Stadio Arturo Collana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stadio Arturo Collana
Stadio del Vomero
Stadio XXVIII Ottobre
Stadio del Littorio
Stadio della Liberazione
Naples - Stadio Arturo Collana (2008).JPG
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneVia Giuseppe Ribera
80128 Napoli
Inizio lavori1925
Inaugurazione27 ottobre 1929
Pista d'atletica8 corsie
Costo800 000 lire (1929)
Ristrutturazione1975
Mat. del terrenoerba
Dim. del terreno101 x 64 m
ProprietarioRegione Campania
ProgettoAmedeo D'Albora
Uso e beneficiari
CalcioNapoli
Football americanoBriganti Napoli
82'ers Napoli
Rugby a 15Partenope
Capienza
Posti a sedere12 000
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°50′47″N 14°13′27″E / 40.846389°N 14.224167°E40.846389; 14.224167

Lo stadio Arturo Collana è un impianto sportivo polivalente di Napoli; si trova sulla collina del Vomero e, per capacità di spettatori, è il secondo stadio cittadino. Ospita partite di calcio, football americano e rugby a XV.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque come stadio di calcio alla fine degli anni 1920, e inizialmente prese il nome di Stadio XXVIII Ottobre. Fu denominato anche campo sportivo del Littorio, fu costruito anche grazie a una raccolta fondi pro-stadio[1]. Ospitò saltuariamente le partite interne del Napoli calcio, divenendone in seguito il campo ufficiale durante la stagione 1933-1934 a causa dei lavori di ristrutturazione dell'Ascarelli, scelto per ospitare il campionato del mondo 1934.

Nel corso della seconda guerra mondiale il Napoli ritornò a giocare solo nel 1942 e per breve tempo: dopo l'8 settembre 1943 fu requisito dalla Wehrmacht e utilizzato dalle SS come campo di concentramento nel quale rinchiudere i napoletani da inviare in Germania, provocando la reazione dei cittadini, sfociata poi nelle Quattro giornate di Napoli.

Nell'immediato dopoguerra l'impianto, ribattezzato per breve tempo Stadio della Liberazione, tornò a ospitare la squadra azzurra, essendo l'unico in città a garantire un minimo di agibilità. Nel 1946, durante la partita Napoli-Bari, alla rete di Lushta, la prima del giocatore albanese coi partenopei, l'esultanza fu tanta e scomposta da provocare il cedimento di un settore della tribuna, col conseguente crollo e un bilancio di 114 feriti.

Il 6 novembre 1955, al termine della partita Napoli-Bologna, vi fu un'invasione di campo che si concluse con un bilancio di circa 160 tra contusi e feriti, di cui otto gravi. Il tumulto scoppiò in seguito al rigore concesso a fine gara a favore del Bologna col conseguente insperato pareggio dei felsinei.[2]

L'utilizzo dello stadio avrebbe dovuto essere una soluzione provvisoria, anche per l'inadeguatezza della capienza, ma tale situazione di precarietà si protrasse invece per 15 anni, fino all'inaugurazione del nuovo Stadio del Sole, poi san Paolo, a Fuorigrotta nel 1959. Successivamente fu intitolato ad Arturo Collana (26 novembre 1894 - 22 maggio 1959)[3], giornalista sportivo tra i soci fondatori, nel 1946, del Gruppo Napoletano Giornalisti Sportivi, successivamente confluito nell'Associazione (poi diventata Unione) Stampa Sportiva Italiana.

Su tale terreno la Partenope Rugby vinse due campionati italiani consecutivi, nel 1965 e nel 1966.

Completamente ristrutturato negli anni 1970, è diventato un centro sportivo polifunzionale dove si possono svolgere gare di atletica e partite di calcio e di rugby (ha ospitato anche incontri della Nazionale italiana), e contiene anche palestre, una pista di pattinaggio, un club di tennis e una piscina.

La palestra più grande, dotata di spalti, fu il campo di casa della squadra di pallacanestro femminile di serie A1 di Napoli, fino alla chiusura per inagibilità e rischi di crollo. Il parquet del Collana è quello "storico" del Palazzetto dello Sport Mario Argento, teatro dei successi del basket napoletano dei primi anni 1970, trasferito dopo lo smantellamento del palazzetto di Fuorigrotta.

Vi giocò per un certo periodo verso metà anni 1980 anche la Società Sportiva Calcio Campania.

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio ebbe nel tempo le seguenti denominazioni:

Con la Delibera di Giunta Comunale n° 691 del 13 settembre 2012, il Comune di Napoli approvò il ripristino del nome "Stadio della Liberazione".

Ma l'autorizzazione al cambio del nome deve darlo la Regione Campania, che è proprietaria dell'Impianto sportivo (il Comune di Napoli ha solo il comodato d'uso), nonché la Prefettura - Ufficio Territoriale di Governo di Napoli, in base alla legge n° 1188 del 23 giugno 1927.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il regime ha dato a Napoli un campo sportivo modello., Lo Sport Fascista, anno II, numero 11, pagina 6, novembre 1929. URL consultato il 15 novembre 2014.
  2. ^ La Stampa, prima pagina, su www.archiviolastampa.it, 7 novembre 1955. URL consultato il 24 aprile 2017.
  3. ^ Giuseppe Villani, "Lo stadio del Vomero nella storia di Napoli ricordando Collana", Angelo Di Marino, Napoli, 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]