Castelpagano

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Castelpagano
comune
Castelpagano – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma.svg Benevento
Amministrazione
SindacoGiuseppe Bozzuto (lista civica Patto per Castelpagano)
Data di istituzione10-6-2018
Territorio
Coordinate41°24′N 14°48′E / 41.4°N 14.8°E41.4; 14.8 (Castelpagano)Coordinate: 41°24′N 14°48′E / 41.4°N 14.8°E41.4; 14.8 (Castelpagano)
Altitudine630 m s.l.m.
Superficie38,26 km²
Abitanti1 408[1] (31-10-2019)
Densità36,8 ab./km²
FrazioniMonticelli, Nardillo al Bosco, Paoloni, Ripa Piana, Riporta, Scarcioni, Tufarelli
Comuni confinantiCercemaggiore (CB), Circello, Colle Sannita, Riccia (CB), Santa Croce del Sannio
Altre informazioni
Cod. postale82020
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062017
Cod. catastaleC245
TargaBN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 217 GG[2]
Nome abitanticastelpaganesi
Patronosan Donato
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelpagano
Castelpagano
Castelpagano – Mappa
Posizione del comune di Castelpagano nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Castelpagano (cast-ro paiane in dialetto locale) è un comune italiano di 1 408 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Castelpagano si trova nella parte settentrionale della provincia di Benevento, al confine col Molise, nel cuore del Sannio, cioè di quel territorio che gli antichi romani chiamavano "Samnium" e che corrispondeva, in epoca romana e preromana, a una immensa selva estesa da SW a NE dall'Irpinia agli attuali "Monti del Sannio" (Baranello, Cercepiccola, San Giuliano, Cercemaggiore) e dal Fortore al Tammaro fino al Biferno e alla costa adriatica.

Situato in una depressione a nord di Monte Freddo (787 m) e a sud della Croce del Cupone (879 m), fra i torrenti Torti e Tammarecchia, il suo territorio presenta caratteristiche paesaggistiche proprie sia dei rilievi della Puglia che dell'Appennino meridionale: estesi boschi di cerri e farnie, residui della selva che si estendeva dal Tammaro al Fortore e all'Irpinia in epoca preromana e romana. I terreni sono di varia natura: argillosa (in località Pagliarello), anidritica (località Baraccone), silico-clastica (località Scarcioni e Nardillo), carbonatica (località Termine Ferrone e Monaci).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'appellativo di pagano potrebbe essere derivato da un qualche avamposto pagano superstite in zona[3], ma nulla di certo se ne sa prima della conquista normanna.

In epoca normanna il feudo fu affidato prima alla contea di Buonalbergo, poi a quella di Civitate, nell'attuale provincia di Foggia.

Sotto gli Angioini passò ai De Caude, borgognoni, quindi ai Del Balzo, che lo tennero fino al 1624.

Passò poi ai Brancia, ai Mormile, ed ai Capecelatro del ramo di Siano, decorati per successione di casa Mormile dei titoli di Duca di Castelpagano con anzianità dal 1724 e di Marchese di Ripalimosano (con anzianità dal 1618), e riconosciuti nel legale possesso di tali titoli con Rescritto dell'11 Ott. 1855[4]).

Antichità: Nel suo territorio è venuta alla luce nei primi decenni del XX secolo, un'ascia preistorica, ascia "postchelleana", che costituisce un reperto del periodo di transizione tra il paleolitico ed il neolitico, nel Sannio. Altri ritrovamenti, attualmente custoditi nel Museo del Sannio, attestano la sussistenza, in epoca preromana e romana, di un tipo di culto eracleo affine, in particolare, a quello delle zone di Vacri, Palombaro e Montenerodomo.

