Giudice sportivo

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Il giudice sportivo è la persona posta al vertice legislativo di una federazione, la quale assegna l'incarico.[1]

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Per lungo tempo, in Italia, è stata una carica ricoperta dai magistrati.[1][2] Successivamente, il Consiglio Superiore ha vietato loro di svolgere incarichi per federazioni sportive.[3]

La struttura della magistratura e il numero di gradi variano in base al singolo ente[1]: la Federazione calcistica italiana, per esempio, riconosce al giudice il valore di 1º grado.[1] Il 2º è invece delegato alla Corte di Giustizia Federale, con valore definitivo.[1] Ad essa compete anche la decisione finale in caso di illeciti, oltre che per i ricorsi di atleti (tesserati) e società.[1]

Il campionato nazionale contempla la figura a partire dalla stagione 1959-1960[1], visto che fino a quel momento le decisioni erano prese collegialmente dal Comitato o dalla Lega che gestiva ogni campionato.

All'atto del tesseramento e dell'iscrizione, atleti e società si impegnano ad accettare le deliberazioni della giustizia sportiva rinunciando all'eventuale intervento di quella ordinaria: il mancato rispetto della clausola (detta "compromissoria") ha spinto il Parlamento a regolamentare la questione.[1] L'unico TAR competente in suddetti casi è quello della Regione Lazio.[4]

Per la stagione 2016-2017, giudici sportivi delle leghe professionistiche sono: Gerardo Mastrandrea (LNP A)[5], Emilio Battaglia (LNP B) e Pasquale Marino (LICP).[6]

Sanzioni[modifica | modifica wikitesto]

La figura, in materia di infrazioni sportive, può irrogare i seguenti provvedimenti sanzionatori:

  • Ammenda: consistente nel versamento, da parte del club, di una somma di denaro (in ) a favore della federazione[7];
  • Squalifica: all'atleta viene interdetta la partecipazione ad una o più gare successive. È applicabile anche ai dirigenti, inibendoli temporaneamente dallo svolgere le proprie funzioni[8];
  • Radiazione: consiste nell'esclusione, a tempo indeterminato, dell'atleta dalla federazione[9];
  • Squalifica del campo: alla tifoseria è interdetta la presenza all'impianto della squadra, con eventuale obbligo per quest'ultima di disputare le gare casalinghe in altri campi[10];
  • Sconfitta a tavolino: per accertate irregolarità nello svolgimento della gara, la squadra viene punita con la sconfitta a tavolino[11];
  • Penalizzazione: in competizioni con classifiche a punti, consiste nella sottrazione di un determinato punteggio[12];
  • Declassamento: il club viene retrocesso - sub iudice - in una categoria inferiore[13];
  • Revoca di titolo: alla società viene revocato, de iure, un titolo conquistato de facto[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Aniello Merone, NOMINA DEI GIUDICI SPORTIVI E FEDERALI, coni.it, 15 luglio 2014.
  2. ^ Gianni Bondini e Carlo Laudisa, Un ex magistrato è il nuovo giudice sportivo, in La Gazzetta dello Sport, 5 agosto 2006.
  3. ^ Incarichi extragiudiziari in tema di autorizzazione dei magistrati allo svolgimento degli incarichi di giudice sportivo presso le Federazioni sportive nazionali (PDF), csm.it, 7 luglio 2004.
  4. ^ TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA REGIONE LAZIO (PDF), rdes.it, 12 aprile 2007.
  5. ^ Fulvio Bianchi, Un superpoliziotto per gli scandali del calcio, repubblica.it, 31 agosto 2016.
  6. ^ Almanacco Illustrato del calcio 2017, Modena, Panini Editore, 2016, p. 18, ISBN 9771129338008.
  7. ^ Serie B: 10 squalificati, 3 società multate, gazzetta.it, 6 ottobre 2005.
  8. ^ Codice di Giustizia Sportiva (PDF), figc.co.it.
  9. ^ Francesco Oddi, Inter, stangata su Wilfred Gnoukouri, fratello di Assane: 2 anni di squalifica, gazzetta.it, 11 maggio 2016.
  10. ^ Roma, Olimpico squalificato per due giornate anziché una, repubblica.it, 1º aprile 2004.
  11. ^ Matteo Pinci, Cagliari-Roma, è 0-3: il giudice ha deciso, repubblica.it, 24 settembre 2012.
  12. ^ Calcio, bomba carta: Crotone penalizzato di tre punti, sport.repubblica.it, 7 gennaio 2005.
  13. ^ Lecce retrocesso in Lega Pro "Semeraro mandante della combine", repubblica.it, 27 agosto 2012.
  14. ^ Mario Canfora e Giuseppe Nigro, Basket, Siena, revoca degli scudetti 2012 e 2013, gazzetta.it, 7 ottobre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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