Parco del Monviso

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Parco del Monviso
IL MONVISO RIFLESSO NEL LAGO.jpg
Tipo di areaParco regionale
StatiItalia Italia
RegioniPiemonte Piemonte
ProvinceCuneo Cuneo
ComuniCrissolo, Oncino, Pontechianale, Casteldelfino
Superficie a terra8950,48 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 19/09, L.R 19/2015
GestoreEnte di gestione delle aree protette del Monviso
PresidenteGianfranco Marengo
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 44°38′35.88″N 7°07′37.92″E / 44.6433°N 7.1272°E44.6433; 7.1272

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Gnome-globe.svg Riserva della biosfera
Monviso
(EN) Monviso
Riconosciuto dal2013

Il parco del Monviso è un'area naturale protetta; occupa 8.950,48 ettari di territorio e si estende attorno al Monviso a cavallo fra la Valle Po e la Valle Varaita. È stato istituito nel 2016.[1] ed è situato all'interno della riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso (MaB Unesco).

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

L'Ente di gestione delle aree protette del Monviso, oltre al parco del Monviso gestisce sette aree classificate "riserva naturale" e alcuni siti della Rete Natura 2000

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il parco del Monviso è stato istituito il 1º gennaio 2016 con legge regionale della Regione Piemonte.

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

Sede operativa[modifica | modifica wikitesto]

via Griselda, 8 - 12037 Saluzzo (CN)

  • Tel. 0175/46505
  • Fax 0175/43710

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

In alta montagna, dove le condizioni di vita sono più difficili, vivono gli animali più grandi del parco. Pensiamo allo stambecco, relitto dell'epoca glaciale quando occupava territori ben più ampi, ora confinato nelle aree più fredde e, a quote appena inferiori. L'arvicola ed il toporagno regnano un po' ovunque nelle praterie d'alta quota, grazie anche alla disponibilità alimentare costituita dagli insetti. Ai piedi delle pareti e nei cumuli detritici regna l'ermellino e la lepre variabile. Dove c'è erba infine vive la marmotta ed il camoscio.

Nella prima importante formazione arborea, la lariceta, al limite dei 1500 m s.l.m., vivono i caprioli e, di recente reintroduzione, i cervi. È abbastanza frequente incontrare lo scoiattolo rosso, meno facile scoprire il ghiro, date le sue abitudini notturne. Scendendo di quota, alla lariceta si sostituisce lentamente la faggeta ed il bosco misto di latifoglie: vive qui il cinghiale, specie in larga parte non pura, "viziata" da immissioni a scopo venatorio, è ancora presente il capriolo e compare il tasso.

Nel tratto di pianura, oltre alla volpe, alla faina ed alla donnola, si trovano sporadicamente il cinghiale ed il capriolo, giunti dalla montagna lungo le rive del fiume. Preoccupante la presenza dello scoiattolo grigio, specie alloctona in espansione.

A quote elevate si trova l'Aquila reale, il più grande rappresentante dell'avifauna del Parco e, nascosta tra le rocce e nella neve, ben protetta dal suo "abito" variabile, vive la Pernice bianca, scura in estate e candida in inverno. Sulle pareti rocciose nidificano il gracchio alpino, il più raro gracchio corallino ed il raro picchio muraiolo. Nidificano qui anche il fringuello alpino ed il sordone. Nelle praterie d'alta quota la disponibilità alimentare costituita dagli insetti richiama gli uccelli migratori, dallo stiaccino al culbianco all'averla piccola. Non lontano nidificano il fanello, il Codirosso spazzacamino, presente per altro anche a quote molto più basse e lo spionciello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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