Caso Napoli

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Napoli 1947-1948

Il caso Napoli fu uno scandalo calcistico che nel 1948 coinvolse il Napoli, decretandone la relegazione all'ultimo posto della classifica della Serie A e conseguente retrocessione in Serie B per illecito sportivo.[1] Si trattò della prima vicenda extracalcistica accaduta in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale.[1]

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

Il Napoli, dopo aver terminato il campionato di Serie A 1947-1948 al 18º posto, retrocedendo per la seconda volta nella sua storia in Serie B, nei giorni seguenti venne ulteriormente relegato d'ufficio al 21º e ultimo posto della classifica per un tentativo di corruzione nella partita contro il Bologna, divenendo così la prima squadra nella storia del calcio italiano a subire questo tipo di penalizzazione.[1]

La decisione della giustizia sportiva non fu accettata serenamente dalla società partenopea, che si rivolse alle assemblee estive per tentare di recuperare a tavolino la categoria, appellandosi all'«orgoglio meridionale» nonché a presunti torti arbitrali contro varie squadre del Sud supportati, a proprio dire da prove cinematografiche, fino a proporre al Consiglio Federale il voto per la messa a disposizione di un ventunesimo posto per la successiva stagione della massima serie. A questa proposta la Lega Nazionale e i suoi organi di giustizia sportiva reagirono duramente, condannando la società azzurra per una tentata corruzione dei dirigenti bolognesi e chiudendo definitivamente la partita.[1]

