Chianche

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Chianche
comune
Chianche – Stemma Chianche – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
Sindaco Raffaele Costanzo (centrosinistra) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 41°02′50″N 14°47′24″E / 41.047222°N 14.79°E41.047222; 14.79 (Chianche)Coordinate: 41°02′50″N 14°47′24″E / 41.047222°N 14.79°E41.047222; 14.79 (Chianche)
Altitudine 356 m s.l.m.
Superficie 6,61 km²
Abitanti 571[1] (31-12-2010)
Densità 86,38 ab./km²
Frazioni Chianche Scalo, Chianchetelle, San Pietro Irpino
Comuni confinanti Altavilla Irpina, Ceppaloni (BN), Petruro Irpino, San Nicola Manfredi (BN), Sant'Angelo a Cupolo (BN), Torrioni.
Altre informazioni
Cod. postale 83010
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064027
Cod. catastale C606
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti chianchesi
Patrono san Felice di Nola
Giorno festivo 14 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chianche
Chianche
Sito istituzionale
Il comune all'interno della provincia di Avellino

Chianche è un comune italiano di 581 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è situato sul versante collinare nella Valle del fiume Sabato con un'altezza s.l.m. che oscilla tra i 350 ed i 400 metri.. Il comune di Chianche è costituito da tre nuclei abitati: Chianche, Chianchetelle (che sino al XIX secolo era un comune autonomo) e San Pietro in Delicato.

Le aree coltivate (in genere a seminativo arborato) sono ridotte. Significativa la presenza di vigneti per la produzione del celeberrimo vino D.O.C.G., Greco di Tufo. Dominano i boschi di querce e castagni. È presente una importante sorgente d'acqua in località Greci.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chianche o Chianca com'era detta nel Medioevo deriva dal latino Planca con probabile riferimento alle plancae (pietre poligonali con le quali i romani lastricavano le strade) [2]. Di Chianche si ha traccia documentale almeno dal XIII secolo. Nel Medioevo era un casale dipendente da Montefusco.

Il castello che domina il borgo forse è di origine normanna (XI secolo) anche se è citato per la prima volta solo in un documento degli inizi del XIV secolo [3].

Chianche fu possesso feudale prima dei de Planca dal XV secolo al 1545, quando passò ai Crispano sino al 1552, poi agli Albertino (1552-1556, ai Pisanello (1556, ai Sanseverino (1558), ai Filomarino (1568), ai Capece, ai Bernalda, ai Caracciolo (1585), ai Manso (1599-1607) e ai de Guevara. Gli Zunica acquistarono il feudo da Beatrice de Guevara nel 1608 e lo tennero sino 1778 quando fu venduto ai marchesi Perelli nelle cui mani restò sino alla fine della feudalità nel 1806[4].

Chianchetelle, invece, fu infeudata ai de Tocco (XIV-XV secolo) sino al 1585 quando passò ad Antonio Lanario. I Gambacorta la tennero dal 1667 al 1695; poi passò ai Di Capua, conti di Altavilla. I Ripa lo ebbero dal 1714 al 1743, quando subentrarono i Salerno, ultimi feudatari[5].

Nel 1460-1461 durante la guerra tra angioini ed aragonesi nei territori di Chianche e Chianchetelle erano stanziati gli accampamenti delle truppe regie aragonesi al comando del capitano di ventura Alessandro Sforza[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Chianche. Citato per la prima volta nel 1301[7] di probabile origine normanna.
  • Il Torrione. Alta torre quadrangolare di stile neogotico sita su uno sperone roccioso in Chianchetelle e dominante il sottostante Stretto di Barba.
  • Chiesa di San Felice. Dedicata al santo patrono di Chianche, è in stile barocco con elementi romanici. Conserva un affresco che raffigura San Giacomo Apostolo mentre riceve il battesimo da Gesù e vari quadri del '600 e '700, raffiguranti: S. Antonio, S. Domenico, Santa Caterina e l'Immacolata Concezione. Tra le opere spicca il quadro della Madonna "Causa Nostrae Letitiate" del XVII secolo.
  • Chiesa di Santa Margherita. Sita nella piazza centrale di Chianchetelle. La piccola chiesa già sede parrocchiale[8].
  • Chiesa della Madonna delle Grazie. È un piccolo edificio ubicato lungo la strada principale che porta a Chianche.
  • Chiesa di San Pietro Apostolo. Sita nella piccola frazione di San Pietro Indelicato, poi divenuto San Pietro Irpino.
  • Cappella della "Madonna della Pietà (XVI secolo). Sita in frazione Chianchetelle lungo la Strada statale 88 dei Due Principati nello Stretto di Barba. È stata ristrutturata agli inizi del XXI secolo.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 gennaio: Festa di S. Felice Martire, patrono di Chianche
  • Maggio: Festa della Madonna della Pietà a Chianchetelle (prima domenica)
  • Agosto: Festa della Madonna delle Grazie.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo del comune dista si trovano a 24 km circa da Avellino. È servito dalla stazione di Chianche Scalo - Ceppaloni delle FS (Ferrovia Benevento-Avellino), sita nel comune di Chianche.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ N. Russo, Planca ..., op. cit..
  3. ^ Francesco Scandone, Documenti per la storia dei comuni dell'Irpinia: Montefusco e la sua montagna, Avellino, 1964.
  4. ^ Erasmo Ricca, La Nobiltà del regno delle due Sicilie, Napoli, 1859, v. I, parte I, p. 321
  5. ^ Erasmo Ricca, La Nobiltà del regno delle due Sicilie, Napoli, 1859, v. I, parte I, p. 368
  6. ^ Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, Ceppaloni, 2011, p. 136. ISBN 978-88-906209-0-4.
  7. ^ "Pagano l'adoa per il castello di Planca, in pertinenze di Montefuscolo, Guglielmo de Planca" in De Lellis, Notam. v.IV fol.265 - ex Reg. Ang. a. 1301 B fol.17 - citato da: Francesco Scandone, Documenti per la storia dei comuni dell'Irpinia: Montefusco e la sua montagna, Avellino, 1964.
  8. ^ A lato della chiesa si trova una lapide dedicatoria: Passaggiere che sei in via - guarda il dolore di Maria - col morto suo figlio Gesù - non l'offendere mai più - fa un'elimosina guaggiù - e ti sia in compagnia Gesù sempre con Maria - Divozione di Antonio De Stefano, 1887
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erasmo Ricca, La Nobiltà del regno delle due Sicilie, Napoli, 1859, v. I, parte I.
  • Natalino Russo, Planca Chianca Chianche. Notizie storiche, 1960.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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