Luogosano

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Luogosano
comune
Luogosano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Michele Di Napoli (UDC) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate 40°59′18″N 14°59′30″E / 40.988333°N 14.991667°E40.988333; 14.991667 (Luogosano)Coordinate: 40°59′18″N 14°59′30″E / 40.988333°N 14.991667°E40.988333; 14.991667 (Luogosano)
Altitudine 390 m s.l.m.
Superficie 6,07 km²
Abitanti 1 248[1] (30-6-2011)
Densità 205,6 ab./km²
Comuni confinanti Fontanarosa, Lapio, Paternopoli, San Mango sul Calore, Sant'Angelo all'Esca, Taurasi
Altre informazioni
Cod. postale 83040
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064045
Cod. catastale E746
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti luogosanesi
Patrono san Marcellino
Giorno festivo 2 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Luogosano
Luogosano
Sito istituzionale
Il comune all'interno della provincia di Avellino

Luogosano è un comune italiano di 1 248[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si affaccia sul fiume Calore Irpino ed è situato su un fianco di una collina a circa 390 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ha una storia molto antica nonostante la dimensione (viene citato già nel V secolo).

Si ritiene sorto il paese alla venuta delle colonie romane nei campi taurasini che vi eressero un locale dove stavano gli infermi per riaversi in salute. Altri fonti opinano che il paese sia sorto dalla distrutta "Cisauna".

Il rinvenimento di lapidi ed altre antichità ne prova l'esistenza nei primi anni del cristianesimo. I longobardi divenuti cristiani costruirono il monastero di S. M. di Locosano che divenne famoso dal 682 al 1012. Esso dipendeva da S. Vincenzo al Volturno e le varie badesse ebbero molte concessioni di beni. Deve ritenersi però detto monastero fondato nel 754 da Teodorava moglie del duca longobardo Romualdo di Benevento. Ai tempi di Gisulfo: 689 al 706 già esisteva una parrocchia in Locosano e l'esistenza del paese che dal Duca Liutprando fu donata al monastero di S. M. di Locosano.

Nel 982 Locosano era un paese di contadini alle dipendenze del monastero di S. Maria. Nello stesso anno l'imperatore Ottone II ne fa menzione in un atto di donazione all'abbazia di S. Vincenzo al Volturno con queste parole:

Cellam quoque S. Mariae in partibus Beneventi dictus "Sanus-Locus".

Nel 1012 il papa Sergio IV confermò fra i beni dell'abate del Volturno la chiesa di Locosano. In seguito non se ne parla più data la poca importanza del centro abitato.

Nel 1241 il paese di Locosano trovasi ancora così chiamato allorché deve concorrere al mantenimento del Castello D'Acquaputrida. Da quanto risulta, prima feudataria del paese fu la badessa del monastero di S. M. di Locosano sino a che il 5° ente religioso decadde e successe nel feudo Roberto Fontanarosa, Gerardo e fratelli nel 1300. Dopo fu dei Capece Tomacelli ed il P. Bonifacio 9° lo vendé a Giacomo Filandieri che lo passò al suo 4° genito Filippo il Prete che poi litigò nel possesso. Fu poi dote di Caterina Filangieri che portò il feudo allo sposo Gianni Caracciolo, principe di Avellino, a cui successe Troiano, poi Giacomo Caracciolo che perde il feudo per ribellione.

Nel 1470 vi erano solo 180 abitanti ed era feudo di Luigi Gesualdo. Seguì Fabrizio nel 1577, Luigi 4°, Fabrizio 2°. poi Isabella Gesualdo che sposò Nicolo Ludovisio, seguì la figlia Lavinia morta senza eredi ed il feudo ricaduto alla corte fu comprato dal padre di Lavinia: Nicolo morto nel 1717. Gli eredi vendettero il feudo nel 1725 ad Anna Orimini per Dp. 26454 che a sua volta la Orimini rivendette per Dp. 60000 a Francesco Pedicini, patrizio beneventano che nel 1733 fu fatto marchese di Locosano e morì celibe nel 1778 succedendogli il fratello Donizio 2°, marchese di Luogosano, poi G. Battista che ne fu il 3º ed ultimo nel 1803.

Questa terra è conosciuta anche con i nomi di: Lucusano, Locosano, Locossano e Lo Cessano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

" Fuochi Allavorati"

Il 7 dicembre di ogni anno, in occasione della vigilia dei festeggiamenti dell'Immacolata Concezione, vengono accesi al suono delle campane della chiesa madre, una moltitudine di falò in diverse zone del paese per riscaldare ed accompagnare i pellegrini accorsi nella notte di veglia e di preghiera abbracciati dal freddo di questa gelida notte invernale.

La festività ha origini antichissime, infatti, venivano arsi insieme ai normali tronchi, rami e ceppi, fronde di alloro in omaggio agli dei pagani.

