Vai al contenuto

Campionato mondiale di calcio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Coppa del Mondo FIFA)
Disambiguazione – "Coppa del mondo FIFA" rimanda qui. Se stai cercando il trofeo assegnato alla squadra vincitrice, vedi Trofeo Coppa del Mondo FIFA.
Campionato mondiale di calcio
Altri nomiMondiale
Sport
TipoSquadre nazionali
OrganizzatoreFIFA
TitoloCampione del mondo
CadenzaQuadriennale
Aperturamaggio-giugno
Chiusuragiugno-luglio
Partecipanti48
FormulaFase a gironi + eliminazione diretta
Sito Internet FIFA World Cup.
Storia
Fondazione1930
Numero edizioni22 al 2025
DetentoreArgentina (bandiera) Argentina
Record vittorieBrasile (bandiera) Brasile (5)
Ultima edizioneQatar 2022
Prossima edizioneCanada-Messico-Stati Uniti 2026

Trofeo o riconoscimento

Il campionato mondiale di calcio (in inglese FIFA World Cup; in francese Coupe du Monde de football) è la massima competizione per squadre nazionali maschili di calcio appartenenti a federazioni affiliate alla FIFA.

Istituito nel 1930 a seguito di un'idea dell'allora presidente della FIFA Jules Rimet, si è da allora tenuto ogni quattro anni eccezion fatta per l'interruzione bellica in cui le previste edizioni del 1942 e del 1946 non ebbero luogo.

Il trofeo originariamente in palio, la coppa Jules Rimet, fu itinerante fino alla nona edizione tenutasi nel 1970, quando il Brasile, vincendolo per la terza volta, lo acquisì definitivamente; al suo posto si assegna, dal 1974, la coppa del Mondo FIFA, anch'esso itinerante.

I vincitori del torneo si laureano campioni del mondo; al 2025 si è tenuto 22 volte, ed è stato vinto solo da squadre europee e sudamericane. La nazionale più titolata della competizione è il Brasile, vincitore cinque volte; alle sue spalle Germania e Italia con quattro vittorie ciascuna. Seguono con tre l'Argentina, attuale detentrice del titolo, e con due Francia e Uruguay. Infine, con una Coppa vinta, seguono Inghilterra e Spagna. Inoltre, eccezion fatta per l'edizione inaugurale del 1930 e per la quarta del 1950, l'Europa ha sempre visto una propria nazionale nei primi due posti; le nazionali degli altri continenti non hanno mai disputato una finale.

Considerando i primi quattro posti di ogni edizione (le quattro semifinaliste tranne nel 1950, in cui il titolo si assegnò tramite un girone finale a 4 all'italiana), 85 volte questi sono stati complessivamente appannaggio di una squadra europea o sudamericana e solo tre (terzo posto di Stati Uniti nel 1930, quarto posto di Corea del Sud nel 2002 e Marocco nel 2022) di una squadra esterna a tali continenti.

La ventitreesima edizione del campionato mondiale è in programma nel 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico.

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del campionato mondiale di calcio.

La storia del campionato mondiale di calcio è iniziata nel 1928, quando il presidente della FIFA, Jules Rimet, decise di istituire un torneo per squadre nazionali.

La prima competizione di questo tipo ebbe luogo nel 1930 e consistette in un torneo avente solo la fase finale alla quale presero parte le tredici nazioni che accettarono l'invito.

La competizione si è successivamente evoluta fino a comprendere circa duecento squadre nazionali affiliate alla FIFA che si sfidano in un lungo torneo di qualificazione che si tiene nei tre anni precedenti alla fase finale.

Lo stesso argomento in dettaglio: Coppa Jules Rimet e Trofeo Coppa del Mondo FIFA.
la coppa Jules Rimet

Dal 1930 al 1970 i vincitori venivano premiati con la Coppa Rimet. Inizialmente, questo trofeo era conosciuto come Coppa del mondo semplicemente Vittoria, ma nel 1946 fu rinominata con il nome del presidente della FIFA Jules Rimet, che ebbe l'idea di organizzare il primo campionato del mondo.

Il trofeo è stato progettato dallo scultore francese Abel Lafleur e realizzato in argento sterling placcato oro su una base di marmo bianco/giallo. Nel 1954 questa base fu sostituita da una realizzata in lapislazzuli. Complessivamente era alto 35 centimetri e pesava 3,8 chilogrammi. Comprendeva una coppa decagonale, sostenuta da una figura alata che rappresenta Nike, l'antica dea greca della vittoria.

Nel 1970 il Brasile vinse per la terza volta il torneo e, come stabilito dal regolamento, gli fu permesso di entrare definitivamente in possesso del trofeo. Tuttavia, la coppa fu rubata nel 1983 e non più ritrovata, facendo sospettare che fosse stata fusa dai ladri.[1] È da notare che questo non fu l'unico furto della coppa. Prima dell'inizio del mondiale del 1966 in Inghilterra, la Coppa, lì trasportata dal Brasile detentore in occasione del torneo, fu rubata e riapparve solo dopo alcuni giorni, trovata (a quanto si disse) da un cane poliziotto lungo la strada.[2]

Dopo il 1970 fu istituito un nuovo trofeo in sostituzione della Coppa Rimet, la Coppa del mondo FIFA. Gli esperti della federazione mondiale, provenienti da sette nazioni, valutarono cinquantatré modelli differenti; alla fine fu scelto il lavoro del designer italiano Silvio Gazzaniga. Lo stesso scultore descrisse così la sua creazione: «Le linee nascono dalla base, risalendo in spirali, fino a stringere il mondo. Le figure rappresentate sono due atleti che esultano nel momento della vittoria.»[3] La nuova coppa è alta 36,8 cm, dal diametro base di 13 cm, forgiata in oro 18 carati, vuota al suo interno ma comunque pesante 6142 g. La base contiene due fasce di malachite (una pietra semi-preziosa) e nella parte sottostante la base sono incisi su una placca d'oro i nomi e l'anno delle nazionali che si sono imposte nel campionato dal 1974, operazione di incisione che durerà fino a quando non verranno riempiti tutti gli spazi possibili e cioè fino al 2038[4].

La versione originale del trofeo, di proprietà della FIFA, ha un valore commerciale di circa 155.000 euro (variabile a seconda del prezzo di mercato dell'oro, cifra aggiornata a luglio del 2018), anche se la sua eventuale vendita a un'asta collezionistica porterebbe a una valutazione di gran lunga superiore, per non dire incommensurabile, dato l'inestimabile valore come opera d'arte.[5]

La coppa è stata fabbricata dalla Gde Licensee Bertoni di Paderno Dugnano ed è la stessa azienda che si è occupata anche del suo restauro o del rifacimento di eventuali parti rovinate, nei casi frequenti in cui il trofeo aveva subito dei danni. Fino al 2006, infatti, i vincitori della coppa ne restavano in possesso fino all'edizione successiva; al momento del ritiro, il trofeo veniva sostituito con una copia delle stesse dimensioni, ma realizzata in metallo dorato e successivamente laminata in oro. Dal 2006 la FIFA ha deciso di cambiare regolamento a causa di numerose ammaccature che l'hanno costretta a una costosa opera di restauro. La federazione ha deciso quindi di concedere l'originale solo per la premiazione e per le due ore successive sotto stretta sorveglianza; subito dopo l'originale viene ritirato e custodito in Svizzera, nella sede della FIFA, mentre alla nazionale vincitrice viene attribuita la copia laminata in oro. Anche queste copie sono prodotte dall'azienda meneghina, ma nessuna di queste può essere realizzata senza previa autorizzazione della FIFA.

Questo trofeo non verrà mai assegnato permanentemente a una nazione, indipendentemente dal numero di vittorie raggiunte; tuttavia, l'opera di Gazzaniga potrebbe essere sostituita qualora nella placca d'oro posizionata sotto la base del trofeo (dunque non visibile senza sollevare il trofeo stesso) non dovesse esservi più spazio disponibile per incidere il nome della nazionale vincitrice. Per posticipare questo evento il più avanti possibile nel tempo, dopo la Coppa del Mondo del 2014 l'allineamento verticale dei nomi delle nazioni campioni del mondo incisi sulla placca è stato ridisegnato per adattarsi ai futuri detentori del titolo. La vecchia placca d'oro è stata sostituita da una nuova, in cui l'elenco dei campioni del mondo dal 1974 è stato riorganizzato in una spirale per accogliere quanti più nomi possibili dei vincitori delle future edizioni del torneo. Al momento non si può determinare con certezza quando anche questo spazio sarà terminato, essendo impossibile conoscere preventivamente i nomi (e la loro lunghezza) delle future nazioni vincitrici della coppa del mondo.[6]

Il FIFA Champions Badge

Dal settembre 2008, alla nazionale vincitrice del torneo è concessa la possibilità di esibire sulla propria maglia il FIFA Champions Badge,[7] recante una versione stilizzata della Coppa del Mondo e sotto la scritta FIFA WORLD CHAMPIONS e l'anno in cui la nazionale ha vinto la competizione. La nazionale premiata con il citato stemma potrà esibire sulla propria maglia il distintivo fino al fischio finale della successiva edizione della coppa del mondo.

Nazioni vincitrici

[modifica | modifica wikitesto]

Dalla prima edizione, quando ancora era Coppa Rimet, ad oggi sono soltanto 8 le nazionali che hanno vinto il trofeo nelle 22 edizioni della sua storia. Questo l'albo d'oro in sintesi: 5 vittorie il Brasile (1958, 1962, 1970, 1994, 2002); 4 vittorie l'Italia (1934, 1938, 1982, 2006) e la Germania, ex Germania Ovest (1954, 1974, 1990, 2014); 3 vittorie l'Argentina (1978, 1986, 2022); 2 vittorie l'Uruguay (1930, 1950) e la Francia (1998, 2018); 1 vittoria l'Inghilterra (1966) e la Spagna (2010).

L'Uruguay nel 1930, l'Italia nel 1934, l'Inghilterra nel 1966, la Germania Ovest nel 1974 e l'Argentina nel 1978 sono tutte riuscite a vincere la competizione nella prima occasione in cui la stessa si disputava nel rispettivo territorio nazionale. Inoltre, ad eccezione della vittoria dei tedeschi nel 1974, negli altri casi la vittoria del titolo nella prima edizione ospitata nel proprio territorio nazionale è corrisposta alla prima vittoria assoluta della competizione da parte della rispettiva nazionale.

