Vallata (Italia)

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Vallata
comune
Vallata – Stemma Vallata – Bandiera
Localizzazione
Stato  Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
SindacoGiuseppe Leone (lista civica di centro-destra Una mano per Vallata) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate41°02′N 15°15′E / 41.033333°N 15.25°E41.033333; 15.25 (Vallata)
Altitudine870 m s.l.m.
Superficie47,91 km²
Abitanti2 604[1] (31-1-2021)
Densità54,35 ab./km²
FrazioniSferracavallo
Comuni confinantiBisaccia, Carife, Guardia Lombardi, Scampitella, Trevico
Altre informazioni
Cod. postale83059
Prefisso0827
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064114
Cod. catastaleL589
TargaAV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona E, 2 651 GG[3]
Nome abitantivallatesi
Patronosan Bartolomeo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vallata
Vallata
Vallata – Mappa
Il comune di Vallata all'interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale

Vallata (Vaddàta in dialetto vallatese) è un comune italiano di 2 604 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata nell'Appennino Campano, il centro abitato di Vallata sorge su una collina a 870 metri di altitudine, a cavallo tra la valle dell'Ufita e la valle del Calaggio nel territorio della Baronia.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Facente parte del distretto sismico dell'Irpinia, Vallata ha risentito dei diversi terremoti che hanno colpito il territorio nel corso dei decenni, come il terremoto del 1962 e quello del 1980, gli ultimi in ordine di tempo.

Altre informazioni geografiche[modifica | modifica wikitesto]

Vallata, con circa 302 ettari di territorio, ricade all'interno della zona di protezione speciale dei Boschi e Sorgenti della Baronia, da cui si è sviluppato il relativo parco urbano intercomunale Boschi, sorgenti e geositi della Baronia.[4]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo il toponimo del paese, sono presenti due ipotesi: una prima riguarda la posizione geografica del centro abitato, che si sviluppa su una collina a cavallo tra due valli[5]; secondo l'altra ipotesi, il nome del paese deriverebbe dalla posizione dei primi insediamenti, che si svilupparono nella parte bassa dell'attuale centro abitato[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune notizie di un insediamento denominato Vallata risalgono al Medioevo: sono stati ritrovati documenti in cui si fa riferimento a un tal "Ruggero da Vallata" nel 1111. Resti della cinta muraria testimoniano l'antica fondazione dell'insediamento. Alcuni reperti di recenti scavi, tuttavia, testimonierebbero la presenza di un insediamento già in età preistorica.

Nell'Ottocento il comune fece parte del circondario di Castelbaronia ricadente nel distretto di Ariano nell'ambito del principato Ultra all'interno del regno delle Due Sicilie. In epoca postunitaria Vallata fu parte del mandamento di Castelbaronia nell'ambito del circondario di Ariano di Puglia all'interno della provincia di Avellino.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Vallata è costituito da una palma di alloro contenente inferiormente due frecce, due spighe di frumento e tre fiori racchiusi in una forma ovoidale.[7]

Il gonfalone è costituito da una corona turrita richiamata in filato dorato con chiaroscuri in seta con palma di alloro e quercia nella parte inferiore ricamata in seta sfumata con bacche in oro. [8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa madre è collocata nel centro storico di Vallata ed è dedicata al santo patrono Bartolomeo Apostolo: risalente all'anno Mille, secondo alcune ipotesi, è stata più volte ricostruita nei secoli a causa dei vari terremoti che hanno colpito il paese. L'interno si presenta con tre navate, di cui una laterale è interrotta dalla base del campanile, in stile romanico e con soffitto ligneo; al di sopra del maestoso altare maggiore è presente un'enorme tela raffigurante il martirio di San Bartolomeo, opera attribuita a Lanfranco, così come la statua del santo venerata nella stessa chiesa. L'altare del presbiterio è costituito da pezzi del vecchio altare; l'elemento più prezioso è, sicuramente, il sarcofago marmoreo su cui è presente un medaglione marmoreo del '700 di arte napoletana che raffigura il santo patrono. La facciata è caratterizzata da un artistico portale in pietra e da un grande rosone dal diametro di circa 3 metri raffigurante la Vergine Maria.[9]

Chiesa di San Vito[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Vito si trova all'estremità sud del centro abitato ed è stata edificata presumibilmente tra il XIII e il XV secolo con pietre e calce. L'altare maggiore della cappella, in cui è custodita la statua del santo a busto intero, invece, è stato realizzato nel 1777, come riportato alla base, mentre gli altari laterali, dedicati a San Gaetano e Sant'Andrea, sono stati costruiti nel 1793. L'attuale aspetto della chiesa è dato da alcuni interventi di ristrutturazione fatti a partire dagli anni Novanta, che hanno permesso anche di riportare alla luce il rivestimento in pietre della struttura. Secondo la tradizione, la statua custodita nella cappella non viene mai portata in processione per paura che il santo si rivolti contro con una tempesta di pietre: per questo motivo, durante la processione, viene portata una statua a mezzo busto custodita nella chiesa madre.[10]

Chiesa di Santa Maria[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria venne costruita agli inizi degli anni Trenta del Novecento sull'omonimo colle, a circa 950 metri slm, per volontà popolare, a seguito del ritrovamento sulla collina di alcuni reperti preziosi, tra cui un crocifisso e un quadro raffigurante la Madonna, entrambi risalenti al XV secolo, seguendo le indicazioni fornite da un certo Giovanni Antonio Crincoli, che le ricevette in sogno, secondo la tradizione, dalla Vergine stessa. Nei decenni successivi l'edificio è andato incontro a un rapido declino e rimanendo in uno stato di abbandono per i diversi anni; solo a partire dalla fine degli anni Novanta, grazie all'impegno di un comitato cittadino, cominciarono i lavori di ricostruzione e restauro della chiesa, finanziati totalmente dai cittadini tramite gli eventi che si tengono nel mese di Agosto sulla collina, come sagre ed eventi musicali.[11]

All'interno della chiesa viene venerata una statua lignea della Vergine recentemente restaurata.