«Sull'angolo sinistro del muro, all'inizio della scalinata che porta alla chiesa madre e al palazzo ducale è incisa questa data 1087, scritta in caratteri indo-arabi, molto probabilmente è un falso (oppure è stata incisa in un'epoca successiva). L'uso dei caratteri indo-arabi in Italia, si deve a Leonardo Pisano detto Leonardo Fibonacci, perché filius del Bonacci (Pisa, settembre 1170 – Pisa, 1240 ca.); fu un matematico italiano. Scrisse il Liber abbaci, che fece pubblicare solamente dopo la sua morte (avendo inserito questa sua volontà ne testamento), opera in quindici capitoli con la quale introdusse per la prima volta in Europa (nel capitolo I) le nove cifre, da lui chiamate indiane e il segno 0 che in latino è chiamato zephirus, adattamento dell'arabo sifr, ripreso a sua volta dal termine indiano śūnya, che significa vuoto. All'epoca il mondo occidentale usava i numeri romani e il sistema di numerazione greco e i calcoli si eseguivano con l'abaco. Questo nuovo sistema stentò molto ad essere accettato, tanto che nel 1280 la città di Firenze proibì l'uso delle cifre arabe da parte dei banchieri. L'uso delle cifre arabe era in ogni caso già conosciuto da alcuni dotti dell'epoca. Il primo caso del quale si ha notizia è stato quello del monaco Gerberto di Aurillac (poi diventato papa dal 999 al 1003 col nome di Silvestro II): egli propose l'uso di questo sistema in alcuni conventi in cui si scrivevano opere scientifiche, ma il metodo rimase del tutto sconosciuto nel mondo esterno. L'incisione 1087 potrebbe essere autentica se ipotizzassimo l'esistenza di un convento a Castelpagano voluto dal papa Silvestro II (ipotesi non del tutto fantascientifica l'esistenza di un convento a Castelpagano in quel periodo, visto che è stato identificato il sito di un antico convento).»

(da Castelpagano nella cronistoria di Giuseppe Nista)

Sulla piazza del paese, ai piedi del palazzo feudale si può ammirare una colonna, ritenuta da Alfonso Meomartini una colonna della gogna da cui è nata una moderna leggenda difficile da sradicare ma priva di documentazione storica secondo la quale vi venivano legati i rei di certe colpe, per essere esposti alla pubblica infamia, e su cui si legge la seguente iscrizione:

«Con questo flagello lo stolto diventa savio!»

Al sommo del pilastro, vi è lo stemma dell'antica Universitas con in campo una stadera e la data del 1608.

In passato il paese faceva parte della Capitanata, successivamente fu aggregato al contado di Molise ed infine nel 1861 con l'unità d'Italia passò alla neonata provincia di Benevento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al censimento fatto fare dall'Imperatore Carlo V, re di Spagna e di Napoli nell'anno 1532, Castelpagano contava 74 famiglie (500 ab.), in seguito si nota un continuo aumento d'abitanti fino al 1595 e successivamente si ha una diminuzione. Dal 1647 a causa della carestia del 1646-47 si nota una diminuzione degli abitanti, mentre dal 1766 si ha un aumento della popolazione. La popolazione della zona aumentava durante i periodi di pace e di assenza di pestilenze, carestie, terremoti, ecc., diminuiva quando queste calamità si abbattevano sulle teste dei nostri antenati.

  1. anno 1532 famiglie/fuochi n. 74 (500 ab.);
  2. anno 1545 famiglie n.115 (777 ab.);
  3. anno 1554 famiglie/fuochi n.119 (804 ab.);
  4. anno 1561 famiglie/fuochi n.119 (804 ab.);
  5. anno 1595 famiglie/fuochi n.168 (1.135 ab.);
  6. anno 1648 famiglie/fuochi n.140 (946 ab.);
  7. anno 1669 famiglie/fuochi n.129 (872 ab.);
  8. anno 1766 abitanti n. 1.331;
  9. anno 1789 abitanti n. 2.025[5]

Dal passaggio al Regno d'Italia e con esso alla neonata provincia di Benevento la popolazione di Castelpagano si è evoluta con il seguente andamento:

Abitanti censiti[6]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dista dal suo capoluogo di provincia circa 45 km e si raggiunge facilmente dalla Statale 212 della Val Fortore, che collega Benevento con Campobasso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Castelpagano fa parte della Regione Agraria n.2 della provincia di Benevento e della Comunità Montana Zona Alto Tammaro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ A. Iamalio (La Regina del Sannio, Napoli, 1918, pag. 243)
  4. ^ L'Araldo : almanacco nobiliare del napoletano, Volume 13, Napoli, Dekten, 1890, p. 78.
  5. ^ da Castelpagano nella Cronistoria di Giuseppe Nista
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dante Maria Ricchetti, Castelpagano, II edizione, Fasano Editore, Cosenza, 1983.
  • Salvatore Fiore, Castelpagano, tesi in Storia dell’arte discussa presso l’Accademia di Belle Arti, Roma, anno accademico 1992-1993.
  • Giuseppe Nista, Castelpagano nella cronistoria, ciclostilo, s.d., ma 2000.
  • Bozzuto Maria Libera, Registri contabili del feudo di Castelpagano dal 1843 al 1857, inedito, 2002.
  • Bozzuto Maria Libera, San Donato Vescovo e Martire. La storia del santo e la venerazione a Castelpagano, Parrocchia del SS. Salvatore, Castelpagano, 2004.
  • Dante Maria Ricchetti, Castelpagano (BN) lungo i secoli, III edizione ampliata e riveduta, Edizioni Auxiliatrix, Benevento, 2008.
  • Stefano Vannozzi, Morcone dopo la peste: Breve contributo sugli effetti della peste del 1656 a Morcone e nei centri vicini, Biblioteca Comunale “Enrico Sannia”, Archivio Storico Comunale di Morcone, Morcone (BN), 2009.
  • Giuseppe Santoni, Stefano Vannozzi, Castelpagano nel contesto feudale tra Capitanata e Contado di Molise, Comune di Castelpagano, Volturnia Edizioni, Cerro al Volturno, 2013, ISBN 8896092256
  • AA.VV., Storia, Società e Religiosità popolare in Castelpagano (BN). Atti del Convegno di Studi: ALLA RISCOPERTA DELLE NOSTRE RADICI. Storia, società e religiosità popolare a cura del GAL Alto Tammaro del 29.09.2014. Impaginazione ed elaborazione grafica di Valentina Marino; Tipografia Scripta Manent, Morcone, marzo (ma in realtà maggio) 2016. coautori prof. Luigi Romolo Cielo, prof. Giuseppe Santoni, dott.ssa Maria Libera Bozzuto, Stefano Vannozzi.
  • Stefano Vannozzi, Castelpagano nella storia e negli archivi, in «Atti del Convegno di Studi: ALLA RISCOPERTA DELLE NOSTRE RADICI. Storia, società e religiosità popolare», Tipografia Scripta Manent, Morcone, 2016, pp. 30-41.
  • Giuseppe Santoni, Castelpagano: frane, alluvioni e piene nei verbali consiliari di fine Ottocento, in «Proposte e ricerche, Economia e società nella storia dell’Italia centrale», a. XXXIX , n.77, Edizioni Università di Macerata,estate 2016, pp. 177-191, ISBN 978-88-6056-511-2
  • Giuseppe Santoni, Tempi biblici per pagare i debiti [Castelpagano:le carte di famiglia di Michelangelo Ricchetti], in «FRAMMENTI, Quaderni di storia sociale, economica, religiosa», n. 11, Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina nel Sannio, Campolattaro, maggio 2017. ISBN 978-88-90628-9-8
  • Giuseppe Santoni, Castelpagano: i lunghi strascichi dell’eversione della feudalità, in «FRAMMENTI, Quaderni di storia sociale, economica, religiosa», n. 19, Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina nel Sannio, Campolattaro, dicembre 2019.
  • Giuseppe Santoni, Castelpagano: emigrazione tra fine Ottocento e primo Novecento, in «FRAMMENTI, Quaderni di storia sociale, economica, religiosa, n. 20», Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina nel Sannio, Campolattaro, dicembre 2019.
  • Fabio Paolucci, Stefano Vannozzi, Castelpagano nel 1743, Collana Capitanata n. 2, LXII della serie Catasti Onciari del Regno di Napoli, ABE, luglio 2019. ISBN 9788872970164

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