Singolarmente il Brasile, ovvero la nazione che ha vinto più titoli nella storia della competizione, non è mai riuscito ad aggiudicarsi la coppa del mondo quando l'evento si svolgeva sul proprio territorio, ovvero in ben due occasioni, nel 1950 e nel 2014.

Il Brasile fu la prima squadra nazionale che nel 1968, durante un tour in Europa, scese in campo con una maglia con due stelle al di sopra dello stemma della federazione brasiliana, salvo poi eliminarle durante lo svolgimento del mondiale del 1970. Al termine di quella competizione, però, il Brasile decise di aggiungere tre stelle sopra il proprio stemma per celebrare la vittoria della loro terza Coppa del Mondo;[8] l'Italia fece la stessa cosa nel 1982 dopo la vittoria del terzo mondiale in Spagna e la Germania Ovest (poi Germania) fece altrettanto nel 1990. Nel 1994 il Brasile aggiunse una quarta stella. Dopo il mondiale del 1998 la FIFA decise di regolarizzare l'utilizzo delle stelle consentendo a tutte le nazionali che hanno vinto almeno un titolo mondiale di apporre una stella per ogni titolo vinto.

Nel regolamento sull'equipaggiamento per le competizioni FIFA, la sezione 16.1 recita: «Quelle Associazioni che hanno vinto una o più delle precedenti edizioni della FIFA World Cup™ o della FIFA Women's World Cup™ possono visualizzare queste vittorie sull'equipaggiamento da gioco usato dalle loro nazionali maschili o femminili con una stella a cinque punte, o altro simbolo eventualmente indicato dalla FIFA, per ogni edizione della FIFA World Cup™ (maglia da uomo) o FIFA Women's World Cup™ (maglia da donna) vinta dall'Associazione[9]

Il "caso" dell'Uruguay

[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1992 l'Uruguay ha deciso di fregiarsi di ben 4 stelle all'interno o all'esterno del simbolo della propria Federazione, nonostante la nazionale sudamericana sia riuscita a vincere la Coppa del Mondo solo per due volte, nel 1930 e nel 1950. L'AUF sostenne che le due medaglie d'oro conquistate nei tornei olimpici di Parigi 1924 e Amsterdam 1928 erano da considerare "equivalenti" ai campionati mondiali. La federazione mondiale, infatti, nel 1924 aveva stabilito che se i tornei olimpici fossero stati giocati secondo il regolamento FIFA (come accadde), sarebbero stati riconosciuti come campionati del mondo dilettantistici.[10]

Tra FIFA e CIO lo scoglio da superare era, per l'appunto, la differenza tra dilettantismo e professionismo: in quegli anni la FIFA spingeva per far accettare i calciatori professionisti anche ai Giochi olimpici, cosa che i regolamenti olimpici non potevano consentire.[11] Per i tornei dal 1920 (vinto dal Belgio) al 1928 si cercò di ovviare al problema con degli escamotage di carattere burocratico, ad esempio facendo passare come dilettanti dei veri campioni grazie a imprenditori compiacenti che li facevano risultare lavoratori dipendenti delle loro attività e non calciatori professionisti. In questo modo, soprattutto per le ultime due edizioni, quelle vinte appunto dall'Uruguay, sia il numero delle squadre partecipanti ai tornei olimpici di quel periodo (14 nazionali nel 1920, ben 22 nel 1924 e 17 nel 1928, contro le 13 del primo mondiale del 1930) sia la qualità dei giocatori che componevano le formazioni davano adito a considerarle in via ufficiosa come delle vere e proprie competizioni professionistiche a livello mondiale.[12] La diatriba con il CIO per queste problematiche divenne talmente violenta che la FIFA decise di interrompere la collaborazione e istituire il proprio campionato mondiale, che infatti partì dal 1930, mentre ai Giochi olimpici del 1932 il torneo calcistico non si svolse, per le ragioni di cui sopra, ed il calcio rientrò nel programma olimpico dal 1936.[13]

Nel 1984, in un libro ufficiale edito dalla FIFA per riassumere i primi 80 anni della sua attività, l'Uruguay venne citato come "quadricampione" mondiale proprio per quelle vittorie olimpiche del 1924 e del 1928 a cui si erano unite le due vittorie ai Mondiali del 1930 e del 1950.[14] Nel suo sito ufficiale riconosce all'Uruguay le due vittorie in Coppa del Mondo (del 1930 e 1950) e segnala le vittorie olimpiche sotto la dicitura "Other FIFA Tournaments", come per altro fa con tutte nazionali che si sono fregiate di questi titoli a partire dal 1908.[15]

Qualificazioni

[modifica | modifica wikitesto]
Suddivisione delle sei zone prescelte dalla FIFA.

Dalla seconda edizione (1934), prima del torneo si tengono le qualificazioni per restringere il campo delle nazionali che si giocheranno la coppa. Questa fase preliminare si tiene nelle sei diverse zone scelte dalla FIFA (Africa, Asia, Centro-Nord America e Caraibi, Sud America, Oceania, Europa), ed è organizzata e supervisionata dalle rispettive confederazioni. Per ogni zona l'organismo mondiale decide il numero di posti iridati messi in palio generalmente basandosi sulla forza delle squadre partecipanti (in considerazione dei risultati ottenuti).

All'edizione del 2022 i posti per le confederazioni sono così ripartiti:

Confederazione Posti garantiti
UEFA
13
CAF
5
AFC
4
CONMEBOL
4
CONCACAF
3
OFC
0
Spareggio tra AFC, CONMEBOL, CONCACAF e OFC
2
Nazione ospitante
1
Totale 32

Il torneo di qualificazione inizia tre anni prima della fase finale e dura per più di due anni. Lo svolgimento di questa fase varia a seconda della confederazione; di solito uno o due dei posti da assegnare vengono decisi da partite ad eliminazione diretta che coinvolgono nazioni di zone diverse, per esempio la vincitrice della zona dell'Oceania giocò contro la quinta del girone unico del Sud America per potersi qualificare al Campionato mondiale di calcio 2006.[16]

Dal 1938 lo Stato organizzatore ottiene la partecipazione automatica alla manifestazione,[17] questo anche quando ad organizzarla siano più nazioni congiuntamente (come già successo per Giappone e Corea del Sud nell'edizione del 2002).

Inoltre fino all'edizione del 2002 anche la squadra rappresentativa del Paese detentore del titolo accedeva di diritto alla fase finale del torneo; l'ultima nazione ad usufruire di questo privilegio fu la Francia vincitrice dell'edizione del 1998. Nell'edizione del 1934 i campioni in carica dell'Uruguay disertarono la competizione pur avendo diritto ad un posto nella fase finale.

Sarà così anche per l'edizione del 2026 che, per la prima volta nella storia del campionato mondiale di calcio, verrà ospitata da tre nazioni contemporaneamente, ovvero Canada, Messico e Stati Uniti, dato che nella presentazione della candidatura congiunta è stato anticipato che tutte e tre le nazioni ospitanti otterranno la qualificazione d'ufficio.[18]

L'attuale formato della Coppa del mondo FIFA, adottato dall'edizione del 1998 all'edizione del 2022, prevede la partecipazione di 32 squadre che si affrontano in un torneo della durata di circa un mese in un paese ospitante. Ci sono due parti: una prima fase, a gironi, seguita da una griglia ad eliminazione diretta. Questa formula è stata utilizzata per l'ultima volta nel 2022 in Qatar, dato che dal 2026 il numero delle squadre partecipanti salirà a 48, con conseguente modifica della fase finale (il numero delle partite complessive passerà dalle attuali 64 a 104, con 12 gironi anziché 8 ed un turno ad eliminazione diretta in più rispetto alla formula oggi in uso).

Nella fase a gironi le squadre vengono suddivise in otto gruppi di quattro formazioni ciascuno. Il sorteggio avviene approssimativamente sei mesi prima dell'evento e viene effettuato nella nazione ospitante. Otto squadre (tra cui i padroni di casa e, se qualificati, i campioni del mondo) vengono poste come teste di serie, con una formula basata su urne in cui vengono suddivise le squadre restanti in base al Ranking FIFA e alle prestazioni nelle edizioni precedenti. L'assegnazione nelle urne tiene anche conto di criteri geografici, a questo punto avviene l'estrazione e ad ogni squadra viene assegnato un gruppo.

In ogni raggruppamento ogni squadra gioca tre partite. Il turno successivo prevede la creazione di un tabellone, a cui accedono le prime due di ogni girone, basato sul piazzamento nel gruppo. Dal 1994 vengono assegnati tre punti alla squadra vincitrice, uno in caso di pareggio e zero alla squadra sconfitta (precedentemente alla squadra vincitrice venivano assegnati due punti). Il piazzamento in classifica è determinato nell'ordine da numero di punti, differenza reti e numero di reti segnate. Se due o più squadre, alla fine delle tre partite, risultano in parità sulla base dei precedenti criteri, si procede a valutare la classifica avulsa, ovvero ancora numero di punti, differenza reti e numero di reti segnate ma limitatamente ai match che riguardano le squadre interessate. Se la situazione di parità permane, si ricorre al sorteggio.[19] Nel 2018 si è tenuto conto come ultimo criterio prima del sorteggio di una classifica "fair play" che ponderasse il minor numero di cartellini gialli e rossi ricevuti; la regola è stata effettivamente applicata facendo passare agli ottavi di finale il Giappone a discapito del Senegal.

La fase ad eliminazione diretta prevede partite di sola andata con la possibilità, in caso di pareggio dopo i tempi regolamentari, di tempi supplementari ed eventualmente tiri di rigore, previsti nel regolamento dall'edizione del 1978.[20] Le partite iniziano dagli ottavi di finale dove la vincitrice di ogni gruppo incontra la seconda classificata di un altro girone. Successivamente seguono i quarti, le semifinali, la finale per il terzo posto (nella quale si affrontano le perdenti delle due semifinali) e la finale.

