Placido (monaco)

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San Placido
Santa Giustina (Padua) - Martyrdom of St. Placidus by Luca Giordano.jpg
Martirio di san Placido e compagni di Luca Giordano. Padova, Basilica di Santa Giustina
 

Monaco

 
Nascita515
Morte5 ottobre 541
Venerato daChiesa cattolica, Chiesa ortodossa
Santuario principaleChiesa San Giovanni di Malta - San Placido e Compagni Martiri a Messina
RicorrenzaMemoria Liturgica 5 ottobre - Memoria del Ritrovamento delle Reliquie 4 agosto
AttributiPastorale e Mitria di Abate
Patrono dimonaci novizi, Messina, arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela [Biancavilla (CT), Castel di Lucio (ME), Poggio Imperiale (FG), San Pier Fedele (RC) ] e altre località.

Placido (515Messina, 5 ottobre 541) fu un monaco e martire cristiano, seguace di Benedetto da Norcia. Venerato come santo dalle Chiese cattolica e ortodossa.

Era il principale discepolo di Benedetto con Mauro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

San Benedetto ordina a San Mauro di salvare San Placido, di Filippo Lippi

Placido nacque a Roma nel 515, dalla nobile ed antica famiglia degli Anicii, da Tertullo e dalla messinese Faustina. Primo di quattro fratelli, fu introdotto in tenera età, insieme a Mauro, nel cenobio di Subiaco ove Benedetto da Norcia aveva iniziato la sua opera monastica. In seguito Benedetto, Mauro e Placido si trasferiranno a Cassino dove fonderanno sul colle soprastante il celebre Monastero di Montecassino. Mauro e Placido furono così i testimoni e i confondatori nella nascita del monachesimo benedettino, come ampiamente descritto dai Dialoghi di San Gregorio Magno. La tradizione vede poi San Benedetto inviare San Mauro in Gallia e San Placido in Sicilia per fondare nuovi monasteri. San Placido percorrendo la Via Popilia raggiunse Reggio e poi Messina insieme ai monaci Donato e Firmato. Giunto nell'antica Zancle fonderà nei resti della vasta necropoli della città un primo cenobio benedettino dedicato a San Giovanni Battista, in nucleo originario dell'attuale chiesa di San Giovanni di Malta. Di questo primo luogo di culto, edificato intorno al 535, rimane un capitello oggi custodito nel Palazzo della Prefettura. Il 5 Ottobre del 541 questo monastero verrà assalito da pirati vandali che avevano abbracciato l'eresia di Ario e quindi in odio alla Chiesa di Roma uccideranno i circa trenta monaci ed il loro abate San Placido. In questa carneficina verranno uccisi anche i fratelli dell'abate: Flavia, Eutichio e Vittorino.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il culto a san Placido e compagni martiri, già attestato nel Martirologio geronimiano, fu ampio nel Medioevo ed ebbe un suo rinnovato fervore con il ritrovamento a Messina delle loro reliquie, il 4 agosto 1588, in occasione di lavori di restauro intrapresi dall'Ordine di Malta alla Chiesa di San Giovanni di Malta, ove ancora oggi si conservano. La devozione al glorioso Martire, autorizzata da apposita Bolla di Sisto V, fu costantemente sostenuta e difesa per secoli dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dal Senato di Messina e dall'Arciconfraternita di San Placido.[1] Nell'Archivio Segreto Vaticano si conserva un lungo e dettagliato elenco, con relative testimonianze giurate, dei presunti miracoli operati dal Signore per intercessione di san Placido e Compagni Martiri al solo contatto con queste prodigiose acque. Si tramanda che anche lo stesso celebre pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio nel 1608 fu testimone della resurrezione di un giovane al solo contatto dell'acqua di san Placido e che volle eternare questo miracolo nel celebre dipinto dei Crociferi, oggi al Museo Regionale.

Ricostruito il nuovo tempio di San Giovanni ad opera del Sovrano Militare Ordine di Malta, che qui aveva la sede del Gran Priorato di Sicilia, l'antica Arciconfraternita di San Placido creò negli ambienti ipogei una Chiesa ove fu lasciata a vista la miracolosa sorgente e, fino al terremoto del 1908, ogni anno il 4 agosto e il 5 ottobre veniva distribuita ai fedeli quest'acqua mediante un'apposita coppa argentea con al centro una statuina di San Placido, che ancora oggi si conserva nel Museo del Tesoro di San Placido. Dopo il terremoto del 1908, restaurato ciò che rimaneva dell'antico complesso monumentale di San Giovanni di Malta, a metà Novecento il Rettore del tempo e la Compagnia di San Placido, con il supporto dell'Ufficio Tecnico Comunale, fecero scavare questo pozzo che intercettò l'antica Sorgente di San Placido in modo che ancora oggi, a memoria del ritrovamento delle insigni reliquie dei Santi Martiri, è possibile usufruire di questa preziosa acqua che ancora oggi in maniera inspiegabile testimonia la sacralità di questo luogo.

È considerato santo e martire dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa ed è festeggiato da entrambe il 5 ottobre.

Le reliquie sono conservate nella chiesa di san Giovanni di Malta - San Placido e Compagni Martiri a Messina, all'interno di un antico sacello fatto realizzare nel 1616 dal Senato della Città dopo il ritrovamento del 4 agosto 1558. Altre reliquie del santo sono custodite a Poggio Imperiale (FG), a Biancavilla, in provincia di Catania, a Castel di Lucio (ME) a Seminara (RC) e a Ceriana, in provincia di Imperia.

San Placido è patrono di Messina assieme alla Madonna della Lettera, dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, di Biancavilla, Castel di Lucio, Cordoba (Argentina), Easton (Stati Uniti), Gap (Francia), Montecarotto, San Pier Fedele, Poggio Imperiale, Portoviejo (Ecuador), Torrebruna e Tremonti (Messina), nonché compatrono di Olevano Romano (Roma) ed Alì (Me). Un tempo era anche patrono di Ficarra (Me).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Grassi, San Placido nella Storia e nella Pittura Messinese, Messina, Edas, 2013, ISBN 8878204056.

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