Comprensorio archeologico di Minturnae

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Minturnae
Comprensorio archeologico di Minturnae
Minturno Via-Appia.jpg
Civiltàromana
Localizzazione
StatoItalia Italia
ProvinciaLatina
Amministrazione
EnteSoprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale.
Sito webwww.archeologialazio.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°14′31.7″N 13°46′05.38″E / 41.24214°N 13.76816°E41.24214; 13.76816

Il Comprensorio archeologico di Minturnae si trova nel comune di Minturno (LT) al kilometro 156 della Via Appia, in prossimità della foce, sulla sponda destra, del fiume Garigliano. L'area degli scavi e l'antiquarium entrambi di proprietà dello Stato Italiano, otre che sito archeologico sono teatro anche di eventi museali, musicali ed artistici. Nel 2015 il comprensorio ha fatto registrare 9 199 visitatori[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Comprensorio racchiude le spoglie dell'antica città-porto di Minturnae. Secondo Tito Livio la città faceva parte della Pentapoli aurunca e fu distrutta da Roma nel 315 a.C.. Vista la posizione favorevole ai commerci e al controllo della via d'acqua, i Romani ricostruirono la città facendone una colonia nel 295 a.C. Nell'alto medioevo, Minturnae venne nuovamente distrutta, probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590. Al sito archeologico in passato sono stati sottratti reperti, in particolare 158 sculture dal maresciallo Laval Nugent, comandante dell'esercito borbonico, nel 1820. A seguito di ciò molte opere sono approdate all'estero.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Comprensorio archeologico racchiude, oggi, gran parte dei resti; si possono ammirare:

  • Il Teatro Romano, costruito verso il I secolo d.C. Diviso nei tre settori caratteristici (scaena, orchestra, cavea), accoglieva oltre 4000 spettatori. D'estate, dal 1960, l'antica struttura ospita rappresentazioni teatrali e spettacoli musicali. Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri (l'antica Pirae) e nella zona di Castelforte.
  • Un tratto originale della via Appia (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica.
  • I resti del Foro Repubblicano (II secolo a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II secolo d.C.).

Nei pressi del comprensorio il moderno tracciato dell'Appia si interseca con le numerose ed imponenti arcate dell’Acquedotto Romano, un tempo lungo circa 11 chilometri, nonché è possibile ammirare il "Ponte pensile" sul Garigliano, con tiraggi a catene di ferro, il primo realizzato in Italia con tale tecnica. Tale ponte fu progettato dall'ingegnere Luigi Giura ed inaugurato nel 1832 dal re Ferdinando II delle Due Sicilie. Adiacente al comprensorio sorge anche il vasto Cimitero di guerra di Minturno e che accoglie 2049 caduti durante Seconda guerra mondiale dell'Impero britannico.

A ridosso della foce si trovano, infine, le rovine di un antico luogo sacro, il Tempio della ninfa Marica, divinità delle acque.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanna Rita Bellini, Il comprensorio archeologico di Minturnae, Caramanica, 2002
  • Aldo Di Biasio, Il passo del Garigliano nella storia d'Italia, Caramanica, 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]