Caso Catania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Calcio Catania.

L'espressione Caso Catania, di origine giornalistica, ha indicato più vicende giudiziare dell'omonima società calcistica.

Il caso Catania 1953[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato di B 1952-53, il Catania si classificò al 3º posto dietro le promosse Genoa e Legnano. La società siciliana sporse però un ricorso alla Lega Nazionale Professionisti, chiedendo la vittoria a tavolino dell'incontro con il Padova: la gara (disputata il 24 maggio 1953) si era chiusa sul risultato di 1-0 per i veneti, ma la tifoseria locale aveva operato un lancio di oggetti in campo ferendo l'assistente arbitrale.[1] La richiesta fu accolta dalla Lega, ma in seguito la CAF annullò il verdetto: la FIGC, tramite il Consiglio Federale, istituì una nuova commissione la quale riabilitò il verdetto iniziale.

Il risultato a tavolino aggiunse 2 punti alla classifica degli etnei, che raggiunsero così il Legnano in 2ª posizione: si rese necessario, in piena estate, uno spareggio per assegnare la promozione in A.[2]

Firenze
28 luglio 1953, ore 17:00 CEST
Serie B - Spareggio
Legnano 4 – 1
referto
Catania Stadio Artemio Franchi
Arbitro Massai (Pisa)

Il caso Catania 1993[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni 1990 il Catania rischiò più volte il fallimento, facendo registrare (al 1993) un deficit di bilancio pari a 5 987 000 000 lire. Il precario quadro finanziario portò alla radiazione della società, impedendo l'iscrizione al campionato di C1 per la stagione 1993-94.[3] In autunno, con la stagione già iniziata, il TAR impose alla FIGC l'iscrizione del Catania: ammessi al girone A del campionato siciliano di Eccellenza, i rossoazzurri guadagnarono sul campo il ritorno nel calcio professionistico al termine dell'annata 1994-95.[4]

Il caso Catania 2003[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato di B 2002-03, la società fu protagonista di un nuovo scandalo. La vicenda ebbe inizio nell'aprile 2003 quando, nella partita Catania-Siena, i bianconeri schierarono lo squalificato Luigi Martinelli.[5] Il presidente Gaucci presentò ricorso alla CAF: la sentenza di 1º grado fu contaria, mentre risultò favorevole quella di 2º (il grado definitivo per la giustizia sportiva). Il Catania ottenne la vittoria a tavolino, con 2 punti in più in classifica (la gara era finita 1-1 sul campo).[6] La graduatoria del campionato, tenendo conto del fatto, lasciò Napoli e Venezia a giocare lo spareggio per evitare la C1.[7]

I veneti, tuttavia, protestarono per motivi analoghi: nella sfida con i siciliani, questi avevano - a loro volta - schierato un calciatore squalificato (Grieco). Essi furono così sanzionati con il 2-0 sub iudice, per una sconfitta che avrebbe decretato la discesa in C1.[8][9] I successivi ricorsi presentati al TAR, da parte anche di altre società, accesero le polemiche per l'intera estate.[9][10] I turni preliminari di Coppa Italia e l'inizio del campionato 2003-04 slittarono, finché la FIGC dispose il blocco delle retrocessioni: oltre al Catania anche Salernitana e Genoa furono ripescate, creando un torneo di 24 partecipanti. L'unica esclusa rispetto al 2002-03 fu il Cosenza, fallito e sostituito dalla Fiorentina (vincitrice del torneo di C2).[11]

La situazione generò, di fatto, una stagione provvisoria che sfocerà nella riforma dei campionati nel 2004.[11] Nell'autunno 2003, il CDS confermò de iure la ragione di Franco Carraro (all'epoca presidente della FIGC): la sconfitta a tavolino con il Venezia sarebbe stata legittima, comportando la retrocessione etnea.[12]

Il caso Catania 2015[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Scandalo italiano del calcioscommesse del 2015.

Nel giugno 2015, una nuova bufera colpì la società etnea che venne accusata di "combine" in varie partite del trascorso campionato di B.[13] L'obiettivo sarebbe stato quello di evitare la retrocessione in Lega Pro, conquistando risultati favorevoli.[13] L'inchiesta, denominata «treni del gol», portò all'arresto di 7 dirigenti tra cui quello del presidente Pulvirenti.[13] Le gare indagate furono 6, disputate tra il 29 marzo e il 2 maggio.[13] Lo stesso Pulvirenti ammise il tentativo, riuscito, di combinare gli esiti.[14] In coincidenza di tali partite, si registrarono flussi di scommesse anomali.[14]

La vicenda si risolse con il declassamento del Catania in Lega Pro per la stagione 2015-16, con 12 punti di penalizzazioni (ridotti a 9 prima dell'inizio del campionato).[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere dello Sport, 11 luglio 1953.
  2. ^ A forza di rinvii e polemiche si è giunti all' incontro, in La Stampa, 28 luglio 1953, p. 5.
  3. ^ Fulvio Bianchi, Clamoroso al Cibali..., in Sport - la Repubblica (Roma), 1º agosto 1993, p. 25.
  4. ^ Fulvio Bianchi e Vittorio Zambardino, Cercasi un posto tra i dilettanti, in Sport - la Repubblica (Roma), 10 ottobre 1993, p. 23.
  5. ^ Antonio Fraschilla, Siena adesso rischia un punto "Martinelli non doveva giocare", in Firenze - la Repubblica (Siena), 18 aprile 2003, p. 9.
  6. ^ Il Tar accoglie il ricorso il Catania ha due punti in più, su repubblica.it, Catania, 5 giugno 2003.
  7. ^ Jacopo Manfredi, Serie B, finale ai veleni promosse anche Ancona e Lecce, su repubblica.it, Roma, 7 giugno 2003.
  8. ^ Corrado Zunino, Tribunale rimette il Catania in B, su repubblica.it, 27 giugno 2003.
  9. ^ a b Il Catania resta in B ma è caos, su repubblica.it, Roma, 2 luglio 2003.
  10. ^ La Disciplinare aveva detto no, su gazzetta.it, 16 luglio 2003.
  11. ^ a b Serie B a 24 squadre C'è anche la Fiorentina, su repubblica.it, Milano, 20 agosto 2003.
  12. ^ Gianni Bondini, Petrucci e Carraro blindano la giustizia sportiva, in La Gazzetta dello Sport (Roma), 23 ottobre 2003.
  13. ^ a b c d Partite comprate a Catania: 7 arresti, c'è anche il presidente Pulvirenti, su gazzetta.it, Milano, 23 giugno 2015.
  14. ^ a b Scandalo Catania, Pulvirenti: "Ho comprato le partite a 100 mila euro l'una", su repubblica.it, Catania, 29 giugno 2015.
  15. ^ Gianluca Strocchi, Lega Pro: comincia l'avventura di Pro Patria, Catania, Messina e Monopoli, su repubblica.it, Roma, 19 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmelo Gennaro e Luigi Prestinenza, Dal fondo un traversone. Sessant'anni di Catania Calcio, 2ª edizione, A&B Editori, 2005, p. 180, ISBN 9788877280145.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]