Congregazione di Sicilia

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La Congregazione di Sicilia (in latino Congregatio Sicula) era una delle congregazioni monastiche che costituiscono l'Ordine di San Benedetto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Lo scisma d'Occidente e, soprattutto, l'uso di affidare in commenda i monasteri a laici ed ecclesiastici secolari avevano condotto i cenobi benedettini alla decadenza, sia per quanto riguarda la situazione economica che per quanto concerne la vita regolare[1][2]. Per arginare questo fenomeno si vennero a formare le cosiddette congregazioni dell’Oridne di San Benedetto.

L'abbazia di San Martino delle Scale
Un chiostro del monastero di San Nicolò l’Arena

Nel 1483, sotto il regno di Ferdinando II di Sicilia, diedero vita alla congregazione sicula[3], approvata da Papa Sisto IV, che le concesse i privilegi già posseduti dalla congregazione di Santa Giustina.

Aderirono i monasteri di San Placido di Mes­sina, San Nicola l’Arena e Santa Maria di Licodia di Catania, Santa Maria la Nuova di Monreale. Nel 1505 il capitolo della congregazione sicula, compren­dente a quel tempo anche i monasteri di San Martino delle Scale, di Gangi vecchio e di Santa Maria di Fundrò, decise di unirsi definitivamente alla congregazione di Santa Giustina, che nel frattempo aveva preso il nome di congregazione cassi­nese. Alla congregazione cassinese non aderirono l’abbazia di Sant’Agata, an­nessa all'omonima cattedrale, e quella di Nuovaluce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Picasso, DIP, vol. I (1974), col. 1298.
  2. ^ Egidio Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1306.
  3. ^ Giuseppe Silvestri, Sul grande Archivio di Palermo e sui lavori in esso eseguiti dal 1865 al 1874, Tipogr. B. Virzi-Puleo, 1875. URL consultato il 21 febbraio 2022.