Nazionale di calcio della Bosnia ed Erzegovina

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Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
BosniaFF.gif
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FSBiH/NSBiH
bosniaco: Nogometni/Fudbalski Savez Bosne i Hercegovine
Confederazione UEFA
Codice FIFA BIH
Soprannome Zmajevi (I Dragoni)
Selezionatore Croazia Robert Prosinečki
Record presenze Edin Džeko (103)
Capocannoniere Edin Džeko (56)
Ranking FIFA 32º (25 ottobre 2018)[1]
Esordio internazionale
Albania Albania 2 - 0 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Tirana, Albania; 30 novembre 1995
Migliore vittoria
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 7 - 0 Estonia Estonia
Zenica, Bosnia ed Erzegovina; 10 settembre 2008
Liechtenstein Liechtenstein 1 - 8 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Vaduz, Liechtenstein; 7 settembre 2012
Peggiore sconfitta
Argentina Argentina 5 - 0 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Córdoba, Argentina; 14 maggio 1998
Campionato del mondo
Partecipazioni 1 (esordio: 2014)
Miglior risultato Primo turno nel 2014
Nations League
Partecipazioni 1 (esordio: 2018-2019)
Miglior risultato 1º posto nella Lega B 2018-2019

La nazionale di calcio della Bosnia ed Erzegovina (in bosniaco Nogometna reprezentacija Bosne i Hercegovine) è la rappresentativa calcistica della Bosnia ed Erzegovina ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica bosniaca.

Nata dopo la dissoluzione della Jugoslavia, esordì in gare riconosciute dalla FIFA nel 1995. Conta una partecipazione alla fase finale della Coppa del mondo, a Brasile 2014, quando uscì al primo turno. In numerose occasioni è giunta a disputare le gare di spareggio per la qualificazione al mondiale e all'europeo, uscendo sconfitta dai play-off per il campionato del mondo 2010, il campionato d'Europa 2012 e il campionato d'Europa 2016.

Nel ranking FIFA, istituito nell'agosto 1993, vanta quale miglior piazzamento il 13º posto dell'agosto 2013, mentre il peggior piazzamento della Bosnia è il 173º posto del settembre 1996. Occupa attualmente la 32ª posizione della graduatoria[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1920 al 1992 la nazionale bosniaca non esisteva in quanto era attiva la nazionale jugoslava.

Dopo la proclamazione d'indipendenza dello stato bosniaco, nel marzo 1993 la prima selezione bosniaca, capitanata da Blaž Slišković, giocò match benefici in trasferta contro Genk e Kaiserslautern. Il 6 giugno 1993 la prima nazionale bosniaca, guidata da Fuad Muzurović e composta essenzialmente da calciatori del Sarajevo, disputò allo Stadio Azadi di Teheran contro l'Iran il suo primo incontro con un'altra nazionale, imponendosi per 3-1[2].

Il 22 luglio 1995 i bosniaci giocarono in casa del Fortuna Düsseldorf un altro match benefico, grazie all'allenatore del Fortuna, il bosniaco Aleksandar Ristić, e ad Enver Marić, allenatore dei portieri della compagine tedesca. Haris Škoro segnò due gol nella gara pareggiata per 2-2. L'esordio ufficiale della Bosnia ed Erzegovina, riconosciuto dalla FIFA, avvenne però a Tirana solo il 30 novembre 1995, in amichevole contro l'Albania, vittoriosa per 2-0. Questi gli undici schierati da Fuad Muzurović per l'incontro con gli schipetari: Ismir Pintol, Vedin Musić, Ibrahim Duro, Muhamed Konjić, Senad Begić, Nedžad Fazlagić, Esmir Džafić, Enes Demirović, Husref Musemić, Asim Hrnjić, Almir Turković.

La squadra non poté prendere parte alle eliminatorie del campionato del mondo 1994 dato che la federcalcio locale divenne membro della FIFA non più presto del luglio 1996. L'affiliazione alla UEFA avvenne nel 1998 a Dublino, per cui la squadra bosniaca non poté partecipare neanche alle eliminatorie del campionato d'Europa 1996. Il 6 novembre 1996 la Bosnia ed Erzegovina colse la sua prima vittoria dopo l'affiliazione alla FIFA, vincendo un'amichevole di prestigio allo Stadion Koševo di Sarajevo contro l'Italia di Arrigo Sacchi, che all'epoca era vice-campione del mondo[3] (gol di Hasan Salihamidžić e Elvir Bolić). Si trattò del primo successo nella storia della nazionale, giunta a disputare in quell'occasione la quinta partita[4]. L'Italia, che dopo quella sconfitta esonerò il tecnico di Fusignano, era all'epoca quinta nella classifica mondiale della FIFA, mentre la Bosnia ed Erzegovina centosettantesima[5].

Ingresso nella UEFA e miraggio mondiale ed europeo[modifica | modifica wikitesto]

Ammessa a partecipare alle qualificazioni internazionali da Francia '98 in avanti, la Bosnia mancò le successive qualificazioni a mondiali ed europei, non cogliendo risultati di rilievo per oltre un decennio[6].

Nelle eliminatorie del mondiale del 1998 fu inserita in un girone con Grecia, Danimarca, Croazia e Slovenia. Il 1º settembre 1996 la Bosnia allenata da Fuad Muzurović e capitanata da Mehmed Baždarević esordì in partite ufficiali UEFA perdendo per 3-0 in Grecia. Concluse poi il cammino al quarto posto nel girone, con 3 vittorie (due con la Slovenia e una per 3-0 in casa contro la Danimarca). La Croazia avrebbe poi conseguito il terzo posto ai mondiali, mentre la Danimarca sarebbe stata eliminata ai quarti di finale del torneo francese.

Sotto la guida di Mišo Smajlović, la Bosnia mancò poi la qualificazione a campionato d'Europa 2000. Nelle eliminatorie ottenne solo tre vittorie su dieci partite giocate. I tre successi arrivarono contro Fær Øer e Lituania in casa e contro l'Estonia in trasferta, mentre nelle altre partite arrivarono cinque sconfitte (due contro la Rep. Ceca, due contro la Scozia, una in trasferta contro la Lituania) e due pareggi (uno in casa contro l'Estonia e uno in casa delle Isole Fær Øer). La squadra chiuse al terzo posto, a sette punti dalla Scozia seconda e a pari punti con Lituania ed Estonia, ma in vantaggio negli scontri diretti contro le nazionali baltiche.

Il 25 aprile 2000 Bosnia ed Erzegovina giocò contro le FIFA World Stars una partita benefica di fronte a 25.000 spettatori allo Stadio Koševo di Sarajevo, per raccogliere fondi per gli orfani di guerra bosniaci. L'incontro si concluse con la vittoria delle World Stars con gol di Roberto Baggio su calcio di rigore. Nella squadra della FIFA figuravano anche Dunga e Ali Daei.

La nazionale bosniaca nel 2002

Nelle qualificazioni al campionato del mondo 2002 la Bosnia si piazzò quarta nel proprio girone eliminatorio, dietro Spagna, Austria e Israele e davanti al modesto Liechtenstein, con un bilancio di due sole vittorie, ottenute contro il Liechtenstein, due pareggi e quattro sconfitte. Nel marzo 2002 a Mišo Smajlović subentrò dunque Blaž Slišković.

La campagna di qualificazione al campionato d'Europa 2004 vide la Bosnia compiere dei progressi notevoli. Malgrado un inizio negativo, infatti, la squadra ebbe financo l'occasione di chiudere il girone al primo posto nel caso di vittoria all'ultima giornata. Dopo aver cominciato il percorso con due sconfitte (in casa contro la Romania e a Oslo contro la Norvegia), gli uomini di Blaž Slišković inaugurarono il 2003 con una vittoria casalinga sul Lussemburgo e batterono la Danimarca per 0-2 a Copenhagen. La Romania, tuttavia, si rivelò un ostacolo insormontabile e i bosniaci capitolarono per 2-0 a Craiova. Nel settembre 2003, grazie ad un gol di Zlatan Bajramović all'87º minuto di gioco, la Bosnia sconfisse la Norvegia a Zenica, per poi battere il Lussemburgo nella gara successiva, salendo così al terzo posto in classifica con 12 punti. A Sarajevo, contro la Danimarca, ebbe la possibilità di concludere il girone in vetta con una vittoria, ma la partita terminò 1-1 e i bosniaci chiusero quarti.

