Trevico

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Trevico
comune
Trevico – Stemma
Trevico – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
SindacoNicolino Rossi (Un'altra storia - Trevico in movimento) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate41°03′N 15°14′E / 41.05°N 15.233333°E41.05; 15.233333 (Trevico)Coordinate: 41°03′N 15°14′E / 41.05°N 15.233333°E41.05; 15.233333 (Trevico)
Altitudine1 094 m s.l.m.
Superficie11 km²
Abitanti953
Densità86,64 ab./km²
FrazioniCaprareccia, Farullo, Molini, Santa Lucia, Santa Marena, San Vito, Vecito
Comuni confinantiCarife, Castel Baronia, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Scampitella, Vallata, Vallesaccarda
Altre informazioni
Cod. postale83058
Prefisso0827
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064112
Cod. catastaleL399
TargaAV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona F, 3 445 GG[1]
Nome abitantitrevicani
Patronosant'Euplio
Giorno festivo12 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trevico
Trevico
Sito istituzionale
Posizione del comune all'interno della provincia di Avellino

Trevico è un comune italiano di 953 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

È il comune della regione posto alla maggior altitudine, nonché l'unico con la sede comunale situata oltre i 1.000 m s.l.m.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato nell'Appennino campano, Trevico è il paese più antico e più alto della Baronia. Ribattezzato "il balcone dell'Irpinia", con i suoi 1094 metri di altitudine è anche il comune più elevato dell'intera regione.

Dal centro storico la visuale è assai ampia, tanto sulla vicina valle dell'Ufita quanto verso il Tavoliere delle Puglie; è inoltre possibile scorgere alcune parti di 6 delle 20 regioni italiane. Le pendici del rilievo su cui sorge Trevico sono rivestite da fitti castagneti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Trevico.

A causa dell'altitudine il clima si presenta rigido e ventoso d'inverno ma assai fresco d'estate. A differenza che nel resto dell'Irpinia, ma analogamente alla vicina Puglia, le precipitazioni sono relativamente scarse.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Trivicum è attestato fin dall'epoca romana, sebbene nel Medioevo venisse preferita la forma abbreviata Vicum[2]. In quanto all'etimologia vi sono due diverse spiegazioni. Secondo una prima ipotesi, si chiama così perché formato anticamente dall'unione di tre borghi (vici in latino). Una teoria alternativa vorrebbe che il nome Trevico derivi dal culto della Dea Trivia (altro nome di Diana) cui era dedicato, proprio su quel monte, un tempio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Benché attestato fin dall'epoca romana, il centro urbano di Trevico sorse nell'alto Medioevo. Quasi tutti i comuni della Baronia erano in origine casali di Trevico, che nel Medioevo era detta semplicemente Vicum.[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Dedicata a Santa Maria Assunta, fu edificata fra il V e il VI secolo, con pianta a croce greca. Tuttavia nel XI secolo, allorquando Trevico fu eretta a sede vescovile, l'edificio fu profondamente modificato tanto che l'ingresso principale venne ricavato nel corpo del campanile. Ingrandita nel Cinquecento, venne gravemente lesionata durante il.terremoto del 1694 e poi nuovamente a causa del sisma del 1702. Dopo lunghi lavori di ristrutturazione, patì gravi danni per effetto del terremoto del 1732. Rimodernata a fine Ottocento, venne ancora una volta danneggiata dal terremoto dell'Irpinia del 1980, cui seguì l'ennesimo restauro. Dichiarata monumento nazionale, custodisce le reliquie di Sant'Euplio e della martire palermitana Santa Rosalia.[3]

Cripta[modifica | modifica wikitesto]

Situata nei sotterranei della Cattedrale, ma provvista di ingresso autonomo, è di origine assai antica (il portale in stile gotico porta la data del 1409). A seguito di restauri eseguiti nel XX secolo, furono rinvenuti un altare sacrificale, due statue lignee della Madonna della Libera, tracce di affreschi (forse realizzati da allievi napoletani di Giotto) oltre a statue e dipinti antichi. La cripta è fornita di una serie di lucernari e orientata in modo tale da consentire l'illuminazione naturale.[4].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Trevico si ergeva sul punto più alto del paese, in posizione ottimale per la difesa. Già esistente all'epoca della dominazione normanna, quando vi risiedeva Gradilone signore di Trevico e della Baronia, il castello divenne poi la dimora dei feudatari locali. Progressivamente abbandonato a partire dal XV-XVI secolo, cadde rapidamente in rovina. Di esso rimangono soltanto alcune cortine murarie munite di finestroni e i resti di una torre in stile aragonese.[5]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Scola[modifica | modifica wikitesto]

È questa la casa in cui il regista Ettore Scola nacque (nel 1931) e trascorse la prima infanzia. Ubicato fra i vicoli del centro storico in posizione assai panoramica, conserva molti degli elementi stilistici e decorativi originari. Ristrutturato dopo i danni patiti a seguito del sisma del 1980, nel 2003 venne donato dalla famiglia Scola al comune di Trevico[6]. Pur avendo risieduto stabilmente a Roma, Ettore Scola mantenne sempre legami molto stretti con il borgo d'origine, il cui nome compare anche nel titolo di un film ("Trevico-Torino - Viaggio nel Fiat-Nam", girato nel 1973).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 risultano residenti nel territorio di Trevico 23 cittadini stranieri, pari al 2,12% della popolazione comunale.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla lingua italiana, a Trevico è in uso una varietà del dialetto irpino.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Trevico, attestata fin dal 1058, si estendeva su tutta la Baronia. La sede vescovile venne però soppressa nel 1818 e aggregata a Lacedonia. Dal 1986 Trevico fa parte della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro cittadino, situato sulla vetta del monte di Trevico, accoglie solo una parte della popolazione residente. Una parte cospicua risiede invece nelle frazioni ubicate lungo il versante nord, a mezza costa. Tra le frazioni più notevoli si citano Molini, Caprareccia, Farullo e Lungarella.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le attività agro-silvo-pastorali sono alla base dell'economia locale. I principali prodotti tipici, quali la castagna di Trevico, la patata della Baronia e il prosciutto di Trevico si fregiano del marchio PAT (prodotto agroalimentare tradizionale) rilasciato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.[8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 23 aprile 1995 Giuseppe Zamarra Democrazia Cristiana Sindaco
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Rosario Rossi Partito Popolare Italiano Sindaco
13 giugno 1999 12 giugno 2004 Giuseppe Antonio Solimine Partito Popolare Italiano
La Margherita
Sindaco
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Giuseppe Antonio Solimine La Margherita
Partito Democratico
Sindaco
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Antonio Picari Lista civica Sindaco
25 maggio 2014 in carica Nicolino Rossi Lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana dell'Ufita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN130438031
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