Di seguito un riepilogo delle formule del torneo:

  • 1930 (13 squadre): Prima fase a gironi con un gruppo da 4 squadre e tre gruppi da 3 squadre, accedono al turno successivo le prime classificate. Seconda fase ad eliminazione diretta: semifinali e finale. Questa fu l'unica edizione che non previde alcuna fase di qualificazione e l'unica che non previde la finale per il terzo posto,[21] tuttavia, con una decisione a posteriori, la FIFA assegnò il terzo posto agli Stati Uniti ed il quarto alla Jugoslavia.[nota 1]
  • 1934-1938 (16 squadre, nel 1938 15 effettive): Fase unica ad eliminazione diretta: ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finali.[22][23] Queste furono le uniche edizioni completamente ad eliminazione diretta. L'edizione del 1934 fu la prima a prevedere la fase di qualificazione, alla quale, caso unico, dovette prendervi parte anche la nazionale di casa (l'Italia, che si qualificò battendo 4-0 la Grecia), e l'unica in cui la nazionale campione in carica, l'Uruguay, non partecipò alla competizione. Nell'edizione del 1938 l'incontro Svezia-Austria, valevole per gli ottavi di finale, non venne disputato a causa del ritiro degli austriaci e la Svezia passò automaticamente il turno col punteggio di 2-0 a tavolino.[nota 2]
  • 1950 (16 squadre, 13 effettive): Prima fase a gironi con quattro gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime classificate. Seconda fase a girone unico dove la prima classificata avrebbe vinto la manifestazione. A causa di alcuni ritiri il gruppo 3 si ridusse a 3 squadre ed il gruppo 4 si ridusse a 2 squadre.[nota 3] Questa fu l'unica edizione completamente a gironi e l'unica senza finali ufficiali, tuttavia, poiché le partite conclusive del girone finale si disputarono tra le squadre che nella classifica parziale avevano rispettivamente meno punti (1 la Spagna e 0 la Svezia) e più punti (4 il Brasile e 3 l'Uruguay), queste possono essere ritenute delle finali de facto. Tra l'altro, a causa della particolare formula del torneo, sia la Spagna (in gara per il terzo posto) che il Brasile (in gara per la vittoria del titolo) avrebbero potuto raggiungere il proprio traguardo anche solo pareggiando, ma ciò non accadde.[24]
  • 1954 (16 squadre): Prima fase a gironi con quattro gruppi da 4 squadre ciascuno. Questa fu l'unica edizione in cui i gironi vennero organizzati in modo diverso rispetto allo schema dei gironi all'italiana, in cui ogni squadra incontra tutte le altre del girone, infatti per ogni girone vennero individuate due "teste di serie" e due "non teste di serie" ed ogni nazionale gioca contro le due appartenenti all'altra categoria, quindi due incontri per ogni squadra invece dei tre classici. Accedono al turno successivo le prime e le seconde classificate; in caso di parità di punti tra seconda e terza classificata si disputa uno spareggio (ne furono necessari due), mentre in caso di parità tra prima e seconda classificata si procede al sorteggio (anche di questi ne furono necessari due). Seconda fase ad eliminazione diretta: quarti di finale, in cui le squadre vengono abbinate secondo uno schema prima-prima e seconda-seconda (anche questa fu un'anomalia rispetto al criterio, usato in tutte le altre edizioni, di abbinare le squadre secondo uno schema incrociato prima-seconda), semifinali e finali.[25]
  • 1958-1970 (16 squadre): Prima fase a gironi con quattro gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime e le seconde classificate. Nell'edizione del 1958 in caso di parità di punti tra seconda e terza classificata si disputa uno spareggio (ne furono necessari tre). Seconda fase ad eliminazione diretta: quarti di finale, in cui le squadre vengono abbinate secondo uno schema incrociato prima-seconda, semifinali e finali.[26][27]
  • 1974-1978 (16 squadre): Prima fase a gironi con quattro gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime e le seconde classificate. Seconda fase a gironi con due gruppi da 4 squadre ciascuno: le seconde classificate disputano la finale per il terzo posto mentre le prime quella per il titolo.[28][29]
  • 1982 (24 squadre): Prima fase a gironi con sei gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime e le seconde classificate.[30] Seconda fase a gironi con quattro gruppi da 3 squadre ciascuno, due con 2 prime e 1 seconda e due con 1 prima e 2 seconde, accedono al turno successivo le prime classificate. Terza fase ad eliminazione diretta: semifinali e finali. In tutte le altre edizioni lo schema degli abbinamenti dopo la prima fase a gironi era fatto in modo che 2 squadre dello stesso girone potessero eventualmente incontrarsi nuovamente solo nelle finali, invece in quest'edizione i quattro gironi della seconda fase a gironi erano divisi in due parti distinte, da ciascuna delle quali arrivava una semifinalista. La conseguenza fu che Italia e Polonia, che si erano già incontrate nel proprio girone, si incontrarono nuovamente in una delle due semifinali.
  • 1986-1994 (24 squadre): Prima fase a gironi con sei gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime, le seconde e le quattro migliori terze classificate. Seconda fase ad eliminazione diretta: ottavi di finale, in cui le squadre vengono abbinate secondo uno schema incrociato prima-terza, prima-seconda o seconda-seconda, quarti di finale, semifinali e finali.[31][32]
  • 1998-2022 (32 squadre): Prima fase a gironi con otto gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime e le seconde classificate. Seconda fase ad eliminazione diretta: ottavi di finale, in cui le squadre vengono abbinate secondo uno schema incrociato prima-seconda, quarti di finale, semifinali e finali.[33] Nell'edizione del 2002, diversamente da tutte le altre edizioni, lo schema degli abbinamenti dopo la prima fase a gironi ammetteva la possibilità che 2 squadre dello stesso girone potessero eventualmente incontrarsi nuovamente in semifinale. La conseguenza fu che Brasile e Turchia, che si erano già incontrate nel proprio girone, si incontrarono nuovamente in una delle due semifinali.
  • Dal 2026 (48 squadre): Prima fase a gironi con dodici gruppi da 4 squadre ciascuno, accedono al turno successivo le prime, le seconde e le otto migliori terze classificate. Seconda fase ad eliminazione diretta: sedicesimi di finale, in cui le squadre vengono abbinate secondo uno schema incrociato prima-terza, prima-seconda o seconda-seconda, ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finali.[34]

Scelta nazione ospitante

[modifica | modifica wikitesto]

Diciassette i Paesi che hanno finora ospitato la Coppa del mondo: Italia nel 1934 e 1990, Francia nel 1938 e 1998, Brasile nel 1950 e 2014, Messico nel 1970 e 1986 e Germania nel 1974 e 2006 hanno ospitato la manifestazione in due occasioni, mentre Uruguay, Svizzera, Svezia, Cile, Inghilterra, Argentina, Spagna, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud (congiuntamente), Sudafrica, Russia e Qatar una sola volta. Nel 2026 la manifestazione iridata vedrà l'allargamento della partecipazione a 48 nazionali e per la prima volta sarà ospitata congiuntamente da tre nazioni, Canada, Messico e Stati Uniti. Si era disputata sempre in una sola nazione, tranne due nel 2002, Corea del Sud e Giappone, con finale disputatasi a Yokohama. La decisione assunta per il 2026 darà al Messico la particolarità di essere il primo Paese ad averla ospitata in tre diverse occasioni (le due volte precedenti nel 1970 e nel 1986, allorché sostituì la Colombia, in grave ritardo nell’organizzazione e nell’impiantistica). Solo la prima edizione fu ospitata in una sola città, la capitale uruguayana Montevideo. Nel 2030 per la prima volta un mondiale si disputa in 3 continenti (Sudamerica, Europa e Africa) e in sei stati (Spagna, Portogallo, Marocco, Uruguay, Argentina e Paraguay).

Le recenti coppe del mondo vengono assegnate a uno Stato durante i congressi della FIFA. La scelta della nazione organizzatrice è sempre stata oggetto di controversie, specialmente tra Europa e Sud America, i due centri di potere del calcio mondiale. La decisione di tenere la prima coppa del mondo in Uruguay, per esempio, permise a sole quattro nazionali europee di parteciparvi.[35] I due successivi mondiali furono disputati in Europa. La scelta della Francia per l'edizione del 1938 fu molto criticata in quanto le nazioni sudamericane erano convinte che dovesse valere il principio dell'alternanza tra i due continenti. Sia l'Argentina sia l'Uruguay boicottarono il torneo.[36]

Dopo il 1958, per evitare boicottaggi e polemiche, l'organizzazione della manifestazione fu alternata tra America ed Europa,[37] seguendo questa linea fino al 1998. Nel 2002 il mondiale, ospitato congiuntamente da Giappone e Corea del Sud, fu il primo ad essere giocato in Asia (e l'unico, come indicato dapprima, con più di uno Stato impegnato nell'organizzazione, fino al 2026, allorché la competizione sarà allargata a 48 squadre e sarà organizzata da tre Paesi: il Canada, gli Stati Uniti d'America e il Messico) mentre nel 2010 il Sudafrica divenne la prima nazione africana anfitrione del torneo.

La nazione ospitante viene attualmente scelta dal Comitato Esecutivo della FIFA. L'assegnazione diventa definitiva dopo che le candidate vengono sottoposte a votazione. La federazione calcistica della nazione che desidera ospitare un mondiale riceve il cosiddetto Hosting Agreement, una guida in cui vengono spiegati i passi necessari per offrire una candidatura forte e che sancisce l'ufficiale conferma della richiesta di organizzazione. Successivamente, un gruppo di ispettori designati dalla FIFA visita gli Stati per constatare il rispetto dei requisiti. Di solito, la decisione viene presa circa sei anni prima della manifestazione. Per le edizioni del 2010 e del 2014 la decisione è stata presa tenendo conto della rotazione tra i continenti affiliati alla FIFA e solo le nazioni appartenenti al continente prescelto (rispettivamente Africa e America del sud) hanno avuto il diritto di presentare la candidatura. L'edizione del 2010 è stata la prima che si è tenuta in Africa, mentre quella del 2014, assegnata al Brasile, segna il ritorno in Sudamerica dopo quella del 1978 e in Brasile dopo quella del 1950. Alla Colombia era stata assegnata l'organizzazione dell'edizione del 1986 e, alla sua rinuncia, essa passò, come detto, al Messico.

Il 2 dicembre 2010 la FIFA ha assegnato l'organizzazione dei Mondiali del 2018 alla Russia e quella del 2022 al Qatar.[38]

Il 13 giugno 2018 la FIFA ha assegnato l'organizzazione dei mondiali del 2026 al Canada, al Messico e agli Stati Uniti d'America. Il Messico diventa il primo Stato ad aver organizzato la competizione per tre volte.

L'11 dicembre 2024 la FIFA ha assegnato l'organizzazione dei mondiali del 2030 al Portogallo, alla Spagna e al Marocco. La competizione sarà disputata per la prima volta in due continenti diversi: Portogallo e Spagna si trovano in Europa, mentre il Marocco in Africa. Ciononostante, le tre partite inaugurali si disputeranno in Uruguay, in Paraguay ed in Argentina che si trovano in Sudamerica, rendendola de facto un'edizione tricontinentale.

Il 30 luglio 2025 la FIFA ha assegnato l'organizzazione dei mondiali del 2034 all'Arabia Saudita, che ospiterà il suo primo mondiale.

Copertura mediatica

[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa del Mondo del 1954 fu la prima ad essere trasmessa in televisione[39] e negli anni si è affermato come evento sportivo più seguito dalle televisioni del pianeta: è stato stimato che il pubblico cumulativo di tutte le partite dell'edizione del 2006 sia stato di 26,29 miliardi di persone; in particolare la finale tra Italia e Francia ha fissato il record per un evento sportivo televisivo con 715,1 milioni di spettatori, il 10,9% della popolazione mondiale.[40]

Lo stesso argomento in dettaglio: Mascotte ufficiali del campionato mondiale di calcio.

Ogni edizione dei campionati mondiali di calcio, a partire dal 1966, ha avuto la propria mascotte.

Brani musicali ufficiali

[modifica | modifica wikitesto]

Ogni edizione dei campionati mondiali di calcio, a partire dal 1962, ha avuto il proprio brano musicale ufficiale.

Partecipazioni

[modifica | modifica wikitesto]
Classifica con le Nazionali che hanno partecipato ad uno o più tornei finali, superando i gironi preliminari
Confederazione Nazionale Partecipazioni totali Tornei
CONMEBOL Brasile (bandiera) Brasile 23 1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Argentina (bandiera) Argentina 19 1930, 1934, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Uruguay (bandiera) Uruguay 15 1930, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1986, 1990, 2002, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Paraguay (bandiera) Paraguay 9 1930, 1950, 1958, 1986, 1998, 2002, 2006, 2010, 2026
Cile (bandiera) Cile 9 1930, 1950, 1962, 1966, 1974, 1982, 1998, 2010, 2014
Colombia (bandiera) Colombia 7 1962, 1990, 1994, 1998, 2014, 2018, 2026
Ecuador (bandiera) Ecuador 5 2002, 2006, 2014, 2022, 2026
Perù (bandiera) Perù 5 1930, 1970, 1978, 1982, 2018
Bolivia (bandiera) Bolivia 3 1930, 1950, 1994
UEFA Germania (bandiera) Germania 21 1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Italia (bandiera) Italia 18 1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014
Francia (bandiera) Francia 17 1930, 1934, 1938, 1954, 1958, 1966, 1978, 1982, 1986, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Spagna (bandiera) Spagna 17 1934, 1950, 1962, 1966, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Inghilterra (bandiera) Inghilterra 17 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1982, 1986, 1990, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Belgio (bandiera) Belgio 15 1930, 1934, 1938, 1954, 1970, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2014, 2018, 2022, 2026
Svizzera (bandiera) Svizzera 13 1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1994, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Serbia (bandiera) Serbia 13 1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1974, 1982, 1990, 1998, 2006, 2010, 2018, 2022
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi 12 1934, 1938, 1974, 1978, 1990, 1994, 1998, 2006, 2010, 2014, 2022, 2026
Svezia (bandiera) Svezia 12 1934, 1938, 1950, 1958, 1970, 1974, 1978, 1990, 1994, 2002, 2006, 2018
Russia (bandiera) Russia 11 1958, 1962, 1966, 1970, 1982, 1986, 1990, 1994, 2002, 2014, 2018
Scozia (bandiera) Scozia 9 1954, 1958, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1998, 2026
Portogallo (bandiera) Portogallo 9 1966, 1986, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Polonia (bandiera) Polonia 9 1938, 1974, 1978, 1982, 1986, 2002, 2006, 2018, 2022
Rep. Ceca (bandiera) Rep. Ceca 9 1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1970, 1982, 1990, 2006
Ungheria (bandiera) Ungheria 9 1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1966, 1978, 1982, 1986
Austria (bandiera) Austria 8 1934, 1954, 1958, 1978, 1982, 1990, 1998, 2026
Croazia (bandiera) Croazia 7 1998, 2002, 2006, 2014, 2018, 2022, 2026
Romania (bandiera) Romania 7 1930, 1934, 1938, 1970, 1990, 1994, 1998
Bulgaria (bandiera) Bulgaria 7 1962, 1966, 1970, 1974, 1986, 1994, 1998
Danimarca (bandiera) Danimarca 6 1986, 1998, 2002, 2010, 2018, 2022
Norvegia (bandiera) Norvegia 4 1938, 1994, 1998, 2026
Grecia (bandiera) Grecia 3 1994, 2010, 2014
Irlanda (bandiera) Irlanda 3 1990, 1994, 2002
Irlanda del Nord (bandiera) Irlanda del Nord 3 1958, 1982, 1986
Galles (bandiera) Galles 2 1958, 2022
Slovenia (bandiera) Slovenia 2 2002, 2010
Turchia (bandiera) Turchia 2 1954, 2002
Islanda (bandiera) Islanda 1 2018
Bosnia ed Erzegovina (bandiera) Bosnia ed Erzegovina 1 2014
Slovacchia (bandiera) Slovacchia 1 2010
Ucraina (bandiera) Ucraina 1 2006
Germania Est (bandiera) Germania Est 1 1974
CONCACAF Messico (bandiera) Messico 18 1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1978, 1986, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti 12 1930, 1934, 1950, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2022, 2026
Costa Rica (bandiera) Costa Rica 6 1990, 2002, 2006, 2014, 2018, 2022
Canada (bandiera) Canada 3 1986, 2022, 2026
Honduras (bandiera) Honduras 3 1982, 2010, 2014
Haiti (bandiera) Haiti 2 1974, 2026
Panama (bandiera) Panama 2 2018, 2026
El Salvador (bandiera) El Salvador 2 1970, 1982
Curaçao (bandiera) Curaçao 1 2026
Trinidad e Tobago (bandiera) Trinidad e Tobago 1 2006
Giamaica (bandiera) Giamaica 1 1998
Cuba (bandiera) Cuba 1 1938
CAF Camerun (bandiera) Camerun 8 1982, 1990, 1994, 1998, 2002, 2010, 2014, 2022
Marocco (bandiera) Marocco 7 1970, 1986, 1994, 1998, 2018, 2022, 2026
Tunisia (bandiera) Tunisia 7 1978, 1998, 2002, 2006, 2018, 2022, 2026
Nigeria (bandiera) Nigeria 6 1994, 1998, 2002, 2010, 2014, 2018
Algeria (bandiera) Algeria 5 1982, 1986, 2010, 2014, 2026
Ghana (bandiera) Ghana 5 2006, 2010, 2014, 2022, 2026
Egitto (bandiera) Egitto 4 1934, 1990, 2018, 2026
Sudafrica (bandiera) Sudafrica 4 1998, 2002, 2010, 2026
Senegal (bandiera) Senegal 4 2002, 2018, 2022, 2026
Costa d'Avorio (bandiera) Costa d'Avorio 4 2006, 2010, 2014, 2026
Capo Verde (bandiera) Capo Verde 1 2026
Togo (bandiera) Togo 1 2006
Angola (bandiera) Angola 1 2006
RD del Congo (bandiera) RD del Congo* 1 1974
AFC Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud 12 1954, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Giappone (bandiera) Giappone 8 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Iran (bandiera) Iran 7 1978, 1998, 2006, 2014, 2018, 2022, 2026
Arabia Saudita (bandiera) Arabia Saudita 7 1994, 1998, 2002, 2006, 2018, 2022, 2026
Australia (bandiera) Australia* 5 2010, 2014, 2018, 2022, 2026
Corea del Nord (bandiera) Corea del Nord 2 1966, 2010
Qatar (bandiera) Qatar 2 2022, 2026
Uzbekistan (bandiera) Uzbekistan 1 2026
Giordania (bandiera) Giordania 1 2026
Cina (bandiera) Cina 1 2002
Emirati Arabi Uniti (bandiera) Emirati Arabi Uniti 1 1990
Iraq (bandiera) Iraq 1 1986
Kuwait (bandiera) Kuwait 1 1982
Israele (bandiera) Israele* 1 1970
Indonesia (bandiera) Indonesia 1 1938
OFC
Nuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda 3 1982, 2010, 2026
Australia (bandiera) Australia* 2 1974, 2006

Anni con sfondo giallo = Squadra campione quell'anno.

Al campionato del mondo del 1974, la Repubblica Democratica del Congo giocò con l'allora nome statale di Zaire. Israele ha gareggiato nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo per tre diverse confederazioni, gareggiando per la Confederazione calcistica asiatica e la Confederazione calcistica dell'Oceania, prima di stabilirsi in Europa come membro dell'Unione delle associazioni calcistiche europee nel 1994. L'Australia è attualmente membro della Confederazione calcistica asiatica (AFC), da quando ha lasciato la Confederazione calcistica dell'Oceania (OFC) nel 2006.