La vicenda degenerò in una guerra aperta: i partenopei convocarono un'assemblea volta a spostare la sede della Lega da Milano a Firenze[2], accusandola senza mezzi termini di essere un «cartello settentrionalista»[2], mentre questa deferì nuovamente la società partenopea per calunnie rivolte al presidente Piero Pedroni, cui il Napoli rispose con una querela presso la giustizia ordinaria[3]. A quel punto alla FIGC non rimase che intervenire coercitivamente, imponendo ai campani la resa incondizionata pena la radiazione dal calcio italiano.[4]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Renato Dall'Ara, presidente del Bologna e accusatore del Napoli.
  • Giovedì 1º luglio 1948: Renato Dall'Ara, presidente del Bologna, denuncia che alcuni testimoni hanno visto quattro suoi giocatori subire proposte di dirigenti del pericolante Napoli per perdere la gara coi partenopei.[5]
  • Domenica 4 luglio: si chiude il campionato 1947-48. Il Napoli, 18º classificato, è retrocesso in Serie B.
  • Lunedì 5 luglio: il Napoli presenta ricorso per l'arbitraggio dell'ultima giornata di campionato, persa dai partenopei a San Siro contro l'Inter. Al contempo, la Salernitana reclama per la gara contro la Roma.
  • Giovedì 8 luglio: la Commissione di Appello Federale apre un'inchiesta su Inter-Napoli.
  • Martedì 13 luglio: il Consiglio Federale della FIGC vota una risoluzione, sostenuta in blocco dalle squadre del Sud, per la creazione di un 21º posto sia in Serie A sia in Serie B, annullando le eliminatorie in corso nel torneo cadetto. Determinante il voto di alcune piccole squadre del Nord, colto concedendo il contestuale allargamento della Serie C.
  • Sabato 17 luglio: il Napoli esibisce una pellicola INCOM e chiede la prova visiva a sostegno delle sue contestazioni arbitrali.
  • Lunedì 19 luglio: l'arbitro di Inter-Napoli, signor Ferruccio Bonivento, si dimette dall'Associazione Italiana Arbitri, dichiarandosi diffamato dalle accuse napoletane.
  • Giovedì 29 luglio: la CAF respinge i ricorsi di Napoli e Salernitana[6], con le motivazioni che non vi è stato errore tecnico e che la prova visiva non è contemplata nei regolamenti federali e della FIFA. I due club campani ricorrono al Consiglio Federale[6].
  • Sabato 31 luglio: la Lega Nazionale Professionisti dichiara il Napoli colpevole di tentata corruzione dei giocatori bolognesi.
    Il comunicato[7] diramato dalla Lega Nazionale sancisce:[8][9][10]
  1. retrocessione del Napoli all'ultimo posto in classifica;
  2. inibizione a vita a ricoprire incarichi ufficiali per il presidente del Napoli, Giuseppe Muscariello, e per Paolo Innocenti (ex giocatore del Napoli dal 1926 al 1937 e primo storico capitano della squadra partenopea[11][12]);
  3. squalifica a vita per il centrocampista Luigi Ganelli (Napoli);
  4. squalifica di 3 mesi per Bruno Arcari (Bologna), di 2 mesi per Carlo Barbieri (Napoli) e Sauro Taiti (Bologna) e di 1 mese per Gino Cappello (Bologna, successivamente coinvolto nel 1960 per l'illecito sportivo che prende il suo nome, caso Cappello);
  • Domenica 1º agosto: il presidente del Napoli, Giuseppe Muscariello, annuncia querela per diffamazione contro la Lega e il suo presidente, Piero Pedroni[3].
  • Martedì 3 agosto: il Napoli indice un'assemblea delle squadre meridionali e, accusando apertamente la Lega di essere un'organizzazione nordista[2], ne chiede l'immediato spostamento a Firenze[2]. Contemporaneamente a Milano le squadre di Serie A votano un ordine del giorno contrario a ogni ripescaggio[13].
  • Giovedì 19 agosto: la CAF respinge il ricorso di Muscariello e condanna di conseguenza il Napoli per violazione della clausola compromissoria in relazione alla querela contro la Lega[14][4]. Apertura della procedura per la radiazione del Napoli dalla Federazione per insubordinazione[4].
  • Venerdì 20 agosto: ricorso napoletano al Consiglio Federale contro la CAF[15].
  • Lunedì 30 agosto: il Consiglio Federale conferma la Serie A a 20 squadre per la stagione 1948-1949, rigettandone l'allargamento[14][16][17]. Resa del Napoli in cambio della riammissione nei ranghi federali.[18]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Conferma a tavolino della retrocessione del Napoli.[1]
  • Radiazione del presidente partenopeo Giuseppe Muscariello.[1]
  • Allargamento della Serie B a 22 squadre, essendo ormai state annullate le eliminatorie estive.[1]
  • Allargamento della Serie C a quattro gironi, anziché tre come previsto in origine.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Carlo Caliceti, Riunione di famiglia, in L'altra faccia del pallone, Calcio 2000, 4 [40], aprile 2001, p. 57, ISSN 1122-1712.
  2. ^ a b c d Giuseppe Melillo, Il Napoli e il suo diritto alla riabilitazione, in Corriere dello Sport, 4 agosto 1948, pp. 1-2. URL consultato il 3 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il dicembre 2007).
  3. ^ a b Agostino Panico, Con un fiero ordine del giorno il Napoli rigetta le accuse della Lega nazionale del Calcio: Muscariello e Innocenti annunciano di voler querelare per diffamazione il presidente della Lega, in Corriere dello Sport, 2 agosto 1948, p. 3. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  4. ^ a b c L'aut aut al Napoli - La C.A.F. ha respinto i reclami del dr. Muscariello e del giocatore Luigi Ganelli, in Corriere dello Sport, 20 agosto 1948, p. 2. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  5. ^ Giuseppe Melillo, Respinto il reclamo del Napoli, in Corriere dello Sport, 1 luglio 1948, pp. 1-2. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  6. ^ a b Giuseppe Melillo, Respinti dalla CAF i reclami del Napoli e della Salernitana. Le due società campane ricorrono al Consiglio Federale, in Corriere dello Sport, 30 luglio 1948, pp. 1-2. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  7. ^ Giuseppe Melillo, Il comunicato ufficiale della CAF sui reclami del Napoli e della Salernitana, in Corriere dello Sport, 31 luglio 1948, pp. 1-2. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  8. ^ Franco Ordine, Gli scandali del mondo del calcio - Enciclopedia dello Sport (2002), su treccani.it, Istituto Treccani, 2002. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  9. ^ Il caso Napoli ossia il primo illecito sportivo del dopoguerra, su ju29ro.com, Associazione Culturale Ju29ro Team, 28 marzo 2012. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  10. ^ NAPOLIGRAFIA - Tutto su Napoli, Storia SSC Napoli: anni in chiaroscuro, su napoligrafia.it, ottobre 2014. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  11. ^ Raffaele Vatiero, Paulo Innocenti, primo capitano e marcatore della storia Azzurra, su napolicalcionews.it, Napoli Media Network, 31 ottobre 2016. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  12. ^ Giampaolo Materazzo, Dario Sarnataro, 1001 storie e curiosità sul grande Napoli che dovresti conoscere;: #9 Innocenti: nasce in Brasile un'anima partenopea, su Google Libri, Newton Compton editori, ottobre 2013, p. 11. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  13. ^ La direzione del Napoli precisa la sua pronta azione di riabilitazione. Partito per Milano Muscariello - Un telegramma del Napoli al presidente della F.I.G.C. a Londra, in Corriere dello Sport, 3 agosto 1948, p. 2. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  14. ^ a b 20 o 21 squadre ? Il Consiglio della F.I.G.C. convocato a Roma per il 29 Agosto. L'odierna riunione della C.A.F. per esaminare i documenti inerenti al caso Napoli, in Corriere dello Sport, 19 agosto 1948, p. 1. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  15. ^ Agostino Panica, Viva protesta di Napoli sportiva per il reclamo respinto dalla C.A.F. - L'Associazione Calcio Napoli ricorrerà al Consiglio Federale della F.I.G.C., in Corriere dello Sport, 21 agosto 1948, pp. 1-2. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  16. ^ Bruno Roghi, Discorso sul caso Napoli, in Corriere dello Sport, 27 agosto 1948. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  17. ^ Giuseppe Melillo, Questione Napoli e ventunesima in discussione oggi al Consiglio Federale, in Corriere dello Sport, 30 agosto 1948. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  18. ^ Giuseppe Melillo, Il Consiglio Federale decide i numeri pari - venti squadre in A, due retrocessioni, due promozioni, in Corriere dello Sport, 31 agosto 1948. URL consultato il 3 febbraio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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