Stretto di Barba

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41°02′22.2″N 14°46′31.44″E / 41.0395°N 14.7754°E41.0395; 14.7754

Stretto di Barba

Lo stretto di Barba è una gola ubicata sul confine tra il comune di Ceppaloni in provincia di Benevento e il comune di Chianche in provincia di Avellino che si è originata grazie all'azione erosiva provocata delle acque del fiume Sabato.

Barba, Frazione di Ceppaloni (Bn)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Barba (Balbae) è citato per la prima volta in un documento del 1132. Al 1272 risale invece il riferimento allo strictum Balbe. Il significato etimologico del toponimo Valva o Balba, divenuta Barba nel XVIII secolo, è chiaramente riconducibile alle valve di una conchiglia e ciò per l'aspetto della gola dalle ripide pareti rocciose. Più a monte, sul versante di sinistra sorgeva un tempo Balba, un antico abitato munito di un castello che dominava il sottostante stretto[1].

Costeggiava lo stretto di Barba un'antica strada romana che conduceva da Benevento a Salerno, passando per Avellino e che nel Medioevo fu detta via ''Antiqua Maiore''.

Lo stretto era attraversato dall'antico ponte dell'Acquedotto romano Avellino-Benevento[2]. Nel XVIII secolo sugli antichi piloni del ponte romano vi era appoggiato un ponte in legno[3]. Attualmente si trova un moderno ponte su cui passa la strada statale 88 dei Due Principati.

Il luogo delle streghe[modifica | modifica wikitesto]

Una versione della leggenda delle streghe di Benevento pone presso lo stretto di Barba il luogo ove si trovava il noce di Benevento, sotto il quale le streghe praticavano i loro riti. Secondo il Piperno, invece, il noce si trovava a due miglia da Benevento, presso la località detta di S. Colomba, sempre vicino al fiume Sabato. Tali leggende affondano le loro radici nei rituali che compivano i longobardi sotto un albero sacro che poi secondo la tradizione venne sradicato da san Barbato vescovo di Benevento[4][5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, Ceppaloni, 2011, p. 241 e sgg.
  2. ^ Renata Catalano, Acque e acquedotti romani, Napoli, 2003, p. 141 e sgg.
  3. ^ Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, Ceppaloni, 2011, p. 241 e sgg.
  4. ^ Pietro Piperno, De Nuce Maga Beneventana, Napoli, 1635
  5. ^ Alberto Abbuonandi, Le streghe di Benevento, ed. C.EDI.M, Milano 1988

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, ed. Pro Loco di Ceppaloni, 2011. ISBN 978-88-906209-0-4.