Lattanzio Querena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lattanzio Querena - autoritratto

Lattanzio Querena (Clusone, 1º novembre 1768Venezia, 10 luglio 1853) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giuseppe e Maria Carpinoni, apprese i primi insegnamenti artistici dal nonno materno, e grazie ad una borsa di studio istituita dalla famiglia Fanzago, poté recarsi a Verona alla scuola di Saverio Dalla Rosa e successivamente a Venezia dove studiò all'accademia delle arti da Domenico Maggiotto[1][2].

Lattanzio Querena ritratto della moglie Giovanna Baldissini Querena

A Venezia realizzò il cartone per il mosaico del Cristo in Gloria e Giudizio finale per la lunetta posta sopra l'ingresso principale della Basilica di San Marco[3], realizzato nel 1838 dal mosaicista Liborio Calandrie per la Chiesa di San Giobbe il dipinto Teofania di san Giobbe.

Chapel of Mary Magdalene - The Deposition of Christ by Lattanzio Querena

Fece ritorno a Bergamo, quindi, dopo un soggiorno a Torino, si stabilì a Brescia dove trascorse gran parte della sua vita.

Legato alla tradizione veneta del Settecento, fu però influenzato anche dal neoclassicismo. I suoi lavori riguardano principalmente soggetti sacri e ritratti. Di particolare interesse è l'ancora di San Carlo Borromeo e San Luigi Gonzaga per la chiesa di Sant'Antonio a Schilpario dove si dice che avesse usato i colori della Conchetta località dell'alta Val Seriana, sua terra d'origine[4]. Un'altra importante opera a lui attribuita è il grande dipinto La cacciata dei profanatori dal tempio (330x540 cm) che ora si trova presso la chiesa di san Luigi di Clusone, suo paese natale. Nella chiesa parrocchiale di s. Alessandro Martire in Cortenuova (Bg) è presente la tela "Gesù Cristo crocifisso con la Madonna e San Carlo Borromeo" realizzata nel primo quarto del XIX sec. Del 1837 sono i medaglioni affrescati sul presbiterio della Chiesa di san Giorgio di Ardesio[5].

Anche il figlio Luigi fu un artista affermato.

Una figlia sposò il pittore Antonio Rotta (1828-1903) il cui figlio Silvio Giulio Rotta (1853-1913) intraprese con successo la carriera del padre, dello zio e del nonno materno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jole Carnemolla, QUERENA, Lattanzio, Enciclopedia Treccani, 1935. URL consultato il 4 giugno 2017.
  2. ^ Lattanzio Querena, Scalve.it. URL consultato il 4 giugno 2017.
  3. ^ Associazione ex allievi esperia, http://exallievi.itispaleocapa.it/riviste-annuali/indice-2007/artisti-bergamaschi-a-venezia/. URL consultato il 4 giugno 2017.
  4. ^ Chiesa di sant'Antonio da Padova, Schilpaio.it. URL consultato il 4 giugno 2017.
  5. ^ la Parrocchia di Ardesio, Vivi Ardesio. URL consultato il 9 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanna Brambilla Ranise e Paolo Plebani (a cura di), Lattanzio Querena e l'autunno del Neoclassicismo, Comune di Clusone, 2004.
  • Nicola Morali, Giacomo Scandella, Santa Maria Assunta di Clusone storia e arte, Ferrari editrice, 2005, pp. 187-191.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie