Promozione e retrocessione

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L'espressione promozione e retrocessione indica, negli sport di squadra, il passaggio dei club da una divisione all'altra.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Promozioni e retrocessioni, rispettivamente nella categoria superiore e inferiore, avvengono al termine della stagione.[1] Esse sono stabilite attraverso la classifica della stagione regolare oppure con le "code", ovvero play-off e play-out.[2][3]

Oltre che sul campo, possono anche venire stabilite dal giudice sportivo in casi particolari, per esempio illeciti oppure inadempienze finanziarie.[4]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione dei campionati prevede, solitamente, un identico numero di promozioni a fronte delle retrocessioni: tuttavia, in caso di allargamento o restringimento della categoria (per esempio, a causa del fallimento di società) il rapporto (ricambio) viene mutato.[5] Tale situazione ha effetti anche sulle divisioni inferiori, stravolgendo l'apparato e la struttura.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Vincenzi, Campedelli e la favola Chievo: "Siamo uno spot per il calcio", su repubblica.it, 4 giugno 2001.
  2. ^ Sebastiano Vernazza, Urlo Reggina: il Sud resta in A, in La Gazzetta dello Sport (Bergamo), 3 giugno 2003.
  3. ^ Luca Aquino, Serie B, Bologna-Pescara 1-1: dopo un anno, i rossoblù tornano in A, su gazzetta.it, 9 giugno 2015.
  4. ^ Prima sentenza sullo scandalo calcio Juve, Lazio e Fiorentina in serie B, su repubblica.it, 14 luglio 2006.
  5. ^ Domenica B in campo Ma i "ribelli" non ci stanno, su repubblica.it, 4 settembre 2003.
  6. ^ Leandro Cantamessa, Giovanni Maria Riccio e Giovanni Sciancalepore, Lineamenti di diritto sportivo, Milano, Giuffrè Editore, 2008, p. 628.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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