Il termine "Fuochi Allavorati " deriva dal fatto che tali falò venivano assemblati tramite una scrupolosa disposizione di diverse strutture erbacee e legnose. La lavorazione che quindi permetteva di ottenere tali salde ed imponenti strutture viene riassunta nel termine "Allavorati " .

Ad oggi tale festività di origine religiosa, assume anche un carattere ludico e ricreativo permettendo alla popolazione ed ai diversi pellegrini che molto spesso accorrono di poter assaporare specialità tradizionali a base di prodotti tipici irpini (carni, formaggi, ecc) e degustare rossi prelibati dal sapore corposo e dal colore intenso, caratteristici baluardi irpini ed in particolar modo della media valle del Calore, di cui Luogosano è illustre rappresentante.

Il tutto è naturalmente accompagnato sia da momenti di intensa preghiera sia paradossalmente da festosi balli e canti che insieme al falò, al vino ed alla preghiera riscaldano il cuore dei presenti, proiettandoli nel tradizionale clima festivo.

Interessante è anche il clima prefestivo dove in particolar modo i più giovani, dotati unicamente di intraprendenza e vigore, attraversano in lungo ed in largo il perimetro territoriale del paese raccogliendo legna da ardere.

Associato a tale evento vengono organizzati diverse tipologie di concorsi.

Degni d menzione sono sicuramente:

1- Concorso fotografico a cura del Forum dei giovani di Luogosano, che permette a fotografi in erba e non di immortalare tale evento in un'immagine simbolo che poi verrà esposta, solitamente fino al 6 gennaio, nel centro sociale "N. Alvino " e sottoposta a votazioni da parte del pubblico.

2 - Concorso tradizionale che va a premiare 3 falò, il più grande, il più religioso ed un terzo che solitamente è premiato in base a criteri che ogni anno vengono variati dalla commissione.

3 - Concorso di poesia. È stato per lungo tempo l'evento di punta associato alla festività, introducendo quel clima culturale necessario ad assaporare ogni piccola sfumatura del folclore locale. A tale concorso, che aveva luogo nelle ore pomeridiane del medesimo giorno, prendevano parte ragazzi provenienti da diversi istituiti primari e secondari irpini arricchendo con le proprie composizioni l'animo dei presenti.

Purtroppo da qualche anno tale evento è stato sospeso, forse per motivazioni di stampo economico (visto che tale manifestazione come tutte quelle organizzate in tale periodo non sono a scopo di lucro).

Si spera però in una futura ripresa.

Via Crucis Vivente

Tradizione ormai ben nota da anni all'intera provincia. Gli ultimi giorni del Cristo nella vita terrena vengono rappresentati dai giovani del paese in tre date, in ognuna delle quali viene narrato un particolare evento simbolo dell'ascesa di Gesù nella braccia del Padre.

Giorno 1 ( DE PASSIONE DOMINI)

Più nota come " domenica delle palme " celebra l'entrata di Gesù in Gerusalemme. I giovani interpreti accolgono il cristo adagiato su un asinello alle porte della chiesa madre osannandolo con palme (ramoscelli d'ulivo) dopo aver insieme ai suoi seguaci vagato per le strade del centro storico. La manifestazione continua continua con la liturgia domenicale ove avviene il tradizionale e consueto scambio dei ramoscelli come segno di pace.

Giorno 2 (GIOVEDI SANTO )

Rappresentazione serale della celebre "Ultima Cena" , seguita da "preghiera nell'orto degli ulivi con tradimento di Giuda " e "processo al cospetto del sommo sacerdote Caifa ".

Solitamente il tutto viene rappresentato all'esterno dove i giovani impegnati realizzano scenografie atte a tali rappresentazioni, compresa la costruzione di un eccelso quanto realistico orto degli ulivi in pieno centro storico.

Giorno 3 (VENERDI SANTO )

Dalle prime ore del primo pomeriggio entra in scena il celeberrimo "Processo a Pilato" . L'intera piazza è trasformata in un palcoscenico latino ove gli spettatori possono immedesimarsi ed interagire attivamente in un panorama tragico ma allo stesso tempo solenne ove il Cristo viene prima denigrato poi venduto dalla sua genti. Un evento così intriso di emozioni, coinvolgente, accompagnato da eventi forti a cui assistere come ad esempio la flagellazione del Cristo.

Il processo è inoltre intervallato da un colloquio con lo sfarzoso e stravagante Erode.

Degni di nota è la liberazione di Barabba che ogni anno assume sfumature differenti spesso correlate alla capacità degli interpreti di immedesimarsi in tale ruolo.

Dopo il processo ecco "LA VIA CRUCIS " . Questa è consumata per le strade del paese ed è caratterizzata soprattutto dall'incontro del Cristo con sua madre e dall'arrivo del buon Cireneo che cerca di risparmiare a Gesù le ultime sofferenze.

L'evento si conclude con la crocifissione in cui il Cristo è messo alla croce in compagnia dei due ladroni ed esalando l'ultimo respiro abbandona la terra per tornare al padre.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'Unione dei comuni Terre di Mezzo[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ [1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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