Lo stesso argomento in dettaglio: Finali del campionato mondiale di calcio.
Anno Ospitante Finale primo posto Finale terzo posto Numero di squadre
Vincitore Risultato 2º posto 3º posto Risultato 4º posto
1930 Uruguay
Uruguay (bandiera)
Uruguay (bandiera)
Uruguay
4 – 2
Stadio del Centenario, Montevideo
Argentina (bandiera)
Argentina
Stati Uniti (bandiera)
Stati Uniti
non disputata [nota 1] Jugoslavia (bandiera)
Jugoslavia
13
1934 Italia
Italia (bandiera)
Italia (bandiera)
Italia
2 – 1 (dts)
Stadio Nazionale del P.N.F., Roma
Cecoslovacchia (bandiera)
Cecoslovacchia
Germania (bandiera)
Germania
3 – 2
Stadio Partenopeo Giorgio Ascarelli, Napoli
Austria (bandiera)
Austria
16
1938 Francia
Francia (bandiera)
Italia (bandiera)
Italia
4 – 2
Stadio Yves du Manoir, Colombes
Ungheria (bandiera)
Ungheria
Brasile (bandiera)
Brasile
4 – 2
Stade Municipal, Bordeaux
Svezia (bandiera)
Svezia
15[nota 2]
1950 Brasile
Brasile (bandiera)
Uruguay (bandiera)
Uruguay
2 – 1[nota 4]
Maracanã, Rio de Janeiro
Brasile (bandiera)
Brasile
Svezia (bandiera)
Svezia
3 – 1[nota 4]
Estádio do Pacaembu, San Paolo
Spagna (bandiera)
Spagna
13[nota 3]
1954 Svizzera
Svizzera (bandiera)
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
3 – 2
Wankdorfstadion, Berna
Ungheria (bandiera)
Ungheria
Austria (bandiera)
Austria
3 – 1
Hardturm, Zurigo
Uruguay (bandiera)
Uruguay
16
1958 Svezia
Svezia (bandiera)
Brasile (bandiera)
Brasile
5 – 2
Råsunda fotbollsstadion, Solna
Svezia (bandiera)
Svezia
Francia (bandiera)
Francia
6 – 3
Ullevi, Göteborg
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
16
1962 Cile
Cile (bandiera)
Brasile (bandiera)
Brasile
3 – 1
Estadio Nacional, Santiago del Cile
Cecoslovacchia (bandiera)
Cecoslovacchia
Cile (bandiera)
Cile
1 – 0
Estadio Nacional, Santiago del Cile
Jugoslavia (bandiera)
Jugoslavia
16
1966 Inghilterra
Inghilterra (bandiera)
Inghilterra (bandiera)
Inghilterra
4 – 2 (dts)
Wembley Stadium, Londra
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
Portogallo (bandiera)
Portogallo
2 – 1
Wembley Stadium, Londra
Unione Sovietica (bandiera)
Unione Sovietica
16
1970 Messico
Messico (bandiera)
Brasile (bandiera)
Brasile
4 – 1
Estadio Azteca, Città del Messico
Italia (bandiera)
Italia
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
1 – 0
Estadio Azteca, Città del Messico
Uruguay (bandiera)
Uruguay
16
1974 Germania Ovest
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
2 – 1
Olympiastadion, Monaco di Baviera
Paesi Bassi (bandiera)
Paesi Bassi
Polonia (bandiera)
Polonia
1 – 0
Olympiastadion, Monaco di Baviera
Brasile (bandiera)
Brasile
16
1978 Argentina
Argentina (bandiera)
Argentina (bandiera)
Argentina
3 – 1 (dts)
Stadio Monumental, Buenos Aires
Paesi Bassi (bandiera)
Paesi Bassi
Brasile (bandiera)
Brasile
2 – 1
Stadio Monumental, Buenos Aires
Italia (bandiera)
Italia
16
1982 Spagna
Spagna (bandiera)
Italia (bandiera)
Italia
3 – 1
Stadio Santiago Bernabéu, Madrid
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
Polonia (bandiera)
Polonia
3 – 2
Stadio José Rico Pérez, Alicante
Francia (bandiera)
Francia
24
1986 Messico
Messico (bandiera)
Argentina (bandiera)
Argentina
3 – 2
Estadio Azteca, Città del Messico
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
Francia (bandiera)
Francia
4 – 2 (dts)
Estadio Cuauhtémoc, Puebla
Belgio (bandiera)
Belgio
24
1990 Italia
Italia (bandiera)
Germania Ovest (bandiera)
Germania Ovest
1 – 0
Stadio Olimpico, Roma
Argentina (bandiera)
Argentina
Italia (bandiera)
Italia
2 – 1
Stadio San Nicola, Bari
Inghilterra (bandiera)
Inghilterra
24
1994 Stati Uniti
Stati Uniti (bandiera)
Brasile (bandiera)
Brasile
0 – 0 (dts)
(3-2 dtr)
Rose Bowl, Pasadena
Italia (bandiera)
Italia
Svezia (bandiera)
Svezia
4 – 0
Rose Bowl, Pasadena
Bulgaria (bandiera)
Bulgaria
24
1998 Francia
Francia (bandiera)
Francia (bandiera)
Francia
3 – 0
Stade de France, Saint-Denis
Brasile (bandiera)
Brasile
Croazia (bandiera)
Croazia
2 – 1
Parco dei Principi, Parigi
Paesi Bassi (bandiera)
Paesi Bassi
32
2002 Corea del Sud e Giappone
Corea del Sud (bandiera) Giappone (bandiera)
Brasile (bandiera)
Brasile
2 – 0
Stadio internazionale di Yokohama, Yokohama
Germania (bandiera)
Germania
Turchia (bandiera)
Turchia
3 – 2
Taegu World Cup Stadium, Taegu
Corea del Sud (bandiera)
Corea del Sud
32
2006 Germania
Germania Ovest (bandiera)
Italia (bandiera)
Italia
1 – 1 (dts)
(5-3 dtr)
Olympiastadion Berlin, Berlino
Francia (bandiera)
Francia
Germania (bandiera)
Germania
3 – 1
Gottlieb-Daimler-Stadion, Stoccarda
Portogallo (bandiera)
Portogallo
32
2010 Sudafrica
Sudafrica (bandiera)
Spagna (bandiera)
Spagna
1 – 0 (dts)
FNB Stadium, Johannesburg
Paesi Bassi (bandiera)
Paesi Bassi
Germania (bandiera)
Germania
3 – 2
Nelson Mandela Bay Stadium, Port Elizabeth
Uruguay (bandiera)
Uruguay
32
2014 Brasile
Brasile (bandiera)
Germania (bandiera)
Germania
1 – 0 (dts)
Maracanã, Rio de Janeiro
Argentina (bandiera)
Argentina
Paesi Bassi (bandiera)
Paesi Bassi
3 – 0
Stadio nazionale Mané Garrincha, Brasilia
Brasile (bandiera)
Brasile
32
2018 Russia
Russia (bandiera)
Francia (bandiera)
Francia
4 – 2
Stadio Lužniki, Mosca
Croazia (bandiera)
Croazia
Belgio (bandiera)
Belgio
2 – 0
Stadio San Pietroburgo, San Pietroburgo
Inghilterra (bandiera)
Inghilterra
32
2022 Qatar
Qatar (bandiera)
Argentina (bandiera)
Argentina
3 – 3 (dts)
(4-2 dtr)
Stadio Iconico, Lusail
Francia (bandiera)
Francia
Croazia (bandiera)
Croazia
2 – 1
Stadio internazionale Khalifa, Al Rayyan
Marocco (bandiera)
Marocco
32
2026 Canada, Messico e Stati Uniti
Canada (bandiera) Messico (bandiera) Stati Uniti (bandiera)

MetLife Stadium, East Rutherford

Hard Rock Stadium, Miami Gardens
48
2030 Marocco, Portogallo e Spagna[nota 5]
Marocco (bandiera) Portogallo (bandiera) Spagna (bandiera)
48
2034 Arabia Saudita
Arabia Saudita (bandiera)
48
Note
  1. 1 2 Non è chiaro se la finale per il terzo posto fosse stata programmata o meno, ma è certo che non si disputò e che sia Stati Uniti che Jugoslavia ricevettero una medaglia di bronzo ( medaglia di Tom Florie., capitano della nazionale statunitense e medaglia di Blagoje Marjanović., calciatore jugoslavo che prese parte alla manifestazione). Nel 1986, tuttavia, un rapporto FIFA (pagina 45) (PDF). nel quale sono elencati i piazzamenti delle prime tredici edizioni del torneo ha stabilito retroattivamente che gli Stati Uniti si classificarono al terzo posto e la Jugoslavia al quarto, in virtù della migliore differenza reti degli americani nelle gare disputate. Questa graduatoria è stata confermata dalla stessa FIFA nell' albo d'oro della competizione. presente sul suo sito ufficiale.
  2. 1 2 A causa dell'Anschluss la federazione austriaca dovette ritirare la propria iscrizione a sorteggio già effettuato. Il caso è significativo anche perché alcuni giocatori austriaci parteciparono al mondiale come membri della nazionale tedesca; nonostante questo, la nazionale tedesca fu eliminata negli ottavi di finale dalla Svizzera. Fonte: (EN) 1938 FIFA World Cup France – Matches, su fifa.com. URL consultato il 1º giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2013).
  3. 1 2 Scozia e Turchia si ritirarono prima del sorteggio e la sola Francia, eliminata durante le qualificazioni, fu invitata come sostituta, lasciando quindi che il torneo si svolgesse con 15 squadre, ma, dopo il sorteggio, anche India e Francia si ritirarono, sicché il torneo si disputò tra 13 squadre. Fonte: (EN) 1950 FIFA World Cup Brazil – Matches, su fifa.com. URL consultato il 6 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2014).
  4. 1 2 Nel 1950 non erano previste finali per il 1º e per il 3º posto, poiché, caso unico nella storia dei mondiali, al loro posto si disputò un girone all'italiana tra le prime classificate dei quattro gironi del primo turno; dato però che le due partite conclusive del girone finale furono giocate rispettivamente tra le prime due e tra le ultime due nella classifica parziale (Brasile e Uruguay, a 4 punti e 3 punti, e Spagna e Svezia, a 1 e 0 punti), esse valsero de facto come finali per il 1º (terminata 1-2) e per il 3º posto (terminata 1-3) del torneo. La classifica finale del gruppo fu: 1º: Uruguay (5 punti); 2º: Brasile (4 punti); 3º: Svezia (2 punti); 4º: Spagna (1 punto). Fonte: (EN) 1950 FIFA World Cup Brazil – Matches, su fifa.com. URL consultato il 6 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2014).
  5. Tre partite di apertura verranno disputate in Argentina, Paraguay e Uruguay.
Squadra Confed.OroOroArgentoArg.BronzoBronzoQuarto PostoOroArgentoBronzo Totale PodiTotaleEdizioni VincentiPartecipazioni
Brasile (bandiera) Brasile CONMEBOL52229111958, 1962, 1970, 1994 e 200222
Germania (bandiera) Germania[n 1] UEFA444112131954, 1974, 1990 e 201420
Italia (bandiera) Italia UEFA4211781934, 1938, 1982 e 200618
Argentina (bandiera) Argentina CONMEBOL33--661978, 1986 e 202218
Francia (bandiera) Francia UEFA2221671998 e 201816
Uruguay (bandiera) Uruguay CONMEBOL2-- 3251930 e 195014
Inghilterra (bandiera) Inghilterra UEFA1-- 213196616
Spagna (bandiera) Spagna UEFA1-- 112201016
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi UEFA-31145-11
Ungheria (bandiera) Ungheria UEFA-2--22-9
Cecoslovacchia (bandiera) Cecoslovacchia[n 2] UEFA-2--22-9
Svezia (bandiera) Svezia UEFA-12134-12
Croazia (bandiera) Croazia UEFA-12-33-6
Polonia (bandiera) Polonia UEFA--2-22-9
Belgio (bandiera) Belgio UEFA--1112-14
Portogallo (bandiera) Portogallo UEFA--1112-8
Austria (bandiera) Austria UEFA--1112-7
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti CONCACAF--1-11-11
Cile (bandiera) Cile CONMEBOL--1-11-9
Turchia (bandiera) Turchia UEFA--1-11-2
Jugoslavia (bandiera) Jugoslavia UEFA---2-2-13
Unione Sovietica (bandiera) Unione Sovietica UEFA---1-1-11
Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud AFC---1-1-11
Bulgaria (bandiera) Bulgaria UEFA---1-1-7
Marocco (bandiera) Marocco CAF---1-1-6
Note
  1. Dall'edizione 1950 all'edizione 1990 come Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest
  2. Fino all'edizione 1990, Rep. Ceca (bandiera) Rep. Ceca dall'edizione 1994

