Carife
| Carife comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Antonio Manzi (lista civica Impegno comune per Carife) dal 27-5-2019 (2º mandato dal 9-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°01′38″N 15°12′35″E |
| Altitudine | 740 m s.l.m. |
| Superficie | 16,72 km² |
| Abitanti | 1 238[1] (31-10-2025) |
| Densità | 74,04 ab./km² |
| Frazioni | Ariacchino, Ciaruolo, Piano Lagnetta, San Martino, Santo Leo, Serra Di Fusco, Fiumara |
| Comuni confinanti | Castel Baronia, Frigento, Guardia Lombardi, San Nicola Baronia, Sturno, Trevico, Vallata |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 83040 |
| Prefisso | 0827 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 064019 |
| Cod. catastale | B776 |
| Targa | AV |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 324 GG[3] |
| Nome abitanti | carifani |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Carife (Carìfë in dialetto irpino[4]) è un comune italiano di 1 238 abitanti[1] della provincia di Avellino in Campania.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il paese è situato in Irpinia, nel cuore della Baronia, a 740 m s.l.m. su di un colle alle falde del contrafforte di Trevico, in posizione dominante sull'intera valle dell'Ufita.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il toponimo è di origine pre-romana e si ricollega a numerose altre forme simili (Callifae, Corifa-, Codifla-) attestate in ambito osco-umbro.[5]
In epoca pre-romana il territorio era infatti abitato da popolazioni sannitiche, come attestato dai copiosi reperti rinvenuti nell'area archeologica di Carife, una delle più importanti dell'Irpinia.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso dei secoli il comune fu assoggettato alla baronia di Vico e ripetutamente danneggiato da diversi eventi sismici, specialmente dal terremoto dell'Irpinia del 1732.[6]
Nell'Ottocento il comune fece parte del circondario di Castelbaronia ricadente nel distretto di Ariano nell'ambito del principato Ultra all'interno del regno delle Due Sicilie. In epoca postunitaria Carife fu parte del mandamento di Castelbaronia nell'ambito del circondario di Ariano di Puglia all'interno della provincia di Avellino.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa Madre di San Giovanni Battista: l'edificio di origine medievale subì diversi rifacimenti legati ai diversi eventi sismici. Completamente distrutta dal sisma del 1732 venne ricostruita, la riapertura al culto del 1754 è testimoniata dalla data riportata sullo stemma del portale barocco. La ricostruzione con facciata a capanna con un portale barocco in pietra, finestrone centrale e lesene laterali e pianta a croce latina ad unica navata sembra attribuibile alla scuola del Vanvitelli.[7] All'interno si trova un reliquiario di origine spagnola con una reliquia del legno della Croce giunto a Carife tramite un dono fatto dai Borboni ai marchesi Capobianco, un grande crocifisso ligneo datato 1757 e un polittico della Madonna del Rosario risalente al 1585 opera della scuola di Andrea Sabatini da Salerno.[8]
- Convento di San Francesco o della Madonna delle Grazie.
- Chiesa dell'Addolorata. Risale al 1770.
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]- Palazzo Marchesale: Nel 1646 il feudo di Carife fu venduto dal barone Carlo Vecchione per 17.400 ducati a Laura Ciaccio di Cosenza, vedova di Giovanni Francesco Capobianco. Tre anni dopo fu donato al figlio primogenito, Antonio Capobianco, avvocato fiscale della Gran Corte della Vicaria insignito nel 1677 del titolo di marchese di Carife da Carlo II di Spagna che si trasferì a Carife dove fece costruire il vecchio Palazzo Marchesale nell'antico Rione dei Fossi che venne distrutto dal sisma del 1732.[9] Il palazzo attuale fu ricostruito utilizzandola tecnica alsaziana alternando travi orizzontali e verticali per dare maggiore stabilità alla struttura. L'ingresso del palazzo è tramite un portale ad arco con bugnato rustico da cui si accede ad un ampio cortile interno con pavimento in ciottoli e cotto. Caratteristiche seicentesche si sono conservate nelle varie sale.
Siti archeologici
[modifica | modifica wikitesto]- Area archeologica di Carife. Tutto il territorio comunale è stato oggetto di scavi e ritrovamenti archeologici; in particolare in località Addolorata, nei pressi della chiesa omonima, si trova un importante sito archeologico, in cui sono state rinvenute le tombe sannitiche che componevano la necropoli irpina, resti di attrezzi risalenti al neolitico e vari monili.[10]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[13]

Carife è in costante declino demografico, sin dal primo dopoguerra. Il tasso di natalità si attesta al 9‰ (tasso regionale 11,1‰; tasso nazionale 9,5‰) nel 2009 i nati sono stati 14, i morti 23 con un saldo naturale di -9. Il saldo migratorio è stato -10.
Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 31 dicembre 2010 risultavano residenti nel territorio di Carife 28 cittadini stranieri, pari all'1,83% della popolazione comunale.
Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]Accanto alla lingua italiana, a Carife è in uso una varietà del dialetto irpino.
Religione
[modifica | modifica wikitesto]Il comune appartiene alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Il museo archeologico di Carife raccoglie reperti e manufatti di epoca sannitica provenienti dalle vaste necropoli ricomprese nella vicina area archeologica.[14]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Altre informazioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]Il comune fa parte della Comunità montana dell'Ufita.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 143, ISBN 88-11-30500-4.
- ↑ (DE) Journal of Name Research, vol. 15-16, R. Oldenbourg, 1939, p. 40.
- ↑ Terremoto del 1732: Irpinia, su Eventi estremi e disastri. URL consultato il 19 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2017).
- ↑ Collegiata di San Giovanni Battista di Carife, su sistemairpinia.provincia.avellino.it. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ La chiesa collegiata di San Giovanni Battista di Carife, su carife.eu. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Il palazzo Marchesale di Carife, su carife.eu. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ storia, su irpinia.info, 5 marzo 2016. URL consultato il 7 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ www.irpinia.info, Carife, La storia di Carife, su www.irpinia.info. URL consultato il 7 agosto 2025.
- ↑ Valli dell'ufita e del miscano - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 7 agosto 2025.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Carife, le memorie sannitiche hanno il loro museo, su In terris. URL consultato il 15 gennaio 2019.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Carife
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Comune di Carife, su comune.carife.av.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 236625214 · GND (DE) 7705725-9 |
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