  • Fontana delle Festole, antica fonte in pietra, sorge alle pendici del monte Santo Stefano ed è raggiungibile a piedi dal centro.
  • "Battaglia del Chianchione", dipinto di Alfonso Cipollini, esposto nella sala del consiglio comunale.
  • Belvedere di San Rocco: piazza posta a circa 900 metri slm, da cui si gode il panorama sul monte Santo Stefano e la valle dell'Ufita.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla lingua italiana, a Vallata è in uso una varietà del dialetto irpino.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune appartiene alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune di Vallata sono presenti l'istituto comprensivo "Giovanni Pascoli", formato dalla scuola materna, dalla scuola primaria, dalla scuola secondaria di I grado e altre sedi staccate nei comuni limitrofi, e l'istituto di istruzione superiore "Enrico Fermi": nato nel 1963 e autonomo dal 1970, è formato dagli indirizzi di Liceo Scientifico, CAT (Costruzione, ambiente e territorio) e AFM (Amministrazione, finanza e marketing), insieme al Liceo Sportivo, con sede nel comune di Sturno, e all'ITI, con sede nel comune di Bisaccia. L'istituto superiore ha sede in un moderno campus di 18.000 mq situato in via Fontana: questo fu costruito a seguito del terremoto del 1980 e fu donato dagli Stati Uniti di America alla comunità di Vallata.[13]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il prodotto tipico del paese è il caciocavallo, un formaggio vaccino a denominazione di origine protetta di forma ovale o tronco-conica con testina o senza.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

È il centro più popoloso della Baronia, sub-regione storica dell'Irpinia.

Mappa della Baronia

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del comune è basata prevalentemente sull'agricoltura (grano, prodotti caseari, vino, olio) e sul commercio (il mercato settimanale del giovedì è uno dei più grandi della Baronia). A partire dalla fine del XX secolo è stata sfruttata la caratteristica ventosità dell'altopiano del Formicoso in cui è insediato un ampio parco eolico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato è attraversato dalla ex SS 91 bis, ora strada provinciale, dove confluiva nella ex SS 91 della Valle del Sele. Vallata è servita dall'omonimo casello autostradale dell'A16 Napoli-Bari in località Maggiano-Santa Lucia: dista circa 6 km dal centro abitato.

Tracciato dell'autostrada A16

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1978 Branca Angelo PCI-PSI-lista civica Sindaco
1978 1980 Palumbo Giuseppe Vito PCI-PSI-lista civica Sindaco
1980 1985 Pavese Pasquale DC Sindaco
1985 1986 Tarchini Camillo DC Sindaco
1986 1990 Toto Michelangelo DC Sindaco
1990 1999 Zamarra Pasquale lista civica Sindaco
1999 2009 Casarella Carmine Michele lista civica Sindaco
2009 2012 Zamarra Francescantonio lista civica Sindaco
2012 2013 Troisi Vincenzo nessuno Commissario prefettizio
2013 in carica Leone Giuseppe lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della comunità montana dell'Ufita.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni a Vallata ci sono state diverse realtà calcistiche: il livello più alto è stato raggiunto tra il 1994 e il 1996 con la Polisportiva Vallatese, che militò nel campionato di Promozione Campania per due stagioni consecutive. Attualmente il paese è rappresentata dalla ASCD Vallatese[14], ereditaria della vecchia squadra, fondata nel 2013 e militante nel campionato di Prima Categoria Campania nella stagione 2020-2021[15].

Strutture sportive[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio comunale ''San Vito''
  • Campi sportivi località ''Spannitoio'' (campi regolamentari di tennis e calcio a 5)
  • Centro sportivo ''Santa Lucia'' - località Santa Lucia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Parco urbano intercomunale di interesse regionale boschi, sorgenti e geositi della Baronia., su www.parcobaronia.it. URL consultato il 18 maggio 2021.
  5. ^ Prima ipotesi - vallata.org, su vallata.org.
  6. ^ Seconda ipotesi - vallata.org, su vallata.org.
  7. ^ Statuto del comune di Vallata (PDF), su dait.interno.gov.it.
  8. ^ Statuto del comune di Vallata (PDF), su dait.interno.gov.it.
  9. ^ Vallata una voce indipendente, notizie storiche,novita` e curiosita`., su www.vallata.org. URL consultato il 19 maggio 2021.
  10. ^ Culto di San Vito, su vallata.org.
  11. ^ Luigi De Paola, Storia di Santa Maria di Vallata, su vallata.org.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ INDIRIZZI DI STUDIO - www.istitutosuperiorefermi.edu.it, su www.istitutosuperiorefermi.edu.it. URL consultato il 15 novembre 2020.
  14. ^ ASCD Vallatese, su tuttocampo.it.
  15. ^ Prima Categoria Campania - Girone C, su tuttocampo.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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