Basilica di Santa Maria Assunta (Clusone)

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Basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista
Clusone basilica santa maria esterno.jpg
Esterno con il portico e il sagrato
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Clusone-Stemma.png Clusone
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Diocesi di Bergamo
Architetto Giovan Battista Quadrio
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1688
Completamento 1698
Sito web Sito della parrocchia

Coordinate: 45°53′29.5″N 9°56′55.5″E / 45.891528°N 9.94875°E45.891528; 9.94875

La basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista è il principale luogo di culto cattolico di Clusone, in provincia di Bergamo, dal 6 luglio 1711 basilica minore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista a Clusone è sorta, secondo la tradizione, sulle rovine di un antico tempio romano dedicato alla dea Diana così come tramandato da Bernardino Baldi (1613-1684)[1].Clusone fin dal VIII secolo venne scelto per ospitare l'ecclesia della Pieve a cui tutta l'alta valle faceva riferimento [2]. Il primo documento a testimonianza della presenza di questa chiesa è un Testamento redatto da Aucunda figlia di Stabile databile tra l'828 e l'837, che nomina tra i beni patrimoniali la Chiesa di Santa Maria in Clisione[3]

Non si conosce quale fosse la struttura della chiesa primitiva edificata nel IX secolo e poi riedificata nel XIII secolo, anche se la visita Pastorale di S.Carlo Borromeo del 25 novembre 1575, ce la descrive ad una sola navata, con soffitto in legno consunto, sostenuto da tre archi a sesto acuto, più piccola dell'attuale di 30 metri, dotata di tre porte meridionali e una principale ad occidente; a sud-est vi era il campanile e vi erano 13 altari oltre il maggiore dove vi era la statua lignea della Vergine Assunta[4]. Fu l'arciprete Ghirardelli ad avviare nel 1659 la costruzione di una nuova chiesa, essendo l'antica pieve troppo rovinata e impossibile da ristrutturare, e fu proprio l'eredità da lui lasciata alla fabbrica di una nuova chiesa, dopo la sua morte del 30 settembre 1686, a dare la decisione finale.[5] L'attuale venne costruita su disegno di Giovan Battista Quadrio,[6] architetto della Fabbrica del Duomo di Milano[7], tra il 1688 e il 1698 per ordine dell'arciprete Ventura Carrara di Bergamo [8]. Nel 1887 venne realizzata la nuova pavimentazione in marmo nero.

Venne consacrata il 6 luglio 1711 dal cardinal Pietro Priuli, vescovo di Bergamo con il titolo di S.Maria Assunta e S: Giovanni Battista. Venne elevata al rango di Basilica Minore da Papa Giovanni XXIII il 28 luglio 1961.

Il 30 luglio 2010 viene sostituito il vecchio portale in legno con uno in bronzo realizzato con una tecnica di un'unica colata, opera di Mario Toffetti, rappresentante alcuni episodi della vita di San Giovanni Battista: la predicazione del Santo, la profetizzazione dell'arrivo dell'Agnello di Dio, la visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta, la vocazione del Battista, il battesimo di Gesù, l'arresto, la decapitazione [9].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Misure e dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Parametro Misura
Lunghezza 50,20 m
Larghezza 18,20 m
Altezza 20,30 m

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del sagrato e del portico

La basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista sorge nel centro dell'abitato di Clusone.

L'esterno dell'edificio di culto è caratterizzato dal portico,iniziato nel 1894 su progetto di Virginio Munzio[10], posto lungo la fiancata destra della chiesa e preceduto dall'ampio sagrato. Quest'ultimo è rialzato ed è cinto da una balaustra decorata con alte statue marmoree di quattro evangelisti scolpite da Angelo Magnonisu modello inlegno degli scultori Rovida di Rovetta e Sozzi di Catione. Nel 1938 vennero poste sulla treabezione le statue di Sant'Alberto da Villa d'Ogna, Santo Gregorio Barbarigo e dell'Assunta opere di Giovanni Avogadri, quest'ultima caduta e rovinata viene sostituita nel 1991 con una opera di Verdi[11]- Il piazzale è raccordato a via Pier Antonio Brasi, che si trova ad una quota inferiore, tramite tre scalinate, due frontali ed una laterale; la scalinata di sinistra è caratterizzata da un andamento curvilineo.[12]

Il portico è coperto con volta a crociera e si compone di cinque campate centrali e due avancorpi alle estremità. Questi ultimi e la campata di mezzo sono costituiti da un arco a tutto sesto poggiante su semipilastri ionici e affiancato da due lesene composite; le restanti quattro campate si aprono sull'esterno con una bifora ciascuna sorretta al centro da una colonne ionica liscia. Sotto il portico vi sono tre portali.

La facciata della chiesa è leggermente a salienti ed è priva di particolari decorazioni. Al centro, in alto, vi è un finestrone rettangolare mentre, in basso, si apre il portale.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno

L'interno della basilica è costituito da un'unica navata lungo la quale si aprono otto cappelle laterali delimitate da archi ribassati poggianti su colonne corinzie alte 8,30 metri ciascuna. La navata termina con una profonda abside semicircolare

Navata[modifica | modifica wikitesto]

La volta nella navata, che è a crociera, e quella dell'abside, che è a botte lunettata, sono state affrescate da Bernardo Brignoli. Sono invece di Antonio Cifrondi le tele delle medaglie, raffiguranti il Giudizio Universale, l'Incoronazione della Vergine, Angeli musicanti e Gesù nel Getsemani. Sempre del Cifrondi sono le due tele in controfacciata, raffiguranti il Battesimo di Gesù (a sinistra) e la Predicazione del Battista (a destra)[13]. La via Crucis, in rilievo, risale al 1909 ed è un'opera dello scultore di Treviolo Cesare Zonca[14].

Ai due lati dell'abside sono collocate, ciascuna entro la propria nicchia, due statue raffiguranti la Madonna del Rosario (1730), di Andrea Fantoni, e San Giuseppe (1870), di Gianmaria Benzoni.

Abside e presbiterio[modifica | modifica wikitesto]

L'altare maggiore venne disegnato da Andrea Fantoni e fu eseguito dai Corbarelli di Brescia,[15] che hanno realizzato le quadrature e gli intarsi marmorei, mentre ai Fantoni di Rovetta si devono la tribuna e le statue. Andrea Fantoni realizzò personalmente i due angeli laterali e il paliotto raffigurante il Trasporto dell'Arca dell'Alleanza ritraendosi tra i personaggi [16]. L'altare è anche ornato dalle statue della Fede, della Carità e della Fortezza; sulle colonne laterali, vi sono le statue di San Giovanni Battista e San Sebastiano.

Alle spalle dell'altare, vi è la pala che raffigura l'Assunzione di Maria. Essa è opera di Sebastiano Ricci e venne da lui dipinta tra il 1711 e il 1713[17]. Alla destra della pala si trova la Nascita di San Giovanni Battista, di Domenico Carpinoni[18], e, alla sua destra, il Martirio di San Giovanni Battista, di Andrea Vicentino[19].

Gli stalli lignei del coro, in radica, vennero realizzati da Domenico Visinoni e completati nel 1699 dalla bottega fantoniana.

Cappelle laterali[modifica | modifica wikitesto]

Prima cappella di destra

La prima cappella di destra è dedicata alla Natività di Gesù e il suo altare venne realizzato nel 1754 da Fantoni junior. La pala d'altare, di Gaspare Diziani, è affiancata dalle statue di Santo Stefano (1702) e di Sant'Antonio da Padova (1732), entrambe di scuola fantoniana[20]. Sulla parete di destra si trova la statua di San Valentino, di Antonio Cifrondi. Nella cappella è custodita una reliquia della Vera Croce.

Seconda cappella di destra

La seconda cappella di destra è dedicata ai defunti e il suo altare venne realizzato nel 1720[21] da Domenico Corbarelli con statue di Andrea Fantoni. La pala raffigura la Santissima Trinità con la Madonna, San Giuseppe e Sna Gregorio che intercedono per i defunti ed è opera di Domenico Carpinoni, alla quale si deve anche il dipinto sulla parete destra che raffigura San Carlo e Sant'Ambrogio in preghiera davanti alla Madonna di Loreto.

Terza cappella di destra

La terza cappella di destra è dedicata all'Angelo Custode. L'altare venne realizzato nel 1759 da Grazioso Fantoni e sostituiì quello del 1711 sempre della bottega fantoniana[22], mentre la pala è precedente e venne dipinta nel 1659 da Pietro Ricchi e raffigura la Vergine che appare a Santa Orsola con due sue monache e all'Angelo con il bambino; dietro il quadro, sono custodite le reliquie della basilica. Alla parete sinistra dell'altare è appesa la tela di Antonio Cifrondi con la Madonna e Sant'Antonio da Padova.

Quarta cappella di destra

La quarta cappella di destra è dedicata al Crocifisso e, sull'altare, realizzato nel 1698 da Andrea Fantoni, si trova un gruppo scultoreo in legno raffigurante San Gaetano e San Carlo in adorazione del Crocifisso, sormontato da un angelo con le insegne vescovili. A destra dell'altare si trova un quadro del XVIII secolo, di Domenico Caretti, con Maria Addolorata con le sette spade dei dolori che le trafiggono il cuore. A sinistra, invece, vi è un quadro con i Santi Filippo Benzi e Giuliana Falconieri.

Prima cappella di sinistra

La prima cappella di sinistra è dedicata alla Deposizione di Gesù ed era, un tempo, sede dei disciplini, l'altare è un assemblaggio dei marmi recuperati dalla demolizione del precedente[23]. Il paliotto dell'altare è decorato con le statue di San Cristoforo e San Rocco e del Redentore tra la Preghiera e la Penitenza, realizzate tra il 1725 e il 1730. Nell'ancona vi è la Deposizione di Gesù dalla Croce di Domenico Carpinoni, affiancata dalle statue di San Giorgio e del Beato Alberto da Villa d'Ogna. Sulla sinistra, vi è una tela di autore sconosciuto raffigurante Maria Maddalena che assiste alla risurrezione di Lazzaro.

Seconda cappella di sinistra

La seconda cappella di sinistra è dedicata a San Lorenzo e l'altare venne realizzato nel 1629 dalla bottega di Giovanni Antonio Carra su commissione della famiglia Gromelli. Esso è affiancato dalle statue lignee secentesche di San Rocco e Sant'Antonio Abatedi Giovanni Battista Torcelli di Chiari.

Terza cappella di sinistra

la cappella dedicata al Rosario come il suo altare opera dei Manni di Desenzano, dei Fantoni la statua di Giuditta che tiene nelle mani la spada e la testa di Oloferne e di Ester con lo scettro regale [24]

Quarta cappella di sinistra

dedicata a S. Antonio di Padova è opera della bottega di Antonio Carra, con le allegorie della Prudenzae della Giustizia messe a fianco dello stemma della famiglia Fogaccia. L'altare con la mensa posta su di un sarcofago sorretto da tre leoncini e da due putti, era destinato alla custodia delle reliquie di martiri[24].

Vasca battesimale

La Vasca Battesimale è collocata in fondo alla navata sinistra, è la parte più antica della chiesa risalente alla quattrocentesca chiesa Plebana. Formata da una tazza ottagonale posta su di un supporto a gambo di calice, lavorato a fogliame. Vi si trova l'effige di Santo Stefano, del Cristo Risorto, della Crocifissione, del Battesimo di Gesù, S. Giovanni, S. Pietro. S. Alessandro e di Maria Vergine con la scritta Virginis Instactae Fraternitas Inicium perché proprio dalla confraternità della Concezione fu finanziata[25]

Pulpito Confessionale

Il pulpito confessionale si trova a metà della navata di sinistra, opera di scuola fantoniana, realizzato in marmi policromi e sovrastato da un baldacchino in legno intarsiato e dorato; mentre i quattro telamoni furono eseguiti da Andrea Fantoni due anni prima della sua morte.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulle due cantorie dell'abside, entro delle casse lignee con prospetto a tre campate e mostra di canne di Principale, si trova l'organo a canne, costruito nel 1960 dai Fratelli Ruffatti e restaurato dagli stessi nel 1994[26]

La consolle, mobile indipendente, è situata nella navata, lungo la parete di sinistra, ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32 note. Lo strumento è a trasmissione elettronica ed ha un totale di 65 registri.

Di seguito, la disposizione fonica dell'organo:

Prima tastiera - Positivo espressivo
Principalino 8'
Principale 4'
Decimaquinta 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesimaseconda 1'
Ripieno 4 file 1'
Corno di notte 8'
Flauto 4'
Sesquialtera 2 file 2.2/3'
Clarino 8'
Unda maris 8'
Tremolo
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale I 8'
Principale II 8'
Ottava I 4'
Ottava II 4'
Duodecima 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Ripieno grave 4 file 2'
Ripieno acuto 5 file 1'
Flauto traverso 8'
Salicionale 8'
Flauto 4'
Cornetto 4 file 2.2/3'
Fagotto 16'
Tromba 8'
Trombina 4'
Voce umana 8'
Campane
Terza tastiera - Espressivo
Bordone 16'
Principale 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Cimbalo 5 file 1.1/3'
Bordone 8'
Viola d'amore 8'
Flauto a camino 4'
Nazardo 2.2/3'
Ottavino 2'
Terza 1.1/3'
Flagioletto 1'
Oboe d'amore 8'
Tromba armonica 8'
Voce celeste 2 file 8'
Campane
Tremolo
Pedale
Contrabbasso acustico 32'
Contrabbasso 16'
Principale 16'
Gran quinta 10.2/3'
Ottava 8'
Quinta 5.1/3'
Ottava 4'
Ripieno 5 file 2.2/3'
Subbasso 16'
Bordone 16'
Principale 8'
Bordone 8'
Flauto 4'
Bombarda 16'
Fagotto 16'
Fagotto 8'
Tromba armonica 8'
Clarone 4'
Campane

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Pagnoni, Le chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo. Appunti di storia e di arte, Bergamo, Edizione Il Conventino, 1974.
  • Nicola Morali,Giacomo Scandella, Santa Maria Assunta di Clusone storia e arte, Ferrari editrice, 2005.
  • L'organo della basilica di Clusone: la storia, i restauri, il valore del prezioso strumento, Parrocchia di Clusone, 1995.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morali Scandella, p.15
  2. ^ Morali Scandella, p.18
  3. ^ Morali Scandella, p.27
  4. ^ Morali Scandella, p.39-40
  5. ^ Morali Scandella, p.57
  6. ^ Basilica di Clusone, museo della Basilica.
  7. ^ Storia e descrizione del duomo di Milano, books.google.it. URL consultato il 6 maggio 2016.
  8. ^ Morali Scandella, p.57
  9. ^ E.Roncalli, Il nuovo portale di Mario Toffetti per la basilica di Clusone, L'eco di Bergamo.
  10. ^ Morali Scandella, p.66
  11. ^ Morali Scandella, p.67
  12. ^ Basilica di S.Maria Assunta, Tourinnclub.
  13. ^ Morali Scandella, p.151
  14. ^ Morali Scandella, p. 111
  15. ^ Basilica di santa Maria Assunta, Valseriana.
  16. ^ Morali Scandella, p. 85
  17. ^ Morali Scandella, p.143
  18. ^ Morali Scandella, p.163
  19. ^ Morali Scandella, p. 127
  20. ^ Morali Scandella, p.99
  21. ^ Morali Scandella, p. 99
  22. ^ Morali Scandella, p.100
  23. ^ Morali Scandella, p.101
  24. ^ a b Morali Scandella, p. 101
  25. ^ Morale Scandella, p. 73
  26. ^ L'organo della basilica di Clusone: la storia, i restauri, il valore del prezioso strumento, Chiesa di Clusone.

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