Paesi ospitanti

[modifica | modifica wikitesto]
Nazionali Quante volte TORNEI Nazionali Quante volte TORNEI Nazionali Quante volte TORNEI
Messico (bandiera) Messico 3 1970, 1986, 2026 Italia (bandiera) Italia 2 1934, 1990 Francia (bandiera) Francia 2 1938, 1998
Brasile (bandiera) Brasile 2 1950, 2014 Germania (bandiera) Germania 2 1974, 2006 Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti 2 1994, 2026
Uruguay (bandiera) Uruguay 1 1930 Svizzera (bandiera) Svizzera 1 1954 Svezia (bandiera) Svezia 1 1958
Cile (bandiera) Cile 1 1962 Inghilterra (bandiera) Inghilterra 1 1966 Argentina (bandiera) Argentina 1 1978
Spagna (bandiera) Spagna 1 1982 Giappone (bandiera) Giappone 1 2002 Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud 1 2002
Sudafrica (bandiera) Sudafrica 1 2010 Russia (bandiera) Russia 1 2018 Qatar (bandiera) Qatar 1 2022
Canada (bandiera) Canada 1 2026

Partecipazioni e prestazioni nelle fasi finali

[modifica | modifica wikitesto]
Legenda

-: non qualificata.
R: ritiratasi prima dell'inizio del torneo o durante le qualificazioni (per incontri non disputati).
S: squalificata.
Q: qualificata per un torneo ancora da disputarsi, o in un torneo in corso.
1T: eliminata al primo turno (nel 1930 e dal 1950).
2T: eliminata al secondo turno (dal 1974 al 1982).

OF: eliminata agli ottavi di finale (dal 1934 al 1938 e dal 1986).
QF: eliminata ai quarti di finale (dal 1934 al 1938, dal 1954 al 1970 e dal 1986).
4ª: quarta classificata.
3ª: terza classificata.
2ª: seconda classificata.
V: vincitrice.
  : Nazione ospitante.

  • In corsivo le nazionali scomparse definitivamente.
NazionaleUruguay (bandiera)
1930
Italia (bandiera)
1934
Francia (bandiera)
1938
Brasile (bandiera)
1950
Svizzera (bandiera)
1954
Svezia (bandiera)
1958
Cile (bandiera)
1962
Inghilterra (bandiera)
1966
Messico (bandiera)
1970
Germania Ovest (bandiera)
1974
Argentina (bandiera)
1978
Spagna (bandiera)
1982
Messico (bandiera)
1986
Italia (bandiera)
1990
Stati Uniti (bandiera)
1994
Francia (bandiera)
1998
Corea del Sud (bandiera) Giappone (bandiera)
2002
Germania (bandiera)
2006
Sudafrica (bandiera)
2010
Brasile (bandiera)
2014
Russia (bandiera)
2018
Qatar (bandiera)
2022
Canada (bandiera) Messico (bandiera) Stati Uniti (bandiera)
2026
TotaleVittorie
Brasile (bandiera) Brasile1TOFQFVV1TV2TQFOFVVQFQFQF QFQ235
Germania (bandiera) Germania
Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest[n 1]
OFS[n 2]VQFV2TVQFQFV1T 1TQ214
Italia (bandiera) Italia VV1T1T-1T1T1TVOFQFOFV1T1T- -184
Argentina (bandiera) Argentina OF1T1TQF-2TV2TVOFQF1TQFQFOF VQ193
Francia (bandiera) Francia 1TOFQF-1T-1T--1T--V1T1TQFV Q172
Uruguay (bandiera) Uruguay VV-1TQF1T--OFOF--1T-OFQF 1TQ152
Inghilterra (bandiera) Inghilterra 1TQF1TQFVQF--2TQF-OFQFQFOF1T QFQ171
Spagna (bandiera) Spagna QF--1T1T--1T2TQFOFQF1TQFOFV1TOF OFQ171
Messico (bandiera) Messico 1T-1T1T1T1T1TQF-1T-QFSOFOFOFOFOFOFOF 1TQ18-
Belgio (bandiera) Belgio 1TOFOFR1T---1T--2TOFOF1TOF--QF 1TQ15-
Serbia (bandiera) Serbia
Serbia e Montenegro (bandiera) Serbia e Montenegro[n 3]
Jugoslavia (bandiera) Jugoslavia[n 4]
--1TQFQF--2T-1T-QFSOF-1T1T-1T 1T-13-
Svizzera (bandiera) Svizzera QFQF1TQF-1T1T------OF--OF1TOFOF OFQ13-
Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud 1T----1T1T1T1T1TOF1T1T OFQ12-
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi OFOF------OFQF-OF- QFQ12-
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti OFR1T---------1TOF1TQF1TOFOF- OFQ12-
Svezia (bandiera) Svezia QF---1T2T1T--1T-OFOF--QF -12-
Russia (bandiera) Russia
Unione Sovietica (bandiera) Unione Sovietica[n 5]
QFQFQFS-2TOF1T1T-1T--1TQF SS11-
Cile (bandiera) Cile 1TR1T--1T-1T-1T-SSOF--OFOF- --9-
Giappone (bandiera) Giappone RS[n 2]---------1TOF1TOF1TOF OFQ9-
Paraguay (bandiera) Paraguay 1T1T-1T------OF--OFOF1TQF-- -Q9-
Polonia (bandiera) Polonia ROFR----2TOF---1T1T--1T OF9-
Portogallo (bandiera) Portogallo ----------1T---1TOF1TOF QFQ9-
Rep. Ceca (bandiera) Rep. Ceca
Cecoslovacchia (bandiera) Cecoslovacchia[n 5]
QF1T1T-1T--1T-QF---1T--- -9-
Scozia (bandiera) Scozia R1T1T---1T1T1T1T1T-1T----- -Q9-
Ungheria (bandiera) Ungheria QF1TQFQF--1T1T1T-------- --9-
Austria (bandiera) Austria RR1T---2T2T-1T-1T----- -Q8-
Camerun (bandiera) Camerun 1T-QF1T1T1T-1T1T- 1T-8-
Arabia Saudita (bandiera) Arabia Saudita ----OF1T1T1T--1T 1TQ7-
Australia (bandiera) Australia --1T-------OF1T1T1T OFQ7-
Bulgaria (bandiera) Bulgaria ----1T1T1T1T--OF-1T----- --7-
Colombia (bandiera) Colombia R-1T------OF1T1T---QFOF -Q7-
Croazia (bandiera) Croazia 1T1T-1T Q7-
Iran (bandiera) Iran -1TRS--1T-1T-1T1T 1TQ7-
Marocco (bandiera) Marocco -R1T---OF-1T1T----1T Q7-
Romania (bandiera) Romania 1TOFOF--R-1T----OFQFOF----- -7-
Tunisia (bandiera) Tunisia -R--1T----1T1T1T--1T 1TQ7-
Costa Rica (bandiera) Costa Rica R--------OF--1T1T-QF1T 1T-6-
Danimarca (bandiera) Danimarca ------OF--QFOF-1T-OF 1T6-
Nigeria (bandiera) Nigeria -R-------OFOF1T-1TOF1T --6-
Algeria (bandiera) Algeria ---1T1T-----1TOF- -Q5-
Ecuador (bandiera) Ecuador R----------1TOF-1T- 1TQ5-
Ghana (bandiera) Ghana -----------OFQF1T- 1TQ5-
Perù (bandiera) Perù 1T---QF-2T1T--------1T --5-
Costa d'Avorio (bandiera) Costa d'Avorio -------1T1T1T- -Q4-
Egitto (bandiera) Egitto OFRRRR-----1T------1T -Q4-
Norvegia (bandiera) Norvegia OF----------1TOF----- -Q4-
Senegal (bandiera) Senegal --------QF---1T OFQ4-
Sudafrica (bandiera) Sudafrica SSSSSSS-1T1T-1T-- -Q4-
Bolivia (bandiera) Bolivia 1T1T---------1T------ -3-
Canada (bandiera) Canada -R----1T-------- 1TQ3-
Grecia (bandiera) Grecia ------------1T---1TOF- --3-
Honduras (bandiera) Honduras -----1T------1T1T- --3-
Irlanda (bandiera) Irlanda ------------QFOF-OF---- -3-
Irlanda del Nord (bandiera) Irlanda del Nord --QF-----2T1T-------- -3-
Nuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda ---1T------1T-- -Q3-
Corea del Nord (bandiera) Corea del Nord QFS-R-------1T-- R-2-
El Salvador (bandiera) El Salvador R1T--1T--------- --2-
Galles (bandiera) Galles QF--------------- 1T2-
Haiti (bandiera) Haiti ---1T--------- -Q2-
Panama (bandiera) Panama ----------1T -Q2-
Qatar (bandiera) Qatar ----------- 1TQ2-
Slovenia (bandiera) Slovenia -1T-1T-- --2-
Turchia (bandiera) Turchia -R1TR-------------- -2-
Angola (bandiera) Angola -----1T--- --1-
Bosnia ed Erzegovina (bandiera) Bosnia ed Erzegovina ----1T- -1-
Capo Verde (bandiera) Capo Verde ----- -Q1-
Cina (bandiera) Cina ------1T---- --1-
Curaçao (bandiera) Curaçao -- -Q1-
Cuba (bandiera) Cuba -QF-----R------ --1-
Emirati Arabi Uniti (bandiera) Emirati Arabi Uniti R-1T------- --1-
Germania Est (bandiera) Germania Est ----2T----1-
Giamaica (bandiera) Giamaica --RR--1T----- -1-
Giordania (bandiera) Giordania --------- -Q1-
Indonesia (bandiera) Indonesia
Indie orientali olandesi (bandiera) Indie orientali olandesi[n 6]
OFRRR-----------S --1-
Iraq (bandiera) Iraq -R-1T-------- -1-
Islanda (bandiera) Islanda ---------------1T --1-
Israele (bandiera) Israele
Mandato di Palestina (bandiera) Mandato di Palestina[n 7]
-------1T------------ --1-
Kuwait (bandiera) Kuwait --1T--------- --1-
RD del Congo (bandiera) RD del Congo
Zaire (bandiera) Zaire[n 8]
1TR--------- -1-
Slovacchia (bandiera) Slovacchia ---OF-- -1-
Togo (bandiera) Togo ---------1T--- --1-
Trinidad e Tobago (bandiera) Trinidad e Tobago ----------1T--- --1-
Ucraina (bandiera) Ucraina --QF--- -1-
Uzbekistan (bandiera) Uzbekistan ------ -Q1-
Note
  1. Dall'edizione 1950 all'edizione 1990.
  2. 1 2 Le squadre di Germania e Giappone non furono ammesse alla competizione, in quanto le rispettive nazioni furono giudicate le principali responsabili dello svolgimento della seconda guerra mondiale.
  3. Nell'edizione 2006.
  4. Fino all'edizione 2002.
  5. 1 2 Fino all'edizione 1990.
  6. Nell'edizione 1938.
  7. Fino all'edizione 1938.
  8. Fino all'edizione 1994.

