina, mentre a est, subito fuori l'abitato, ci sono i resti di una chiesa medievale.

Sono noti anche il sito dell'acropoli antica e di lunghi tratti delle mura, in opera quadrata di tufo dell'Aniene. Recentemente è stato riportato alla luce un edificio, di età arcaica, che si crede possa essere stato abitato dai re della città Latina.[12][13]

Nel XVIII secolo Pierluigi Galletti credette erroneamente di individuare la città, citata nelle fonti, tra i terrazzi fluviali del Tevere e del Farfa, "ove è ora Torri ovvero le Grotte di Torri".

La necropoli di Osteria dell'Osa

La necropoli dell'età del ferro di Osteria dell'Osa è legata con la fiorente Gabi, antica città colonia di Alba Longa; essa è posta al 17º chilometro della via Prenestina, sul lato nord di via Polense 41°53′39.21″N 12°42′01.2″E / 41.894226°N 12.700334°E41.894226; 12.700334. Le datazioni dei ritrovamenti si situano nel periodo compreso tra il IX e il VI secolo a.C.; la necropoli è composta da circa 800 tombe e sepolture. Nei ritrovamenti vi sono iscrizioni in lingua greca del 650 a.C., le più antiche in Italia in questa lingua (dopo la coppa di Nestore), ed iscrizioni in lingua latina del 750 a.C., che sono le più antiche del mondo in questa lingua. Presso la sezione della protostoria dei popoli latini del Museo nazionale romano sono raccolti i materiali scavati negli ultimi decenni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Strabone, V, 3, 10.
  2. ^ Parco archeologico di Gabii.
  3. ^ Plutarco, 6, 2.
  4. ^ Dionigi di Alicarnasso, V, 3, 1.
  5. ^ Tito Livio, Periochae I, 26 e I, 45.
  6. ^ Eutropio, I, 8.
  7. ^ Tito Livio, Periochae I, 60.
  8. ^ Dionigi di Alicarnasso, IV, 68.
  9. ^ Gaetano Moroni, p. 82.
  10. ^ Sono stati ritrovati resti di materiale fittile in un'area di 300mx70m. Solo uno di questi è riferibile con certezza alla Cultura villanoviana
  11. ^ a b c d Ricognizione Archeologica - Nuove Ricerche nel Lazio, Leo S. Olschki editore, 1981
  12. ^ Nuove scoperte all’interno dell’antica città latina di Gabii
  13. ^ La Reggia dei Tarquini su Romasotteranea.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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