I tifosi bosniaci assistono al match contro il Belgio nel 2005 allo stadio Re Baldovino di Bruxelles valevole per le qualificazioni ai mondiali del 2006

Nelle eliminatorie del campionato del mondo 2006 la qualificazione ai play-off svanì per quattro punti. Sorteggiati nel girone con Spagna, Belgio, Serbia e Montenegro, Lituania e San Marino, i bosniaci ottennero due pareggi contro gli spagnoli (contro i quali allo Stadio Mestalla di Valencia si portarono in vantaggio al 39º minuto grazie a Zvjezdan Misimović, ma subirono il pari al 96º minuto, quando erano ridotti in nove per via di due espulsioni), una vittoria e una sconfitta contro i belgi, un pareggio e una sconfitta esterna contro i serbi, due vittorie contro i sammarinesi e una vittoria e un pareggio contro i lituani. Pur avendo chiuso il girone con l'imbattibilità casalinga, i bosniaci dissero così addio al mondiale a causa del terzo posto nel girone, a quattro punti dalla Spagna e cinque dalla Serbia e quattro punti sopra il Belgio.

Nel girone di qualificazione al campionato d'Europa 2008 la Bosnia iniziò battendo per 5-2 in casa Malta, ma le sconfitte interne contro Ungheria e Grecia, unite al pari contro la Moldavia a Chișinău, provocarono la sostituzione di Blaž Slišković con Fuad Muzurović, ingaggiato ad interim. Inoltre tredici calciatori si rifiutarono di giocare per la nazionale, causando le dimissioni di quattro dirigenti della federazione calcistica della Bosnia: Milan Jelić, Iljo Dominković, Sulejman Čolaković e Ahmet Pašalić.
In questo periodo Edin Džeko, Vedad Ibišević, Sejad Salihović, Senijad Ibričić e Boris Pandža, che con la Bosnia Under-21 avevano giocato i play-off del campionato europeo di categoria del 2007, iniziarono a giocare per la nazionale maggiore, che andò incontro ad un profondo rinnovamento e svecchiamento della rosa. Poco dopo la Bosnia sconfisse la Norvegia per 1-2 ad Oslo. Nell'agosto 2007 la nazionale giocò a Sarajevo un'amichevole contro la Croazia e perse per 3-5 (tripletta di Zlatan Muslimović). Dopo la partita con la Norvegia arrivarono due vittorie interne, una per 3-2 contro la Turchia e una di misura contro Malta. Edin Džeko ed Elvir Rahimić esordirono con la nazionale contro i turchi a Sarajevo. Nelle due successive partite giunsero due sconfitte contro Ungheria e Moldavia, seguite da altre disfatte contro Grecia, Norvegia e Turchia. La nazionale chiuse al quarto posto il girone.

Il ruolo di CT fu dunque affidato, il 5 gennaio 2008, a Meho Kodro, subentrato a Fuad Muzurović ma rimasto in sella solo per pochi mesi, prima di subire un controverso esonero. Il tecnico fu, infatti, alla guida della Bosnia ed Erzegovina per sole due amichevoli, poiché il 17 maggio dello stesso anno fu licenziato dalla federazione perché si rifiutò di giocare un'amichevole con l'Iran[7]. Il suo allontanamento causò vivaci proteste da parte di tifosi e opinione pubblica[8].

L'ascesa della Bosnia (2009-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Miroslav Blažević condusse la Bosnia per la prima volta ai play-off per l'accesso ad un grande torneo continentale.

In vista delle qualificazioni al campionato del mondo 2010, la federazione ingaggiò Miroslav Blažević, cui affidò la ricostruzione della squadra. Nell'ottobre 2009 fu ottenuto l'accesso ai play-off per il mondiale sudafricano del 2010[9] con una giornata di anticipo rispetto alla fine degli impegni nel girone, poi concluso al secondo posto dietro alla Spagna campione d'Europa in carica. La Bosnia batté Belgio, Estonia e Armenia sia in casa che in trasferta e pareggiò una partita contro la Turchia. Con 9 gol segnati Edin Džeko si laureò capocannoniere del girone e fu secondo (a pari merito con altri calciatori) nella classifica dei marcatori delle qualificazioni UEFA a Sudafrica 2010. Agli spareggi fu il Portogallo, che vinse per 1-0 entrambe le gare del novembre 2009, a qualificarsi, negando la qualificazione ai bosniaci[10]. In queste eliminatorie debuttarono con la nazionale maggiore bosniaca Haris Medunjanin, Miralem Pjanić e Asmir Begović.

Il 28 dicembre 2009 divenne commissario tecnico della nazionale l'ex calciatore Safet Sušić. Dopo aver ottenuto solo due vittorie nelle prime sei partite fu severamente criticato dai media, ma rimase in sella e riuscì a condurre i suoi alla qualificazione al play-off per l'accesso all'europeo di Polonia-Ucraina 2012 contro il Portogallo. Gli stessi lusitani sconfissero i bosniaci nello spareggio, imponendosi per 6-2 nel ritorno dopo un pari senza gol all'andata[11].

Dall'agosto 2012 all'agosto 2013 la Bosnia ed Erzegovina fece registrare una striscia di risultati utili di nove partite e l'8 agosto 2013 si issò in vetta alla posizione più alta mai raggiunta nella classifica mondiale della FIFA, il 13º posto. Nell'ottobre seguente la nazionale allenata da Sušić, a riprova dei progressi mostrati, ottenne la qualificazione al campionato del mondo 2014, la prima per un grande torneo dopo l'indipendenza del paese, battendo per 1-0 la Lituania[12]. La Bosnia chiuse il proprio girone a pari punti con la Grecia, ma la sorpassò in virtù della differenza reti, ottenendo una storica qualificazione al torneo[13].

In Brasile, nella fase finale, la Bosnia ed Erzegovina fu eliminata dopo due sconfitte contro Argentina (2-1) e Nigeria (1-0)[14][15]. Nel terzo incontro colse tuttavia una storica vittoria, contro l'Iran (3-1), a cui i bosniaci negarono il possibile superamento del turno[16].

Nuova fase del calcio bosniaco (2015-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

La formazione bosniaca che sfidò l'Austria in amichevole il 31 marzo 2015.

Nel luglio 2014 Sušić, dopo essersi dimesso, tornò sui propri passi e rinnovò il contratto per altri due anni. Gli scarsi risultati ottenuti nelle prime quattro partite di qualificazione al campionato d'Europa 2016 causarono l'esonero dell'allenatore, all'indomani della sconfitta contro Israele. Il percorso verso l'Europeo 2016 vide i bosniaci sconfitti ancora una volta ai play-off[17], stavolta per mano dell'Irlanda[18].

L'accesso al campionato del mondo 2018 svanì per soli due punti, con il secondo posto che andò alla Grecia: alla formazione slava costò caro il passo falso contro il Belgio (vincitore del gruppo), subito a Sarajevo nell'ottobre 2017[19].

Nel gennaio 2018 la panchina bosniaca fu affidata all'ex nazionale croato Robert Prosinečki. Inserita nel gruppo 3 della Lega B della UEFA Nations League 2018-2019, la Bosnia ottenne tre vittorie di fila contro la Irlanda del Nord a Belfast, contro l'Austria a Zenica e contro l'Irlanda del Nord a Sarajevo. Grazie al pareggio nella quarta partita in casa dell'Austria, nel novembre 2018 la squadra bosniaca ha ottenuto la promozione nella Lega A del torneo[20].

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1994 Non partecipante
1998 Non qualificata
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Primo turno
2018 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1996 Non partecipante
2000 Non qualificata
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
2016 Non qualificata
Giochi olimpici[21]
Edizione Risultato
Confederations Cup
Edizione Risultato
1997 Non partecipante
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata
2017 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1994 Stati Uniti Stati Uniti Non partecipante - - - -
1998 Francia Francia Non qualificata - - - -
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2006 Germania Germania Non qualificata - - - -
2010 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Brasile Brasile Primo turno 1 0 2 4:4
2018 Russia Russia Non qualificata - - - -

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1996 Inghilterra Inghilterra Non partecipante - - - -
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004 Portogallo Portogallo Non qualificata - - - -
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Non qualificata - - - -
2016 Francia Francia Non qualificata - - - -

Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1995 Arabia Saudita Arabia Saudita Non partecipante - - - -
1997 Arabia Saudita Arabia Saudita Non qualificata - - - -
1999 Messico Messico Non qualificata - - - -
2001 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2003 Francia Francia Non qualificata - - - -
2005 Germania Germania Non qualificata - - - -
2009 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2013 Brasile Brasile Non qualificata - - - -
2017 Russia Russia Non qualificata - - - -

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale bosniaca.

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 2014
Begović, 2 Vršajević, 3 Bičakčić, 4 Spahić, 5 Kolašinac, 6 Vranješ, 7 Bešić, 8 Pjanić, 9 Ibišević, 10 Misimović, 11 Džeko, 12 Fejzić, 13 Mujdža, 14 T.S. Sušić, 15 Šunjić, 16 Lulić, 17 Ibričić, 18 Medunjanin, 19 Višća, 20 Hajrović, 21 Hadžić, 22 Avdukić, 23 Salihović, CT: S. Sušić

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei convocati per la partita di UEFA Nations League 2018-2019 contro l'Austria del 15 novembre e per l'amichevole contro la Spagna del 18 novembre 2018.

Presenze e reti aggiornate al 18 novembre 2018.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
P Asmir Begović 20 giugno 1987 (32 anni) 62 -71 Inghilterra Bournemouth
P Ibrahim Šehić 2 settembre 1988 (30 anni) 20 -12 Turchia Erzurum BB
P Vedran Kjosevski 22 maggio 1995 (24 anni) 0 0 Bosnia ed Erzegovina Željezničar
D Ognjen Vranješ 24 ottobre 1989 (29 anni) 38 0 Belgio Anderlecht
D Toni Šunjić 15 dicembre 1988 (30 anni) 38 1 Russia Dinamo Mosca
D Ervin Zukanović 11 febbraio 1987 (32 anni) 34 0 Italia Genoa
D Ermin Bičakčić 24 gennaio 1990 (29 anni) 27 3 Germania 1899 Hoffenheim
D Eldar Čivić 28 maggio 1996 (23 anni) 6 0 Rep. Ceca Sparta Praga
D Bojan Nastić 6 luglio 1994 (25 anni) 3 0 Belgio Genk
C Miralem Pjanić 2 aprile 1990 (29 anni) 86 12 Italia Juventus
C Edin Višća 17 febbraio 1990 (29 anni) 44 9 Turchia İstanbul Başakşehir
C Muhamed Bešić 10 settembre 1992 (26 anni) 38 0 Inghilterra Middlesbrough
C Haris Duljević 16 novembre 1993 (25 anni) 17 1 Germania Dinamo Dresda
C Gojko Cimirot 19 dicembre 1992 (26 anni) 16 0 Belgio Standard Liegi
C Elvis Sarić 21 luglio 1990 (28 anni) 12 1 Corea del Sud Suwon Bluewings
C Goran Zakarić 7 novembre 1992 (26 anni) 10 0 Serbia Partizan
C Sanjin Prcić 29 novembre 1993 (25 anni) 8 0
C Rade Krunić 7 ottobre 1993 (25 anni) 10 1 Italia Empoli
C Deni Milošević 9 marzo 1995 (24 anni) 4 0 Turchia Konyaspor
C Amer Gojak 13 febbraio 1997 (22 anni) 4 0 Croazia Dinamo Zagabria
A Edin Džeko 17 marzo 1986 (33 anni) 101 55 Italia Roma (capitano)
A Kenan Kodro 19 agosto 1993 (25 anni) 9 2
A Riad Bajić 6 maggio 1994 (25 anni) 9 0 Turchia İstanbul Başakşehir
A Ermedin Demirović 25 marzo 1998 (21 anni) 0 0 Spagna Almería

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Tabelle aggiornate al 11 giugno 2019.

  • Il grassetto indica giocatori ancora in attività in Nazionale.

Record di presenze[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Presenze Reti
1 Edin Džeko 2007-oggi 103 56
2 Emir Spahić 2003-2018 94 6
3 Miralem Pjanić 2008-oggi 87 12
4 Zvjezdan Misimović 2004-2018 85 25
5 Vedad Ibišević 2007-2018 83 28
6 Asmir Begović 2009-oggi 62 0
7 Haris Medunjanin 2009-2018 60 9
8 Senad Lulić 2008-2017 57 4
9 Elvir Bolić 1996-2006 51 22
10 Sergej Barbarez 1998-2006 48 17

Record di reti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Reti Presenze
1 Edin Džeko 2007-oggi 56 103
2 Vedad Ibišević 2007-2018 28 83
3 Zvjezdan Misimović 2004-2018 25 85
4 Elvir Bolić 1996-2006 22 51
5 Sergej Barbarez 1998-2006 17 48
6 Elvir Baljić 1996-2005 14 38
7 Zlatan Muslimović 2006-2011 12 30
8 Miralem Pjanić 2008-oggi 12 87
9 Edin Višća 2010-oggi 9 46
10 Haris Medunjanin 2009-2018 9 60

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Men's Ranking, su fifa.com, 16 agosto 2018.
  2. ^ https://www.footballdatabase.eu/en/match/summary/1043114-iran-bosnieherzegovine
  3. ^ Gianni Mura, Sacchi fa felice Sarajevo, in la Repubblica, 7 novembre 1996, p. 1.
  4. ^ Gianni Mura, Quando Bolic sorprende Toldo, in la Repubblica, 7 novembre 1996, p. 41.
  5. ^ (EN) John Ashdown, Has a team ever scored twice without the opposition touching the ball?, The Guardian, 26 novembre 2014.
  6. ^ O.R., Anche Mutu in gol Muslimovic ne fa tre, in La Gazzetta dello Sport, 23 agosto 2007.
  7. ^ Kodro fired as Bosnia-Herzegovina boss, UEFA.com, 17 maggio 2008. URL consultato il 18 maggio 2008.
  8. ^ Il calcio di Dayton, osservatoriobalcani.org, 24 maggio 2008. URL consultato il 30 settembre 2008.
  9. ^ Pierfrancesco Archetti, Olanda e Germania senza ostacoli, in La Gazzetta dello Sport, 2 aprile 2009.
  10. ^ Luigi Panella, Trap beffato, Francia colpo di mano, su repubblica.it, 18 novembre 2009.
  11. ^ Filippo Grimaldi, Grande Ronaldo, sei qualificato, in La Gazzetta dello Sport, 16 novembre 2011.
  12. ^ https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/16/bosnia-ai-mondiali-per-prima-volta-e-sarajevo-di-nuovo-a-fuoco-di-passione/745669
  13. ^ Corsa playoff Ibra lancia la Svezia, in La Gazzetta dello Sport, 12 ottobre 2013.
  14. ^ Aldo Cangemi, Mondiali 2014, Argentina-Bosnia 2-1: magia di Messi al Maracanà!, su gazzetta.it, 16 giugno 2014.
  15. ^ Jacopo Manfredi, Nigeria-Bosnia 1-0, Pjanic e compagni tornano a casa, su repubblica.it, 22 giugno 2014.
  16. ^ (EN) Ian Woodcock, World Cup: Bosnia Hercegovina-Iran 3-1, su bbc.co.uk, 25 giugno 2014.
  17. ^ Marco Gaetani, Euro 2016: Turchia e Croazia qualificate, Bosnia ai playoff, flop Olanda, su repubblica.it, 13 ottobre 2015.
  18. ^ Festa Irlanda, Bosnia out e i tifosi fischiano Parigi, in la Repubblica, 17 novembre 2015, p. 60.
  19. ^ Calcio, Mondiali 2018: Bosnia-Belgio 3-4, Italia ai playoff, su repubblica.it, 7 ottobre 2017.
  20. ^ (EN) Bosnia promoted to Nations League top tier with Austria draw, Channel New Asia, 16 novembre 2018.
  21. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.

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