Al termine di ogni edizione della coppa del mondo vengono assegnati dei premi a giocatori e formazioni come celebrazione delle prestazioni individuali e di squadra al di là della posizione finale raggiunta nel torneo. Attualmente sono previsti cinque premi:

  • Scarpa d'oro per il miglior marcatore. Viene assegnato dal 1982 e dal 2006 vengono assegnate anche la Scarpa d'argento e la Scarpa di bronzo al secondo e terzo classificato;
  • Pallone d'oro dei Mondiali per il miglior giocatore del torneo, assegnato da membri dei media a seguito di una votazione. Viene assegnato dal 1982 e dal 2006 vengono assegnati anche il Pallone d'argento e il Pallone di bronzo al secondo e terzo classificato;
  • Guanto d'oro per il miglior portiere. Viene assegnato dal 1994 e fino al 2006 prendeva il nome di Premio Yashin, in onore del portiere russo Lev Yashin;
  • Premio FIFA Fair Play per la squadra più corretta. Viene assegnato dal 1978;
  • Miglior giovane per il miglior Under-21. Viene assegnato dal 2006.

Inoltre l'All-Star Team comprende i migliori giocatori del torneo e viene stilato dal 1994.

La partita col maggior numero di spettatori (segnalata nelle ultime tre colonne) è quasi sempre stata la finale del torneo, ad eccezione del 1930, 1938, 1958, 1962, 1970-1982, 1990 e 2006.[41]

Anno Nazione ospitante Stadi /
Città
Spettatori
Totale
Partite Media Partita con più spettatori*
Spettatori Stadio Partita(e)
1930Uruguay (bandiera) Uruguay3/1590.5491832.80893.000Stadio del Centenario, MontevideoUruguay 6–1 Jugoslavia, Semifinale
1934Italia (bandiera) Italia8/8363.0001721.35355.000Stadio Nazionale, RomaItalia 2–1 Cecoslovacchia, Finale
1938Francia (bandiera) Francia10/9375.7001820.87258.455Olympique de Colombes, ParigiFrancia 1–3 Italia, Quarti di finale
1950Brasile (bandiera) Brasile6/61.045.2462247.511173.850[42]Stadio Maracanã, Rio de JaneiroBrasile 1–2 Uruguay, Partita decisiva
1954Svizzera (bandiera) Svizzera6/6768.6072629.56263.000Stadio Wankdorf, BernaGermania Ovest 3–2 Ungheria, Finale
1958Svezia (bandiera) Svezia12/12819.8103523.42350.928Stadio Ullevi, GöteborgBrasile 2–0 URSS, Primo turno
1962Cile (bandiera) Cile4/4893.1723227.91268.679Estadio Nacional, SantiagoBrasile 4–2 Cile, Semifinale
1966Inghilterra (bandiera) Inghilterra8/71.563.1353248.84898.270Stadio Wembley, LondraInghilterra 4–2 Germania Ovest, Finale
1970Messico (bandiera) Messico5/51.603.9753250.124108.192Stadio Azteca, Città del MessicoMessico 1–0 Belgio, Primo turno
1974Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest9/91.865.7533849.09983.168Olympiastadion, Berlino OvestGermania Ovest 1–0 Cile, Primo turno
1978Argentina (bandiera) Argentina6/51.545.7913840.67971.712Stadio Monumental, Buenos AiresItalia 1–0 Argentina, Primo turno
1982Spagna (bandiera) Spagna17/142.109.7235240.57295.500Camp Nou, BarcellonaArgentina 0–1 Belgio, Primo turno[43]
1986Messico (bandiera) Messico12/112.394.0315246.039114.600Stadio Azteca, Città del MessicoMessico 1–1 Paraguay, Primo turno
Argentina 3–2 Germania Ovest, Finale
1990Italia (bandiera) Italia12/122.516.2155248.38974.765San Siro, MilanoGermania Ovest 4–1 Jugoslavia, Primo turno
1994Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti9/93.587.5385268.99194.194Rose Bowl, Pasadena, CaliforniaBrasile 0(3)–(2)0 Italia, Finale
1998Francia (bandiera) Francia10/102.785.1006443.51780.000Stade de France, Saint-DenisBrasile 0–3 Francia, Finale
2002Corea del Sud (bandiera) Corea del Sud
Giappone (bandiera) Giappone
10/10
10/10
2.705.1976442.26969.029International Stadium, Yokohama, JapanBrasile 2–0 Germania, Finale
2006Germania (bandiera) Germania12/123.359.4396452.49172.000Olympiastadion, BerlinoGermania 1(4)–(2)1 Argentina, Quarti di finale
2010Sudafrica (bandiera) Sudafrica10/93.178.8566449.67084.490FNB Stadium, JohannesburgSpagna 1–0 Olanda, Finale
2014Brasile (bandiera) Brasile12/123.429.8736453.59274.738Stadio Maracanã, Rio de JaneiroGermania 1–0 Argentina, Finale
2018Russia (bandiera) Russia12/113.031.7686447.37178.011Stadio Lužniki, MoscaRussia 5–0 Arabia Saudita, Primo turno[43]
Germania 0–1 Messico, Primo turno
Portogallo 1–0 Marocco, Primo turno
Danimarca 0–0 Francia, Primo turno
Spagna (4)1–1(5) Russia, Ottavi di finale
Croazia 2–1 Inghilterra, Semifinale
Francia 4–2 Croazia, Finale
2022Qatar (bandiera) Qatar8/53.404.2526453.19188.966Stadio Iconico, LusailArgentina 2–0 Messico, Primo turno
Argentina 3–0 Croazia, Semifinale
Argentina (3)4–2(3) Francia, Finale
Complessivo43.936.73096445.036173.850

Classifica assoluta dei marcatori

[modifica | modifica wikitesto]

La classifica è aggiornata al 18 dicembre 2022.[44] Si evidenziano in grassetto gli anni in cui la squadra nazionale del marcatore ha vinto il campionato mondiale.

GiocatoreNazionaleRetiPartiteMedia golPartecipazioni
Miroslav KloseGermania (bandiera) Germania16240,674 (2002, 2006, 2010, 2014)
RonaldoBrasile (bandiera) Brasile15190,794 (1994[n 1], 1998, 2002, 2006)
Gerd MüllerGermania (bandiera) Germania14131,082 (1970, 1974)
Just FontaineFrancia (bandiera) Francia1362,171 (1958)
Lionel Messi[n 2]Argentina (bandiera) Argentina13260,55 (2006, 2010, 2014, 2018, 2022)
Kylian Mbappé[n 2]Francia (bandiera) Francia12140,862 (2018, 2022)
PeléBrasile (bandiera) Brasile12140,864 (1958, 1962, 1966, 1970)
Sándor KocsisUngheria (bandiera) Ungheria1152,21 (1954)
Jürgen KlinsmannGermania (bandiera) Germania11170,653 (1990, 1994, 1998)
Thomas Müller[n 2]Germania (bandiera) Germania10190,534 (2010, 2014, 2018, 2022)
Helmut RahnGermania (bandiera) Germania101012 (1954, 1958)
Gabriel BatistutaArgentina (bandiera) Argentina10120,833 (1994, 1998, 2002)
Gary LinekerInghilterra (bandiera) Inghilterra10120,832 (1986, 1990)
Teófilo CubillasPerù (bandiera) Perù10130,773 (1970, 1978, 1982)
Grzegorz LatoPolonia (bandiera) Polonia10200,53 (1974, 1978, 1982)
AdemirBrasile (bandiera) Brasile961,51 (1950)
EusébioPortogallo (bandiera) Portogallo961,51 (1966)
Christian VieriItalia (bandiera) Italia9912 (1998, 2002)
VaváBrasile (bandiera) Brasile9100,92 (1958, 1962)
David VillaSpagna (bandiera) Spagna9120,753 (2006, 2010, 2014)
Paolo RossiItalia (bandiera) Italia9140,643 (1978, 1982, 1986[n 1])
Roberto BaggioItalia (bandiera) Italia9160,563 (1990, 1994, 1998)
JairzinhoBrasile (bandiera) Brasile9160,563 (1966, 1970, 1974)
Karl-Heinz RummeniggeGermania (bandiera) Germania9190,473 (1978, 1982, 1986)
Uwe SeelerGermania (bandiera) Germania9210,434 (1958, 1962, 1966, 1970)
Note
  1. 1 2 Non sceso in campo nel corso di questa edizione.
  2. 1 2 3 Ancora in attività.

