Torrecuso

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Torrecuso
comune
Torrecuso – Stemma
Torrecuso – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Erasmo Cutillo (Rinascita democratica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 41°11′N 14°41′E / 41.183333°N 14.683333°E41.183333; 14.683333 (Torrecuso)Coordinate: 41°11′N 14°41′E / 41.183333°N 14.683333°E41.183333; 14.683333 (Torrecuso)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 29,16 km²
Abitanti 3 395[1] (1/1/2017)
Densità 116,43 ab./km²
Frazioni Collepiano, Torrepalazzo
Comuni confinanti Benevento, Foglianise, Fragneto Monforte, Ponte, Paupisi, Vitulano
Altre informazioni
Cod. postale 82030
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062076
Cod. catastale L254
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 835 GG[2]
Nome abitanti torrecusani
Patrono san Liberatore, sant'Erasmo e sant'Antonio da Padova
Giorno festivo 15 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torrecuso
Torrecuso
Torrecuso – Mappa
Posizione del comune di Torrecuso nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Torrecuso è un comune italiano di 3 395 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nel parco regionale del Taburno. Il centro sorge adagiato sul versante orientale del monte Caruso e alle pendici del monte Pentime (1200m s.l.m.); il versante del monte Pentime rivolto verso Torrecuso fa parte del territorio torrecusano fino alla vetta, mentre l'altro versante appartiene al comune di Vitulano.

Ha una superficie agricola utilizzata di ettari (ha) 1869,40[3].

Dista dal capoluogo di provincia circa 21   km. Ha un'altezza minima di circa 200 metri s.l.m. e una massima di 1200 m., mentre il centro del paese è situato a circa 500 m s.l.m. Torrecuso è uno dei paesi principali del parco regionale Taburno - Camposauro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Là del Taburno a l'ultima pendice
tra infranti torri appare un paesetto
dai Longobardi eretto
sopra un gruppo di sassi ameno ed erto
ed al furor sempre de' venti aperto......
......un borgo su l'altura levato, in vecchio stile,
col bruno suo maniero e 'l roseo campanile:
è Torrecuso. »
(Antonio Mellusi)

Così come ci dicono i versi del Mellusi, Torrecuso nasce come castello costruito dai Longobardi a difesa e guardia della città di Benevento, capitale del Ducato Longobardo del Centro-Sud. Il colle a Nord di Benevento su cui fu edificato questo castello, da probabilmente origine anche al nome di Torrecuso. Torrecuso cioè viene da "Torus" o "Toronis" che significa altura o colle, rispondente alla situazione del paese; da "Torus" poi il diminutivo "Torricolus" donde, per successivi pervertimenti, "Torlicoso" e infine Torrecuso.

Il Borgo Antico è di impianto medioevale. Su tutto domina il Castello. Questo fu costruito secondo i canoni architettonici dell'epoca: una struttura triangolare a tre torri. Un castello a tre torri è ancora oggi lo stemma ufficiale del Comune di Torrecuso. Intorno al Castello si sviluppa tutto il Centro Storico rimasto pressoché intatto e recuperato da poco. Il prof. M. Coletta, docente di Urbanistica presso l'Università Federico II di Napoli, in un suo scritto "Il Sannio beneventano, Morfologia e Urbanistica", lo descrive così:" Torrecuso conserva tutta una serie di stradine, o rampe, quasi parallele che sboccano in Larghi ed in angoli pittoreschi per gli archi che li delimitano e per le caratteristiche casette in pietra che vi si affacciano ornate di scale a giorno. Chi si incammina per le strette viuzze che si svolgono in senso ovoidale e attraversate a loro volta da altre a raggiera, facendo perno intorno alle piazzette antistanti le due chiese dominate dalla imponente costruzione del Castello marchesale, si accorge subito di trovarsi in un centro che si è sviluppato unicamente in funzione di difesa; per questo motivo mancano monumenti di qualsiasi genere."

Sul finire del '700, sotto il dominio dei marchesi Cito, l'antico castello a tre torri fu convertito, ad opera dell'architetto Barba, in palazzo settecentesco di stile vanvitelliano.

