Congregazione dell'Annunziata

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La Congregazione dell'Annunziata (in latino Congregatio ab Annuntiatione B.M.V.) è una delle congregazioni monastiche di diritto pontificio che compongono la confederazione benedettina.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia di Saint-André, una delle tre che diedero inizio alla congregazione

La congregazione fu eretta da papa Benedetto XV con breve Ordo a Divo Benedicto del 20 febbraio 1920 per riunire le abbazie francofone del Belgio (originalmente, infatti, era detta Congregazione Belga).[1]

I primi tre monasteri a federarsi furono le due abbazie beuronensi di Maredsous (fondata dai monaci di Beuron nel 1872) e Mont-César di Lovanio (fondata nel 1899 da Maredsous) e l'abbazia di Saint-André a Bruges, appartenente alla congregazione del Brasile, fondata da Gerardo van Caloen.[1]

La congregazione assunse presto un carattere internazionale: nel 1927 si unì alla congregazione il monastero di Trinidad, sorto nel 1915, e fu fondato un monastero a Glenstal, in Irlanda, elevato ad abbazia nel 1957; nel 1931 si unirono i monasteri portoghesi di Cucujães (soppresso pochi anni dopo) e Singeverga (elevato ad abbazia nel 1938); alcuni giovani polacchi iniziati alla vita religiosa a Saint-André nel 1939 restaurarono il monastero di Tyniec, presso Cracovia, elevata ad abbazia nel 1969.[1]

Missioni[modifica | modifica wikitesto]

La congregazione curò anche la diffusione del monachesimo benedettino nei paesi di missione e l'evangelizzazione delle popolazioni locali: dal 1910 i benedettini di Saint-André lavorarono in Katanga, dove nel 1947 fu fondato il monastero di Notre-Dame des Sources per gli indigeni; nel 1933 si aprirono missioni in Angola e nel 1958, a opera dei monaci di Maredsous, in Ruanda.[2]

Nel 1929 i benedettini di Saint-André raggiunsero la Cina e, dopo l'espulsione dal paese, si dedicarono all'apostolato presso i cinesi negli Stati Uniti d'America e fondarono un monastero a Valyermo, in California;[2] altre missioni vennero fondate in India (1952) e Perù (1968).[3]

Per diffondere la conoscenza dell'attività missionaria della congregazione è stata creata la rivista Bulletin des missions, che nel 1953 è stata rinominata Rythmes du monde.[3]

Opere intellettuali[modifica | modifica wikitesto]

A numerosi monasteri della congregazione sono annessi collegi per la formazione dei ragazzi.[2]

I benedettini della congregazione ebbero una grande importanza per la nascita del movimento liturgico in Belgio: Gaspar Lefebvre, priore di Saint-André, preparò e propagò traduzioni del messale romano a uso dei fedeli.[2]

Notevole è anche il lavoro di ricerca scientifica in campo storico e letterario. I monaci della congregazione pubblicano numerose riviste come il Bulletin d'ancienne littérature chrétienne latine, il Bulletin d'histoire bénédictine e Recherches de théologie ancienne et médiévale.[2]

Il più illustre esponente della spiritualità della congregazione fu il monaco irlandese Columba Marmion, terzo abate di Maredsous, beatificato nel 2000.[4]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

I benedettini della congregazione dell'Annunziata sono presenti in Europa (Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Polonia, Portogallo), in Africa (Angola, Congo, Nigeria, Ruanda), nelle Americhe (Guyana, Perù, Stati Uniti d'America, Trinidad e Tobago) e in India.[5]

Alla fine del 2008 alla congregazione appartenevano 25 tra abbazie e priorati, con 536 tra monaci e novizi, 297 dei quali sacerdoti.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), col. 1470.
  2. ^ a b c d e J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), col. 1471.
  3. ^ a b J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), col. 1472.
  4. ^ Beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II, vatican.va. URL consultato il 15 agosto 2011.
  5. ^ Atlas O.S.B., editio II, Romae 2004 (ZIP)[collegamento interrotto], atlas.osb-international.info.
  6. ^ Ann. Pont. 2010, p. 1428.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annuario Pontificio per l'anno 2010, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2010. ISBN 978-88-209-8355-0.
  • Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
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