Capocannonieri delle singole edizioni

[modifica | modifica wikitesto]
Edizione Capocannoniere Nazionale Gol
Uruguay 1930 Guillermo Stábile Argentina (bandiera) Argentina 8
Italia 1934 Oldřich Nejedlý Cecoslovacchia (bandiera) Cecoslovacchia 5
Francia 1938 Leônidas Brasile (bandiera) Brasile 7
Brasile 1950 Ademir Brasile (bandiera) Brasile 9
Svizzera 1954 Sándor Kocsis Ungheria (bandiera) Ungheria 11
Svezia 1958 Just Fontaine Francia (bandiera) Francia 13
Cile 1962 Garrincha
Vavá
Leonel Sánchez
Flórián Albert
Valentin Ivanov
Dražan Jerković
Brasile (bandiera) Brasile
Brasile (bandiera) Brasile
Cile (bandiera) Cile
Ungheria (bandiera) Ungheria
Unione Sovietica (bandiera) Unione Sovietica
Jugoslavia (bandiera) Jugoslavia
4
Inghilterra 1966 Eusébio Portogallo (bandiera) Portogallo 9
Messico 1970 Gerd Müller Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest 10
Germania Ovest 1974 Grzegorz Lato Polonia (bandiera) Polonia 7
Argentina 1978 Mario Kempes Argentina (bandiera) Argentina 6
Spagna 1982 Paolo Rossi Italia (bandiera) Italia 6
Messico 1986 Gary Lineker Inghilterra (bandiera) Inghilterra 6
Italia 1990 Salvatore Schillaci Italia (bandiera) Italia 6
Stati Uniti 1994 Hristo Stoičkov
Oleg Salenko
Bulgaria (bandiera) Bulgaria
Russia (bandiera) Russia
6
Francia 1998 Davor Šuker Croazia (bandiera) Croazia 6
Corea del Sud e Giappone 2002 Ronaldo Brasile (bandiera) Brasile 8
Germania 2006 Miroslav Klose Germania (bandiera) Germania 5
Sudafrica 2010 Thomas Müller
Wesley Sneijder
Diego Forlán
David Villa
Germania (bandiera) Germania
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi
Uruguay (bandiera) Uruguay
Spagna (bandiera) Spagna
5
Brasile 2014 James Rodríguez Colombia (bandiera) Colombia 6
Russia 2018 Harry Kane Inghilterra (bandiera) Inghilterra 6
Qatar 2022 Kylian Mbappé Francia (bandiera) Francia 8

Miglior giocatore (dal 1978)

[modifica | modifica wikitesto]

Si noti che dal 1998 al 2018 non è stato mai assegnato a un giocatore della squadra vincitrice

Edizione Miglior giocatore Nazionale
Argentina 1978 Mario Kempes Argentina (bandiera) Argentina
Spagna 1982 Paolo Rossi Italia (bandiera) Italia
Messico 1986 Diego Armando Maradona Argentina (bandiera) Argentina
Italia 1990 Salvatore Schillaci Italia (bandiera) Italia
Stati Uniti 1994 Romàrio Brasile (bandiera) Brasile
Francia 1998 Ronaldo Brasile (bandiera) Brasile
Corea del Sud e Giappone 2002 Oliver Kahn Germania (bandiera) Germania
Germania 2006 Zinédine Zidane Francia (bandiera) Francia
Sudafrica 2010 Diego Forlán Uruguay (bandiera) Uruguay
Brasile 2014 Lionel Messi Argentina (bandiera) Argentina
Russia 2018 Luka Modrić Croazia (bandiera) Croazia
Qatar 2022 Lionel Messi Argentina (bandiera) Argentina

Miglior portiere (dal 1994)

[modifica | modifica wikitesto]
Edizione Miglior portiere Nazionale
Stati Uniti 1994 Michel Preud'homme Belgio (bandiera) Belgio
Francia 1998 Fabien Barthez Francia (bandiera) Francia
Corea del Sud e Giappone 2002 Oliver Kahn Germania (bandiera) Germania
Germania 2006 Gianluigi Buffon Italia (bandiera) Italia
Sudafrica 2010 Iker Casillas Spagna (bandiera) Spagna
Brasile 2014 Manuel Neuer Germania (bandiera) Germania
Russia 2018 Thibaut Courtois Belgio (bandiera) Belgio
Qatar 2022 Emiliano Martínez Argentina (bandiera) Argentina

Capitani e allenatori delle squadre vincitrici

[modifica | modifica wikitesto]
Anno Capitano Allenatore Squadra
1930 José Nasazzi Alberto Suppici Uruguay (bandiera) Uruguay
1934 Gianpiero Combi Vittorio Pozzo Italia (bandiera) Italia
1938 Giuseppe Meazza Vittorio Pozzo Italia (bandiera) Italia
1950 Obdulio Varela Juan López Fontana Uruguay (bandiera) Uruguay
1954 Fritz Walter Sepp Herberger Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest
1958 Hilderaldo Bellini Vicente Feola Brasile (bandiera) Brasile
1962 Mauro Ramos Aymoré Moreira Brasile (bandiera) Brasile
1966 Bobby Moore Alf Ramsey Inghilterra (bandiera) Inghilterra
1970 Carlos Alberto Mário Zagallo Brasile (bandiera) Brasile
1974 Franz Beckenbauer Helmut Schön Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest
1978 Daniel Passarella César Luis Menotti Argentina (bandiera) Argentina
1982 Dino Zoff Enzo Bearzot Italia (bandiera) Italia
1986 Diego Armando Maradona Carlos Bilardo Argentina (bandiera) Argentina
1990 Lothar Matthäus Franz Beckenbauer Germania Ovest (bandiera) Germania Ovest
1994 Dunga Carlos Alberto Parreira Brasile (bandiera) Brasile
1998 Didier Deschamps Aimé Jacquet Francia (bandiera) Francia
2002 Cafu Luiz Felipe Scolari Brasile (bandiera) Brasile
2006 Fabio Cannavaro Marcello Lippi Italia (bandiera) Italia
2010 Iker Casillas Vicente del Bosque Spagna (bandiera) Spagna
2014 Philipp Lahm Joachim Löw Germania (bandiera) Germania
2018 Hugo Lloris Didier Deschamps Francia (bandiera) Francia
2022 Lionel Messi Lionel Scaloni Argentina (bandiera) Argentina
  1. (EN) Jules Rimet Cup, su fifa.com. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2013).
  2. Nell'occasione venne anche ipotizzato che, non trovandosi la coppa, ne fosse stata fusa un'altra identica simulando poi il ritrovamento.
  3. (EN) The History of FIFA World Cup, su fifa.com. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2008).
  4. Com’è fatta la Coppa del Mondo, su Calcio Fanpage. URL consultato il 19 dicembre 2022.
  5. Com'è fatta la coppa del mondo (video), su calcio.fanpage.it, fanpage.it. URL consultato il 18 luglio 2018.
  6. (EN) The FIFA World Cup™ Trophy, su fifa.com. URL consultato il 12 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2019).
  7. (EN) Badges of Honour, in FIFA World Magazine (pag. 19), giugno/luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2011).
  8. (PT) Cronologia Histórica de Uniformes e Escudos da Seleção Brasileira - 1914-2005 (PDF) (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2007). (archiviato su web.archive.org)
  9. Equipment Regulations: Regulations Governing the Sports Equipment at FIFA Competitions (PDF), su fifa.com, FIFA, 18 ottobre 2003, pp. 39, §16.1. URL consultato il 13 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2017)..
  10. (EN) FIFA WORLD CUP™ ORIGIN (PDF), su fifa.com. URL consultato il 24 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2007).
  11. Temi olimpici: dilettantismo e professionismo..
  12. Il calcio alle Olimpiadi, su ilcalcioracconta.it. URL consultato il 2 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2019).
  13. History of FIFA – The first FIFA World Cup, in FIFA.com, Fédération Internationale de Football Association. URL consultato il 24 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2018).
  14. "No doubts exist. Uruguay are four time FIFA World Champions" (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015)..
  15. (EN) MEN'S OLYMPIC FOOTBALL TOURNAMENT TIMELINE, su fifa.com. URL consultato l'8 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2021).
  16. (EN) 2010 World Cup Qualifying, su soccernet.espn.go.com. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2008).
  17. (EN) 1938 FIFA World Cup France Preliminaries, su fifa.com. URL consultato il 30 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2007).
  18. United 2026 bid book, su resources.fifa.com. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2018).
  19. (EN) Regulations 2010 FIFA World Cup South Africa (pagine 47-48) (PDF), su fifa.com. URL consultato il 18 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2013).
  20. Questa è la definizione corretta anche se nell'uso comune si parla spesso di calci di rigore che sono quelli che si verificano nel corso della partita e in cui la palla è rigiocabile dopo il primo tiro in quanto questo fa riprendere automaticamente il gioco.
  21. (EN) World Cup 1930 final, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  22. (EN) World Cup 1934 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  23. (EN) World Cup 1938 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  24. (EN) World Cup 1950 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  25. (EN) World Cup 1954 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  26. (EN) World Cup 1958 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  27. (EN) World Cup 1970 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  28. (EN) World Cup 1974 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  29. (EN) World Cup 1978 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  30. (EN) World Cup 1982 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  31. (EN) World Cup 1986 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  32. (EN) World Cup 1994 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  33. (EN) World Cup 1998 finals, su rsssf.com, RSSSF. URL consultato il 22 dicembre 2012.
  34. Mondiali 2026, il nuovo format con la presenza di 48 nazionali, su sportpress24.com, 4 dicembre 2022. URL consultato il 2 marzo 2023 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2023).
  35. Belgio, Francia, Romania e Jugoslavia: (EN) Uruguay 1930, su news.bbc.co.uk, bbc.co.uk, 11 aprile 2002. URL consultato il 30 marzo 2008.
  36. (EN) France 1938, su news.bbc.co.uk, bbc.co.uk, 17 aprile 2002. URL consultato il 30 marzo 2008.
  37. Bortolotti, p. 162.
  38. (EN) Russia and Qatar awarded 2018 and 2022 FIFA World Cups, su fifa.com, 2 dicembre 2010. URL consultato il 2 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2012).
  39. Bortolotti, p. 159.
  40. 2006 FIFA World Cup™ broadcast wider, longer and farther than ever before, su fifa.com. URL consultato il 13 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2018).
  41. FIFA World Cup competition records (PDF), in FIFA.com, Fédération Internationale de Football Association, p. 2. URL consultato il 30 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2010).
  42. (EN) World Cup Rewind: Largest attendance at a match in the 1950 Brazil final, in Guinness World Records, 12 giugno 2018. URL consultato il 4 luglio 2018.
    «"Officially, 173,850 paid spectators crammed into Rio de Janeiro’s Maracanã Stadium on July 16(...) Some estimates have even pegged the attendance as high as 199,000 or 210,000 unofficially"»
  43. 1 2 Partita inaugurale
  44. (EN) FIFA World Cup - Players with the most goals scored, su fifa.com. URL consultato il 28 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2014).
  • Adalberto Bortolotti, I campionati mondiali, in AA. vv., Enciclopedia dello Sport. Calcio, Roma, Istituto Della Enciclopedia Italiana Fondata Da Giovanni Treccani, 2002.
  • Daniele Camilli, Contropiede. Breve discorso sopra il metodo del calcio, Milano, Nottetempo (collana "Gransasso"), 2007, ISBN 9788874521203.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 133874960 · LCCN (EN) n98090291 · GND (DE) 1047989-2 · J9U (EN, HE) 987007295192705171
  Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio