Madonna della Lettera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(LA)

« Vos et ipsam Civitatem benedicimus »

(IT)

« Benediciamo voi e la vostra Città »

(Dalla Lettera di Maria ai messinesi)
Madonna della Lettera su stele votiva posta all'ingresso del porto di Messina
La varetta della Madonna della Lettera e della reliquia del Sacro Capello, esce dal Duomo di Messina per la processione in occasione della festività del 3 giugno.
Processione della Madonna della Lettera

Madonna della Lettera è uno degli appellativi utilizzati dalla religione cattolica nella venerazione di Maria, madre di Gesù. La Madonna della Lettera è venerata dalla Chiesa cattolica come santa patrona di Messina, di Palmi (RC) e di Finale (PA).

La nascita del culto a Messina[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, san Paolo, giunto a Messina per predicare il Vangelo, trovò la popolazione ben disposta a lasciarsi convertire: ben presto molti cittadini aderirono all'invito convertendosi al Cristianesimo, e nel 42, quando Paolo si accingeva a tornare in Palestina, alcuni messinesi chiesero di accompagnarlo per poter conoscere la Madonna di persona. Così una delegazione di messinesi si recò in Palestina con una missiva, nella quale i molti concittadini convertiti alla fede di Cristo professavano la loro fede e chiedevano la protezione di Maria.

Maria li accolse e, in risposta alla missiva, inviò indietro una sua lettera, scritta in ebraico, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. La delegazione tornò a Messina l'8 settembre del 42 recando l'importante missiva: in essa Maria lodava la loro fede, diceva di gradire la loro devozione ed assicurava loro la sua perpetua protezione. La ciocca di capelli è custodita presso il Duomo di Messina ed esposta nel giorno del Corpus Domini incastonata nell'albero di un piccolo galeone costruito in argento, che rappresenta uno degli esempi della protezione della Madonna per Messina.

Il culto della Madonna della Lettera, comunque, si affermò solo nel 1716, anno in cui il monaco Gregorio Arena portò a Messina una traduzione dall'arabo della lettera di Maria. Da allora la città di Messina celebra la festa il 3 giugno, con una affollata processione del fercolo argenteo della Madonna.[1] Dal culto della Madonna della Lettera viene la tradizione, diffusa soprattutto a Messina e Provincia, dei nomi Letterio e Letteria (abbreviazioni, rispettivamente Lillo e Lilla).

Il testo della lettera consegnata alla delegazione di messinesi recita:

La statua argentea di Lio Gangeri all'interno del duomo, in occasione della festa.
Una fase della processione sulla via Garibaldi. Si notino i drappi sui balconi, secondo l'antica tradizione.

« Umilissima serva di Dio,
Madre di Gesù crocifisso,
della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide,
salute a tutti i messinesi
e Benedizione di Dio Padre Onnipotente.
Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande
avete a noi spedito Legati e Ambasciatori,
confessando che il Nostro Figlio,
generato da Dio sia Dio e uomo
e che dopo la sua resurrezione salì al cielo:
avendo voi conosciuta la via della verità
per mezzo della predicazione di Paolo apostolo eletto
per la qual cosa benediciamo voi e la vostra città
della quale noi vogliamo essere perpetua protettrice.

Da Gerusalemme 3 giugno anno 42 di Nostro Figlio. Indizione 1 luna XXVII »

La frase Vos et ipsam Civitatem benedicimus ("Benediciamo voi e la vostra Città") è oggi scritta a caratteri cubitali alla base della stele della Madonnina sul braccio estremo del porto di Messina.[2] Da notare che il testo della lettera reca un'incongruenza nella data, poiché a quel tempo non esisteva ancora la datazione cristiana.

L'opera di Flavio Lucio Destro[modifica | modifica wikitesto]

Non sono stati trovati documenti storici davvero attendibili a conferma dei fatti narrati dalla tradizione. Esiste un'opera, il Chronicon Omnimodae Historiae dello storico Flavio Lucio Destro (IV-V secolo d.C.) che afferma:

(LA)

« Apud Messanenses celebris est memoria B. Virginis Mariae, missa ipsis ab aedem dulci epistula[3] »

(IT)

« Celebre è presso i messinesi la memoria della dolce epistola scritta dalla Beata Vergine Maria »

Tuttavia diversi storici, tra cui Theodor Mommsen, ritengono che tale passo sia un'interpolazione al testo, inserita in epoca posteriore.

Il culto a Palmi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Varia di Palmi e Sacro Capello.

Il culto a Palmi verso la Madonna della Sacra Lettera deriva da un evento storico. Nel 1575 scoppiò a Messina una epidemia di peste che procurò la morte di oltre 40.000 persone[4]. I cittadini di Palmi, accolsero quanti fuggirono dalla città peloritana ed inoltre, tramite i suoi marinai, mandarono aiuti tramite generi di vitto e olio[5]. Superata la calamità, la città di Messina volle donare alle autorità ecclesiali di Palmi, in segno di ringraziamento per gli aiuti prestati, uno dei capelli della Madonna che furono portati nella città siciliana unitamente alla lettera di benedizione[6].

Nel 1582 arrivò quindi alla Marina di Palmi un reliquiario contenente un Sacro Capello della Vergine[6]. Da quel momento, anche nel popolo palmese, cominciò la venerazione verso la Madonna appellata col titolo "della Sacra Lettera" e si adottò la sua Effigie nera racchiusa in una manta d'argento a somiglianza di quella venerata nella città peloritana[6]. La Sacra Congregazione dei Riti, con Decreto del 12 settembre 1733, elesse la Madonna della Lettera quale patrona principale della città, fissandone l'Ufficio Divino e la Santa messa nell'ultima domenica di agosto.

Ercole Michele Ajerbi d'Aragona, vescovo della Diocesi di Mileto, il 22 marzo 1734 concedeva 40 giorni d'indulgenza a tutti i sacerdoti di Palmi che, dopo le recita dell'Ufficio Divino, avessero letto devotamente la Lettera di Maria al popolo. Anche Papa Pio VI, in data 26 gennaio 1776, dette l'indulgenza[7].

Il culto a Finale (PA)[modifica | modifica wikitesto]

Il culto della Madonna della Lettera arrivò[quando?] a Finale (PA) tramite il casato dei Ventimiglia, marchesi di Geraci, proprietari feudali delle Madonie, comprendente anche il feudo di Finale. Tale borgata era la residenza estiva della nobile famiglia. Tale culto è dovuto in realtà alla parentela con la famiglia nobile messinese dei Moncada molto devota alla Madonna. La tradizione vuole che nel matrimonio la promessa sposa della famiglia Moncada portò nella dote un quadro raffigurante la Madonna della Lettera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tradizioni d'Italia - Madonna della Lettera
  2. ^ Non molti sanno che l'illuminazione della stele votiva avvenne per mano di papa Pio XII, dal Palazzo Apostolico, mediante un comando radio a distanza ideato e costruito da Guglielmo Marconi.
  3. ^ La festa della Madonna della Lettera a Messina, su messinaierieoggi.it.
  4. ^ L.A. Muratori, "Annali d'Italia" 1570-1571
  5. ^ Lovecchio, pag. 27
  6. ^ a b c Lovecchio, pag. 28
  7. ^ Lovecchio, pag. 31

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Lovecchio, La Varia - Storia e tradizione, GolemSoftware, 2000, ISBN 88-87455-03-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Festività Portale Festività: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di festività