Fu dominio feudale della Baronia dei Fenocchio poi passò ai Della Leonessa, ai Caracciolo e infine ai Cito. Fu sempre Comune autonomo e tra i secoli XVII e XVIII, conseguì la sua massima prosperità, con un ceto civile numeroso ed insigne per probità e cultura. Nel XV sec. vi si stabilì la famiglia Mellusi proveniente da Sant'Agata de' Goti, che diede i natali ad Antonio Mellusi, definito "il gentil poeta del Sannio".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa di Sant'Erasmo
  • Chiesa di Sant'Erasmo: chiesa parrocchiale risalente al XIII secolo, presenta all'interno tre navate ed ospita tre tele di un certo valore artistico raffiguranti il martirio di Sant'Erasmo, San Barbato e San Filippo Neri.
  • Chiesa della SS. Annunziata: risalente al XV secolo fu costruita dall'Università di Torrecuso in uno con il Capitolo Lateranense di San Giovanni in Laterano in Roma. Faceva parte della Congregazione della SS. Annunziata. È stata oggetto di vari restauri anche perché colpita per ben due volte da fulmini in corso di temporali. Accanto alla chiesa sorge un edificio che fungeva da ospizio per il ricovero dei malati e dei bisognosi. La chiesa, a tre navate, è impreziosita da quadri del '700 e dell '800. Molto interessante la pala che sovrasta l'altare maggiore. In questa chiesa sono conservati i resti mortali di san Vincenzo da Saragozza, martire spagnolo, le cui ossa furono portate a Torrecuso dal marchese Carlo Andrea Caracciolo.
L'eremo di San Liberatore
  • Chiesa di San Liberatore: sorge in località San Giovanni del Monte, è della stessa epoca della chiesa della SS. Annunziata. Essa sorse infatti come grangia, cioè come fattoria, della Annunziata. Si presenta costruita su due livelli di epoca diversa: la grangia vera e propria risalente al XV secolo e su questa la chiesa risalente al XVII secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Caracciolo-Cito: nato dalla trasformazione dell'antico castello a tre torri operata dall'architetto napoletano di scuola vanvitelliana Barba alla fine del '700 sotto il marchesato dei Cito, è stato restaurato e riportato al suo antico splendore nel primo decennio di questo secolo. Spettacolari i paesaggi che si possono ammirare dai suoi terrazzi. Una sua ala è sede del Comune di Torrecuso. Il restante del palazzo ospita la filiera Enogastronomica del Sannio e l'annessa scuola del gusto dei prodotti tipici locali.
  • Palazzo Di Palma: antico palazzo nobiliare appartenuto alla famiglia Di Palma di origine normanna. Restaurato anch'esso agli inizi degli anni 2000, ospita il Museo del Vino ed il Museo della Storia o della memoria.
  • Ponte Foeniculm (o Ponte Finocchio): antico ponte sul fiume Calore di origine romana costruito lungo il ramo della via Latina che si ricongiungeva alla via Appia presso Benevento. Più volte distrutto dalle piene del fiume e più volte ricostruito si presenta con una struttura che testimonia le varie epoche della sua ricostruzione. Ad una struttura primaria di chiara origine romana si sovrappone una seconda struttura di origine medioevale e una terza di impronta moderna. Il ponte è sovrastato da una emergenza rocciosa, la grave mora di Dante Alighieri, sotto la quale fu sepolto temporaneamente il corpo di Manfredi di Svevia ucciso nella battaglia di Benevento nel 1266 contro Carlo d'Angiò.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016 risultano 47 cittadini stranieri residenti nel comune, pari all'1,38 % della popolazione.[5] I gruppi più rilevanti sono:

  1. Romania: 13 (0,38 %)
  2. Ucraina: 11 (0,32 %)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Va ricordato l'atteso e frequentato evento "VinEstate", in passato nato come "Sagra del vino aglianico", che si tiene annualmente la prima settimana di settembre e che celebra i rinomati vini prodotti a Torrecuso accompagnati ad una gustosa gastronomia di prodotti tipici locali. Torrecuso è anche sede della Filiera Enogastronomica del Sannio e della Scuola del Gusto di prodotti tipici locali, allogati nello storico Palazzo Caracciolo-Cito restaurato da poco.

Persone legate a Torrecuso[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Mellusi (Torrecuso, 25 novembre 1847 - Napoli, 4 ottobre 1925), conosciuto anche come "il gentile poeta del Sannio", il figlio più illustre che Torrecuso abbia avuto, fu avvocato, storico, poeta e deputato. Nella pratica forense si distinse per la retorica fluida e avvincente. Come politico, due volte deputato, aderì al pensiero liberale mazziniano nelle file del partito Repubblicano. Ha lasciato numerosi scritti storici e poesie. Fu fondatore e direttore della Rivista Storica del Sannio e fu per lungo tempo a capo dell'Archivio Storico della Provincia di Benevento.
  • Francesco di Ruggiero (XVII - XVIII secolo), capo della Mastrodattia della G.C. della Vicaria, autore di pregiate opere, tra cui: Pratica dei Notari (1695) e Tela giudiziaria della Vicaria (1713).
  • Antonio Fusco (Torrecuso, 27 ottobre 1873 - Messina, 28 dicembre 1908), sacerdote, fu molto amico di Benedetto Croce, che lo apprezzava per le sue doti intellettuali. Morì nel terremoto di Messina del 1908.
  • Vincenzo Fasani (Torrecuso, 5 marzo 1895 - 8 dicembre 1977), educatore, scrittore, pubblicista, fu profondo conoscitore del Sannio beneventano e di Antonio Mellusi di cui era un grande estimatore. Autore di numerose pubblicazioni sul Sannio e su Torrecuso, ma soprattutto su Antonio Mellusi.
  • Bruno De Nigris (Torrecuso, 3 settembre 1919 - Faicchio, 26 dicembre 2005), scrittore, poeta, pubblicista, ha sempre avuto un amore grandissimo per la sua terra natia cui ha dedicato numerosi scritti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente agricola a vocazione vitivinicola. L'agricoltura annovera 1.150 addetti con coltivazione in prevalenza di vigneti che si estendono per circa 1300 ettari, ma anche uliveti estesi per 260 ettari e seminativi e promiscui per 490 ettari. La produzione di uve ammonta a circa 95.000 quintali con produzione di vini pregiati DOC e DOCG Aglianico e Falanghina, ma anche Piedirosso, Coda di Volpe, Fiano. Le cantine imbottigliatrici sono 23.

Ben rappresentati sono anche l'industria e il terziario che insistono nelle località di Torrepalazzo e Collepiano. Queste aree industriali si estendono per 500.000 m² con un totale di 46 aziende produttive tra fabbriche ed altri opifici, commercio e servizi, per un totale di 430 addetti.

Prodotti agricoli[modifica | modifica wikitesto]

Vini DOC e DOCG, olio, frutta, grano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1956 1965 Libero Iannella DC Sindaco
1965 1975 Angelo Rillo DC Sindaco
1975 1980 Libero Iannella DC Sindaco
1980 2004 Domenico Mortaruolo DC e poi Lista civica Sindaco
2004 2009 Francesco De Nigris Democratici popolari Sindaco
2009 2014 Giovanni Antonio Cutillo Lista civica Sindaco
2014 in carica Erasmo Cutillo Lista civica Rinascita democratica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Principale sport del paese è il calcio, con la compagine dell'A.S.D. Torrecuso Calcio, che disputa le sue partite casalinghe presso lo stadio "G. Ocone" del vicino comune di Ponte[6], a causa del vetusto impianto comunale torrecusano, che necessita di ristrutturazione. Negli ultimi anni duemila e nei primi duemiladieci la squadra ha ottenuto tutta una serie di promozioni nelle varie categorie dilettantistiche regionali: dalla Prima Categoria passa alla Promozione nella stagione 2009-2010 e, vincendo il Girone C di Promozione nella stagione successiva, va a giocare poi due volte il campionato di Eccellenza, piazzandosi all'esordio nella categoria quarta nel Girone A e nella stagione 2012-2013, la successiva, seconda nel Girone B, posizione che vale alla squadra la possibilità di giocare i play-off nazionali, vincendo i quali il Torrecuso Calcio ottiene una storica promozione in Serie D, serie in cui milita tuttora, massimo livello di calcio dilettantistico in Italia e primo di competizione nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243192686